The Ghost Fleet: Recensione del fumetto di Daniel W. Johnson e Donny Cates

Donny Cates e Daniel Warren Johnson ci trasportano in un mondo dove (quasi) tutto diventa possibile. Ma siete davvero sicuri di volerne fare parte?

recensione The Ghost Fleet: Recensione del fumetto di Daniel W. Johnson e Donny Cates
Articolo a cura di

The Ghost Fleet, il fumetto creato da Donny Cates e disegnato da Daniel Warren Johnson (all'epoca entrambi all'inizio della carriera), è stato recentemente pubblicato in Italia dalla casa editrice Saldapress. I recenti due ospiti di Lucca Comics & Games firmano un'opera che può considerarsi come un vero e proprio omaggio a tutta una serie di pellicole cinematografiche uscite negli anni '70 e '80. Il risultato finale risulta però eccessivamente frammentato. Di seguito proveremo quindi ad analizzare tutti i punti di forza e di debolezza del fumetto.

Una strana storia

La storia inizia con un breve antefatto ambientato nel 1800 che ci mostra la genesi del Convoglio Fantasma. Il lettore viene quindi trasportato nel presente, dove la vicenda vera e propria inizia; l'albo ci proietta in un'avventura dove non esiste alcun punto fermo e i tradimenti si nascondono dietro ogni angolo. Trace e Ward, i protagonisti del racconto, sono incaricati di scortare il Convoglio Fantasma (al cui interno non si sa bene cosa ci sia) per evitare qualsiasi tipo di problema; improvvisamente però, qualcosa va storto e Trace viene ingannato dal suo fidato alleato.
Inizia così una storia di vendetta senza quartiere in cui il protagonista Trace, intenzionato più che mai a rimettere le cose in ordine, si sforza anche per scoprire tutte le questioni rimaste insolute. Il fumetto, per quanto fin dall'inizio non nasconda la sua natura d'intrattenimento, pecca però di un'elevata "bulimia" contenutistica. Fin dalla roboante dedica iniziale a Kurt Russel (attore protagonista di pellicole cult quali 1997: Fuga da New York e La Cosa), l'intero albo appare fin da subito come un concentrato di situazioni fuori di testa e volutamente esagerate che però mal si collegano tra loro.

L'impressione è quella che Donny Cates abbia infarcito il fumetto di un gran numero di elementi stilistici differenti, puntando però a costruire un impianto narrativo eccessivamente stereotipato e citazionista, il più delle volte fine a se stesso. I lettori più smaliziati non faranno infatti fatica a trovare tutta una serie di rimandi, più o meno espliciti, a numerose opere del passato, dal Duel di Steven Spielberg al già citato Fuga da New York (il cui protagonista ha ispirato in seguito anche l'icona dei videogiochi Solid Snake).

Purtroppo i vari personaggi presenti nel fumetto (protagonista compreso) non riescono a incidere come dovrebbero, quasi come se fossero stati modellati esclusivamente per portare avanti una trama abbastanza caotica in cui la componente meramente action ne diventa la protagonista assoluta.
Una maggiore caratterizzazione psicologica dei personaggi avrebbe sicuramente giovato al tutto, anche in funzione del tradimento subito dal protagonista che, dopo l'incipit, perde in realtà parecchio mordente.
Gli stessi villain appaiono poco approfonditi, particolare capace di rimarcare ancora una volta la poca cura riposta nella costruzione dei background dei personaggi.

Un tratto potente

Nonostante quindi per buona parte dell'albo non sia ben chiaro dove l'opera voglia andare a parare, il ritmo risulta tutto sommato avvincente, grazie anche alla buona varietà di situazioni presenti all'interno del fumetto.
Il finale, dai toni smaccatamente epici, riesce in qualche modo a fornire alla narrazione una sua maggiore coerenza (per quanto folle), seppur ancora una volta sia fin troppo presente la sensazione di trovarsi di fronte a un collage di situazioni/avvenimenti che mal si amalgamano tra loro.

A fronte comunque di una trama sicuramente non esaltante, il comparto tecnico risulta di grande impatto, soprattutto dalla seconda metà in poi.
Daniel Warren Johnson, qui in veste di disegnatore (ma che abbiamo apprezzato molto anche in veste di autore completo come indicato nella recensione di Murder Falcon), dimostra la sua grande abilità nel ricreare al meglio sequenze action estremamente dinamiche.
Il suo tratto, capace di unire insieme numerose influenze stilistiche all'apparenza agli antipodi, dona all'intera opera una marcia in più.
Oltre al buon livello di espressività dei personaggi presenti, Daniel Warren Johnson è riuscito a ricreare molto bene anche la fisicità degli impatti durante le sequenza maggiormente concitate; in numerose occasioni è infatti possibile notare la grande abilità dell'autore nel mostrare gli effetti, talvolta devastanti, dei vari colpi inferti dal protagonista alle sue numerose vittime.

The Ghost Fleet The Ghost Fleet è un fumetto d'intrattenimento senza pretese, in linea generale gradevole nel suo essere sopra le righe, seppur privo di una solida profondità contenutistica. Nonostante una trama parecchio frammentata e dalla progressione spesso caotica, l'opera risulta godibile tanto per le roboanti sequenze action presenti quanto per gli evocativi disegni di Daniel Warren Johnson.

6.5