The Great Passage: recensione dell'anime disponibile su Amazon Prime Video

The Great Passage è un anime maturo che tratta una serie di tematiche complesse, mettendo in scena l'epopea della creazione di un dizionario.

recensione The Great Passage: recensione dell'anime disponibile su Amazon Prime Video
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Talvolta la parola dizionario richiama alla mente l'immagine di un volume polveroso e ingombrante, i cui ricordi sono perlopiù connessi ai banchi di scuola, e accompagnati da una vaga sensazione di repulsione nei confronti di un oggetto che si associa inconsciamente allo studio, alla noia o al rigido formalismo. Eppure, tra le pagine di un dizionario si cela molto di più. Innanzitutto, è un prezioso alleato per comprendere il mondo e la moltitudine di messaggi verbali da cui siamo circondati, nonché un aiuto fondamentale per rispondere adeguatamente e con consapevolezza a tali messaggi, veicolando i concetti e le idee desiderate. Non bisogna poi dimenticare che dietro questi oggetti troppo spesso bistrattati vi siano tutta la passione e il duro lavoro di coloro che ne hanno permesso la realizzazione.

Se pensate che non sia possibile comunicare tutto questo attraverso una storia interessante e avvincente , non possiamo fare a meno di farvi notare che esiste un anime in grado di smentire tale conclusione. The Great Passage ( in originale Fune Wo Amu), l'anime dello studio Zexcs tratto dal romanzo di Shion Miura e disponibile su Amazon Prime Video, riesce infatti a portare a termine questa impresa, configurandosi, oltre che come uno dei migliori seinen disponibili su Prime Video, come un'opera per certi versi atipica e per questo forse non adatta a tutti i palati, ma al netto di qualche trascurabile difetto molto riuscita e meritevole di attenzione.

Una nave chiamata Daitokai

Kohei Araki e Tomosuke Matsumoto condividono un intenso amore per le parole e il sogno di dare vita al Daitokai, un nuovo dizionario che possa soddisfare i requisiti linguistici del mondo contemporaneo ed essere fruibile da un numero il più ampio possibile di individui. Dopo i molti anni trascorsi a collaborare con Matsumoto, Kohei si trova costretto però costretto, a causa dell'aggravarsi delle condizioni di salute della moglie, ad abbandonare il ruolo di capo del dipartimento editoriale promettendo però all'amico e collega di individuare un degno successore prima di rendere effettive le sue dimissioni.

L'impresa tuttavia non è delle più semplici, in quanto la realizzazione di un dizionario richiede una serie di doti fuori dal comune quali pazienza, una grande attenzione per i dettagli e capacità di guardare alle parole attraverso un'ampia prospettiva, come afferma lo stesso Matsumoto mostrandosi piuttosto dubbioso sulle effettive possibilità di individuare un candidato in possesso di tali requisiti.

L'onore e l'onere di raccogliere il testimone di Kohei spetterà al giovane Mitsuya Majime, un uomo fortemente introverso e parecchio impacciato, la cui limitata dimestichezza con i rapporti umani e carente capacità di comunicare è compensata però da una gentilezza ed uno zelo senza pari. A notare Majime, più per la sua totale inadeguatezza nello svolgere la mansione di venditore, che per meriti particolari, è Masashi Nishioka, anche egli impiegato nella sezione editoriale della Gembu Book guidata da Kohei.

Quest'ultimo, apprendendo dalle parole di scherno di Nishioka l'assurdo modo in cui, durante il loro incontro, Majime aveva interrotto la discussione per soffermarsi sui significati dell'espressione "l'aria che tira", comprende immediatamente quanto grande sia il talento e la passione per le parole dell'uomo in cui si era imbattuto casualmente il collega. Così, senza indugio e suscitando la disapprovazione e l'incredulità di Nishioka, Kohei si precipita al reparto vendite per incontrare di persona Majime, e dopo averne messo alla prova le particolari doti intuite poco prima, lo invita a lasciare il suo attuale lavoro per dedicarsi insieme a lui alla creazione di un nuovo dizionario.

La storia di Majime

Focalizzandosi esclusivamente sulle vicende di Majime e considerando solo le prime delle 11 puntate di cui è costituito l'anime, si potrebbe leggere l'opera come una sorta di racconto di formazione. The Great Passage delinea a ben vedere il percorso di maturazione di un personaggio inizialmente poco consapevole dei propri talenti, abbastanza isolato dal resto della società e attanagliato da un forte senso di smarrimento e dalla sensazione di non riuscire ad esprimere le proprie emozioni e sentimenti. Una serie di incontri stravolgerà però la vita di Majime, costringendolo a mettere in discussione alcuni aspetti di se stesso o inducendolo semplicemente a rendersi conto del proprio valore.

Estremamente rilevante nella crescita del personaggio è certamente l'avvio del nuovo lavoro, che comporta oltre alla valorizzazione delle sue capacità peculiari anche il risveglio di una vera e propria vocazione sopita. Di importanza fondamentale è poi l'amicizia che lega Majime all'anziana padrona di casa ed il sentimento d'amore sviluppato nei confronti della nipote della saggia signora, l'affascinante Kaguya Hayashi.

Purtroppo, diversamente da come lasciava presagire la splendida sequenza che descrive l'incontro tra i due, lo sviluppo del rapporto tra la ragazza ed il protagonista dell'anime, è descritto in maniera sommaria e senza un adeguato approfondimento tanto delle dinamiche della relazione quanto >del personaggio stesso di Kaguya, la cui raffigurazione, a tratti scialba, sfigura dinnanzi alla tridimensionalità che contraddistingue la maggior parte dei personaggi dell'anime.

Fortunatamente il medesimo difetto riscontrato poc'anzi non attanaglia la descrizione del rapporto di amicizia che lega Majime all'estroverso Nishioka. Quest'ultimo, per l'innata capacità di comprendere e mettere a proprio agio l'interlocutore, si configura come un vero e proprio contraltare rispetto al timido Majime. La chiara divergenza tra i due caratteri, anziché risolversi in astio o in incompatibilità, determina al contrario un graduale avvicinamento tra i due personaggi.

La diversità si trasforma insomma ben presto in complementarietà, tanto nel lavoro quanto al di fuori dell'ufficio, mentre l'amicizia che si instaura tra i due offre ai personaggi un vero e proprio specchio critico attraverso il quale mettere in discussione loro stessi ed il proprio agire.

Varcare l'oscurità dell'oceano

Pur rivestendo un ruolo fondamentale nell'impianto generale dell'opera, non è probabilmente la storia personale di Majime l'elemento di maggior interesse dell'anime , ma semmai una componente rilevante da inquadrare all'interno di un contesto ben più ampio e corale. The Great Passage non mette infatti in scena la vicenda di un singolo personaggio ma il racconto del lavoro e della dedizione di un gruppo di uomini differenti ma accomunati dalla forza della medesima passione o meglio dal medesimo Gou.

Tale termine giapponese non ha un preciso corrispettivo nella lingua italiana alludendo contemporaneamente ai "motivi del cuore che ignorano qualsiasi ragione" e a parole quali " vita di un individuo, lavoro o vocazione". L'anime tratto dal romanzo di Shion Miura eccelle nel rendere tangibile la rappresentazione di questa forza misteriosa, un energia che incatena ma al contempo, come afferma Majime, è in grado di donare una particolare forma di libertà a chi ne sperimenta l'influsso.

L'obiettivo concreto per il quale i membri della divisione editoriale della Gembu dedicata ai dizionari, concentrano i propri sforzi, attingendo dalla forza della propria passione è, come già accennato, la creazione del Daitokai. L'importanza del Daitokai ed in generale di ogni dizionario è più volte ribadita dai protagonisti con una similitudine che accosta tale strumento ad una nave che permette di attraversare il vasto oceano delle parole per colmare la distanza che separa gli individui, consentendo e facilitando la reciproca comprensione.

In quest'immagine così potente è racchiuso il leitmotiv di The Great Passage , il motivo dell'incomunicabilità e dell'ineffabilità declinato però secondo un'ottica ottimistica secondo la quale il linguaggio umano, se adeguatamente supportato, è in grado di illuminare l'oscurità che circonda il mondo e il microcosmo di emozioni e sentimenti custoditi da ciascun individuo. La parola assume dunque il ruolo di principio ordinatore del caos del mondo oltre che di ponte tra l'interiorità degli individui.

Quasi del tutto lasciata alla sensibilità dello spettatore è invece l'interpretazione del significato assunto della ruota panoramica, presenza costante nelle diverse inquadrature della città oltre che nelle immagini che scorrono durante la opening. La ruota panoramica potrebbe alludere alla circolarità intensa come moto continuo e centrifugo che connota la necessità di cambiare continuamente per adeguarsi alla mutevolezza della vita o alla continua tensione rivolta al raggiungimento dei propri obiettivi e traguardi, che pur se sfiorati o raggiunti sembrano non appartenerci mai del tutto necessitando di un impegno costante e duraturo anche a posteriori.

Unicità e qualità

Aldilà della capacità di affrontare in maniera matura ma mai eccessivamente complessa una serie di tematiche di grande importanza, partendo da un argomento apparentemente di nicchia per trattare problemi di natura universale, esiste un ulteriore aspetto di The Great Passage su cui vale la pena soffermarsi. Si tratta delle numerose digressioni sul significato o l'origine di parole ed espressioni della lingua giapponese, che pur non appesantendo eccessivamente la visione offrono allo spettatore un interessante scorcio sulla millenaria e complessa cultura del Paese del Sol levante.

Contrariamente a quanto si potrebbe superficialmente evincere guardando agli argomenti trattati o alla complessità delle tematiche affrontate, le 11 puntate dell'anime disponibile su Amazon Prime Video si susseguono lasciandoia poco spazio alla noia e senza mai risultare pedanti nella forma o nei contenuti. Ciò non significa però che il peculiare ritmo narrativo e la maturità generale dell'opera possano incontrare il favore di ogni spettatore.

The Great Passage è infatti uno slice of life che ama talvolta indugiare nella rappresentazione della quotidianità dei personaggi, evocando ad esempio immagini allusive alla fatica di un lavoro ripetitivo o alla gioia di una cena tra amici. Il ritmo narrativo, le tematiche trattate e la maturità dell'opera, potrebbero quantomeno inizialmente disorientare lo spettatore avvezzo ad altri generi di anime con un più alto contenuto di azione o caratterizzati da una serie di stereotipi e cliché dai quali the Great Passage cerca di allontanarsi.

Ottima la regia di Toshimasa Kuroyanagi, in grado di trasmettere alla perfezione, anche grazie ad alcune inquadrature peculiari, tanto il pathos dei momenti chiave del racconto quanto i sentimenti dei protagonisti e l'intesa che si instaura gradualmente tra loro. Da segnalare poi la presenza di una generale cura certosina per i dettagli, come la condensa che appanna gli occhiali di Majime dopo aver consumato una scodella di Ramen fumante.

Dal punto di vista strettamente tecnico occorre poi lodare il lavoro svolto dallo studio Zexcs, che ha dato vita a delle animazioni di alto livello. Più che buoni anche il character design di Hiroyuki Aoyama, la scrittura di Takuya Sato e il comparto sonoro, con le musiche di Yoshihiro Ike che ben si adattano al tono generale dell'opera ed una pregevole ending della cantante giapponese Leola

The Great Passage The Great Passage è un opera densa di messaggi e significato. Si tratta di un anime che racchiude una raffinata celebrazione della passione di tutti coloro che decidono di spendere la propria esistenza assecondando l’intima vocazione interiore; di un racconto corale che, senza sconti, mette in scena tutta la fatica e la dedizione necessaria a raggiungere grandi e piccoli obiettivi; di un inteso atto d’amore nei confronti del potere della parola e di chi ne studia o sperimenta ogni giorno, per piacere o lavoro, la magia. Con una maggiore cura nel delineare il personaggio di Kaguya ed il rapporto tra questa e Majime, probabilmente raggiungibile aumentando il minutaggio dell’opera, e senza la forse eccessiva linearità della trama che lascia spazio a pochi colpi di scena, ci saremmo trovati a recensire un piccolo capolavoro. Alla stato attuale ci troviamo dinnanzi ad un’opera probabilmente non adatta a tutti gli spettatori, ma destinata a lasciare un segno indelebile nel cuore e nella memoria di chi saprà apprezzarne il tono e le peculiarità. Forse anche una storia ben narrata può essere un faro per illuminare il cammino verso la comprensione di noi stessi e dell’altro.

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