The Orbital Children Parte 1, Recensione: sci-fi allo stato puro su Netflix

The Orbital Children è il nuovo anime originale Netflix diretto da Mitsuo Iso. Un'opera dal grande calibro che conquista i fan del genere science fiction.

The Orbital Children Parte 1, Recensione: sci-fi allo stato puro su Netflix
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Per il mondo degli anime il 2022 si prospetta un anno davvero ricco di novità. Il 28 Gennaio Netflix ha distribuito The Orbital Children, nuova sorprendente opera di Mitsuo Iso prodotta dal nuovo studio d'animazione Production +h. In Giappone, lo stesso giorno, la prima stagione dell'anime è stata proiettata nelle sale cinematografiche sotto forma di lungometraggio. Un secondo film raggiungerà il grande schermo a partire dall'11 Febbraio; allo stesso modo, tutti gli altri Paesi godranno di una seconda stagione sulla piattaforma streaming.

Netflix ha pubblicato The Orbital Children con doppiaggio in italiano. La prima parte si compone di 6 episodi, ognuno dalla durata di circa 30 minuti. Sono tempi decisamente più lunghi rispetto agli anime tradizionali, ma vale la pena guardarli tutti d'un fiato per scoprire cosa si cela dietro la nuova creazione di Iso.

Sci-fi allo stato puro

È il 2045, l'intelligenza artificiale (AI) governa la vita umana e viaggiare nello spazio è all'ordine del giorno. Tre bambini nati e cresciuti sulla Terra hanno la possibilità di raggiungere la stazione spaziale Anshin e incontrare Touya Sagami e Konoha Nanase, due quattordicenni provenienti dalla Luna.

Dopo la loro conoscenza, un grosso incidente lascerà i bambini indietro, senza la possibilità di essere aiutati dagli adulti. Con le loro forze e con l'ausilio di un drone e di un dispositivo di AI dovranno trovare un modo per sopravvivere. Questo lungo viaggio, tuttavia, consentirà loro di scoprire tutti i segreti che si celano dietro una misteriosa profezia di Seven, la più alta forma di intelligenza artificiale della storia. Possiamo considerare The Orbital Children un'opera sci-fi allo stato puro. Numerosi anime sono vicini al mondo della science fiction e dell'alta tecnologia, ma davvero pochi riescono a fornire allo spettatore una visione così dettagliata e completa. Ciò costituisce un'arma a doppio taglio. Il continuo utilizzo di un linguaggio strettamente tecnico può risultare impegnativo, specie se consideriamo che i 30 minuti per ogni episodio si fanno davvero sentire. Questo apparente ostacolo è anche indice della laboriosità dell'autore, che mira alla realizzazione di un'opera complessa.

Mitsuo Iso si proietta da qui ai prossimi 23 anni, immaginando strabilianti progressi tecnologici e scientifici , tanto da pensare alla possibilità di nascere e vivere sulla Luna. Una previsione sicuramente ancora vicina all'utopia che, però, si basa su nozioni e conoscenze che derivano dalla realtà. Le continue informazioni che i personaggi trasmettono e imparano sono il frutto di una dura ricerca di verosimiglianza.

Pur trattandosi di science fiction, nulla è lasciato alla totale fantasia, tutto trova la propria base nelle conoscenze della fisica e della scienza contemporanee. Abbiamo apprezzato alcuni dettagli in merito all'ideazione di strumenti tecnologici che estremizzano quelli odierni, come il dispositivo simile ad uno smartphone incorporato nel palmo della mano. Siamo di fronte a un prodotto che riesce subito a distinguersi, ponendosi al di sopra di altri progetti contemporanei. Un esempio può essere Sakugan, uno dei nuovissimi anime sci-fi disponibili su Crunchyroll. Pur essendo gradevole e valido, la sua semplicità e la leggerezza nel raffigurare la fantascienza non possono competere con lo sforzo che l'intero staff ha compiuto per far sì che The Orbital Children lasciasse un segno indelebile.

Tematiche impegnative

I protagonisti rappresentano la nuova generazione che scavalcherà il limite tra la Terra e lo spazio circostante. Come spesso accade nella filmografia giapponese, bambini super intelligenti si fanno carico di fardelli generalmente più adatti a personaggi adulti.

Eppure, in questo caso, la scelta di persone così giovani è il risultato di un ragionamento accurato che mira a illustrare un nuovo futuro in cui i protagonisti non hanno vissuto il passaggio da tecnologia tradizionale a supertecnologia. Essi sono i veri figli di questo nuovo mondo.
Questa decisione, quindi, non è affatto incoerente, tuttavia si scontra con il dover affrontare temi di un certo spessore: il destino dell'universo, la distinzione tra il bene e il male, l'esistenza di un dio e il confine tra la vita e la morte. Esiste una divinità suprema, e se sì chi è? È possibile che si tratti di un'intelligenza artificiale? La piccola Konoha, insieme a Touya e ai suoi nuovi compagni, si farà carico di tanti pensieri profondi sul vero significato del mondo e sul timore di morire, lasciando spazio a scene emozionanti e commoventi, cariche di dolcezza e di tenerezza. Lo spettatore sa che la nuova generazione è figlia di nuove certezze, ma non può non guardarla sotto la luce dell'infanzia. Un piccolo rischio è quello di affrontare questa gran quantità di tematiche con un livello di analisi poco approfondito.

Un design sublime

Due tra i più noti animatori giapponesi prendono parte al grande progetto di Iso. Kenichi Yoshida (lo ricordiamo nella Ghibli con Porco Rosso) si occupa del character design, affiancato da Toshiyuki Inoue, impegnato nell'animazione. Il frutto della loro collaborazione gode di un'estetica appagante e di un'estrema cura per i dettagli. L'occhio cade su alcuni particolari, come i marchi e i loghi reinventati (Deegle, Oniqlo) di cui apprezziamo la verosimiglianza.

Non ci siamo lasciati sfuggire, inoltre, una citazione che tocca una pietra miliare del genere sci-fi, rintracciabile nel design di alcune macchine intelligenti. Stiamo parlando di 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick del 1968. Le fattezze del drone di Touya, infatti, ricordano molto quelle di HAL 9000, il computer dall'occhio rosso a bordo della Discovery Uno, in grado di comunicare con gli esseri umani. Le scene spaziali, pur non essendo terreno fertile per minuziosi dettagli, restano quelle di maggiore impatto visivo, in grado di affascinare lo spettatore con i suoi colori travolgenti.

The Orbital Children La prima stagione di The Orbital Children pone già solide basi per considerare l'anime di Mitsuo Iso una vera chicca per gli appassionati del genere sci-fi. È un concentrato di informazioni, conoscenze ed emozioni che riescono ad attirare l'attenzione e la curiosità dello spettatore, pur ponendolo spesso di fronte ad un linguaggio tecnico impegnativo e a tematiche che non godono di un'analisi molto approfondita.

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