The Promised Neverland: Recensione del primo volume del nuovo manga J-POP

Approda finalmente in Italia la hit di Weekly Shonen Jump, acclamata e stravenduta in patria, scritta da Kaiu Shirai e disegnata da Posuka Demizu...

recensione The Promised Neverland: Recensione del primo volume del nuovo manga J-POP
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The Promised Neverland era una delle uscite più attese in assoluto del 2018 per tutti gli appassionati manga, e come dare torto a chiunque ne stesse pregustando l'arrivo in versione italiana - edita J-POP di Edizioni BD. Il fumetto shonen di Kaiu Shirai e Posuka Demizu è serializzato su Weekly Shonen Jump da poco più di un anno e, solo nel corso dei suoi primi 12 mesi di pubblicazione (che contano attualmente 6 tankobon in terra nipponica) ha venduto oltre 2 milioni di copie. Il primo volume di questa acclamatissima opera arriva finalmente sugli scaffali italiani e finalmente possiamo dirvi la nostra sul manga campione di incassi, vera e propria hit del magazine nipponico più seguito in assoluto.

Dal sogno all'incubo

Gli autori di The Promised Neverland ci portano in un futuro piuttosto distopico e il lettore segue le vicende di Emma, Norman e Ray: tre ragazzini, i più anziani di un orfanotrofio, che vivono una vita tranquilla e spensierata all'interno di un collegio isolato dal mondo. Gli altri bambini dell'istituto sono i loro fratellini, ma non di sangue; donna Isabella è la loro "mamma", ma non biologica: veglia su di loro, li istruisce e li nutre fino al compimento dei 12 anni di età. Entro questo traguardo, prima o poi, tutti i bambini che arrivano alla Grace Field House sono destinati a lasciare l'orfanotrofio, adottati finalmente da una famiglia che li accoglierà e gli darà affetto: nel mentre, i bimbi vivono un'esistenza isolata dal resto del mondo, senza televisione o radio per conoscere gli eventi al di fuori della riserva in cui si trovano, con nient'altro che la conoscenza derivata da anni di studio e di continui test quotidiani, effettuati per valutare costantemente l'intelligenza di ogni ragazzino e catalogarlo così assegnandogli un punteggio. I tre protagonisti - Emma, Norman e Ray, appunto - sono 11enni, prossimi al raggiungimento dell'ultimo anno utile a trovare una famiglia, e sono anche gli studenti migliori del collegio: chi in una disciplina, chi in un'altra, i tre ragazzi eccellono quasi in tutto sotto il profilo intellettuale e fisico. Proprio per questo motivo sono gli individui più arguti tra i bambini della Grace Field House, costantemente spinti dalla curiosità di scoprire - tra un gioco e l'altro - cosa c'è al di fuori dei confini del loro microcosmo in cui sono schiavi di una routine sia fisica che mentale.

Ma una sera, quando i ragazzi vogliono restituire alla piccola Conny il suo pupazzo preferito e decidono di avventurarsi verso una struttura proibita, scopriranno una verità orripilante, mostruosa e terribile, che sconvolgerà la loro visione del mondo e gli farà aprire gli occhi sulla realtà in cui vivono. La trama di The Promised Neverland è un climax di scoperte, rivelazioni e tremendi colpi al cuore, seguita da una seconda parte in cui la verità lascia spazio ai dubbi, ai complotti e alle fughe: una terribile caccia tra gatto e topo che, soltanto nel primo volume dell'opera di Shirai e Demizu, è già densa di colpi di scena, figli di una scrittura attenta, fine e coesa.

Un'opera da tenere d'occhio

La penna di Kaiu Shirai caratterizza assai finemente ognuno dei protagonisti di The Promised Neverland: il fulcro del racconto sarà visto dagli occhi di Emma, ma la sceneggiatura non risparmierà neanche i due co-protagonisti (Norman e Ray) da una psicologia profonda e interessante, i quali - già da questo primo numero - lasciano intravedere sviluppi interessanti che, nei prossimi volumi, preannunciano risvolti importanti e inaspettati.

Ma anche gli altri personaggi che ci vengono presentati nel corso del racconto, a cominciare dalla "mamma" che dirige l'orfanotrofio chiamato Grace Field House, hanno qualcosa da dire in termini di personalità e carisma: "mamma" Isabella è una donna a sua volta egregiamente tratteggiata, austera e ferma nelle sue decisioni, al contempo dolce e terribile nel corso dei primi capitoli, attraverso i quali emerge pian piano la sua personalità. Ma sono anche e soprattutto le mostruosità, le aberrazioni e le deformità che incontreranno i protagonisti nel corso delle loro avventure a rendere The Promised Neverland un miscuglio che, dal contesto idilliaco che vivono i ragazzi, si trasformerà in un vero e proprio incubo per un'opera capace di contaminare tra loro più generi, dal thriller all'orrido più puro, il tutto camminando sul filo spesso di quello che ci sembra un delizioso racconto di formazione. Il tutto, poi, è supportato dalla matita di Posuka Demizu, che delinea splendidamente le fattezze dei protagonisti con un tratto estremamente dettagliato, ma al contempo soffice e delicato soprattutto nel definire i lineamenti dei tre ragazzini; lo stile si fa più duro e meno barocco, invece, nel tratteggiare le fattezze più dure degli adulti, ma non si preclude di osare con decisione nel definire l'aspetto delle mostruosità con cui dovranno avere a che fare i nostri eroi. In generale, quindi, il character design e il disegno delle ambientazioni di The Promised Neverland preannuncia spettacolo puro per gli occhi, sia sotto il profilo visivo ed estetico che per quanto riguarda lo script di base, per tutta la durata della sua serializzazione.

The Promised Neverland (Manga) The Promised Neverland approda sui nostri scaffali dopo una lunga, attenta e oculata operazione di promozione da parte dell’editore e, giunti alla fine della lettura del primo volume, non possiamo che annuire con decisione di fronte all’opera di Kaiu Shirai e Posuka Demizu. La nuova hit di Weekly Shonen Jump, già dal primo volume dell’edizione italiana, si presenta come un delizioso romanzo di formazione, intriso di una storia capace di contaminare più generi grazie a una scrittura coesa, ambiziosa e coraggiosa; il tutto è impreziosito da un eccellente character design, un tratto che fa del comparto visivo un’altra delle potentissime frecce all’arco di questa opera. Siamo soltanto al primo numero, ma The Promised Neverland ci ha già catturato tantissimo.