The Reflection: recensione della serie anime prodotta da Stan Lee

L'unico anime prodotto da Stan Lee fa di tutto per riproporre i suoi insegnamenti e i suoi ideali, senza però centrare il bersaglio.

recensione The Reflection: recensione della serie anime prodotta da Stan Lee
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È di recente venuto a mancare Stan Lee. Sarebbe superfluo dirvi chi fosse, e l'impatto che ha avuto non solo sul mondo fumettistico, ma anche sull'intero mondo mediatico e non solo. Tutti abbiamo avuto modo di conoscerlo leggendo una delle sue storie che criticavano la società contemporanea, oppure attraverso i suoi cameo nel mondo del cinema, non solo limitati a quelle fuggevoli apparizioni nei film Marvel, che ci strappavano un sorrisetto. Tutti potremo riconoscere Stan Lee come l'uomo che ha "cambiato" il mondo, e la sua morte ha lasciato una profonda cicatrice.
La mente brillante e gli ideali di Stan Lee hanno avuto una forte risonanza in tutto il mondo, raggiungendo anche i confini orientali, in particolar modo la Terra del Sol Levante: alla notizia della sua morte alcune celebrità giapponesi hanno voluto rendergli omaggio, come il game designer Hideo Kojima. In Giappone, infatti, sono stati realizzati vari anime tratti dai suoi fumetti, come ad esempio Iron Man, Wolverine, X-Men, e Blade. Il padre che ha rivoluzionato il comics ha anche prodotto una serie, probabilmente perché affascinato dall'animazione giapponese o forse perché voleva esplorare nuove frontiere: The Reflection. Questo anime dello Studio Deen del 2017 (disponibile sottotitolato su Crunchyroll), cerca in tutti i modi di inserirsi nella scia delle narrazioni di Stan Lee, attraverso dei supereroi che non sono ben accetti dal resto della società, senza però riuscire a farlo completamente, risultando una produzione mediocre. Vediamo, quindi, quali sono i difetti della prima ed unica serie anime prodotta da Stan Lee.

Sky Show

Il Riflesso è una catastrofe che ha colpito il mondo intero. Le sue origini sono ignote, ma sembra essersi generata nello spazio: prima si è manifestata una coltre di fumo nero che ha avvolto l'intero globo; poi raggi di luce verde squarciarono quel fitto strato nebuloso. Il tutto avvenne in breve tempo. Gli umani colpiti da questo misterioso fenomeno caddero a terra privi di sensi, ma non tutti si risvegliarono: molti persero la vita quel giorno.

Altri, invece, ottennero straordinari poteri e vennero chiamati Riflessi. Tuttavia, i superstiti che hanno subito una mutazione non sono uguali: chi è stato contaminato dal fumo nero ha una tendenza a seguire le vie del male, creando disordine e caos; chi, invece, è stato colpito dalla luce verde ha indole più pacifica. Nessuno dei Riflessi, però, ricorda da cosa è stato contaminato.
Gli eventi di The Reflection si svolgono in America, tre anni dopo che la catastrofe si è abbattuta sulla Terra. Nel terzo anniversario del Riflesso, a New York, i cittadini sono riuniti a Time Square per commemorare le vittime cadute quel tragico giorno. La cerimonia viene interrotta bruscamente quando dei Riflessi iniziano a seminare il panico in città; fortunatamente, giungono dei supereroi, anche loro colpiti dal misterioso fenomeno, ma che hanno deciso di usare i poteri ottenuti a fin di bene. Facciamo così la conoscenza di I-Guy, un uomo che può attaccare con la forza della voce, e che, come ogni buon supereroe che si rispetti, cela la sua identità, dietro una spessa armatura, che gli permette di volare (similmente ad Iron Man); questi ama mettersi in mostra, tant'è che quando combatte il male echeggia una canzone molto in voga negli anni ‘80 (almeno nel mondo fittizio della serie). Il secondo eroe è X-On, con indosso una tuta rossa, che ha la capacità di assorbire i poteri di chiunque tocchi e di poterli usare a proprio piacimento. Sebbene i due eroi riescano a consegnare alla giustizia i criminali, questi verranno presto liberati da altri supercriminali.
La protagonista di questa serie, però, è Eleanor la quale ha il dono di teletrasportarsi a breve distanza, ma non riesce a controllarlo alla perfezione; per questo motivo sta seguendo X-On, con la speranza di potergli chiedere aiuto per avere un pieno controllo della sua capacità. Quando i due s'incontrano, il supereroe le dice di cercare una misteriosa figura chiamata Wraith. Le indagini si spingono troppo in là, tanto che i supercriminali la vogliono uccidere. Eleanor scopre, infatti, che i supercattivi hanno puntato gli occhi su tutti i Riflessi, e rapiscono specialmente i membri femminili della famiglia Allen; sembra che dietro tutto ci sia proprio Wraith, ma non ne conosce il motivo. Per questo intraprende un viaggio assieme a X-On attraverso gli Stati Uniti per scoprire la verità. Lungo il cammino, la ragazza, oltre a reclutare altri umani dotati di superpoteri, si trova dinanzi ad una società che inizia ad aver paura e ad odiare i Riflessi, indipendentemente dalla loro indole, in parte spaventati anche dagli eventi di New York.

Parallelamente alle vicende di Eleanor e X-On, seguiamo anche quelle di I-Guy, scoprendo che la sua vera identità è quella di Ian, un cantante inglese che negli anni ‘80 ha raggiunto un successo mondiale con la canzone Sky Show, la stessa che il suo alter ego usa in battaglia; ma ora, sebbene sia ancora apprezzato in Europa, la sua notorietà è diminuita e il suo personaggio è solo un ricordo agli occhi del pubblico. Quando indossa l'armatura di I-Guy si fa aiutare da quattro fedeli collaboratori, che monitorano a distanza la situazione e imbastiscono per lui un piccolo show, per intrattenere il pubblico.
Proseguendo con la narrazione impareremo a conoscere meglio i vari personaggi e la loro caratterizzazione, cercando di comprendere cosa sia accaduto tre anni prima, e quali siano gli scopi dell'organizzazione criminale. Eppure, nonostante queste interessanti premesse, The Reflection non è riuscito a colpirci in pieno.

Anime o comics?

Benché sia stato prodotto da Stan Lee, The Reflection non riesce a seguire le orme delle celebri opere Marvel, con il risultato di essere solo un mero tentativo di voler emulare quell'immaginario presentato nei fumetti americani, senza successo.

Sin dalle fasi introduttive si ha la sensazione che la serie non vanti una sceneggiatura molto elaborata e complessa, senza momenti di particolare spicco, che potrebbero attirare l'attenzione del pubblico, invogliandolo a proseguire la visione. I colpi di scena si concentrano solo nelle battute finali, riuscendo in parte a risollevare la situazione, anche se presentano diversi cliché; inoltre, si percepisce che la storyline proceda molto repentinamente, quasi a voler giungere subito alla conclusione, cercando di raccontare il più possibile e di costruire in maniera più esaustiva tutti i personaggi, in soli 12 episodi. Il risultato finale, però, è diverso: sebbene proceda ad un ritmo molto veloce, l'anime riesce a prendersi i giusti tempi narrativi per cercare di strutturare meglio gli eroi e gli antagonisti, mostrando cosa essi stessero facendo quando il Riflesso si è abbattuto sul pianeta. Su questo versante non possiamo non sottolineare come ogni potere si amalgami alla perfezione con i vari possessori: ad esempio, Eleanor afferma di essere stata vittima di bullismo e di fuggire sempre; il potere del teletrasporto che ha ottenuto le permette, quindi, di scappare, ed è per certi versi un'estensione del suo desiderio di essere in continua fuga. Lo stesso Ian, come detto, in passato era un cantante di successo, ma ora è poco noto tra i più giovani, e l'abilità che ha ottenuto ha proprio a che fare con la sua voce e con il suo desiderio di continuare a cantare ed essere una celebrità. Gli autori sono, quindi, riusciti a trovare una perfetta armonia tra i ruoli creati e i doni di cui sono entrati in possesso, ma ciò non avviene con tutti i protagonisti o antagonisti. Crediamo che, oltre a mostrare come gli attori principali sono stati colpiti dalla catastrofe, e il legame che hanno con i loro poteri, sarebbe stato più interessante conoscere meglio anche il loro passato e quello dei secondari che li circondano, al fine di renderli tutti più apprezzabili e di riuscire a provare determinate emozioni in specifici momenti; purtroppo sono gestiti in maniera superficiale, tanto da non riuscire a coinvolgere appieno, lasciando indifferenti in alcune situazioni. Questa superficialità la si nota anche in quei ruoli che dovrebbero essere importanti a fini narrativi, ma risultano essere poco più di comparse, proprio perché mal sviluppati.

Non sono pochi i personaggi che dovrebbero essere più influenti nella trama, ma non lo sono, e un esempio di ciò è proprio uno dei protagonisti, X-On: analizzandolo, sembra che questi debba avere uno spazio maggiore nella narrazione, ricoprendo un ruolo da coprotagonista, tanto che una delle rivelazioni della serie riguarda lui, e dovrebbe avere un forte legame con Eleanor; ma l'eroe è statico, nel corso della serie non si assiste ad un suo mutamento, e solo nelle fasi finali viene fatto qualche accenno sul suo trascorso, che non riesce, però, a chiarire le ragioni che si nascondono dietro le sue azioni, rendendolo, tristemente, un comprimario. Forse, quel che lascia un po' amareggiati della trama è il non riuscire ad avere una risposta chiara sulle origini del Riflesso e sul perché non tutti i sopravvissuti hanno ottenuto dei poteri. Tra tutti questi difetti, però, è possibile notare una non poi tanto velata critica a una società che non riesce ad accettare ciò che è diverso; tuttavia, questa analisi avrebbe dovuto essere più approfondita e non limitata solo ad esigue puntate, tanto da essere una marcata ed incisiva riflessione sulla società contemporanea.

Quello che salta subito all'occhio è il singolare stile grafico: i disegni sono realizzati in cel-shading, che dà al prodotto finale tonalità simili a quelli dei fumetti, quasi a voler denotare il rimando ai comics occidentali, almeno per lo stile. Nonostante sia un'interessante scelta stilistica, anche perché è poco usata, la resa visiva non è delle migliori, si lascia andare ad eccessivi errori grafici, con un disegno approssimativo in più riprese, sia quando la telecamera tende ad allontanarsi, sia nelle situazioni più concitate, sia, a volte, nei primi piani; se i disegnatori fossero riusciti a gestire meglio il cel-shading avremmo potuto avere un'opera visivamente interessante. Questo si riflette anche sul character design, soprattutto dei supereroi, che non è eccelso, ma mostra un notevole estro artistico nella resa dei personaggi che sono a metà via tra gli anime o i manga ed i fumetti americani.
Non potevano mancare in The Reflection i cameo di Stan Lee, che qui ricopre un duplice ruolo: è uno degli antagonisti, anche se poco strutturato, disegnato a sua immagine e somiglianza, che lui stesso doppia nella versione inglese; ma è anche la voce narrante che, all'inizio degli episodi, riassume cosa è accaduto finora, e alla fine ci introduce a quello successivo, lasciandoci con il suo motto: l'immancabile e immortale Excelsior!

the reflection (anime) The Reflection prende gli insegnamenti tipici dei fumetti di Stan Lee e vuole riproporli ad un nuovo tipo di pubblico, senza riuscirci completamente. La serie ha una trama non complessa ed elaborata, che cerca d’introdurre una critica ad una società in cui domina paura ed odio, ma è superficiale e poco presente, tanto che non lascia lo stesso segno dei comics Marvel. Il tutto è aggravato da attori male approfonditi e di cui si conosce veramente poco, tanto da passare inosservati, e da un comparto visivo che, sebbene cerchi di emulare lo stile fumettistico attraverso il cel-shading, mostra il fianco ad eccessive imperfezioni. Immancabili, e forse sono l’unico pregio in questa serie, le apparizioni del sorridente (anche se qui non lo è) Stan Lee.

5.5