The Seven Deadly Sins: Cursed By Light Recensione: l'ultima battaglia

I Peccati Capitali tornano, per l'ultima volta, in azione nel nuovo film prodotto da Studio Deen, ultimo della serie dedicata a Meliodas e compagni.

The Seven Deadly Sins: Cursed By Light Recensione: l'ultima battaglia
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Dopo la seconda parte dell'ultima stagione, The Seven Deadly Sins: Dragon's Judgement (sulla piattaforma streaming dal 23 settembre), arriva su Netflix il film Cursed by Light, ultimo prodotto dedicato a Meliodas e ai Peccati, un midquel canonico che per l'ultima volta vede in azione i membri del famigerato gruppo di cavalieri, angeli, demoni, fate e giganti, tornando con decisione a puntare sull'anima corale di Nanatsu no Taizai.

Si tratta del secondo (e con molta probabilità ultimo) lungometraggio dedicato ai 7 Peccati capitali, dopo Prisoners of the Sky del 2018 (recuperate la nostra recensione di The Seven Deadly Sins Prisoners of the Sky, in caso). Il film si colloca tra gli episodi 23 e 24 della season finale, raccontando le vicende post-Guerra Santa, con la pace raggiunta dopo il conflitto che viene ancora una volta messa a repentaglio dal potente duo Dahlia-Dubs, il secondo Re delle Fate e il mastro Fabbro del Clan dei Giganti. Grazie alla magia e alle abilità ipnotiche del primo e alla maestria del secondo nel forgiare armi, i due riescono a servirsi della forza di fate e giganti creando un esercito di soggiogati per attaccare contemporaneamente il Regno dei Demoni, Liones e il Regno delle Fate.

Addio Peccati Capitali

Un'impostazione classica, con l'arrivo di una nuova minaccia e gli eroi pronti ad unire le forze per sventarla. Nulla di nuovo nella costruzione dell'intreccio, che segue uno schema collaudato, una strada battuta e ribattuta dagli shonen e non solo. Ma è uno schema fondamentalmente difettoso persino nella semplicità della sua realizzazione.

Ciò che rende questa reiterata dinamica di "apparizione nemico-sconfitta da parte dell'eroe" interessante, o meglio utile, è la crescita necessaria dell'eroe, la sua evoluzione interiore ed esteriore, unica possibilità per la sconfitta dell'antagonista. Fa scuola Dragon Ball che è probabilmente l'espressione massima di questo paradigma, ma si distrae Nakaba Suzuki, non avvantaggiato sicuramente dalla forma costrittiva del lungometraggio "semi-canonico", a metà tra prosecuzione della storia e lungo filler.

Complice la collocazione all'interno della cronologia della serie, che non ammette cambiamenti sostanziali nei personaggi, le vicende raccontate in Cursed by Light si riducono a sventare una minaccia che non appare poi così grande. I nostri cavalieri non faticano a contrastare le forze nemiche e la più che mai affiatata coppia Meliodas-Zeldris non dà mai la sensazione di trovarsi in difficoltà nell'affrontare i poco temibili Dahlia e Dubs. I due fratelli hanno la situazione sotto controllo persino in occasione dello scontro finale, contro un antagonista che avrebbe dovuto dare del filo da torcere al futuro sovrano di Liones e al prossimo Re dei Demoni.

La totale mancanza di una sensazione di reale rischio rende il film una sorta di passerella celebrativa dei Peccati e dei loro poteri, una lusinghiera vetrina d'addio per Meliodas e compagni. Risulta comunque gradevole rivedere all'opera i protagonisti (tranne qualche assente eccellente, escluso per forza di cose) di questo battle shonen che nel bene e nel male ha rappresentato la nuova generazione post "Big Three". E farà senz'altro piacere ai fan la chiusura di alcuni punti secondari ma gustosi, chicche da non perdere per gli appassionati, dal matrimonio di Diane e King all'incoronazione di Meliodas.

Essere fratelli

The Seven Deadly Sins: Cursed by Light è un film sul legame fraterno, si concentra con decisione sul rapporto conflittuale tra Meliodas e Zeldris, membro dei Dieci Comandamenti. L'intera pellicola sviluppa (comunque blandamente) la difficile relazione tra i due, testardi e restii all'affetto fraterno, sempre più diretti e vicini ad una fratellanza benevola alla fine di Cursed by Light.

E le cose più interessanti nella "coreografia" dei combattimenti arrivano proprio grazie alla fenomenale collaborazione in battaglia, con i due che dimostrano un'intesa e un affiatamento del tutto nuovi per la storia dei personaggi. È qui che il film diretto da Takayuki Hanama dà il meglio di sé, con combattimenti all'altezza dei migliori scontri della serie e con uno Zeldris e un Meliodas in grande spolvero.

Rimane il rammarico per non aver sfruttato al meglio il personaggio dell'antagonista finale, indubbiamente meritevole di un ulteriore approfondimento e di maggiore tempo on-screen. Un cattivo decisamente sprecato, data la sua importanza all'interno della "mitologia" della serie e il suo enorme potenziale, comparabile a quello del villain finale dell'anime, il Re degli Demoni. Insomma una gestione poco felice dell'ultimo boss, nonostante una veste visiva di primo livello.

Abbasso Studio Deen, evviva Studio Deen

È, in generale, un buon comparto tecnico a regalare punti a Cursed by Light. La serie si è spesso trovata ad essere bersagliata proprio per la qualità delle animazioni, a ricevere aspre critiche per il controproducente cambio di studi, con il passaggio a A1 Pictures (produttore delle prime due stagioni dell'anime) a Studio Deen, autore di un lavoro non proprio certosino, evidentemente discutibile.

In quell'occasione Deen aveva persino affidato l'animazione ad un altro studio, Marvy Jack, con risultati pessimi su tutti i fronti. Si rifà, invece, con questo lungometraggio il longevo staff giapponese, offrendoci animazioni più fluide e senza scivoloni, con scontri puliti e disegni precisi, combattimenti chiari e "scattanti" e un character design più che valido. Ai poteri e le loro esecuzioni, le esplosioni e gli impatti, viene riservata una messa in scena di ottima qualità e lo stile dei nuovi personaggi come Dahlia e Dubs riesce ad essere accattivante e singolare. C'è anche un leggero uso della CGI, soprattutto nel finale, di cui non passa inosservata la soddisfacente realizzazione. Buono anche il sonoro e le musiche di accompagnamento, sempre adrenaliniche e trascinanti, per un comparto tecnico che non sfigura in ogni suo elemento, confezionando anzi un prodotto con animazioni al di sopra della media se si guarda alla "storia grafica" della serie.

The Seven Deadly Sins: Cursed By Light The Seven Deadly Sins: Cursed by Light è il manifesto di ciò che i Sette Peccati Capitali sono stati e potevano essere, per un opera spesso trainata dal carisma dei suoi personaggi, dall'esuberanza dei protagonisti e sostenuta da combattimenti dall'epicità tangibile. Ritroviamo però gli stessi difetti che hanno caratterizzato la serie animata appena conclusasi, con un utilizzo poco lungimirante di alcune situazioni che non vengono sfruttate al massimo delle loro potenzialità e con scelte che sembrano puntare più sulla celebrazione dei cavalieri che sulla drammaticità degli eventi. L'ultimo film dello Studio Deen è un buon commiato per l'anime dedicato a Meliodas e compagni, con ottime animazioni e la solita dose di magia e zuffe leggendarie.

6.5