The Seven Short Stories Recensione: 7 storie prima di The Seven Deadly Sins

Star Comics ci presenta un volume che racchiude sette racconti realizzati dal mangaka Nakaba Suzuki, autore di The Seven Deadly Sins.

recensione The Seven Short Stories Recensione: 7 storie prima di The Seven Deadly Sins
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Ormai il manga di The Seven Deadly Sins è diventato un piccolo cult: un connubio tra l'epica medievale e quella nipponica, con una spruzzatina di fanservice ed un pantheon di creature che appartengono ai regni degli uomini, dei giganti, delle fate e dei demoni. Insomma: un pot-pourri piuttosto nutrito di suggestioni assai disparate, scaturito dalla fantasia di un autore come Nakaba Suzuki che negli anni è riuscito a ritagliarsi una considerevole fanbase. Un mangaka dallo stile peculiare, tagliente, epico ed ironico al tempo stesso: il suo tratto vibrante non è sempre stato tradotto a dovere dalla serie animata di The Seven Deadly Sins, a causa di due stagioni gradevoli ma non eccelse e di una terza parte affossata da livelli produttivi indegni del valore dell'opera originale. Mentre attendiamo la conclusione dell'epopea dei Sette Peccati Capitali, alla quale non dovrebbe mancare molto, Star Comics ha ben pensato di portare in Italia una raccolta di sette mini storie autoconclusive realizzate da Suzuki, al cui interno è possibile ripercorrere l'evoluzione della sua matita e i caratteri tipici del disegnatore giapponese.

Prima dei Peccati

Il primo racconto che apre il volumetto, non a caso, è una versione embrionale dell'incipit di The Seven Deadly Sins. Il presupposto è il medesimo, ma lo svolgimento è leggermente diverso e - se vogliamo - anche un po' più maturo. In poche pagine viene narrato l'incontro tra Meliodas ed Elizabeth con alcune variazioni rispetto all'edizione definitiva: anzitutto, il tono è visibilmente più cupo, e il grottesco si accompagna ad una rappresentazione ancora più viscida dei Cavalieri Sacri.

Altre differenze si riscontrano prevalentemente nel design del Boar Hat (ben lontano dalla tenera scanzonatezza di Mamma Hawk), nell'arma che impugna il protagonista e addirittura nelle fattezze del Capitano e nel carattere della Principessa. Meliodas è disegnato con un piglio più adulto e spigoloso, di conseguenza meno "amichevole" e spensierato di quello che conosciamo; ugualmente, Elizabeth è molto più risoluta, sempre ingenua e fiera, ma in apparenza più sofferente e intristita. In poco meno di 60 pagine si inscena dunque un inizio dal tenore più serioso in rapporto all'edizione ufficiale, che non lesina in fanservice e in sprazzi di comicità, ma che sfrutta un'epica più oscura.

Per certi versi, nostro avviso, almeno per quanto concerne l'aspetto visivo, questa prima "versione" di The Seven Deadly Sins possiede un fascino forse più accattivante di quello originale. Le restanti sei storie del volume si sbizzarriscono nel trattare temi di varia natura: dalla romance tipica degli shojo, fino ad un brevissimo siparietto dal gusto sfacciatamente comico che - stando ai retroscena che lo stesso Suzuki descrive tra un capitolo e l'altro - era nato come una vicenda erotica ed in seguito ha cambiato completamente genere. In sostanza, The Seven Short Stories riassume in un solo tankobon buona parte della versatilità del mangaka, il quale sembra non esprimersi al suo meglio nei racconti brevi: l'impressione è che molte storielle siano dei semplici esercizi di stile, base narrativa che aspetta di evolversi in formato più ampio.

Stili e tematiche

Il genere in cui Suzuki si destreggia con meno abilità, per quanto ci riguarda, è quello sentimentale. La storia intitolata Smarritevi, Pecorelle! - suddivisa in due parti che raccontano due trame differenti - è forse la meno incisiva, sia per la capacità di inscenare il rapporto amoroso sia per la manifestazione dei turbamenti emotivi dei personaggi coinvolti.

Gradevole invece lo stile grafico: come sappiamo, il mangaka possiede un discreto talento nella raffigurazione delle protagoniste femminile, delle loro curve e della loro espressività, e di conseguenza riesce a valorizzare parzialmente la loro carica erotica. Alquanto peculiare è Cowgirls vs Dischi volanti: un fanta horror anni ‘70 assurdo e strampalato, eppure insospettabilmente piacevole da seguire grazie al suo mood da pellicole di serie Z. Ben disegnata e decisamente avvincente, la storia purtroppo si interrompe sul più bello, stuzzicando con intelligenza la nostra curiosità.

Il racconto più complesso, articolato ed elaborato è Memory of the Moon, nato dalla passione di Suzuki per le pellicole di arti marziali e prequel della serie Ultra Red, sempre ad opera del medesimo autore. Epico e triste, con uno stile ora sporco ed ora più pulito a seconda delle situazioni che intende mettere in scena, Memory of the Moon dà l'idea di essere il racconto più "ragionato" di Suzuki tra quelli contenuti nella raccolta. Innocuo e leggero, The Blizzard Axel ci trasporta invece nel mondo del pattinaggio artistico, declinato però con i toni di uno shonen. Per l'occasione, il mangaka sfrutta un tratto abbastanza raffinato, utile a raffigurare la delicatezza dei movimenti tipici del pattinaggio sul ghiaccio. Tra i tutti, quello più sciocco e buffo è senza dubbio Una Contadina Spietata, che in una manciata di vignette elabora un siparietto comico-demenziale in cui i due protagonisti assomigliano in modo evidente a King e a Elaine di The Seven Deadly Sins. Al di là del livello non sempre altissimo dei racconti, quello che si manifesta nella lettura del volumetto è l'abilità di Suzuki nel variare il suo tratto stilistico in funzione delle tematiche del racconto: la stessa malleabilità che si evince anche nel suo manga di maggior successo, dove il dramma si muove spesso a braccetto con l'ironia.

The Seven Short Stories 7 storie (quasi tutte autoconclusive) che ci mostrano i vari volti di Nakaba Suzuki. La matita del mangaka si trova a suo agio con la diversificazione stilistica, un po’ meno con la capacità di intessere una sceneggiatura adeguatamente commisurata al tono della narrazione. È palese che l’autore sia più abile con alcuni generi rispetto ad altri, e si mostra al massimo del potenziale quando tenta di inscenare un certo livello di epica, eroismo, cavalleria. The Seven Short Stories è insomma una lettura scorrevole, che si esaurisce in un pomeriggio: una piccola finestra sulla fantasia di Suzuki, alla quale - tutto sommato - vale la pena affacciarsi.

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