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Trigun: Recensione dell'anime MADHOUSE su Netflix

Dietro la sua apparente semplicità, Trigun nasconde un grande cuore e affronta temi non banali, andando dritto al nucleo stesso dell'uomo.

recensione Trigun: Recensione dell'anime MADHOUSE su Netflix
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Nonostante sia stato apprezzato anche per altre opere di discreto successo, come Samurai Spirit, Satellite Lovers e Blood Blockade Battlefront (nonché per la creazione dei personaggi della serie videoludica di Gungrave della SEGA e per l'ideazione delle action figure della linea Revoltech prodotte dall'azienda giapponese Kayodo) il nome del mangaka di Yokohama Yasuhiro Nightow è indissolubilmente legato alla sua opera più celebre: un manga intitolato Trigun. Il primo capitolo di questa serie sci-fi/steampunk/western esce su Shonen Captain nel 1994. Trigun prosegue con un discreto successo fino al 1997, vale a dire fino alla chiusura della rivista della Tokuma Shonen Publishing, e dopo uno stop di circa un anno riprende le pubblicazioni sulla rivista seinen Young King OURs con un nuovo titolo (Trigun Maximum) per concludersi definitivamente nel 2007 dopo circa un centinaio di capitoli. Intanto nel 1998, quando il manga è ancora lungi dal potersi dire concluso, lo studio MADHOUSE (Monster, Master Keaton, Death Note) ne realizza un adattamento animato in 26 episodi per la regia di Satoshi Nishimura (che dirigerà anche il film spinoff del 2010 intitolato Trigun: Badlands Rumble). L'anime di Trigun è stato molto amato soprattutto nel nostro Paese: andato in onda nel 2000 su MTV, nel corso della cosiddetta Anime Night, è storicamente riconosciuto come una delle prime serie anime ad essere trasmessa in Italia in versione integrale, senza tagli o censure. Questa storica serie è presente sul catalogo della piattaforma streaming Netflix, disponibile per gli abbonati al servizio.

"Tifone Umanoide"

Due soli in cielo, un deserto implacabile, tecnologie dimenticate, un'umanità dolente che si aggrappa con disperazione alla vita o al contrario cede alla tentazione dell'alcool, dell'oblio, della prevaricazione del debole. Questo è il pianeta Gunsmoke, scenario delle avventure e dei vagabondaggi di un personaggio misterioso chiamato Vash the Stampede, individuo di cui si conosce solo una descrizione sommaria e l'entità della taglia che gli pende sulla testa: 60 milioni di doppi dollari, un mucchio di soldi per chi arranca da una bettola all'altra, da una città-fantasma all'altra. Chiamato "Tifone Umanoide" a causa della scia di distruzione che si lascia (involontariamente) dietro ovunque vada, Vash è braccato da tagliagole, cacciatori di taglie, cittadini disperati nonché da Meryl "Derringer" Strife e Milly Thompson, due belle agenti di una società d'assicurazioni incaricate di contattarlo per pregarlo di "smettere di distruggere tutto quel che trova". In effetti Vash le incontra quasi subito nel corso del primo episodio, ma le due non lo riconoscono a causa delle voci sul suo conto che ne hanno ingigantito le proporzioni fisiche e distorto l'indole. Col trascorrere degli episodi il terzetto composto da Vash, Meryl e Milly - con la tardiva aggiunta del meraviglioso reverendo Nicholas D. Wolfwood, vero coprotagonista della serie - viaggerà di città in città apparentemente senza meta, aiutando i bisognosi e vivendo fantastiche e divertentissime avventure. In seguito all'introduzione del succitato Wolfwood, inoltre, la serie passerà dalla spensieratezza dei primi autoconclusivi episodi a una trama orizzontale più serrata che darà modo allo spettatore di conoscere l'oscuro passato che si cela dietro il sorriso triste del pistolero Vash e la ragione del suo viaggio disperato per le lande desertiche del pianeta con due soli. Pietra angolare della propria stessa storia è proprio Vash the Stampede, un individuo allampanato in cappotto rosso e occhiali da sole con un debole per le belle donne, l'alcool e il buon cibo, perseguitato da una sfortuna nera che lo ficca in situazioni sempre al limite della sopravvivenza. I personaggi secondari, ognuno simpatico e complesso a modo proprio, si raccolgono intorno a lui come falene intorno al fuoco, estasiati dalla sua forza e dalla sua filosofia improntata sul rispetto di ogni forma di vita. Nonostante qualche equivoco iniziale, sapranno imparare ad apprezzarlo e ad amarlo, esattamente come capiterà a noi spettatori. Scorribande spericolate, sparatorie e dirottamenti, combattimenti fra cyborg, amori tragici e sacrifici ineluttabili, steampunk come se piovesse, risate e tristezza: tutto questo e molto altro ancora è Trigun, capolavoro di umorismo e avventura ispirato forse (in alcuni punti) un po' troppo liberamente al fumetto di Yasuhiro Nightow.

Contesto

Contestualizzare è operazione tanto necessaria quanto difficoltosa nel momento di trarre le fila di un discorso o di giudicare un'opera con un ventennio di vita alle spalle. Se oggi la serie MADHOUSE ci dà una spiacevole impressione di "già visto" è probabilmente perché Trigun ha lasciato il segno partecipando alla fondazione di un immaginario Sci-Fi/steampunk longevo e tuttora molto vitale: lo spettatore, abituato a serie dotate di andamento orizzontale, si troverà forse spiazzato nell'assistere a una serie di avventure autoconclusive basate su uno schema ripetitivo (arrivo in una nuova città, coinvolgimento in una situazione spinosa e drammatica, risoluzione) che può risultare poco accattivante. La tardiva agnizione del protagonista fa sì che la serie sembri cominciare davvero solo dopo i primi sei o sette episodi, quando la necessità di risolvere il mistero alla base del pianeta Gunsmoke e il passato del protagonista diventa pressante; caratterizzato in maniera tale da risultare inizialmente banale e scialbo, in principio Vash sembra il solito eroe senza macchia e senza paura coinvolto suo malgrado in situazioni complesse che sembrano (e sono) fatte apposta per farlo risaltare rispetto agli altri personaggi. Inoltre, sul piano tecnico, la serie appare poco curata anche rispetto ai prodotti della sua epoca, vittima di un disegno non sempre dettagliato, di una regia poco incisiva e di un accompagnamento musicale minimale e non molto incisivo. La complessità e la generosità di questa serie emergono pian piano, parallelamente al disvelarsi del mistero che circonda la figura di Vash.

Trigun è un prodotto all'apparenza spensierato che poi trova una sua strada drammatica e persino profonda pur senza raggiungere mai lo status di "anime per adulti" in senso stretto. Il significato stesso dell'esistenza, il confine fra bene e male, l'inevitabilità della perita dell'innocenza, il rifiuto della violenza, il rispetto per ogni essere vivente, la necessità di evolvere per superare i propri limiti sono solo alcuni dei numerosi temi che la serie affronta nei soli 26 episodi che la compongono, e lo fa restando sempre fedele alla propria natura di serie rivolta a un pubblico di ragazzi. Giudicandola con occhio severo si potrà ritenere Trigun una serie concepita in modo "vecchio" e, sebbene abbia resistito forse non benissimo agli insulti del tempo venendo superata da serie costruite intorno a uno storytelling più moderno, risulta ancora oggi evidente e palpabile il suo grande cuore. Vash the Stampede è un personaggio eterno, la cui eredità è ben visibile in molti prodotti contemporanei. Chi lo incontra, in un modo o nell'altro, non può dimenticarlo.

Trigun L’aspetto di maggior interesse di Trigun è sicuramente la figura carismatica dell’indimenticabile protagonista: Vash the Stampede, amabile idiota, inetto all’apparenza ma in realtà geniale e generoso pistolero vagabondo. La sua costruzione è assai complessa e la sua psicologia estremamente sfaccettata. Molto più profonda di quanto appaia a un primo sguardo, la sua tragica figura rappresenta senz’altro il cuore di Trigun, la sua essenza più intima, il nucleo della sua riflessione sulla natura umana. Altro elemento da non sottovalutare è l’ambientazione: il pianeta Gunsmoke, con i suoi due soli e cinque lune, con le sue dune a perdita d’occhio, le sue tempeste di sabbia, la sua misteriosa tecnologia, i suoi pericoli mortali. Teatro di scontri sanguinosi e apparentemente interminabili, la sabbia incandescente di questo pianeta infernale viene smossa dal grande cuore di Vash, che porta serenità e gioia in chiunque lo incontri. Simbolo di tutto ciò che vi è di nobile nell’animo umano, Vash è un personaggio che ti entra dentro; la sua parabola tragica è tanto intensa da far chiudere un occhio su certe pecche tecniche, peraltro perdonabili visto che ci troviamo di fronte a una serie di più di vent’anni fa.

7.3