Triton: recensione del manga shonen di Osamu Tezuka

Triton è uno degli ultimi manga della collana Osamushi Collection di J-Pop dedicata a Osamu Tezuka. Ecco la nostra recensione.

Triton: recensione del manga shonen di Osamu Tezuka
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Era l'ottobre 2018 quando J-Pop, il noto editore di manga milanese, faceva uscire in libreria il primo volume della Osamushi Collection, collana nata da una collaborazione con Hazard Edizioni e interamente incentrata su Osamu Tezuka, il mangaka che più di tutti ha rivoluzionato il fumetto e l'animazione giapponese grazie alla sua genialità e alla sua creatività visionaria. Due anni e mezzo più tardi, la collana si è arricchita di un numero davvero elevato di titoli appartenenti alla sterminata produzione del "Dio del manga", elevandola di diritto a una delle iniziative editoriali più importanti degli anni recenti nel nostro paese.

Il titolo che ci accingiamo a recensire in questa sede è proprio uno degli ultimi arrivati della Osamushi. Stiamo parlando di Triton, pubblicato in due volumi tra gennaio e marzo 2021. Scopriamo assieme se questo shonen è riuscito a reggere la prova del tempo, come i più grandi capolavori di Tezuka, o se risulta troppo figlio della sua epoca.

Un pesce fuor d'acqua

Serializzato originariamente in quattro volumi sulla rivista Sankei Shimbun dal 1969 al 1971, il manga racconta la storia di Triton, un neonato trovato da Kazuya, il figlio di un pescatore, abbandonato sulla scogliera vicina al suo villaggio durante una tempesta. I genitori di Kazuya decidono di adottare il bambino nonostante la strenua opposizione della nonna, convinta che il suo arrivo è solamente un presagio di sventura e che un disastro si abbatterà sul villaggio. Evento che si avvera di lì a breve, quando un forte terremoto causa la morte del padre di Kazuya. Costretti a trasferirsi a Tokyo, Kazuya, sua mamma e Triton - protagonista di una sorprendente crescita accelerata - apprendono col tempo la verità sulla natura di quest'ultimo. Il ragazzo è infatti l'ultimo discendente rimasto in vita della stirpe dei Tritoni, un tempo dominatrice degli oceani, sterminata dal perfido dio del mare Poseidone.

Il protagonista decide così di imbarcarsi nell'ardua impresa di uccidere Poseidone e i suoi trentatré figli per vendicare i suoi antenati, incontrando numerosi e sorprendenti alleati nel corso del suo cammino, e scoprendo a sue spese che il malvagio dominatore non è l'unico avversario da sconfiggere.

Per i più curiosi, il manga ha avuto un adattamento animato di 27 episodi realizzato dallo studio Animation Staff Room e trasmesso per la prima volta su TV Asahi da aprile a settembre 1972. Tale serie, che apporta alcune modifiche sostanziali al contenuto originale, ha rappresentato il debutto alla regia di Yoshiyuki Tomino, il celebre creatore del franchise di successo Mobile Suit Gundam.

La freschezza del vintage

La vastissima produzione di Osamu Tezuka si può suddividere in due parti: quella degli esordi e del periodo giovanile, caratterizzata per la quasi totalità da opere rivolte a un pubblico di ragazzi (pensiamo al suo manga più celebre Astroboy); e quella della maturità, dove il maestro, con la padronanza ormai completa del suo incredibile talento, ha dato vita ad alcuni dei più grandi capolavori della letteratura fumettistica giapponese, senza rinnegare mai le sue origini. Triton si può collocare nella fase di transizione tra questi due periodi. Il manga è uno shonen che racconta una storia molto semplice e lineare, quella della crescita di Triton e della sua ascesa a prode guerriero e ultimo esponente della sua stirpe, nonché ad anello di congiunzione fra due mondi - terrestre e marino - fino a quel momento tra loro estranei. Il tono prevalentemente leggero e spensierato e il nutrito cast di personaggi, tutti stereotipati ma caratterizzati in modo efficace, rendono la lettura scorrevole e mai noiosa, al netto di un'elevata verbosità e di alcune soluzioni narrative all'apparenza ingenue e sbrigative che tradiscono l'età dell'opera in questione.

È tuttavia nel modo con cui certi avvenimenti vengono raccontati che Triton riesce a stagliarsi sopra la media di molti shonen manga di Tezuka, sviluppando, seppur in forma embrionale, tematiche degne del suo periodo più maturo.

L'intero racconto, dall'infausta sorte del popolo dei Tritoni alla battaglia con Poseidone, diventa infatti una metafora della crisi del Giappone a seguito della guerra, di un paese desideroso di riscatto e di un futuro migliore. Non a caso, negli stessi anni di pubblicazione di Triton, anche un'altra serie caratterizzata da spunti simili stava facendo furore sul suolo nipponico: Ashita no Joe, da noi conosciuto come Rocky Joe.

Nel corso dei due volumi non mancano scene di grande impatto emotivo, molto coraggiose considerando il target principale dell'opera, enfatizzate dall'assenza di una netta distinzione tra il bene e il male. Più volte il protagonista metterà in discussione la sua risolutezza nel portare avanti la guerra contro Poseidone (antagonista forse un po' troppo caricaturale), e allo stesso modo anche i nemici riveleranno una sorprendente umanità.

Triton, in definitiva, è un potente inno alla libertà, all'amore nei confronti del diverso e all'insensatezza di qualsiasi guerra - senza dimenticare gli spunti ecologisti - innestato all'interno di una favola avventurosa godibile da grandi e piccini. E che mantiene intatta la sua freschezza anche a più di cinquant'anni dalla sua pubblicazione originale.

Graficamente parlando, lo stile di disegno di Osamu Tezuka può piacere come no. Tuttavia è innegabile la sua forte personalità, anche in titoli "minori" come questo, e la grande attenzione ai dettagli che l'autore riserva a ogni sua creazione. In questo caso, come è lecito aspettarsi, assistiamo a una perfetta fusione tra il design cartoonesco dei personaggi e un'attenta riproduzione della fauna marina e delle sue peculiarità. Notevole, infine, il dinamismo delle tavole nelle sequenze più movimentate.

Triton Pur non potendo competere con la qualità e l’importanza dei migliori lavori di Tezuka, Triton è uno shonen manga di buonissima fattura anche a cinquant’anni di distanza dalla sua creazione, ed è un ottimo modo per approcciarsi a un autore fondamentale della cultura pop giapponese. Il racconto epico e avventuroso del prode Triton, nonostante l’atmosfera in maggior parte spensierata e il suo target giovanile, mette in mostra numerosi spunti e temi che caratterizzeranno il periodo maturo di Tezuka, e, al netto di una narrazione non sempre fluida e contraddistinta da qualche stratagemma che mostra i segni del tempo, riesce a intrattenere e ad appassionare per l’intera sua durata. Consigliato.

7.5