Umberto: recensione della prima graphic novel di Holdenaccio

Umberto è la prima graphic novel di Antonio Rossetti (in arte Holdenaccio), un'opera con spunti interessante ma non esente da difetti.

recensione Umberto: recensione della prima graphic novel di Holdenaccio
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Di recente, Bao Publishing ha pubblicato Umberto, la prima graphic novel di Antonio Rossetti (in arte Holdenaccio), fumettista e illustratore che nel corso del tempo ha collaborato con importanti realtà come La Stampa e Il Corriere della Sera, fondatore del collettivo Sbucciaginocchi e di Melanzine Autoproduzioni. Abbiamo letto l'opera, in cui abbiamo trovato qualche spunto interessante al netto, però, di qualche criticità di troppo; di seguito andremo quindi ad analizzare nel dettaglio tutti i punti (più e meno riusciti) del fumetto.

Abitanti cattivi

La storia, che strizza l'occhio al genere comedy e a opere come I Goonies, trasporta il lettore in un universo sci-fi in cui i terrestri hanno deciso di sfruttare all'inverosimile le risorse energetiche del pianeta Urano per il proprio tornaconto personale.
L'azienda Urangas, capitanata dal Dottor Bonucci, oltre a voler assoggettare il popolo alieno ai propri voleri, si impegna anche nel screditare gli abitanti di Urano agli occhi dell'opinione pubblica, imbastendo una vera e propria caccia alle streghe in cui nessuno può considerarsi davvero al sicuro.
Umberto, l'alieno protagonista della storia, si ritrova a viaggiare verso la Terra per consegnare un prezioso floppy disk di informazioni in grado di ribaltare le carte in tavola. A nostro parere, uno dei primi problemi dell'opera risiede nella trama, semplice nelle intenzioni ma sviluppata in modo lento e a tratti macchinoso. Fin dal primo momento non si ha ben chiara la direzione che l'opera vuole intraprendere, dato che il lettore si ritrova spesso in balia di sequenze troppo frammentate o mal collegate tra loro.

Anche il ritmo non riesce a decollare per via della mancanza quasi totale di eventi degni di nota; per tutta la durata dell'albo, infatti, si ha come l'impressione di trovarsi davanti a una svolta o a un colpo di scena imminente che però non arriva mai.Gli stessi personaggi, a partire dal protagonista, risultano poco caratterizzati e in linea generale anonimi.

La MUR (Milizia Uraniana Ribelle), un gruppo combattivo intenzionato più che mai a sovvertire il regime autoritario attraverso piccole azioni di resistenza, è troppo spesso preda della retorica e vittima di cliché già visti molte volte in innumerevoli altre opere. Va però detto che l'opera nasconde tra le righe una velata critica sociale. Certo, a fronte di un impianto narrativo non solidissimo avremmo gradito una presa di posizione maggiormente incisiva (soprattutto su temi oggi attualissimi come quelli dell'immigrazione e della salvaguardia ambientale), ma è pur vero che nel corso dell'intera storia l'autore ha deciso, forse volutamente, di non alzare mai eccessivamente i toni, cercando di rimanere in una sorta di comfort zone in cui non manca anche la critica al razzismo e al turbocapitalismo.

Pubblicità interstellari

Se dal punto di vista narrativo l'albo non riesce a svettare per originalità e profondità dei contenuti, sul versante tecnico la situazione migliora.
Il tratto di Holdenaccio, vicino alle influenze cartoonesche delle opere di Bruno Bozzetto, risulta sicuramente adatto per rappresentare al meglio situazioni leggere e scanzonate.

Le tavole, impostate seguendo lo schema della griglia libera, richiamano per certi versi quelle dell'artista Grégory Panaccione, in grado di risultare accattivanti pur senza puntare su un numero esagerato di dettagli.
Ben realizzate le varie pubblicità che compaiono all'interno della storia, che si presentano sotto forma di filmati di propaganda in bianco e nero, cartelloni pubblicitari o semplici poster, capaci in brevissimo tempo di racchiudere l'anima ironica dell'opera.
Gradevoli i colori che, seppur non riuscendo a raggiungere un grado d'eccellenza, riescono comunque a donare alle varie tavole un taglio gradevole e d'effetto.

Umberto Umberto è un'opera minata da alcuni difetti strutturali di carattere quasi esclusivamente narrativo. L'utilizzo un po' blando della retorica, così come uno sviluppo della trama poco coinvolgente, rappresentano i principali punti di perplessità della graphic novel. Gradevoli però alcune intuizioni dell'autore, su tutte quella di integrare al racconto alcune finte pubblicità capaci di strappare qualche sorriso in più di un'occasione.

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