Venom: Origine Oscura, la Recensione del fumetto di Zeb Wells e Angel Medina

Le origini del malvagio simbionte rilette, non riscritte, da un punto di vista inedito: Wells e Medina rivisitano il raporto Eddie-Venom.

recensione Venom: Origine Oscura, la Recensione del fumetto di Zeb Wells e Angel Medina
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Sin dal suo esordio negli anni Ottanta, grazie alla penna di David Michelinie e alla matita del leggendario Todd McFarlane, Venom ha popolato il Ragnoverso in maniera sempre più imponente. Col tempo, il malvagio simbionte ha finito con l'emanciparsi rispetto alla sua nemesi, Spider-Man, diventando protagonista di storie standalone sempre più convincenti e ben scritte. Lo storico villain ha poi plasmato, pian piano, la propria caratterizzazione: dal rapporto controverso di amore/odio con Eddie Brock, suo iconico ospite, fino alle run più recenti della Marvel Comics in cui l'organismo parassita alieno si è unito finanche a personaggi come Flash Thompson. Una visione sempre più dinamica sul personaggio ha portato, negli anni, a una necessità di riscrittura del suo intero background, in modo da focalizzarne l'attenzione solo e soltanto su Venom. Ecco che nacque, nel 2009, Venom: Origine Oscura, una mini-serie scritta da Zeb Wells e illustrata da Angel Medina. L'opera è stata recentemente raccolta da Panini Comics in un nuovo volume cartonato da collezione e, complice l'approdo in sala del primo cinecomic standalone dedicato al personaggio, abbiamo colto l'occasione per dargli una rilettura.

Le origini di Eddie

Origini Oscure non si prende l'onere di riscrivere totalmente la nascita di Venom. Piuttosto, sceglie di approfondirne i retroscena, portare il lettore dal punto di vista di un Eddie Brock sempre più sfaccettato e inedito. Rilettura è il termine più adatto per Dark Origin, non riscrittura. Rilettura di un vero e proprio mito, quello che ha portato il simbionte a unirsi al corpo di un povero Eddie allo sbando.

La mini-serie di Wells e Medina parte da molto lontano, dall'infanzia del protagonista: anni in cui già si evince un carattere irruento, arrivista, subdolo e meschino, in cui anche le più piccole bravate e i dispetti più insignificanti definiscono la psicologia di un individuo in età adulta. Come molti sapranno, Brock finisce col diventare un giornalista, ma il successo stenta ad arrivare. Gli manca quella storia che potrebbe dare il "la" alla sua carriera, spiccare il volo, fare quel definitivo salto di qualità per sentirsi definitivamente appagato.

L'occasione arriva, si insinua come un serpente nella sua vita, e poco importa quali sono i mezzi per raggiungere il suo fine. Una serie di esclusive sull'operato di un killer spianano la sua strada da reporter nelle più prestigiose redazioni di New York, ma la verità è ben diversa: quando il clamoroso errore di Brock viene a galla, la sua carriera è distrutta, il suo amore lo ha abbandonato, la sua vita è finita. Ma è destinata a rinascere, in quella chiesa in cui il simbionte, staccatosi dal corpo del suo precedente ospite, abbraccia Eddie e si stringe al protagonista per non staccarvisi mai più. La causa della sua morte e della sua nuova vita, neanche a dirlo, porta un nome specifico: Spider-Man, colui che ha svelato la verità sulla sua "truffa" giornalistica e colui che, nel tentativo di sbarazzarsi di un ingombrante costume nero, ha segnato la sua esistenza. Un'antitesi naturale, necessaria, non soltanto tra il Ragno e il Simbionte, ma anche tra Spidey ed Eddie, tra l'eroe e l'uomo comune fallito, desideroso di riscatto e di vendetta.

La nascita di Venom

Venom: Origine Oscura è un'opera intensa, che nella parte finale del suo racconto - dopo averci mostrato nel dettaglio la vita di Eddie, le sue contraddizioni e i suoi sotterfugi - si getta a capofitto in un'introspezione profonda, contorta e disturbante. Il momento dell'unione tra Brock e il simbionte è solenne, astratto, è un intricato dedalo psichedelico che mette a nudo la psiche dei due protagonisti e segna l'inizio di un rapporto atipico, un amore che sa di dipendenza e necessità. In realtà, narrativamente parlando, Dark Origin lascia un po' di amaro in bocca: si concentra prevalentemente sulla vita di Eddie, su quella prima parte che dovrebbe fungere piuttosto da prologo agli eventi, mentre dedica fin troppo poco spazio - nelle battute finali del fumetto - alla nascita effettiva di Venom. Ma, guardando l'opera nella sua totalità, ci si accorge che è stato proprio questo l'intento di Wells e Medina: raccontare una storia in cui il rapporto Eddie/Venom non è davvero il fulcro centrale della sceneggiatura, quanto piuttosto il punto di arrivo, il finale che segna l'inizio di un racconto. Origine Oscura è una origin story, appunto, e per questo l'elemento "normale", la vita privata di Eddie, la sua costruzione caratteriale, sono piuttosto gli elementi preponderanti della mini-serie.

Resta, comunque, il fatto che la penna di Wells tratteggia in maniera un po' troppo frettolosa il momento clou di tutto l'intreccio, ovvero il momento effettivo in cui nasce Venom, ma una penna a tratti altalenante è sopperita da una matita a dir poco superba: Angel Medina ha un passato da cartoonist, e il suo tratto si riconosce proprio nel delineare in maniera così marcata, quasi grottesca, i lineamenti dei protagonisti. Primi piani distorti, soprattutto nelle fasi introspettive del racconto, ma anche espressioni eccentriche e marcate, rendono Venom: Origine Oscura un'opera visivamente splendida, se non memorabile e sontuosa nei momenti finali, in cui la figura del cupo anti-eroe Marvel si erge più minacciosa che mai.

Venom: Origine Oscura Venom: Origine Oscura è un capitolo di rilettura delle origini del celebre anti-eroe Marvel, eppure la sceneggiatura si districa in maniera tanto accurata nelle prime fasi sulla vita giovanile di Brock quanto frettolosa nella parte finale. Ciononostante, l'opera ha un tratto di disegno sontuoso e astratto, che nelle sezioni introspettive dedicate al rapporto Eddie/Venom dà il meglio di sé in un vortice di espressioni distorte e imponenti splash page.

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