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Violet Evergarden: la Recensione dell'episodio speciale su Netflix

Ambientato tra la quarta e la quinta puntata, l'episodio speciale di Violet Evergarden è disponibile per lo streaming su Netflix.

recensione Violet Evergarden: la Recensione dell'episodio speciale su Netflix
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Su Netflix è disponibile da qualche giorno l'episodio speciale di Violet Evergarden, che si posiziona tra la quarta e la quinta puntata dell'arco narrativo principale. Quella della realizzazione di storie secondarie che non aggiungono nulla alla storia originale è un'operazione comune nel mercato dell'animazione giapponese, ma in una serie particolare come quella di Kyoto Animation è difficile da giustificare. Al netto di alcuni cali narrativi importanti, con gli ultimi episodi la serie aveva già sviluppato a dovere i personaggi chiave, lasciando aperto il classico spiraglio per eventuali racconti sul futuro della protagonista. Avendo scelto di ambientare la storia di questa puntata in un momento in cui Violet era ancora alla ricerca di un modo per comprendere le emozioni umane, gli sceneggiatori avevano a disposizione poche opzioni per creare un racconto in grado di coinvolgere i fan della gelida auto-memory doll.

Il silenzio della guerra

Nei 35 minuti che raccontano la nuova avventura di Violet su Netflix, gli sceneggiatori hanno fatto il possibile per rendere meno scontata la narrazione per tutti coloro che hanno già assistito al finale della serie originale. L'ex-militare viene ingaggiata per un lavoro apparentemente normale, ma bastano pochi istanti per rendersi conto che qualcosa non quadra. La cliente di turno, una cantante di opera lirica di nome Ilma, chiede infatti all'auto-memory doll di scrivere una lettera in grado di far innamorare chiunque la legga, che racconti una storia e che lo faccia in modo moderno. Davanti a simili condizioni Violet appare giustamente confusa e, nonostante tutte le ricerche del caso e una buona dose di impegno, non riesce a soddisfare le richieste della cliente. È in questo momento che la storia prende una piega diversa rispetto a quanto siamo stati abituati a vedere durante la serie, senza però rinunciare a sfruttare gli spunti narrativi offerti dall'ambientazione a sfondo bellico. Grazie all'aiuto delle persone che le sono vicine in questa fase confusa della sua vita, la protagonista riesce a comprendere l'intensità dell'amore spezzato dalla guerra e delle parole silenziose mai giunte alle persone a cui erano indirizzate. E poco importa se quelle emozioni devono essere racchiuse in una semplice lettera, o in una canzone passionale.

Uno stile ricercato

Abbiamo già tessuto le lodi del comparto artistico di Violet Evergarden nella recensione della serie principale e anche questo extra non delude le aspettative. La qualità dei disegni è altissima e anche le animazioni sono di buon livello.

L'unica nota in parte deludente riguarda il momento più intenso del racconto, la rappresentazione teatrale finale, che avrebbe giovato di una regia più curata e avvolgente. La colonna sonora è ancora una volta gestita con attenzione e sottolinea i momenti salienti della storia senza soffocare i silenzi tanto preziosi in questo genere di contesti narrativi.

Violet Evergarden L’episodio speciale di Violet Evergarden non aggiunge nulla a quanto già trattato dalla serie principale. Emotivamente parlando, non raggiunge i picchi toccati dai migliori episodi principali e, visto che la serie ha già mostrato l’evoluzione di tutti i personaggi nel finale della prima stagione, fatica a coinvolgere lo spettatore a causa della brusca regressione di tutto il cast. Alcuni dettagli permettono di approfondire, seppur in minima parte, gli attori di contorno, ma non riescono a fornire spunti di discussione degni di nota.

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