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Violet Evergarden: Eternity and the Auto Memories Doll, Recensione del film

Violet Evergarden: Eternity and the Auto Memories Doll è il nuovo film della saga di Kyoto Animation ad approdare su Netflix. Ecco la nostra recensione.

recensione Violet Evergarden: Eternity and the Auto Memories Doll, Recensione del film
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Sin dall'inizio della sua trasmissione nel gennaio del 2018, Violet Evergarden ha ottenuto un grande successo di pubblico e critica. L'anime di Kyoto Animation, basato sull'omonima light novel scritta da Kana Akatsuki e illustrata da Akiko Takase, è diventato in poco tempo uno dei più celebri dello sfortunato studio d'animazione, una casa di produzione capace di lasciare il segno nel settore grazie all'elevata qualità (soprattutto tecnica) dei suoi lavori. Distribuito da Netflix, nel nostro paese Violet Evergarden è stato il primo, e finora unico, eclatante caso di anime trasmesso in simuldub, ovvero con gli episodi disponibili anche con il doppiaggio in italiano nello stesso giorno dell'uscita ufficiale sulla piattaforma.

Dopo l'uscita dell'episodio speciale di Violet Evergarden, è arrivato su Netflix il 2 aprile 2020 il film Violet Evergarden: Eternity and the Auto Memories Doll. Conosciuto anche con i sottotitoli di Side Story o Gaiden, questo lungometraggio è un antipasto in attesa del film sequel vero e proprio della serie animata, Violet Evergarden: The Movie, in uscita il 24 aprile 2020 nelle sale cinematografiche giapponesi, che con tutta probabilità concluderà le vicende della storia principale. Andiamo a scoprire i pregi e i difetti di questo nuovo lavoro del franchise e come si colloca rispetto alla serie originale. Se non l'avete ancora fatto, vi invitiamo a leggere la nostra recensione di Violet Evergarden.

Due storie complementari

Violet Evergarden: Eternity and the Auto Memories Doll è l'adattamento del secondo capitolo del romanzo Violet Evergarden Gaiden, spin-off della light novel principale del 2018 scritto e illustrato dai medesimi autori, i cui eventi si possono collocare più o meno verso la metà della serie originale.

Realizzato sempre presso lo studio Kyoto Animation, il film vede il ritorno di gran parte dello staff della serie animata, come Taichi Ishidate e Haruka Fujita alla regia, Reiko Yoshida alla sceneggiatura, Akiko Takase (illustratrice della novel) al character design, e il giovane compositore statunitense (in pianta stabile a Tokyo) Evan Call alle musiche.

Uscito nelle sale cinematografiche giapponesi il 6 settembre 2019, il film è il primo lavoro dello studio a essere pubblicato dopo il tragico incidente che coinvolse Kyoto Animation il 18 luglio 2019, un attacco incendiario all'edificio principale dell'azienda che ha causato la morte di almeno 33 persone (fra le quali il regista e animatore Yasuhiro Takemoto).

Un evento che ha mobilitato l'intero mondo dell'animazione fra messaggi di cordoglio e iniziative benefiche per permettere allo studio di risollevarsi. Annunciato da Netflix, il film giunge in Italia sulla piattaforma il 2 aprile 2020 doppiato in italiano, riproponendo il medesimo cast vocale della serie animata.

La trama di Violet Evergarden: Eternity and the Auto Memories Doll si suddivide in due parti, fra loro complementari e collegate. Nella prima Violet viene chiamata dalla famiglia reale a prendersi cura di una ragazza nobile, Isabella York, in una scuola femminile di alto rango nella quale fatica a integrarsi per via del suo temperamento. La seconda parte, ambientata tre anni dopo la prima, vede come protagonista la sorella minore di Isabella, Taylor, impegnata con il suo desiderio di diventare una postina presso la stessa azienda di Violet e colleghi.

Un'amica inaspettata

Nella prima parte della storia, che occupa metà film, vediamo Violet, bambola di scrittura automatica fiore all'occhiello della compagnia postale del Leidenschaftlich, alle prese con un compito diverso da quello solito, la scrittura di lettere. La famiglia reale del continente ha richiesto il suo aiuto per l'educazione e la formazione di una ragazza dell'alta nobiltà, Isabella York, per il suo debutto nella società. Quest'ultima, dai modi impulsivi, scontrosi e incapace di relazionarsi con le sue compagne, si ritrova per la prima volta una persona alla quale confidarsi.

Il primo racconto di Violet Evergarden Side Story è il più riuscito del lungometraggio, e si piazza probabilmente tra i momenti migliori dell'intero franchise. La relazione fra Violet e Isabella, donne dalle personalità opposte, inizialmente incapaci di comprendersi a vicenda ma che piano piano inizieranno a conoscersi, appassiona sin da subito grazie a una scrittura semplice ma efficace.

L'ambientazione (una scuola per sole ragazze aristocratiche) è davvero affascinante e resa a meraviglia grazie ai disegni, alle animazioni e ai colori dello studio Kyoto Animation. Allo stesso modo, la splendida colonna sonora di Evan Call sottolinea alla perfezione ogni singolo momento, contribuendo moltissimo al coinvolgimento emotivo dello spettatore.

Il rapporto che le due protagoniste instaureranno permetterà a Isabella di maturare e di giungere finalmente alla consapevolezza del suo ruolo nella società. Caratterizzato da un velato sottotesto yuri, questo legame raggiunge il suo apice nella bellissima sequenza del ballo, un vero e proprio capolavoro visivo dove Violet e Isabella assumono rispettivamente il ruolo di cavaliere e principessa in un racconto fiabesco sospeso fra immaginazione e realtà.

Il finale di questa prima parte svela i retroscena del tragico passato di Isabella, il suo legame con la famiglia York e getta le basi per la seconda metà del film. Purtroppo questa rivelazione, seppur doverosa, spezza un po' l'incantesimo che fino a quel momento aveva pervaso la storia perché, a nostro parere, si tratta di una giustificazione abbastanza forzata e prevedibile, inserita solo come puro pretesto per mettere in moto gli eventi della trama. Si poteva fare di meglio in fase di scrittura.

Noi consegniamo felicità

Come già detto, la seconda storia del film vede un salto temporale di tre anni rispetto alla prima e un cambio di protagonista, che stavolta diventa la sorella minore di Isabella, Taylor.

A seguito degli eventi finali della prima metà, la giovanissima ragazza dai folti capelli rossi e dal temperamento vivace decide di recarsi presso la compagnia postale dove lavora Violet per diventare una portalettere, nonostante la sua totale inesperienza e la sua difficoltà a leggere.

Questo secondo episodio risulta più simile, per struttura e temi trattati, al contenuto della serie animata, proponendo quindi il classico binomio dei buoni sentimenti uniti alla potenza emotiva della scrittura che ha fatto la fortuna dell'opera originale, ma che non farà cambiare idea a chi non è riuscito ad apprezzarla per lo stesso motivo.

Anche questo racconto tuttavia ci ha convinto grazie all'approfondimento dell'ambientazione, come si evince dall'enfasi sul progresso e sulla diffusione della corrente elettrica, e al maggior tempo concesso su schermo a Benedict Blue, il biondo collega postino di Violet, che qui viene ulteriormente caratterizzato grazie al suo rapporto con Taylor.

E proprio la vivace ragazzina è senza dubbio il vero punto di forza di questa seconda parte. È impossibile non provare tenerezza nei suoi confronti, nonostante i tratti stereotipati e un doppiaggio giapponese spesso troppo sopra le righe (da questo punto di vista se la cava meglio quello italiano), e a tifare per lei nella sua missione per diventare una postina provetta.

Purtroppo anche qui, sul finale, segnaliamo la presenza di alcune soluzioni narrative che non ci hanno convinto, e che ci sono parse poco giustificabili. Non vi diciamo altro per non incorrere nel rischio spoiler. Questa nuova iterazione di Violet Evergarden, esattamente come la serie animata, conferma le difficoltà dello staff sul piano narrativo, che non riesce a essere sempre all'altezza della magnificenza visiva e tematica dello show.

Violet Evergarden Violet Evergarden: Eternity and the Auto Memories Doll è in definitiva un’opera che non cambia lo status quo del franchise, riproponendo tutte quelle caratteristiche che hanno determinato il successo della serie animata con annessi pregi e difetti. Chi ha adorato la protagonista, l’atmosfera e la delicatezza dell’opera originale si troverà a suo agio, chi al contrario non ha apprezzato la continua enfasi sul dramma e sui buoni sentimenti non cambierà di certo idea. Purtroppo il film non riesce a sfruttare bene l’ampio minutaggio a sua disposizione, proponendo in sostanza due “episodi allungati” che, pur collegati a livello di storia e personaggi, si portano dietro gli stessi limiti narrativi della serie animata. È comunque un buonissimo antipasto in attesa del film sequel che speriamo non tardi ad arrivare su Netflix dopola sua uscita in patria.

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