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Voltron: Legendary Defender: Recensione della Stagione 1 della serie Netflix

Voltron, l'iconico mecha composto da numerosi leoni robotici, è pronto a tornare alla ribalta con la nuova serie Legendary Defender.

recensione Voltron: Legendary Defender: Recensione della Stagione 1 della serie Netflix
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Voltron: Legendary Defender, serie Netflix creata dalla DreamWorks Animation nel 2016, è l'ultima incarnazione del brand omonimo, sbarcato in America nel 1983 e nato dall'unione di due anime in principio scollegati: Golion e Armored Fleet Dairugger XV.
La serie originale ha ottenuto un grande successo soprattutto negli Stati Uniti, seguita poi nel 1998 da Voltron: The Third Dimension, incapace però di dimostrarsi all'altezza delle aspettative.

Il recente reboot della saga, andato in onda anche sul canale K2, ha provato a mescolare nuovamente le carte in tavola per tentare di dare nuova linfa vitale al personaggio.
L'iconico mecha formato da vari leoni robot, pur forse non entrando nell'immaginario collettivo in maniera indelebile come Daitarn 3 o Mazinga (almeno in Italia), è riuscito comunque negli anni '80 a ritagliarsi un posto di tutto rispetto nel cuore degli appassionati del genere.
Da qualche tempo Voltron, dopo essere stato esclusiva degli Stati Uniti per un paio d'anni, è disponibile anche per l'utenza italiana abbonata a Netflix. Andiamo insieme alla scoperta della prima stagione di questo anime mecha di produzione americana.

Il difensore leggendario

Voltron: Legendary Defender ci porta a fare la conoscenza di cinque giovani eroi chiamati dal destino a compiere la missione più pericolosa di sempre: salvare l'intero universo dalle numerose minacce incombenti, tra cui quella rappresentata dall'alieno Zarkon.
La prima puntata della serie, dalla durata di circa un'ora (lunghezza rilevante rispetto a tutti gli episodi successivi, che invece durano circa 20 minuti ciascuno), si prende tutto il tempo necessario per presentare i vari protagonisti, diluendo però in maniera eccessiva il ritmo degli eventi, che neanche la comparsa dello stesso Voltron riesce a risollevare.

La trama, comunque, procede in modo lineare e senza sbavature, facendo comprendere fin dall'inizio allo spettatore chi sono i buoni e chi i cattivi.
Questa divisione netta delle forze in campo, a tratti forse un po' scontata, non stona in realtà con l'essenza più pura del genere Super Robot, anche se qualche colpo di scena ben orchestrato non avrebbe sicuramente guastato ai fini della narrazione, in alcuni casi eccessivamente piatta e priva di mordente.

I vari personaggi, caratterizzati senza particolari guizzi in fase di scrittura, risultano ugualmente credibili all'interno delle vicende narrate, pur senza brillare particolarmente dal punto di vista del carisma. I piloti Takashi Shirogane, Keith, Lance, Pidge e Hunk, fin dal primo episodio si sforzano di collaborare tra loro per sfruttare al massimo la potenza dei Leoni (i mecha che controllano singolarmente) e dello stesso Voltron, dando all'intera opera un'impronta corale. A lungo andare, tuttavia, ci si accorge ben presto che i momenti di cooperazione non risultano mai ricchi di pathos: ciò avviene soprattutto a causa di un'introspezione che, visionando il prodotto nella sua interezza, risulta nel complesso superficiale e scontato.

Non a caso il personaggio meglio caratterizzato è la principessa Allura che, dopo essersi risvegliata da un sonno criogenico durato 10.000 anni, non esita a dispensare utili consigli a tutta la squadra per utilizzare al meglio Voltron. Le sue vicende passate e l'amore incondizionato per il proprio pianeta natale la rendono una protagonista in grado di empatizzare maggiormente con gli spettatori rispetto ai piloti.

Ascesa e caduta

Il ritmo delle vicende, nonostante un inizio non esaltante in cui anche i momenti action non risultano particolarmente significativi, si attesta comunque su buoni livelli, grazie soprattutto alla grande varietà di situazioni che i protagonisti si vedono costretti ad affrontare.
In ogni episodio, infatti, i personaggi non devono semplicemente combattere contro il nemico di turno: vengono impegnati anche in missioni di difesa, allenamento o recupero; da questo punto di vista, Voltron: Legendary Defender riesce a evitare del tutto lo spettro della ripetitività, bilanciando adeguatamente la mancanza di carisma dei protagonisti che abbiamo citato nelle righe precedenti.

Gli stessi scontri che vedono Voltron protagonista risultano ben realizzati e in larga parte soddisfacenti, anche se si sarebbe potuto fare di più in diversi frangenti.
Per quanto, per tutta la durata della prima stagione, si faccia riferimento al mecha come un'arma suprema in grado di sconfiggere qualsiasi minaccia, in realtà gli scontri che lo vedono protagonista nella sua forma finale sono davvero pochi; la serie ha infatti voluto dare maggior spazio alle azioni dei piloti a bordo dei rispettivi Leoni, piuttosto che al mech nella sua interezza.

Oltretutto, nonostante l'opera si sforzi in più occasioni di puntare su un registro a tratti serioso (specialmente quando vediamo i cattivi in azione), alla fine tutto viene depotenziato dalle numerose gag comiche dei vari personaggi, a volte reiterate in maniera davvero eccessiva (come nel caso della nausea di Hunk).

Dal punto di vista tecnico, le battaglie tra robot potevano essere realizzate con una maggior cura: in varie occasioni, principalmente riguardo gli scontri corpo a corpo tra mech, il senso di fisicità dei combattimenti viene infatti a mancare. Discorso completamente diverso, invece, per tutte le azioni che i piloti svolgono a terra, dato che è proprio in questi frangenti che le sequenze action mostrano il loro vero potenziale.

Le animazioni dei vari personaggi, sia quando combattono a mani nude sia durante l'utilizzo delle armi speciali, risultano davvero curate e fluide, in grado di far comprendere perfettamente ogni loro movenza senza nessuna imprecisione. Ben realizzate anche le espressioni facciali, sia degli umani che degli alieni, così come le armature indossate da entrambe le fazioni, semplici nel design ma comunque accattivanti.

Voltron: Legendary Defender La prima stagione di Voltron: Legendary Defender è quindi un prodotto tutto sommato soddisfacente, in grado di puntare su alcune sequenze action davvero ben realizzate supportate da un comparto tecnico all'altezza. Peccato solo per la poca importanza data alla figura di Voltron nella sua interezza e alla caratterizzazione abbastanza blanda, soprattutto a livello introspettivo, dei vari protagonisti.

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