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Yo- kai Watch: recensione della serie anime disponibile su Netflix

Scopriamo insieme i pro e i contro della serie anime Yo-Kay Watch, opera tratta dall'omonima serie di videogiochi sviluppata da Level-5.

recensione Yo- kai Watch: recensione della serie anime disponibile su Netflix
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Yo-kay Watch, il celebre videogioco di ruolo realizzato dal team Level 5 (qui la recensione di Yokai Watch 3), negli ultimi anni ha dato origine a numerosi prodotti derivati, tra cui sei manga e una serie televisiva anime trasmessa in Giappone a partire dal 2014.
Arrivata successivamente anche in Italia e trasmessa dal canale Boing, di recente la prima stagione della serie è sbarcata anche sulla piattaforma di streaming Netflix, per un totale di 26 episodi dalla durata di circa 20 minuti ciascuno.

È un Pokémon? Un Digimon? No! È uno Yo-kai!

La trama dell'opera, dalla struttura narrativa molto semplice, vede il protagonista Keita Amano (un vivace ragazzino di 11 anni) entrare in contatto con una bizzarra creatura appartenente alla specie degli Yo-kay, dei veri e propri spiriti appartenenti alla mitologia giapponese.
Whisper, il simpatico fantasmino co-protagonista delle vicende, decide di aiutare Amano nel trovare i vari spiriti nascosti in città che possono essere notati solo con uno speciale oggetto: lo Yo-kay Watch.
La struttura di ogni episodio è impostata seguendo uno schema ben preciso che passa dalla ricerca del fantasma di turno fino alla sua disfatta, che molto spesso però non è da imputare a un combattimento quanto a un'abilità di un altro Yo-kay in grado di annullare le difese del fantasma preso di mira.

È innegabile che l'intera opera si rifà all'immaginario consolidato di storici brand del passato come i Pokémon e i Digimon, in cui il protagonista si ritrova a interfacciarsi con un elevato numero di creaturine sempre diverse.
In maniera analoga alle serie appena citate, anche in Yo-kay Watch i vari fantasmi dispongono di numerose abilità particolari, che spaziano dal controllo degli elementi a poteri speciali di varia natura.

Il ritmo, almeno per quanto riguarda i primi episodi, risulta ben gestito, grazie a un buon mix tra scene di dialogo (che spesso sfociano in buffi siparietti comici) e momenti in cui il protagonista deve annullare la minaccia rappresentata dagli Yo-kay.
A lungo andare però, la serie purtroppo cede alla ripetitività, mostrando allo spettatore un numero davvero elevato di situazioni molto simili tra loro, che a lungo andare porteranno ad annoiarsi precocemente.

Gli stessi scontri tra Yo-kay risultano in linea generale privi di mordente, anche in funzione della poca importanza data agli scontri fisici tra le varie creature, estremamente lontani dagli scontri visti in altre serie dalla medesima struttura.
Gradevole invece il modo con cui è stata gestita la comicità in numerosi episodi; seppur la serie sia rivolta a un pubblico molto giovane, alcune situazioni (come quella in cui il gatto-spettro Jibanyan è costretto a rivelare i suoi segreti per via dei poteri di un altro fantasma) risultano funzionali alle tematiche del racconto. Molto gradevole anche l'episodio in cui vengono parodiati alcuni divi del cinema, tra cui Will Smith, attraverso una rappresentazione del tutto caricaturale.
Peccato invece per la caratterizzazione dei personaggi, tutti un po' troppo simili tra loro e spesso incapaci di coinvolgere.

Fantasmi ovunque!

Uno dei meriti della serie è comunque quello di puntare su una grande varietà di spiriti; nel corso degli episodi il protagonista si ritroverà infatti a interagire con un elevato numero di fantasmi, quasi tutti appartenenti al folklore giapponese.
Purtroppo il numero eccessivo di episodi risulta uno dei limiti maggiori dell'anime, incapace di rinnovarsi nel modo giusto via via che la narrazione prosegue.

La stessa gag ricorrente in cui vediamo Whisper consultare il database degli Yo-kay per carpire ogni tipo di informazione utile (facendo credere al protagonista di conoscere personalmente tutte le informazioni), non può che portare l'intera serie sui binari del già visto.
Tra i temi ricorrenti dell'opera vi è sicuramente quello legato all'amicizia; il protagonista, infatti, tramite il suo prezioso orologio, è in grado di far calmare i numerosi spiriti che incontra per poi trasformarli in preziosi alleati.

Ogni volta infatti che uno Yo-kai viene riportato in uno stato di quiete, quest'ultimo dona una medaglia a Keita, come a testimoniare la nascita del loro nuovo legame. Una scrittura tutto sommato buona, ma eccessivamente prolissa, si affianca ad un comparto tecnico davvero sorprendente: l'anime, grazie ad animazioni gradevoli e colori ipersaturi, ha nei disegni e nell'estetica uno dei suoi elementi migliori.

Yokai Watch (Anime) Yo-kay Watch è una serie anime senza pretese, adatta sicuramente a promuovere il videogioco da cui è tratta senza però proporre molto altro allo spettatore. L'opera, seppur godibile, risulta minata da una grande ripetitività di fondo che porterà più di qualcuno ad abbandonare precocemente la visione della serie. Accattivanti invece i disegni, supportati da un buon character design e da colori estremamente vivaci.

6.2