Gli anime su Prime Video a marzo 2024: un mese all'insegna degli shōnen

Le poche (ma simboliche) uscite del mese costituiscono il riflesso di tutte le strategie distributive e comunicative del catalogo anime della piattaforma.

Gli anime su Prime Video a marzo 2024: un mese all'insegna degli shōnen
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Basterebbe guardare alle (poche, ma simboliche) uscite del mese di marzo 2024, per comprendere tutte le strategie di promozione, distribuzione e soprattutto di comunicazione che governano il catalogo anime di Amazon Prime Video. Grazie alle importanti sinergie attivate nel tempo con etichette editoriali come Yamato Video e Dynit, la piattaforma streaming si è sempre più posta come il punto di convergenza di intere generazioni di prodotti (e quindi, di fasce di appassionati che hanno costruito negli anni il proprio rapporto con la serialità animata nipponica), preferendo distribuire le produzioni anime del passato, magari già licenziate da altre aziende per quanto riguarda l'home video o anche lo streaming, piuttosto che proporre un catalogo di opere inedite.

E seppur il canale "ANiME Generation" attivato due anni fa proprio in collaborazione con Yamato Video ospiti anche serie originali, è chiaro che il corpus di opere con cui Amazon si è ritagliata un posto di rilievo nel panorama distributivo degli anime in Italia, è costituito dai grandi prodotti del passato. Di cui le uscite del mese corrente rappresentano un palese manifesto.

Naruto Shippuden - Quinta stagione (1 marzo)

L'attività di legittimazione culturale nel campo degli anime intrapresa ormai da qualche anno da Amazon Prime Video non può che procedere con la distribuzione di una serie cardine della contemporaneità animata come Naruto Shippuden, la cui quinta stagione sarà resa disponibile - guarda caso - già a partire dal primo giorno del mese.

Il ciclo di episodi in questione è abbastanza singolare, dal momento che propone, a tutti gli effetti, delle storie inedite, non presenti nel manga di Masashi Kishimoto. E seppur le narrazioni "filler" vengono spesso accolte dagli appassionati con un misto di astio e cautela, è pur vero che la stagione 5 di Naruto Shippuden (composta dal corpo di episodi che va dall'89 al 112) merita di essere riscoperta - o riguardata, da chi ha già visto integralmente la serie - soprattutto per la naturalezza con cui evita le incongruenze (e quindi lo stigma) tipiche dei prodotti "riempitivi". Non è un caso, infatti, che a dirigerla sia il regista primario di Naruto, ovvero Hayato Date, il responsabile principale del corso estetico dell'anime e della traduzione, in immagini, del manga di Kishimoto (e proprio in riferimento all'autore, il director ha di recente svelato chi doveva essere in origine il villain finale di Naruto). Ad uno sguardo approfondito, notiamo però che il primo episodio di questo ciclo, ovvero il numero 89, non solo è assolutamente canonico, ma delinea la traccia per tutto ciò che vedremo nel corso della quinta stagione.

Ambientata all'indomani della saga di Kakuzu e Hidan (il cui Controllo del Sangue l'abbiamo inserito nelle tre tecniche letali di Naruto nate per cancellare la vita umana) gli shinobi della Foglia si ritrovano ancora una volta alle prese con la ricerca di un Cercoterio: e in piena continuità con il filone principale della storia, il ritrovamento e il successivo soggiogamento del jinchuriki del Tre Code costringe i giovani ninja ad anteporre il proprio dovere alle crisi personali che li stanno affliggendo, soprattutto dopo la morte di Asuma; mettendo in moto, al tempo stesso, una spedizione che li porterà ad intrecciare nuovamente i propri destini alle azioni prevaricatrici di importanti membri dell'Akatsuki come Deidara e Tobi, a cui saranno poi legati gli intrecci immediatamente futuri dell'anime.

Dragon Ball Z - Quarta stagione (9 marzo)

Il 9 marzo segna invece l'approdo sulla piattaforma della quarta stagione di Dragon Ball Z, che gode di un rapporto abbastanza particolare con il canone codificato da Akira Toriyama. Il ciclo stagionale, composto dagli 11 episodi filler su Garlic Jr. (108-118) e dall'incipit della saga degli androidi (119-132), mette perciò in continuità una narrazione "collaterale" con quella che contraddistingue il filone principale della serie, presentando così delle soluzioni su cui occorre ragionare.

Come abbiamo visto nell'articolo in cui analizziamo i motivi per cui quasi tutti i film di Dragon Ball Z non sono canonici, la presenza del primo villain cinematografico di Z nel filone seriale della storia, dona ad un lungometraggio come La vendetta divina (1989) un posizionamento decisamente unico nel franchise, anticipando anche quelle strategie transmediali che porteranno, ad esempio, il personaggio di Broly a transitare da un orizzonte "periferico" ad uno pienamente canonico, tanto da essere poi incluso anche nel manga di Super. Ma è chiaro che l'altissima fidelizzazione generata negli spettatori dalla quinta stagione di Dragon Ball Z riguarda gli episodi introduttivi della saga più iconica dell'intero franchise. Dal leggendario approdo sul pianeta di Trunks del Futuro, alle anticipazioni sulla malattia cardiaca di Goku, fino all'introduzione dei primi villain cibernetici dell'arco narrativo, questo ciclo stagionale offre agli appassionati di Toriyama tutti gli elementi su cui hanno costruito il loro rapporto spettatoriale con le avventure dei saiyan.

Un fattore che acquisisce ancora più rilevanza simbolica nel momento in cui si va a guardare l'evento (assolutamente memorabile) su cui si chiude la stagione: perché lo scontro con l'androide numero 19 non rappresenta solo una delle tre battaglie più folgoranti e iconiche di Vegeta in Dragon Ball, ma è il momento stesso della sua ascesa simbolica; l'istante in cui il principe dei saiyan sublima l'eroismo guerresco che lo contraddistingue, entrando per sempre nell'immaginario collettivo (e nei cuori) dei fan.

Fairy Tail - Nona stagione (29 marzo)

La terza ed ultima serie in uscita a marzo sul catalogo online di Amazon Prime Video è anch'essa simbolica, proprio perché chiude un cerchio (sia narrativo, ma soprattutto distributivo/comunicativo) iniziato ormai diverso tempo fa. Verso la fine del mese, precisamente il 29 marzo, sarà infatti resa disponibile la stagione finale del lungo adattamento anime dell'omonimo manga di Hiro Mashima, in un ciclo stagionale mastodontico (accorpa ben 51 episodi, dal 278 al 328) su cui si concluderà il percorso animato di Fairy Tail.

L'uscita della nona stagione, decisamente attesa dai fan, non solo conferma la necessità di Amazon Prime Video di proporre un catalogo tanto denso quanto integrale, ma rimedia anche alla travagliata storia distributiva di Fairy Tail nel nostro paese. Fino a questo momento, infatti, la stagione conclusiva della serie era sì presente su Crunchyroll, ma è approdata sugli schermi nostrani in maniera spesso frammentata: un fattore a cui Prime Video, grazie alla distribuzione dell'anime nella sua piena integralità, ha certamente messo una toppa importante, consentendo finalmente agli appassionati di Mashima, e in particolare di Fairy Tail, di godere dei trecento (e rotti) episodi della serie, senza dover balzare da una piattaforma all'altra.

Al tempo stesso però, come in tutti i cataloghi streaming, alle nuove uscite corrispondono anche le "fughe" di alcuni prodotti dal catalogo: il mese di marzo, da questo punto di vista, sarà l'ultima possibilità per gli utenti Amazon di vedere opere come Yu degli Spettri (stagione 1), Kumurikusa e il film Sword Art Online: Progressive - Aria of a Starless Night, i cui diritti di distribuzione scadranno nei prossimi trenta giorni.