Netflix: 5 imperdibili film anime, da Akira a Your Name

L'offerta di Netflix è piena di produzioni di altissimo livello. In questo articolo vi parleremo dei 5 film anime imperdibili sulla piattaforma.

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Una cosa che questi primi mesi del 2020 confermano è la grande attenzione che Netflix, il più grande servizio mondiale di streaming, sta riservando al mondo dell'animazione giapponese. Fra produzioni originali, serie in esclusiva, acquisizioni provenienti dagli editori di anime nostrani (Dynit in particolare) e recuperi di film passati inosservati (Ni No Kuni, Dragon Quest Your Story), l'offerta di serie animate giapponesi sul catalogo della piattaforma è ormai vasta e in grado di soddisfare qualsiasi palato. Dopo la lista dei 10 anime da non perdere su Netflix, in questo articolo vi parleremo di 5 film d'animazione giapponese imperdibili che potete trovare sul servizio di streaming.

Prima di proseguire, alcune precisazioni doverose. In questa lista non saranno presenti i film dello Studio Ghibli che Netflix sta caricando in queste ultime settimane, principalmente per due motivi. Il primo è che ve ne stiamo già parlando attraverso recensioni e articoli monografici, il secondo è che, in una selezione basata sul merito (come in questo caso), i capolavori ghibliani finirebbero per monopolizzare la classifica. Non abbiamo inserito inoltre un film pregevolissimo come Ghost in the Shell 2: Innocence (2004) per la semplice ragione che, in questo momento, è assente su Netflix il primo film della celebre saga diretta da Mamoru Oshii. Qualora abbiate visto il predecessore, il seguito è un'opera che vi consigliamo caldamente.

Detto ciò, siete pronti? Cominciamo!

Akira

Partiamo con un film che ha fatto la storia dell'animazione giapponese, Akira. Scritto e diretto da Katsuhiro Otomo, uscito nel 1988 e basato sull'omonimo manga del regista (serializzato dal 1982 al 1990), Akira ha rappresentato un vero e proprio punto di svolta per il settore, in quanto per la sua realizzazione vennero coinvolti più di 1300 animatori provenienti da 50 studi differenti, e la cui produzione venne affidata a un'apposita società creata per l'occasione che racchiudeva dieci delle maggiori compagnie cinematografiche giapponesi. Annoverato fra i film animati più costosi e innovativi di tutti i tempi, Akira è uno dei lavori che più ha contribuito a far conoscere l'animazione giapponese nel mondo.

Ambientato nel 2019 nella città di Neo Tokyo, ricostruita dopo essere stata distrutta durante la Terza Guerra Mondiale, il film ha per protagonisti Kaneda, leader di una banda di motociclisti, e Tetsuo, il membro più giovane del gruppo. Un giorno, a seguito di un incidente, Tetsuo entra in contatto con un misterioso bambino inseguito dalla polizia. Il bambino è in realtà un potentissimo Esper, e il povero Tetsuo verrà preso in custodia dall'esercito e soggetto a esperimenti che lo porteranno a risvegliare i suoi poteri psichici.

Akira è un autentico cult dell'animazione giapponese e nel nostro paese ha goduto negli anni di numerose riedizioni, di cui l'ultima, a opera di Dynit nel 2018, presenta un nuovo doppiaggio più fedele ai testi originali rispetto a quello storico del 1992. Si potrebbe dire che a livello narrativo non sia invecchiato proprio benissimo, e che possieda solo una minima parte delle qualità del manga su cui è basato (all'epoca non ancora concluso), ma questo non ci trattiene dal consigliarvi il film qualora non l'abbiate già visto. Si tratta di un'opera potente, spettacolare, uno degli apici visivi dell'animazione 2D, capace di fare scuola e ispirare nuove generazioni di animatori ancora oggi, un vero e proprio classico imprescindibile.

Per saperne di più, leggete la nostra recensione di Akira.

Your name.

Se Akira ha rappresentato una rivoluzione per i film animati giapponesi sul finire degli anni ‘80, si potrebbe dire che Your name. abbia fatto la stessa cosa nel decennio appena trascorso. Il film del regista Makoto Shinkai (5 cm al secondo, Il giardino delle parole, Weathering with you) realizzato dallo studio CoMix Wave Films, uscito nel 2016 e giunto nei cinema italiani grazie a Dynit e Nexo Digital il 23 gennaio 2017, è stato un incredibile successo commerciale sia in patria che all'estero, dove ha riportato l'animazione giapponese all'attenzione anche del pubblico più generalista.

La trama di Your name., ormai iconica, ha al suo centro il rapporto fra Taki, uno studente liceale di Tokyo, e Mitsuha, studentessa delle superiori che vive in una piccola città di montagna. Le loro vite sono destinate a incrociarsi a seguito di misteriosi sogni dove l'uno si risveglia nel corpo dell'altra e viceversa. Qual è il loro significato? E cosa accadrà ai due giovani ragazzi?

In questo film, Makoto Shinkai continua a esplorare un tema a lui caro, quello della distanza, sviluppandolo per la prima volta in maniera completamente positiva dopo le declinazioni dolceamare dei suoi precedenti lavori. Il risultato è una delle storie d'amore più belle e coinvolgenti degli ultimi anni, è impossibile non appassionarsi all'evoluzione del rapporto fra Taki e Mitsuha e a tifare per loro durante le sfide che si ritroveranno ad affrontare. Se a questo aggiungiamo un comparto tecnico di superba qualità, come da tradizione dei lavori CoMix Wave Films, e una colonna sonora accattivante del celebre gruppo Radwimps, ecco che abbiamo tutti gli ingredienti per un film che saprà stupirvi, emozionarvi e farvi piangere.

In questo angolo di mondo

Altra pellicola giunta in Italia nel 2017, In questo angolo di mondo è l'ultimo lavoro del regista Sunao Katabuchi, collaboratore dello Studio Ghibli e di Hayao Miyazaki (del quale fu assistente per Kiki - Consegne a domicilio) e autore, fra le altre cose, del film Shinko e la magia millenaria. Realizzato dallo studio MAPPA e uscito nei cinema giapponesi il 12 novembre del 2016, In questo angolo di mondo è la trasposizione dell'omonimo manga di Fumiyo Kono, pubblicato nel nostro paese da Panini Comics, ambientato nel Giappone della Seconda Guerra Mondiale.

Il film è un racconto molto realistico e dettagliato della vita nella città costiera di Kure, vicino Hiroshima, nel periodo bellico. Protagonista è la giovane Suzu Urano, una ragazza solare, onesta e con la testa fra le nuvole che va in sposa a un ufficiale della marina militare, trasferendosi presso la famiglia di lui. Tra difficoltà, fatiche e piccole gioie quotidiane, seguiamo la vita della piccola Suzu e del suo animo sognatore nel corso di uno dei momenti più tragici della storia giapponese.

In questo angolo di mondo è un piccolo gioiello: non solo un ottimo adattamento del materiale di partenza, ma una grandissima prova di maturità da parte del regista Katabuchi, che si conferma uno dei maggiori talenti della moderna animazione giapponese. Il più grande pregio di quest'opera sta nella lucidità e nella franchezza con cui viene narrata la vita del popolo giapponese in piena Seconda Guerra Mondiale, gestendo alla perfezione dramma e commedia, realtà e fantasia in quello che è senza dubbio uno dei migliori lavori nel suo genere.

Non tutti potrebbero digerire la struttura episodica del film (presa dal manga) e il character design, dove i personaggi vengono rappresentati come fossero bambini, ma superati questi due ostacoli vi troverete di fronte a una pellicola semplicemente deliziosa e istruttiva, uno dei prodotti più genuini e sinceri del recente panorama anime.

Per maggiori dettagli leggete la nostra recensione di In questo angolo di mondo.

Blame!

Unico film originale Netflix (ma sarebbe meglio dire: disponibile in esclusiva sulla piattaforma) di questa lista, Blame! è l'adattamento dell'omonimo manga di Tsutomu Nihei, veterano dell'industria autore di opere cyberpunk e sci-fi come Biomega, Knights of Sidonia e il recente Aposimz, tutte pubblicate nel nostro paese da Panini Comics.

L'annuncio di questo adattamento in CGI, a opera dello studio Polygon Pictures, è stato una sorpresa anche fra gli stessi appassionati per via della complessità dell'opera originale, criptica e quasi priva di dialoghi. Infatti il film prende solamente spunto dall'ambientazione del manga distanziandosi sotto molti punti di vista, proponendo una storia inedita più comprensibile e adatta al medium cinematografico.

In un mondo futuristico dove l'umanità ha perso il controllo delle macchine ed è costretta a vivere di nascosto per sfuggire alla minaccia degli Sterminatori, seguiamo le vicende del protagonista Killy, un umano vagabondo armato di pistola alla ricerca di altri umani in possesso del cosiddetto "gene terminale" della rete, l'infrastruttura che governa il mondo. Durante il suo pellegrinaggio incontra Zuru, una ragazza che vive in un villaggio, e decide di aiutarla nella sua ricerca di provviste.

Messe da parte le differenze con il manga, che lasceranno inevitabilmente insoddisfatti i fan di lungo corso dell'autore, così come lo stile più chiaro e definito rispetto alle sporche e graffianti tavole di Nihei, Blame! è un adattamento molto fedele nello spirito di uno dei fumetti cyberpunk più particolari di provenienza giapponese.

Un'opera visionaria nonché uno dei migliori lavori dello studio Polygon Pictures, pioniere dell'utilizzo della CGI negli anime, che qui ci regala un comparto visivo straordinario. Trama e personaggi sono dei semplici elementi di contorno in una produzione che basa tutto il suo fascino sulla componente estetica, ma sono discreti quanto basta per permettere al film di stare in piedi, e di regalare allo spettatore uno spettacolo con pochi eguali. Consigliato a chi cerca qualcosa di moderno.

Leggete la recensione di Blame! se volete saperne di più.

La forma della voce

L'ultimo film in questa lista di imperdibili è La forma della voce (Koe no katachi, in originale), conosciuto anche con il titolo A Silent Voice nell'edizione italiana del manga da cui è tratto, pubblicato da Star Comics. Scritto e disegnato da Yoshitoki Oima dal 2013 al 2014 e raccolto in sette volumi, il manga ha avuto un ottimo successo di critica e pubblico ed era quindi naturale che venisse trasposto in animazione. Il film è stato realizzato presso il celebre e sfortunato studio Kyoto Animation, diretto da Naoko Yamada (K-On!, Sound! Euphonium) e rilasciato nei cinema giapponesi il 17 settembre 2016. In Italia è stato licenziato da Dynit, che lo ha proiettato nei cinema nell'ottobre del 2017 in collaborazione con Nexo Digital.

Protagonista del film è Shoya Ishida, un bambino di 11 anni che frequenta la scuola elementare giapponese. Un giorno si trasferisce nella sua classe Shoko Nishimiya, una bambina sorda che comunica solamente attraverso i gesti e la scrittura. Shoko diventa presto vittima di bullismo da parte dei suoi compagni di classe, fra cui anche (e soprattutto) Shoya, che le rompe ripetutamente gli apparecchi acustici, nell'indifferenza più totale. Quello che Shoya non sa è che questi gesti sconsiderati influenzeranno profondamente la sua vita, spingendolo verso un percorso di redenzione che inizierà una volta giunto alle scuole superiori.

La forma della voce parla quindi di bullismo, un tema molto caro ai giapponesi e spesso affrontato nel mondo dei manga e degli anime. A differenza di molti altri casi tuttavia, il film lo fa in maniera diversa dal solito: più concreta, profonda, sensibile, attraverso trovate grafiche interessanti e personaggi così ben caratterizzati da entrare subito nel cuore dello spettatore. Al netto di numerosi tagli e cambiamenti, necessari per via della lunghezza dell'opera originale, La forma della voce è un ottimo adattamento del manga, che viene impreziosito dal tocco "magico" di Kyoto Animation e da una regia attenta e misurata, che gestisce correttamente le pause e sa porre la giusta enfasi nei momenti più importanti. Un'opera imperfetta, ma che non vi lascerà indifferenti, e dalla cui visione potremo tutti imparare qualcosa.

Leggete la nostra recensione de La forma della voce per scoprire maggiori dettagli.