VVVVID: 5 anime romantici imperdibili da guardare in streaming

Esplorando il catalogo della piattaforma gratuita VVVVID, andiamo alla scoperta di cinque opere da recuperare assolutamente.

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Categorizzare le opere manga/anime a seconda del pubblico di riferimento è una convenzione talmente radicata nel settore da essere riuscita ad esportare oltre i confini del Sol Levante espressioni tradizionali della lingua giapponese. Tra queste rientra la dicitura "shojo", con cui si indica un'opera concepita e pensata espressamente per un target femminile. Un'etichetta che funge da vero e proprio contenitore per produzioni in realtà molto differenti tra loro, che spaziano tra i generi e le atmosfere, raccontando tanto di amore quanto di percorsi di crescita e di epici confronti tra bene e male.

I confini tra i generi proposti dalla tradizione manga/anime nipponica sono spesso sfumati e non sempre si dimostrano un indicatore in grado di definire con efficacia l'opera che ci si trova di fronte. Del resto, distinguere tra espressioni artistiche destinate a un target maschile o femminile presuppone un'omogeneità nei gusti di genere francamente inesistente: shonen e shojo sono infatti in grado di attrarre entrambe le categorie di pubblico, a patto di offrire un contenuto di qualità. Al fine di orientare lo spettatore nell'ormai immenso universo degli anime risulta quindi forse più utile descrivere lo shojo come un genere in cui, semplicemente, il racconto include al suo interno un'importante componente emotiva, corredata da una tendenza all'analisi introspettiva dei personaggi in scena, generalmente predominante su eventuali elementi action.

Con questa definizione in mente, dopo avervi proposto cinque shojo da visionare su Crunchyroll, abbiamo composto una selezione di cinque opere shojo delle quali è possibile fruire, in maniera completamente gratuita, sulla nota piattaforma VVVVID.

Toradora!

Iniziamo la nostra rassegna con un'opera dai toni leggeri, che si dipana lungo la più tradizionale delle ambientazioni scolastiche giapponesi. L'adattamento manga tratto dalla light novel originale fu pubblicato su una rivista shonen, è vero, ma i temi dell'opera richiamano chiaramente la componente romantica di uno shojo. I protagonisti della nostra storia sono Ryuji Takasu e Taiga Aisaka, entrambi studenti delle superiori. Il primo è un ragazzo dall'animo dolce e premuroso, ma il suo sguardo truce lo fa apparire agli occhi degli altri come un pericoloso attaccabrighe. In maniera speculare, la seconda è invece animata da un'ardente furia interiore, che offre un contrasto profondo con la forma minuta e l'aspetto tenero che la caratterizzano: una commistione di elementi che le valgono il soprannome di "Tigre Palmare".

Due anime apparentemente agli antipodi, ma che finiranno per avvicinarsi e per scoprirsi progressivamente diversi rispetto a quanto le apparenze non lascino trasparire. A far unire le forze ai due liceali saranno le rispettive passioni amorose: Ryuji è infatti invaghito di Minori Kushieda, migliore amica di Taiga, mentre la stessa Taiga cela una cotta per Yusaku Kitamura, migliore amico di Ryuji. Coalizzandosi, i due sperano di incrementare le proprie possibilità di conquistare la persona alla quale sono interessati.

Da queste premesse si sviluppa Toradora!, titolo che in realtà non rappresenta altro che l'unione dei nomi dei due protagonisti. "Taiga" risulta infatti foneticamente simile alla pronuncia nipponica dell'inglese "Tiger", ma la traduzione in giapponese della parola "tigre" è invece "Tora". Il nome di Ryuji include il termine "Ryu", che in giapponese indica un drago: "dora" altro non è che una storpiatura della pronuncia giapponese dell'inglese "dragon". Come già lascia facilmente intendere questo dettaglio, la vera storia d'amore che narrerà l'anime sarà quella tra i due protagonisti. Un racconto tenero, ricco di comicità, ma anche di sentimenti, pronto a raccontare la storia di un amore che nasce, si sviluppa e si scopre giorno dopo giorno, nelle piccole cose, nel supporto reciproco e in un rapporto che diviene troppo profondo per poter essere confinato entro i limiti di una sincera amicizia.

Ano Hana

Con la seconda opera proposta cambiamo registro, ma conserviamo la qualità e la delicatezza della narrazione vista in Toradora!. La sceneggiatrice che ha dato vita alla versione animata delle vicissitudini di Ryuji e Taiga è infatti la medesima che infonde vita in Ano Hana, letteralmente "Quel Fiore": Mari Okada. Composta di soli 11 episodi, questa produzione dai toni luminosi e sgargianti mette in scena un intenso viaggio in direzione di un passato lontano, compiuto da un gruppo di giovani adulti che un tempo erano stati inseparabili amici d'infanzia.

Sotto la bandiera dei "Super Busters della Pace", si riunivano infatti i protagonisti della nostra storia: Jinta "Jintan" Yadomi, Naruko Anjo, Tetsudo Hisakawa, Chiriko Tsurumi e Atsumu Matsuyuki. A questi si aggiunge la tenera Meiko Honma, detta "Menma", la cui presenza/assenza rappresenta il fulcro centrale dell'intera vicenda. La piccola, anch'ella parte della compagnia di spensierati amici, è infatti rimasta vittima di un incidente mortale in giovanissima età. La morte di Menma ha ovviamente segnato profondamente i ragazzi, che da quel momento si sono progressivamente allontanati, sino a diventare gli adulti sconosciuti che abitano il presente di Ano Hana.

A travolgere questo equilibrio è il ritorno di Meiko sulla Terra in forma di spettro, che vede la fanciulla in cerca di una pace interiore che le impedisce di raggiungere ciò che attende gli esseri umani dopo la morte. Lo spirito, che si manifesta solo a Jintan, desidera che venga esaudito un suo antico desiderio, che tuttavia si è ormai smarrito tra le nebbie della sua memoria. Per offrire aiuto al fantasma di Menma, all'ex leader del gruppo non resterà altro da fare che radunare i Super Busters, ormai adulti.

Su queste basi, prende il via un racconto delicato ma anche doloroso, che sposta con la giusta alternanza il focus narrativo tra il presente e il passato dei protagonisti. Divisi dalle esperienze, dalle incombenze della vita adulta e da rancori mai affrontati, ognuno di loro osserva attraverso un filtro personale quegli anni di giovinezza spensierata, in un racconto che non mancherà di commuovere e di coinvolgere lo spettatore.

Le situazioni di Lui & Lei

Ritorniamo in ambito scolastico per citare un'opera che fa dello sperimentalismo visivo uno dei suoi marchi fabbrica e che vanta in cabina di regia nientemeno che un tandem composto da Hideaki Anno e Studio Gainax. Ampiamente noto al pubblico anche con l'abbreviazione del titolo giapponese "Kare Kano", l'anime, strutturato in soli 26 episodi, è tratto dal manga omonimo scritto e tratteggiato da Masami Tsuda.

Ci troviamo nuovamente in una scuola superiore, ma i nostri protagonisti questa volta sono la brillante Yukino Miyazawa e l'altrettanto popolare Soichiro Arima. Entrambi incarnano un modello ideale, nel quale convergono successo negli studi, bellezza esteriore e comportamento distinto e lodevole. Dietro tutto ciò, tuttavia, si nasconde molto di più: Yukino è in realtà animata da una personalità egocentrica, arrogante e viziata, mentre Arima si rivela in grado di dimostrarsi un fine e subdolo calcolatore. Dopo esserlesi invano dichiarato, il giovane scopre per caso la vera natura della giovane e decide di ricattarla, affidandole i compiti più disparati. L'azione, tuttavia, si rivela essere solo un pretesto per trascorrere del tempo con Yukino, che progressivamente inizia a scorgere in lui una personalità fragile e tormentata.

Da qui avrà inizio un'amicizia destinata a mutare in un amore sempre più profondo e consapevole. Le situazioni di Lui & Lei è infatti certamente una storia che narra di amore romantico, ma anche di amore nei confronti di sé. Un percorso che vede entrambi i protagonisti abbandonare la maschera che li ha sempre guidati nelle relazioni con gli altri, imparando a riconoscere e a fronteggiare le proprie debolezze. Conoscere il proprio animo diventa la base essenziale attorno alla quale costruire un nuovo universo di relazioni, al centro del quale, con tutti i dubbi e le incertezze di un primo vero amore, si colloca il sentimento che unisce Yukina ad Arima.

Nana

Consigliare la visione di Nana è un atto che si colloca in un oscuro limbo in cui i confini che dividono altruismo ed egoismo si dissolvono. Se da una parte stiamo infatti parlando di un'opera assolutamente meritevole di visione, è anche purtroppo doveroso segnalare che al momento questa risulta incompiuta. La trasposizione anime copre infatti solamente una porzione delle vicende narrate nell'omonimo manga, ma non solo: la stessa versione cartacea è attualmente priva di una conclusione, e vi sono ragionevoli dubbi per temere che possa restarlo ancora a lungo, se non per sempre. L'autrice, Ai Yazawa, ha infatti interrotto la serializzazione di Nana in concomitanza con l'emergere di alcuni problemi di salute e da ormai molti anni il manga è ufficialmente "in pausa".

Pur incompiuta, Nana rappresenta comunque un viaggio emotivo che merita di essere intrapreso dai lettori in cerca di sentimenti complessi, drammi sinceri, contrasti interiori, ma anche di una lieve nota di umorismo agrodolce. Più che uno shojo, l'opera si colloca agilmente nella fascia degli josei, in quanto destinato a lettori più adulti. Uno slice of life dalla natura corale, in cui ogni personaggio è tratteggiato con grande spessore ed agisce in maniera coerente con la personalità plasmata dall'autrice.

Sul fronte strettamente narrativo, Nana racconta la crescita e la vita di due omonime giovani donne: Nana Komatsu e Nana Osaki. Incontratesi per caso in un viaggio in treno intrapreso per trasferirsi a Tokyo, i destini delle protagoniste si ritroveranno ad intrecciarsi a quelli di un cast di comprimari iconici. E se la Komatsu, "Hachi" per gli amici, è una fanciulla di buoni sentimenti, innamorata dell'amore e pronta a stravolgere la propria vita in funzione delle esigenze altrui, la Osaki è invece il suo perfetto contrappeso. Talentuosa cantante punk rock, ogni cosa passa in secondo piano di fronte alla sua volontà di affermarsi come artista.

Due modi di intendere la vita completamente opposti, tra sentimenti che si fanno via via sempre più complessi e profondi e l'onnipresente amore per la musica, motore di una narrazione accompagnata non a caso da un'eccezionale colonna sonora. L'anime di Nana merita sicuramente una visione, alla quale far seguire la lettura dei volumi manga che ne proseguono le vicende. Finite le pagine però, vi avvertiamo: non resterà altro da fare che sperare di vederne un giorno la fine, portando nel cuore il ricordo di un viaggio che sarà stato in ogni caso intenso, struggente e indimenticabile.

Puella Magi Madoka Magica

Chiudiamo questa nostra selezione con un più che interessante rappresentante del sottogenere maho shojo, termine col quale si indicano le produzioni che hanno per protagoniste giovani ragazze che si ritrovano a poter padroneggiare i più disparati poteri magici. Opera originale, Puella Magi Madoka Magica è frutto dello sforzo creativo dello Studio SHAFT, che ha messo in scena una visione stilistica decisamente affascinante. Senza voler offrire troppe anticipazioni, è sufficiente sottolineare che, in certe fasi della narrazione, ciò che verrà mostrato a schermo cambierà drasticamente i propri connotati, con sequenze surreali che attingono a piene mani dall'animazione russa.

Protagonista e perno della vicenda è la giovane Madoka Kaname, studentessa priva di particolari ambizioni, ma d'animo generoso e ingenuo. Puella Magi Madoka Magica ci cala inizialmente in una tradizionale e rassicurante ambientazione scolastica, in cui facciamo la conoscenza delle migliori amiche della ragazza, tra le quali spicca la sognatrice Sayaka Miki. La vita delle fanciulle sarà tuttavia ben presto sconvolta dalla scoperta dell'esistenza delle Streghe, entità malefiche che esercitano la propria influenza sugli esseri umani, determinando il verificarsi di suicidi, atti violenti e catastrofi. A combatterle troviamo le Maghe, ragazze che in cambio della realizzazione di un unico desiderio assumono su di sé l'onere di proteggere il mondo da questo pericolo altrimenti invisibile. A proporre loro lo scambio è Kyubey, una strana creatura che prevedibilmente si ritroverà ad incrociare il cammino delle giovani Madoka e Sayaka.

Le premesse sono quelle di un maho shojo tradizionale, ma non lasciatevi ingannare: ben presto Puella Magi Madoka Magica rivela un volto inaspettato, profondamente cupo, oscuro e violento. La serie anime infrange i canoni tradizionali del genere, proponendo una visione della magia decisamente lontana da atmosfere serene e rassicuranti. Ad accompagnarne il tragico evolversi troviamo un'eccellente resa grafica e stilistica, corredata da una colonna sonora dai tratti solenni, i cui brani risultano ormai immediatamente riconoscibile ad ogni fan della serie.