20th Century Boys, Pluto, Billy Bat: qual sarà il nuovo anime di Urasawa?

Urasawa ha annunciato di essere al lavoro su un anime, e i fan ora sono divisi. 20th Century Boys, Pluto, Billy Bat o altri, chi sarà l'anime prescelto?

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Non si può parlare di manga seinen senza citare Naoki Urasawa. Il mangaka è uno degli autori più prolifici e di successo degli ultimi anni. La sua carriera risale agli anni '80, ma è ancora attivo tutt'oggi con diversi manga e varie collaborazioni; inoltre le storie che ha scritto sono diventate talmente famose da diventare grandi cult.

Purtroppo però, ben poche delle sue opere hanno ricevuto un adattamento animato. C'è Monster, a detta di molti il miglior manga di Naoki Urasawa che fu adattato da Madhouse quasi 10 anni dopo l'inizio della serializzazione, poi Yawara!, il cui anime è anche arrivato in Italia e conosciuto come Jenny - La ragazza del Judo, infine il manga Master Keaton che è stato scritto insieme Hokusei Katsushika e Takashi Nagasaki. Per quanto riguarda invece le altre storie, per ora hanno ricevuto poche trasposizioni e nessuna animata.

Eppure Naoki Urasawa ha annunciato di star lavorando a un anime. Una notizia sensazionale che apre diversi scenari. Sarà una delle sue storie a diventare un prodotto di animazione? Oppure è alle prese con una produzione completamente originale? Ripercorriamo le sue storie più popolari per capire quale di queste potrebbe ricevere un anime e da chi.

I ragazzi del ventesimo secolo

Insieme a Monster, è 20th Century Boys - considerando anche il sequel/finale 21st Century Boys - il manga più famoso e amato di Naoki Urasawa. Pubblicato tra il 1999 e il 2007, è composto da 24 volumi totali tra due serie; la storia è un thriller ambientato in Giappone su più periodi storici con vari personaggi che si giocano il ruolo di protagonista, ma il perno principale è l'identità de "L'Amico", una persona misteriosa che ha creato un culto capace di ammaliare le folle.

Da 20th Century Boys è già stata tratta una trilogia cinematografica proiettata in Giappone tra il 2008 e il 2009. Pur avendo incrementato la notorietà del manga di Urasawa in madrepatria, un anime avrebbe sicuramente effetti più importanti. Così come accaduto per Monster, Yawara e Master Keaton, un gruppo indicato per occuparsi dell'anime sarebbe Madhouse.

È infatti lo studio che ha fatto un ottimo lavoro con tutti e tre gli anime precedenti di Urasawa e saprebbe quindi dosare bene i ritmi e i tempi della storia di 20th Century Boys e 21st Century Boys. Considerata la lunghezza dell'opera, potremmo trovarci di fronte a un anime compresso in 26 episodi in una stagione, anche se probabilmente la scelta migliore sarebbe quella di tre stagioni da 12 episodi l'una.

Il pipistrello più famoso dei fumetti

Il secondo titolo che potrebbe essere un adattamento è relativo a un famoso pipistrello. E no, non è Batman, bensì Billy Bat. Kenji Yamagata è un fumettista nippo americano che sta realizzando il suo fumetto incentrato proprio su Billy Bat, un pipistrello antropomorfo, quando un detective gli fa però sapere che questo personaggio è fin troppo simile a uno apparso su un manga diversi anni prima. Incuriosito e intimorito da un possibile plagio, Kenji va alla ricerca dell'origine di Billy Bat, scoprendo che il pipistrello ha in realtà una storia intrecciata con l'intera storia dell'umanità.

Naoki Urasawa si è concentrato su Billy Bat nello scorso decennio, dal 2008 al 2016. È quindi il manga di lunga durata più recente dell'autore, completato con 20 tankobon. La sua relativamente recente conclusione lo rende uno dei candidati principali per un adattamento e, ancora una volta, anche qui potrebbe occuparsene Madhouse.

Dalle origini di Tezuka, un Astro Boy oscuro

Come capitato per Master Keaton, Naoki Urasawa ha anche collaborato con altri autori. C'è stato un caso in particolare che lo ha visto all'opera su Astroboy, ma non quello originale che Osamu Tezuka disegnò oltre un cinquantennio fa, bensì una sorta di remake insieme a Takashi Nagasaki, che fece da cosceneggiatore, e Makoto Tezuka, nel ruolo di supervisore. Il risultato fu Pluto, un manga di otto volumi che si concentra principalmente su "Il più grande robot del mondo".

Di conseguenza, Pluto è un manga che conserva tratti distintivi diversi rispetto alle classiche opere di Urasawa. Pur mantenendo una certa vena thriller, l'ambientazione e i personaggi descritti nel manga sono intrinsecamente collegati a quelli dell'opera originale. In un mondo in cui i robot possono avere un aspetto umanoide, esistono sette androidi che sono descritti come i più forti del pianeta o, per dirla anche con altri termini, robot che potrebbero trasformarsi in armi di distruzione di massa.

E qualcuno li sta eliminando per motivi misteriosi. Toccherà a Gesicht indagare su questi avvenimenti, non prima che Urasawa scoperchi i dilemmi etici e filosofici della vita robotica, insieme all'umanità che potrebbe nascondersi tra gli ingranaggi.

Pluto è l'indiziato principale per questo adattamento anime su cui sta lavorando Urasawa. Nel 2017, durante il MIFA, apparve allo stand dell'azienda GENCO un poster di Pluto e qui fu rivelato che il manga del sensei sarebbe diventato un anime. In più, la produzione sarebbe stata affidata allo Studio M2, che ha all'attivo Onihei e Usuzumizakura -Garo-, insieme a Masao Murayama, ex membro di Madhouse che lavorò proprio su Yawara, Master Keaton e Monster. Da allora, però, non ci fu nessun'altra informazione: l'anime di Pluto scomparve senza lasciare alcuna traccia. Oggi non sappiamo se la trasposizione sia ancora in fase di sviluppo, né se si stiano facendo passi avanti nella realizzazione. Urasawa non ha specificato su quale anime sta lavorando quindi potrebbe anche non trattarsi di Pluto, dato che non sarebbe un segreto lavorare sull'adattamento di un proprio manga.

Altri progetti o un anime originale?

All'elenco bisogna escludere praticamente subito Asadora, il manga di fresca pubblicazione e ancora in corso, appena arrivato tra l'altro in Italia per Planet Manga. La storia della giovane Asa è ancora agli inizi e non ci sarebbe abbastanza materiale per farne una trasposizione; in più, Urasawa è noto per avere un ritmo di pubblicazione non costante, pubblicando una certa quantità di capitoli prima di andare in pausa per un breve o medio periodo.

Rimangono quindi, tra quelli esclusi dalle precedenti valutazioni, gli eventuali anime di Happy e di Mujirushi. Il primo è un manga sul tennis, ma Urasawa si discosta dal semplice spokon introducendo un'ambiente per la protagonista Miyuki davvero ostico sia dentro che fuori dallo sport. Pur prestandosi a una trasposizione, non sarebbe un'ipotesi probabile considerata la sua lunghezza - 23 tankobon totali - e che si tratta di un manga abbastanza vecchio, risalente agli anni '90 e che ha già ricevuto tra l'altro un dorama televisivo nel 2006. Anche se, in questo periodo di revival, non è mai detta l'ultima parola. Mujirushi invece è un manga molto recente ma anche breve. Composto da un volume unico scritto tra il 2017 e il 2018, ci trasporta nel Louvre di Parigi. Considerata la sua brevità, sarebbe possibile realizzare un OAV o una serie di pochissimi episodi, ma un progetto del genere non sarebbe consono (secondo noi) alla portata del recente annuncio di Urasawa. Inoltre, non è detto che sia semplice creare una trasposizione del genere: come ha fatto sapere Planet Manga durante gli ultimi annunci, in cui ha comunicato l'arrivo di Mujirushi in Italia, che non è stato semplice condurre le trattative a causa della presenza del Louvre, e quindi di una girandola di diritti da dirimere. E con un adattamento animato di questo genere potrebbero esserci problemi di licenze ancora più ingombranti da risolvere.

Non è da escludere poi la possibilità che Urasawa si stia lanciando in un progetto originale e sia stato contattato per il ruolo di character designer, oppure per occuparsi della sceneggiatura insieme a uno scrittore esperto del mondo degli anime. Considerato però quanti fan abbiano amato i manga di Urasawa, sarebbe forse la scelta meno auspicabile per gli estimatori del sensei.