5 anime da vedere in vista dell'uscita di Cyberpunk 2077

In occasione dell'arrivo su console di Cyberpunk 2077, scopriamo quali sono gli anime cyberpunk ‘mozzafiato' da vedere in streaming.

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Androidi parlanti e a volte anche senzienti che si mescolano tra gli umani; una tecnologia invadente, che controlla tutti in ogni situazione; veicoli volanti, città in degrado in cui i potenti continuano a mantenere la loro carica e a controllare tutto, a discapito dei poveri che sono costretti a vivere nei sobborghi. Eppure c'è sempre qualcuno che vuole ribellarsi ad una realtà in cui è difficile riconoscere gli esseri umani dagli automi e in cui solo i più forti riescono a sopravvivere.

Questo è, in poche parole, il cyberpunk: una corrente letteraria nata nei primi anni dell‘80, costola della fantascienza, che si pone come grido di ribellione verso le disuguaglianze sociali e le tecnologie che con il tempo stanno prendendo il sopravvento. Tra gli scrittori più influenti ci sono Bruce Bethke, il quale ha coniato il termine, Philip K. Dick, William Gibson e molti altri. Una forte influenza l'ha avuta anche il film di Ridley Scott Blade Runner (trasposizione del romanzo Il Cacciatore di androidi o Ma gli androidi sognano pecore elettriche? di Dick), che ha gettato le basi per l'immaginario comune del cyberpunk, caratterizzato da città caotiche ricoperte da una fitta coltre di gas, esempio dell'industrializzazione, androidi, veicoli volanti, e quant'altro.

Con gli anni il genere ha coinvolto anche altri media e si è diffuso in tutto il mondo: in Giappone, infatti, ha preso piede il cosiddetto cyberpunk giapponese. Questo ha portato anche alla nascita di anime a tema di "ribellione futuristica": nel 2022 potremo vedere su Netflix Cyberpunk: Edgerunners (se volete sapere cosa aspettarsi da questo progetto, vi rimandiamo alla nostra anteprima su Cyberpunk: Edgerunners), uno spin-off realizzato dallo studio Trigger del videogioco di CD Projekt RED in arrivo nei prossimi giorni. In occasione dell'uscita di Cyberpunk 2077 il 10 dicembre, vogliamo consigliarvi alcuni anime a tema che possano aiutarvi ad immergervi nel contesto sci-fi di ribellione, da vedere sulle maggiori piattaforme streaming.

Ergo Proxy

Ergo Proxy, che è possibile recuperare su VVVVID, è ambientato in un futuro in cui, dopo il peggioramento delle condizioni ambientali della Terra, gli esseri umani si sono organizzati in città-cupole chiamate dome, dove poter continuare a vivere. La vita al di fuori delle dome è ormai impossibile, a causa delle esalazioni mefitiche. Gli eventi hanno luogo a Romdo, una città utopistica dove i cittadini vengono cresciuti con un controllo emotivo, affinché diventino impassibili ed i bambini vengono affidati alle famiglie che ne fanno richiesta.

Gli abitanti di Romdo sono affiancati dagli AutoReiv, androidi che assumono varie funzioni: i modelli da compagnia vengono utilizzati per svolgere lavori domestici o per affiancare i loro padroni; gli Entourage, invece, sono al servizio di una sola persona ed hanno il compito di difenderla in caso di pericolo. A Romdo si è diffuso il virus Cogito che sta colpendo gli androidi, donando loro la capacità di provare sentimenti e di prendere coscienza di se stessi.

Dopo aver ottenuto le emozioni, gli automi si ribellano ai loro padroni, alcuni arrivano anche ad uccidere, e fuggono dalla città, come se fossero spinti dal desiderio di cercare una propria identità e la libertà. Re-L Mayer, nipote del reggente di Romdo, indaga assieme al suo Entourage Iggy sulle uccisioni causate dagli androidi che si sono ribellati.

Una notte, Re-L viene aggredita a casa sua da un Proxy, una creature né umana né robotica, che potrebbe essere un pericolo per la vita "perfetta" della città. Per evitare che la notizia dell'esistenza del Proxy si possa diffondere, il reggente ha ingaggiato Raul Creed, direttore del Dipartimento di Sicurezza, per tenere sotto controllo la situazione; per questo motivo, Raul cerca di insabbiare l'esperienza dell'investigatrice.

La colpa dell'aggressione di Re-L ricade su Vincent Law, un immigrato della dome di Mosk che lavora come manutentore di AutoReiv con la speranza di poter diventare cittadino di Romdo, che quella sera è stato trovato privo di sensi nei pressi della casa della donna.

Ad aggravare la sua condizione, vi è anche l'accusa di aver eliminato un Entourage. Vincent Law fugge dalla città ed incontra Pino, un androide infetto. Nel frattempo, Re-L scopre un probabile legame tra il manutentore ed il Proxy.

Nel 2006, lo studio Manglobe con Ergo Proxy (recuperate la nostra recensione di Ergo Proxy) ha realizzato un thriller sci-fi che riesce ad intrattenere lo spettatore con le numerose domande che si accumulano legate al virus cogito e al Proxy, che poco alla volta portano a conoscere il mondo utopico imbastito. Come valore aggiunto ci sono rimandi alla cultura occidentale, come si evince già dal titolo che è un chiaro riferimento a Cartesio, e a pellicole di fantascienza tra cui spicca Blade Runner, con cui condivide alcune tematiche chiave.

Psycho-Pass

Un futuro in cui un computer estremamente potente è in grado di leggere le emozioni e di calcolare con precisione le tendenze delle persone, al punto da poter dire se sono possibili criminali, non è certo allettante. Eppure, il Sibyl System fa esattamente questo: per abbassare il tasso di criminalità, monitora le tendenze psicologiche di ogni singolo individuo e in base a ciò determina la sua vita, scegliendo persino il lavoro più idoneo a lui. Lo Psycho-Pass è la misurazione che viene fatta sulle persone.

Grazie a scanner sparsi in tutto il Giappone, il computer tiene sotto controllo gli abitanti: se lo Psycho-Pass rivela che il coefficiente di criminalità ha superato la soglia prestabilita, il cittadino ha un'alta probabilità di commettere un crimine e deve essere sottoposto ad un trattamento, o in alternativa arrestato o eliminato. Nel 2112, Akane Tsunemori è stata da poco assegnata alla sezione anticrimine della Pubblica Sicurezza, come sottoposta di Nobuchika Ginoza nell'Unità 1.

Akane viene affiancata dagli Esecutori, un gruppo di criminali latenti che, invece di essere sottoposti ad una terapia di recupero o essere arrestati, hanno avuto l'occasione di riscattarsi servendo la legge, ma sono costantemente sorvegliati.

Il gruppo di Esecutori al servizio dell'Unità 1 è composta da Shinya Kogami, enigmatico e burbero; Tomomi Masaoka, il più anziano e saggio del gruppo; Shusei Kagari, che sin da quando aveva cinque anni è stato considerato un criminale latente; infine la giovane e sensuale Yaoyi Kunizuka. I vari membri utilizzano le loro capacità per stanare i criminali, motivo per cui vengono chiamati anche "cani da caccia".

Sia gli ispettori che gli Esecutori hanno a disposizione i Dominator, particolari pistole che rispondono solo agli agenti della sezione anticrimine e che possono cambiare forma in base al tasso di criminalità dell'obiettivo che stanno mirando: l'arma, infatti, può essere del tutto innocua o può sparare proiettili elettrici stordenti, oppure può persino eliminare un pericoloso criminale.

Dopo gli episodi iniziali che introducono al contesto in cui si svolgono gli eventi, viene introdotto Shogo Makishima, un criminale che cerca di fornire tutti i mezzi necessari ai suoi "colleghi" per esprimere il loro potenziale inespresso ed incompreso, creando così scompiglio in città e facendo vacillare le certezze sull'affidabilità del Sibyl System. L'Unità 1 dovrà indagare su una serie di inspiegabili omicidi fino ad arrivare alla verità. Nel corso delle varie indagini, Akane rafforza il suo legame con i vari Esecutori, in particolare con Shinya Kogami, il quale è tormentato dal suo passato da detective, quando indagava su un efferato serial killer.

Dietro la realizzazione dell'anime originale di Production I.G vi è lo scrittore Gen Urobuchi, autore che nel corso degli anni è riuscito a farsi conoscere grazie ad opere come Fate/Zero, Puella Magi Madoka Magica, e più recentemente la trilogia di Godzilla di Polygon Pictures (recuperate la nostra recensione di Godzilla: Mangiapianeti). Dopo il successo di Psycho-Pass, lo studio d'animazione Tatsunoko Production ha realizzato un sequel di 11 episodi; Production I.G ritorna alla produzione con i film e con la terza stagione composta da 8 puntate.

I sequel non sono riusciti ad eguagliare i fasti della prima stagione, in parte a causa dell'assenza della penna di Urobuchi. Per quanto riguarda la distribuzione italiana, la prima stagione di Psycho-Pass è arrivata nel 2013 su VVVVID (dove è disponibile sia in lingua originale che in italiano) e successivamente su Netflix.

La seconda era arrivata in simulcast sulla piattaforma streaming italiana, ma al momento non è più disponibile. Invece, la terza stagione è approdata esclusivamente su Amazon Prime Video (in lingua originale e con sottotitoli in italiano), dove da marzo sono disponibili anche i tre atti conclusivi di Psycho-Pass 3: First Inspector.

Blame!

Tsutomu Nihei è un mangaka con una formazione da architetto, e questo lo si può notare anche dai disegni delle sue opere, che mettano in risalto un'architettura molto complessa e dettagliata, in grado di raccontare una storia che va ben oltre la trama di fondo. Il primo manga di Nihei è Blame!, pubblicato nel 1997 (arrivato in Italia nel 2000 da Planet Manga) e da subito è riuscito a conquistare i lettori.

Per circa 20 anni i fan dell'autore hanno atteso di poter vedere una trasposizione animata degna di nota: dopo una deludente serie ONA composta da 6 episodi della durata di 6 minuti l'uno, lo studio Polygon Pictures nel 2017 realizza un lungometraggio, anche se non molto fedele all'opera originaria. Il film di Blame! (a tal proposito, vi consigliamo di leggere la nostra recensione di Blame!) debutta su Netflix, dove è disponibile anche con doppiaggio italiano.

Ci fu un tempo in cui gli esseri umani avevano la capacità di collegarsi alla rete e di controllare le macchine, utilizzate per sviluppare e far crescere le città. Ma a seguito di un misterioso contagio l'umanità ha perso quel dono e le macchine da costruzione hanno continuato ad edificare e ad espandere le città. Coloro che erano considerati illegali venivano sterminati.

I pochi superstiti si sono organizzati in villaggi all'interno delle complesse ed articolate metropoli innalzate dai ciclopici Costruttori, lontani dagli occhi robotici delle minacciose e letali Safeguard; gli umani sono comunque costretti a lasciare i loro villaggi sicuri per trovare viveri. Il film si apre con un gruppo di giovani Pescatori degli Elettrosilos che si è addentrato tra i palazzi delle città per trovare del cibo da portare al loro villaggio.

Durante l'esplorazione, i giovani vengono inseguiti dalle Safeguard, finché non sono soccorsi da un misterioso e tenebroso ragazzo armato di una potente pistola che elimina all'istante con un potente raggio le pericolose macchine. Il nome del ragazzo è Killy. Sebbene si definisca un essere umano, Killy è ben diverso dagli altri, avendo la capacità di scansionare gli oggetti attraverso gli occhi ed avendo un metabolismo diverso, in quanto mangia raramente.

Il ragazzo ha risalito 6000 livelli per cercare esseri umani dotati del gene terminale della rete, che un tempo era presente in tutti gli umani, con il quale controllavano le macchine; con il tempo le persone dotate del gene sono diminuite drasticamente.

Killy viene accolto nel piccolo villaggio dei Pescatori, situato all'interno di un perimetro oltre il quale i robot non possono entrare, dove spiega al capovillaggio lo scopo della sua scalata. Killy viene indirizzato al Tempio in Decomposizione, dove trova il busto dell'androide scienziata Cibo (si legge Shibo), che può costruire un terminale sintetico con le stesse capacità del gene: al momento, l'unica speranza di sopravvivenza per gli esseri umani.

Come molti degli anime dello staff di Polygon Pictures, tra cui il recente Drifting Dragons (di cui vi consigliamo di leggere la nostra recensione di Drifting Dragons), anche Blame! è realizzato in 3D CGI; ma, sebbene lo stile sia piacevole, al netto di qualche rallentamento, non riesce a riproporre la complessità dei disegni di Tsutomu Nihei.

Ghost in the Shell

Nel nostro speciale sugli anime cyberpunk, non potevamo omettere Ghost in the Shell. Film di Production I.G diretto da Mamoru Oshii e tratto dall'omonimo manga di Masamune Shirow, che negli anni è diventato una vera fonte d'ispirazione per artisti di tutto il mondo: basti pensare, ad esempio, che le sorelle Wachowski durante la realizzazione di Matrix si sono ispirate proprio a Ghost in the Shell.

Il successo dell'opera ha portato alla nascita di un franchise, la cui ultima incarnazione è la serie targata Netflix Ghost in the Shell: SAC_2045. Noi, però, vorremmo soffermarci solo sul primo film, che è stato proiettato nel 1995 e che recentemente ha compiuto 25 anni. È possibile recuperare la pellicola su VVVVID, dove è presente il nuovo doppiaggio e adattamento di Dynit, più fedele all'originale, o su Amazon Prime Video, dove, però, è disponibile solo la prima versione arrivata in Italia.

In un 2029 in cui c'è ancora una marcata distinzione sociale, tanto che nelle maestose città dagli alti palazzi si nota il degrado dei bassifondi, l'intero pianeta è interconnesso attraverso le reti delle imprese commerciali; ma questa connessione non ha ancora messo fine alle rivalità tra nazioni. Gli esseri umani possono rimpiazzare parti del loro corpo con protesi robotiche e sintetiche, fino ad avere il corpo interamente modificato: gli impianti possono conferire particolari capacità fisiche o mentali.

Agli uomini viene impiantato il cyber-brain, un cervello in parte cibernetico ed in parte composto dal sistema nervoso, che permette di collegarsi alla rete. Motoko Kusanagi ha il corpo interamente modificato, ottenendo così abilità come agilità, superforza, e la capacità di rendersi invisibile agli occhi umani, grazie alla sua pelle sintetica.

Motoko è il comandante impassibile e risoluto della Sezione 6, un reparto specializzato nell'antiterrorismo. Proprio il suo carattere le è valso il soprannome di Maggiore. Dopo aver portato a termine l'ultima missione affidatagli, Motoko e la sua squadra devono rintracciare e fermare l'hacker noto come il Burattinaio, in grado di aggirare i sistemi di sicurezza del cervello cibernetico ed alterare il Ghost al punto da controllare le persone.

Non viene chiarito cosa sia effettivamente il Ghost, ma probabilmente è un surrogato digitale della memoria o dell'anima o persino della coscienza. Un hacker che riesce a manipolarlo è una minaccia per la società.

Motoko viene affiancata dal suo secondo Batou e nel corso delle indagini che la porteranno a scoprire la verità dietro l'identità del Burattinaio si rende sempre più conto di come il confine tra esseri umani e cyborg si è assottigliato. Questo la porterà a mettere in dubbio le proprie certezze e la propria concezione di essere umano.

In Ghost in the Shell viene delineato un futuro che non sembra essere molto diverso dalla nostra realtà: si parla di un mondo in cui tutti sono collegati alla rete, quasi da esserne del tutto dipendenti, che permette di avere informazioni su tutto ciò che ci circonda, ma che allo stesso tempo rende difficile riconoscere i pochi umani rimasti.

Akira

Non potevamo non concludere la nostra rassegna se non menzionando Akira, una delle colonne portanti del genere, che rispecchia alla perfezione gli stilemi del cyberpunk: parliamo di metropoli dagli alti palazzi ammassati fino a creare un agglomerato urbano piacevolmente caotico, insegne al neon, ologrammi, vestiti in pelle, e moto sgargianti, preferibilmente rosse. Il film Akira è stato proiettato per la prima volta nel 1988 ed ha conquistato il pubblico di tutto il mondo.

Per celebrare i 30 anni dell'uscita nei cinema di Akira, nel 2018 Dynit ha distribuito una nuova versione con un doppiaggio rivisitato, che si avvicina alla versione giapponese (leggete la nostra recensione di Akira 30° Anniversario), che è possibile recuperare sia su Netflix che su Amazon Prime Video.

Nel 1988 durante la terza guerra mondiale, la città di Tokyo viene distrutta da un'esplosione atomica. Nel 2019, circa 30 anni dopo, la metropoli è rinata con il nome di Neo Tokyo, ma anche se sembra essersi ripresa, vive nel caos e nel degrado: da un lato ci sono gruppi anarchici anti-governativi, che seminano panico e distruzione in città, per ribellarsi ai politici; dall'altro, invece, vi è una costante crescita della criminalità, che ogni giorno crea scompiglio.

A Neo Tokyo vive Shotaro Kaneda, liceale turbolento e capo della banda di motociclisti, con cui si dedica a varie scorribande e alla caccia delle altre gang rivali.

Tra i membri c'è anche l'amico di infanzia Tetsuo Shima, un ragazzo alquanto irascibile, che si sente inferiore rispetto al compagno, al punto da non accettare volentieri la condizione di essere suo sottoposto e di essere sempre salvato quando è in pericolo: per una volta vorrebbe essere indipendente. Una sera, Kaneda, Tetsuo e il resto della banda inseguono una gang rivale per saldare una volta per tutte i conti.

Durante la forsennata corsa in motocicletta, Tetsuo si scontra con un bambino dalle sembianze di un anziano. In seguito, sopraggiunge sul luogo dell'incidente anche l'esercito che preleva la misteriosa creatura ed il ragazzo con cui è entrato in contatto. Invece, i restanti centauri vengono arrestati.

Dopo essere stato rilasciato, Kaneda cerca di scoprire cosa è accaduto all'amico, e durante le sue ricerche si imbatte in un gruppo di ribelli che vuole far cadere il governo sin dalle fondamenta e che gli rivela che Tetsuo è diventato una nuovo cavia per esperimenti: infatti, ha sviluppato dei poteri telecinetici.

Il governo sta portando avanti degli esperimenti sui bambini per riprodurre la stessa forma di energia che 30 anni prima distrusse la città, con il solo scopo di riportare in vita Akira, un essere dal potere incommensurabile, la vera causa dietro la fine della Terza Guerra Mondiale.

Nel 1982 Ridley Scott con Blade Runner ha gettato inconsapevolmente le basi per la visione del cyberpunk, e probabilmente il mangaka Katsuhiro Otomo, affascinato ed influenzato dalla realtà utopistica e fortemente tecnologica, ha scritto e disegnato il manga Akira. Ma la vera svolta avviene nel 1988, quando il mangaka stesso si è messo dietro la macchina da presa per dirigere l'adattamento della sua opera, rinnovando in parte il genere e facendo conoscere a livello mondiale i film d'animazione giapponesi.

La pellicola, della durata di 2 ore, ha rivoluzionato l'animazione nipponica, grazie ad una scrittura che affronta varie tematiche, dal sociale allo scientifico, e ad un comparto visivo superbo, con un disegno che ancora oggi (a distanza di più di 30 anni) riesce ad incantare come nell'anno di uscita.

Otomo, con Akira, ha adoperato inquadrature tipiche dei film live action ed è stato uno dei pionieri a sfruttare il digitale, così da rendere le animazioni ancora più fluide; inoltre, per la prima volta in un film d'animazione giapponese viene adoperato il pre-recording, ovverosia i personaggi vengono doppiati quando sono ancora una bozza, in modo da adattare il labiale dei personaggi alle parole. Per questi ed altri motivi Akira continua ad essere una vera pietra miliare del cinema di animazione.