Act-Age: ascesa e caduta del recente successo di Weekly Shonen Jump

Weekly Shonen Jump è stato costretto a chiudere Act-Age. Ripercorriamo la storia dall'inizio della pubblicazione alla follia di Tatsuya Matsuki.

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Quando si pensa ad uno scandalo lo colleghiamo subito a star fedifraghe o agli scandali sessuali presenti nel mondo occidentale. Difficilmente infatti arrivano notizie dall'Estremo Oriente su fatti di questo genere; eppure non sono meno presenti. Uno di questi ha coinvolto una figura che si stava facendo un nome nel mondo dei manga grazie ad Act-Age, l'opera disegnata da Shiro Usazaki e scritta da Tatsuya Matsuki, pubblicata da Weekly Shonen Jump. Proprio Matsuki ha gettato nell'occhio del ciclone la rivista, la sua collega e il manga stesso a causa di un'accusa molto pesante relativa ad un crimine che ha portato anche al suo arresto. Questa è la storia di Act-Age, il manga appena cancellato da Weekly Shonen Jump.

L'arrivo sulla rivista di manga più famosa al mondo

Nel 2016 Weekly Shonen Jump perse ben quattro serie di spessore: Kochikame, Bleach, Nisekoi e Assassination Classroom. Mentre la rivista tentava di proporre nuovi autori con serie più o meno ottime, continuava anche a presentare i oneshot, ovvero i capitoli autoconclusivi di mangaka di belle speranze. A inizio 2017 fu pubblicato Asagaya Geijutsu Koukou Eizouka e Youkoso, una storia scritta da Tatsuya Matsuki e disegnata da Shiro Usazaki. Il primo era uno sceneggiatore sui 25 anni, la seconda una disegnatrice appena ventenne e di belle speranze; entrambi nuovi al mondo di Weekly Shonen Jump e dei manga in generale.

Il oneshot ottenne un buon responso e un anno dopo arrivò su Weekly Shonen Jump il prodotto definitivo: Act-Age. Pubblicato nel numero 08-2018 della rivista di casa Shueisha e messo in vendita il 22 gennaio di quell'anno, il manga si concentrava su un mondo molto particolare: quello degli attori. Kei Yonagi è una ragazzina liceale che è costretta a badare ai due fratelli minori in una vita tra scuola, lavori che possano aiutarla a sopravvivere e provini per diventare un'attrice. Già, perché Kei conserva la passione per il mondo della recitazione e ha sempre sognato di calcare un palcoscenico sin da quando era piccola, ma le circostanze della vita non le hanno permesso di spiccare in questo mondo. Con l'ennesimo provino fallito e un altro lavoro perso, la ragazza si chiede come farà a portare avanti la famiglia. Tutto però cambia quando un giovane direttore la nota per le sue capacità, introducendola in quel mondo.

Una protagonista femminile, un coprotagonista maschile marginale e nessuna scena d'azione, oltre ad un argomento centrale di nicchia. Contenuti quindi molto distanti da quelli canonici di Weekly Shonen Jump, per certi versi più vicini a quelli della rivista rivale Weekly Shonen Magazine di Kodansha. Act-Age non a caso impiegò qualche capitolo in più del solito per carburare nel settimanale che, in quel momento, vedeva l'esplosione di serie come Demon Slayer, The Promised Neverland, We Never Learn e Dr. Stone. Solo dopo 22 capitoli ottenne infatti la prima pagina a colori che ne certificava la popolarità e quello fu uno dei momenti di svolta che iniziarono a sancirne la popolarità.

L'inizio della scalata al successo

Il duo di mangaka era ancora inesperto, non avendo mai lavorato ad un'altra serie prima d'ora, ma nonostante il palco parecchio affollato di Weekly Shonen Jump riuscì a crearsi una nicchia di lettori, abbastanza da far stabilire la serie a metà classifica. Nonostante sulla rivista non ottenesse risultati straordinari come altri colleghi, a livello di vendite i tankobon continuavano a ingranare, ottenendo sempre più lettori.

Nel 2019 è avvenuta poi la vera crescita di Act-Age con molte più posizioni al top, volumi sempre fissi nelle classifiche e diverse collaborazioni con partner esterni. Nel 2020 questa crescita è proseguita per i primi mesi, che hanno portato Kei Yonagi a diventare la modella ufficiale di alcuni marchi giapponesi, oltre all'avvio del progetto di uno spettacolo teatrale e a tante case editrici estere, tra cui al nostra J-POP, che hanno acquistato i diritti di traduzione dell'opera nei vari Paesi. Gli appassionati hanno anche iniziato a chiedere a gran voce la realizzazione di un anime di Act-Age. Considerato che il manga aveva già superato i 100 capitoli e che la sua popolarità era ancora crescente, è possibile che un simile progetto fosse già in lavorazione, ma questo non lo sapremo mai a causa degli eventi occorsi tra giugno e agosto.

L'accusa a Tatsuya Matsuki

Tatsuya Matsuki, è stato arrestato sabato 8 agosto dalla polizia giapponese. Questo perché in data 18 giugno, un uomo si è avventato contro una ragazzina delle medie - quindi tra i 12 e i 15 anni - molestandola sessualmente nel distretto di Nakano, uno dei 23 quartieri speciali di Tokyo. Il colpevole si è avvicinato in sella ad una bici per poi palpeggiarla e darsi alla fuga. Grazie all'ausilio di alcune telecamere poste in zona e alle indagini della polizia, si è giunti all'identificazione di Tatsuya Matsuki come colpevole del reato. L'8 agosto la polizia si è recata a casa dell'uomo per arrestarlo e lo terrà in custodia fino al processo, con l'autore che potrebbe andare incontro a quasi un anno di reclusione o 10.000.000 di yen di multa (equivalenti a circa 8000 euro). Il mangaka non ha confutato le accuse, ammettendo poi il reato.

Naturalmente si è subito scatenata un'ondata d'indignazione verso il gesto del mangaka e ai fan è apparsa subito reale la possibilità di un'interruzione di Act-Age. Non solo lo sceneggiatore sarebbe stato fuori gioco per un periodo abbastanza lungo, ma si era anche macchiato di un crimine riprovevole; la reazione di Weekly Shonen Jump è stata quindi obbligata, annunciando che avrebbe preso le giuste misure immediatamente dopo aver ricevuto la notizia. Superato il fine settimana e dopo essersi consultata anche con Shiro Usazaki, la giovane disegnatrice completamente estranea alle vicende, la Shueisha ha preso la sua decisione, decretando la conclusione con effetto immediato di Act-Age.

La fine della vicenda e i casi passati

Anche se aveva cominciato da poco un arco narrativo e la storia era ben lontana dal concludersi, la redazione di Weekly Shonen Jump e Usazaki hanno deciso di concludere Act-Age seduta stante. Niente capitolo finale, niente mini arco o altro; la storia si è conclusa con il capitolo 123 pubblicato da poche ore in Giappone su Weekly Shonen Jump #37-38. Non sappiamo se ci sia stata una proposta da parte dei redattori a Shiro Usazaki di continuare da sola la storia, ma non è possibile improvvisarsi sceneggiatori da una settimana all'altra senza sapere quali erano gli sviluppi previsti per la storia. Inoltre la stessa Usazaki sembra aver voluto cancellare immediatamente tutti i riferimenti ad Act-Age, come successo alla descrizione della sua pagina Twitter, dove non compare più il nome del manga.

Weekly Shonen Jump ha preso la decisione giusta nel cancellare la serie. Non solo dal punto di vista logistico - l'incarcerazione di Matsuki avrebbe significato almeno un anno di stop, troppo per una serie così giovane e dal futuro incerto -, ma anche da quello morale. Legarsi a un fatto del genere rischia di diventare un'arma a doppio taglio per la rivista di manga e per l'intera casa editrice; il tutto solo per proseguire una storia sì bella, ma che commercialmente non era ancora esplosa.

Questo scandalo non è stato l'unico a colpire Shueisha, con la casa editrice che si è ritrovata a dover gestire i casi Mitsutoshi Shimabukuro e Nobuhiro Watsuki negli ultimi vent'anni. I due mangaka hanno affrontato problemi diversi e hanno ottenuto risoluzioni diverse. Partiamo dal caso del primo, che a inizio degli anni 2000 era molto popolare con Sekimatsu Leader-den Takeshi. Shimabukuro fu coinvolto in uno scandalo quando tramite un sito di incontri ottenne un appuntamento con una escort, fingendosi un uomo d'affari. La escort risultò però essere minorenne e pertanto il mangaka fu accusato e condannato per prostituzione minorile, con tanto di carcere. Weekly Shonen Jump cancellò immediatamente il suo manga, che in ogni caso era nelle fasi finali, e concesse a Shimabukuro di concluderlo su una rivista minore solo dopo aver scontato la pena. Shueisha garantì però una sorta di riabilitazione a Shimabukuro, permettendogli dal 2008 di pubblicare Toriko, che è diventato uno dei successi recenti della rivista.

Il secondo caso è invece legato a Nobuhiro Watsuki, leggendario mangaka di Kenshin Samurai Vagabondo. Pochi anni fa l'autore era al lavoro su uno spin-off di Kenshin, in pubblicazione sulla rivista mensile Jump SQ. Il lavoro fu però interrotto momentaneamente quando Watsuki fu accusato di detenzione di materiale pedopornografico. In questo caso la condanna fu limitata al pagamento di una multa e per questo il manga si prese solo una breve pausa dalla pubblicazione, tornando dopo qualche mese.

Quale futuro per Matsuki e Usazaki?

Vale la pena soffermarsi anche sul futuro dei creatori di Act-Age. Tatsuya Matsuki è un mangaka emergente e, soprattutto, è solo uno sceneggiatore. Non è quindi capace di realizzare completamente da solo un fumetto, ma sarà necessario il contributo di un disegnatore. Ammesso che Shueisha gli permetta di tornare nella sua scuderia, Matsuki dovrà inevitabilmente trovare un disegnatore che accetti il suo passato.

In più è difficile che una rivista voglia accollarsi un nome così pesante, pertanto è quasi certo che non leggeremo più il nome di Tatsuya Matsuki in pubblicazioni di primo livello, col mangaka che opterà quasi sicuramente per l'utilizzo di uno pseudonimo. Matsuki non ha infatti un nome importante come quello di Shimabukuro, che aveva già pubblicato con successo, o come quello di Watsuki, con una carriera decennale alle spalle. Come emerso inoltre nelle ultime ore, in rete i fan e lettori di manga non ci stanno andando leggeri sulle gesta di Matsuki. Oltre che sulla sua pagina Twitter, nei commenti relativi al manga di Act-Age in tanti puniscono ciò che ha fatto lo sceneggiatore e chiedono invece che la disegnatrice torni di gran carriera, stavolta con un mangaka più meritevole al suo fianco. Usazaki, classe 1997, si è infatti vista la carriera troncata per problematiche non dipese da lei. Tuttavia sia la redazione di Weekly Shonen Jump che tanti appassionati di Act-Age hanno immediatamente dato il loro supporto alla disegnatrice, convinti che tornerà ancora una volta a calcare questo prestigioso palcoscenico. Nelle scorse ore si sono aggiunti anche i commenti di diversi mangaka che hanno contribuito a rafforzare l'idea che Usazaki tornerà appena potrà.

Dovremo sicuramente attendere per vedere cosa ne sarà del creatore di Act-Age, che ha sicuramente dimostrato con un centinaio di capitoli di saperci fare e di poter presentare una storia accattivante nonostante lo scenario particolare, ma anche di non essere più affidabile sotto il punto di vista comportamentale. Rimane il rammarico di aver perso un manga giovane, destinato a sostenere Weekly Shonen Jump per diversi anni, oltre che un'opera qualitativamente meritevole.