Alien numero 30: la versione alternativa del terzo film della saga

Scopriamo insieme i retroscena che hanno portato la prima versione di Alien 3 ideata da William Gibson a essere scartata.

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L'ormai leggendario Alien, film horror/sci-fi diretto da Ridley Scott, oltre ad aver lanciato la carriera dell'attrice Sigourney Weaver e aver fatto entrare nell'immaginario culturale pop la figura dello xenomorfo, è riuscito con il tempo a creare attorno a sé una vera e propria mitologia, espansa nel corso dei decenni attraverso una moltitudine di prodotti derivati, tra cui sequel cinematografici, videogiochi e fumetti. Il terzo capitolo della saga diretto da David Fincher, Alien 3, nonostante uno sviluppo travagliato, è riuscito a dimostrarsi all'altezza del nome che porta, seppur abbia diviso i fan in vari frangenti (potete recuperare il nostro giudizio nella Recensione di Alien 3 targata Everyeye.it).

Visti però i vari rimaneggiamenti che il film ha dovuto subire nel corso del tempo, molti dei quali a livello di sceneggiatura, la casa editrice Dark Horse ha pensato bene di proporre al pubblico una versione a fumetti di ciò che era stato originariamente concepito dall'eclettico scrittore William Gibson, autore di opere cult quali Il Neuromante, Giù nel cyberspazio e Monna Lisa Cyberpunk.

Alien al cubo (alternativo)

Prima di addentrarci nell'analisi dell'albo mensile #30 dedicato ad Alien, edito in Italia da saldaPress, è bene fare un breve punto della situazione sulle vicende che hanno portato alla creazione di questo racconto fuori continuity. In primo luogo bisogna sicuramente constatare l'importanza del brand in questione, il cui terzo capitolo diretto da Fincher ha sicuramente dovuto fare i conti con l'hype generato dai due capitoli precedenti, capaci di guadagnarsi in breve tempo sia il favore della critica che del pubblico. La sceneggiatura del terzo episodio, concepita inizialmente da Walter Hill, David Giler e Gordon Carroll, è stata poi affidata a William Gibson. Purtroppo, in seguito a numerosi problemi che hanno portato lo stesso concept ad essere riscritto addirittura da otto autori diversi (come riportato nella descrizione finale dell'albo), la storia originale venne in seguito definitivamente accantonata. Alien 30 ha così visto la luce diventando di fatto un puzzle di concetti nati dal non facile processo creativo messo in piedi dai numerosi autori coinvolti.

Questo aspetto, che per alcuni potrà risultare marginale, è invece una prassi comune soprattutto quando si parla di blockbuster hollywoodiani; numerosi autori (su tutti lo stesso Ridley Scott e il suo Blade Runner) si sono ritrovati a fare i conti con dinamiche produttive non sempre inclini a lasciare completa libertà creativa agli artisti, dinamica che nel corso del tempo ha portato gli stessi registi a rimettere mano alle loro opere più famose per regalare al pubblico la loro versione definitiva, tramite le diciture Director's Cut e similari.

Un oblio lungo trent'anni

In questo numero 30 di Alien, possiamo quindi finalmente iniziare ad
addentrarci nella storia originariamente concepita da Gibson, riadattata e disegnata da Johnnie Christmas, che si pone come vero e proprio sequel del secondo capitolo sviluppando la trama in modo totalmente differente da quanto visto nella terza iterazione cinematografica.

Il fumetto inizia mostrandoci la USS Sulaco (con a bordo Ripley e la piccola Newt) alla deriva nello spazio profondo; i pochi sopravvissuti presenti sulla nave vengono così tratti in salvo seppur fin da subito la minaccia dello xenomorfo sia palese. Questi primi due capitoli (di una storia in realtà composta da cinque parti) non puntano comunque sul sensazionalismo fine a se stesso, cercando invece di concentrarsi su uno sviluppo narrativo in cui la tensione è impostata in crescendo.

Definendo fin dall'inizio che la minaccia degli xenomorfi sia pronta a colpire, in questo primo albo l'autore ha voluto dare grande importanza alle sequenze di dialogo, in cui vediamo vari personaggi discutere anche a livello burocratico delle implicazioni che i vari alieni potrebbero avere se impiegati come armi.

L'onnipresente corporation Weyland-Yutani torna nuovamente protagonista delle vicende, dato che viene spesso nominata anche per via della sua politica incentrata nello studiare le nuove forme di vita aliene per scopi pericolosi.

La storia di Gibson risulta particolarmente originale non tanto per lo sviluppo della trama - ancora nelle prime fasi di rodaggio - quanto nella gestione dei personaggi. La storica protagonista Ripley sembra infatti quasi del tutto assente dalle logiche del racconto, usata almeno fino a questo momento come una semplice comparsa che, in realtà, non risulta neanche così incisiva in un'ottica generale. L'opera ideata da Gibson assume invece un'impostazione narrativa corale in cui non c'è un personaggio più importante dell'altro, puntando tutto sull'ombra invisibile dello xenomorfo, capace di catalizzare su di sé l'attenzione del lettore, pur comparendo per pochissimo tempo in queste fasi iniziali della storia.

alien3 Alien #30 ci mostra le prime fasi di quello che sarebbe potuto diventare il terzo capitolo ufficiale del franchise. Anche se ancora troppo presto per dare un giudizio complessivo sull'intera storia, l'albo risulta sicuramente una tappa importante per tutti i fan del brand e per qualsiasi curioso interessato ai numerosi retroscena che hanno portato al concepimento del terzo film della fortunata saga.