All New All Different: cosa ci ha lasciato la Nuovissima Marvel

Tiriamo le somme sugli ultimi due anni di Marvel Comics in Italia, a ridosso tra la fine di un ciclo e l'inizio di un altro.

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Il mercato americano è già proiettato nel corso del nuovo evento Marvel collegato a Legacy, il nuovo rilancio editoriale della Casa delle Idee dopo la semi-sconvolgente saga di Secret Empire: Infinity Countdown prende il via sui comic statunitensi ma intanto in Italia ci apprestiamo a vivere ciò che oltreoceano s'è presentato sul finire del 2017, ovvero la conclusione di un intero ciclo editoriale. Ci riferiamo alla più recente gestione, nonché l'ultima prima dell'addio, di Axel Alonso in casa Marvel, cioè la linea intitolata All New All Different Marvel, nota in Italia con l'appellativo di Nuovissima Marvel. Un insieme di storie ed eventi che si è districato tra alti e bassi, ma che ha provato in qualche modo a rimescolare le carte in tavola come mai prima d'ora, nel segno di una profonda operazione di rinnovamento - che, in parte, verrà scardinata da Marvel Legacy, che appunto nel segno dell'eredità cercherà di recuperare personaggi, filosofie e storie rimasti a lungo sopiti. Ma cosa ci ha lasciato la Nuovissima Marvel? Di certo un immaginario piuttosto importante e variegato, cerchiamo di ricapitolarlo insieme in vista di Legacy.

Tra vecchio e nuovo

Il nuovo universo della Marvel ha preso il via in Italia tra alcune certezze e tanti interrogativi. Dopo gli eventi di Secret Wars, che hanno ridisegnato pesantemente lo status quo di alcune colonne - Dottor Destino sembra cambiato, la famiglia Richards è dispersa nello spazio e personaggi della linea Ultimate come Miles Morales sono stati inglobati nell'universo classico - All New All Different ci ha portati in un periodo successivo di 8 mesi alla maxi-saga cosmica di Jonathan Hickman, con un gap temporale inizialmente inspiegabile e in cui il Ciclope adulto è morto in circostanze misteriose che coinvolgono i mutanti con gli Inumani - una storyline che solo di recente è culminata con Inumani vs X-Men, che ci ha mostrato i retroscena delle testate mutanti in quegli otto mesi di vuoto totale. La Nuovissima Marvel ha provato a proporre qualcosa di nuovo e a lasciare che il vecchio si facesse da parte con Nova, Ms. Marvel, e Hulk; ha provato a far convivere identità segrete diverse sotto la stessa egida e la medesima maschera come con Spider-Man (Peter e Miles), Wolverine (Vecchio Logan e Laura), Occhio di Falco (Clint e Katie).

Ha anche raccontato il decadentismo di certi eroi, come l'ascesa e la caduta di Tony Stark alla scoperta delle sue vere origini e la sua guerra contro gli Inumani e Capitan Marvel (culminata con la morte farmacologica), la lotta di Jane Foster contro il cancro e il percorso di Thor Odinson per tornare a essere degno, senza contare l'oscura parabola di Capitan America in Secret Empire - il simbolo di una nazione, l'orgoglio di un popolo, la sentinella della libertà piegato dai poteri del cubo cosmico, che ha riscritto il suo passato e l'ha reso il leader supremo dell'Hydra, permettendogli di dar vita a uno stato fascista e, al termine di esso, di sentire tutte le cicatrici dei propri gesti scellerati sin dentro l'animo, nonostante le azioni congiunte degli Avengers abbiano fatto riemergere il suo lato buono.

Marvel e attualità

È stata anche una Marvel molto politica, quella che ci ha accompagnato negli ultimi due anni: i quattro grandi eventi che ci hanno accompagnato nel ciclo editoriale - Standoff, Civil War II, Inhumans vs X-Men e Secret Empire - hanno ruotato attorno a dei concetti specifici come la giustizia preventiva, lo scontro tra popoli e ideologie diverse e un crudele spaccato dell'attualità statunitense, ironizzando in maniera cupa (e non a caso) sulla presa di potere da parte di un leader estremista che ha rinchiuso gli Stati Uniti (e il mondo intero) in una bolla di isolazionismo e di dittatura sociale, ideologica e politica. Ma se Standoff ci ha mostrato il lato oscuro della giustizia, se Civil War II ci ha posto di fronte alla dicotomia tra l'interventismo pregiudicato e il beneficio del dubbio mosso dal libero arbitrio, se Inumani vs X-Men ci ha offerto un ritratto vivido delle conseguenze di un incidente diplomatico e di leader estremisti al potere, se infine Secret Empire ci ha portato in una realtà distopica e decadente che ha tentato di rivoluzionare lo status quo degli Avengers, è anche nei singoli personaggi che si sono riflettuti i maggiori elementi di denuncia sociale: Capitan Marvel ha rappresentato l'egida dell'eroe femminile risoluto e al comando, ma al tempo stesso ha mostrato le fragilità di una donna che ha dovuto (e voluto) sobbarcarsi il peso di tutto il mondo sulle proprie spalle. Il personaggio di Sam Wilson è una parabola interessante del riscatto del popolo nero: indossando le vesti di Capitan America, l'ex Falcon ha portato sulle proprie spalle un ruolo più consono a Luke Cage che ad altri, ovvero il paladino degli afroamericani alle prese con la diffidenza generale e il razzismo.

Ma a rappresentare il nuovo che avanza ci hanno pensato loro, i Champions: un supergruppo fatto di giovanissimi eroi, in parte disillusi dall'ennesimo conflitto interno dagli Avengers adulti che dovrebbero guidarli, in parte desiderosi di emanciparsi dall'ombra delle proprie versioni più mature. Ms. Marvel, Miles Morales, Sam Alexander, Amadeus Cho, Viv, Ironheart, il giovane Scott Summers e altri adolescenti con superpoteri alle prese con il moderno mondo dei social e con il voler dimostrare al mondo di poter dire la propria. Le loro avventure nel mensile dedicato di certo continueranno in Marvel Legacy, al fianco di altri paladini che - tra vecchi ritorni e qualche punto interrogativo - popoleranno anche il prossimo ciclo editoriale.

I nuovi status quo

Siamo giunti alla fine della Nuovissima Marvel con uno status quo pesantemente ridisegnato per molto eroi storici che hanno popolato la Casa delle Idee: approfondiremo in seguito, e nel dettaglio, la gestione di alcune colonne portanti della Marvel, ma intanto forniamo qui una breve panoramica generale. Inutile dire che, da questo momento, siamo completamente nel campo del free spoiler. L'armatura di Iron Man è ora vestita da due individui che hanno accolto l'eredità di un Tony Stark clinicamente morto dopo il violento scontro con Carol Danvers: la giovane e geniale Riri Williams, che si fa chiamare Ironheart, e niente di meno che Victor Von Doom, diventato il Famigerato Iron Man. Thor Odinson continua il proprio percorso per riacquistare il diritto di essere degno, mentre Mjolnir continua a essere impugnato da una Jane Foster sempre più prossima alla morte per cancro, che la sta lentamente consumando; Sam Wilson ha restituito lo scudo a uno Steve Rogers che sentirà a lungo le cicatrici morali e spirituali di quanto compiuto dalla sua versione malvagia, mentre il buon Peter Parker sembra essere tornato a una vita modesta e da scapolo dopo che gli eventi di Secret Empire l'hanno costretto a distruggere le Parker Industries.

Ma ancora, il titolo di Hulk è ora portato da Amadeus Cho, mentre Bruce Banner dovrà lentamente riprendersi da una scioccante morte avvenuta in Civil War II, scongiurata poi dai ninja della Mano che l'hanno riportato in vita. Doctor Strange, dal canto suo, dovrà fare i conti con una magia sempre più debole e con i suoi poteri da Stregone Supremo fortemente ridimensionati.

È inevitabilmente cambiato anche lo status quo degli Avengers, con la Squadra Unione che continuerà a esistere senza Cap (in cerca di redenzione) e Deadpool, che pure dovrà convivere col rimorso di aver compiuto delle pesanti atrocità per volere di Capitan Hydra, tra le quali l'omicidio del povero Phil Coulson; i Nuovi Avengers, che hanno acquistato lo Spider-Man originale ed Ercole, sono orfani sia di Tony Stark che del trio adolescente composto da Kamala Khan, Miles Morales e Sam Alexander, i quali hanno fondato i Champions. A Inumani e X-Men, invece, un nuovo status quo dedicato a ricucire le rispettive ferite subite dagli ultimi eventi, a cominciare dal conflitto che li ha visti protagonisti e dalla rifondazione delle rispettive comunità.