Alters: la storia a fumetti di un'eroina Transgender

Alters narra le vicende di Chalice, una supereroina transgender dotata di incredibili poteri capaci di farla viaggiare tra le realtà.

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Di recente, la casa editrice americana Aftershock Comics ha pubblicato Alters, una serie a fumetti con protagonista la supereroina transgender Chalice, in grado di mescolare insieme vari generi differenti mettendo il tema supereroistico al centro di tutto. Paul Jenkins, prolifico autore di comics che si è occupato di scrivere sia la storia che la sceneggiatura, ha provato a innovare il genere supereroistico cercando il più possibile di focalizzarsi sul concetto di supereroi con superproblemi tanto caro alla Marvel Comics.

In Italia la casa editrice Saldapress ha pubblicato i primi due volumi, in cui vediamo la protagonista, un'Alter appunto, districarsi tra la vita di tutti i giorni e un'esistenza da superumana. Di seguito analizzeremo quindi i due volumi usciti in Italia, di cui non abbiamo ancora ben messo a fuoco il comparto narrativo, che potrebbe rivelarsi l'elemento di maggiore perplessità della produzione.

Supereroi con superproblemi

L'incipit alla base della trama di Alters è molto semplice: alcune persone nel mondo, con il passare del tempo, hanno iniziato a sviluppare delle abilità speciali in grado di fargli ottenere straordinari poteri, andando a rimarcare una struttura molto simile a quella di fumetti come gli X-Men.
In breve nascono due fazioni tra loro contrapposte: I Guardiani del Cambiamento (votati al bene) e i loro avversari, capitanati dal folle villain Matter Man. Il primo problema che salta all'occhio è senza ombra di dubbio quello legato all'eccessiva semplificazione degli schieramenti in campo, trattato in modo abbastanza didascalico.
Paul Jenkins ha infatti voluto puntare tutto sugli stilemi tipici del genere supereroistico, senza però ricercare un taglio personale o quantomeno originale, andando quindi a ripescare in tutto e per tutto un immaginario standard senza guizzi creativi degni di nota. Se c'è un elemento degno di nota all'interno della storia, però, è proprio l'identità di genere della protagonista; Charlie è infatti una ragazza intrappolata in un corpo che non è il suo, costretta a nascondere non solo la sua identità da supereroina ai propri genitori, ma anche il fatto di essere una transgender.

Le brevi sequenze incentrate sulla protagonista, alle prese con i suoi problemi quotidiani, sono sicuramente tra le parti più interessanti dell'albo, in cui la vediamo struccarsi e togliersi la parrucca per non far capire in nessun modo ai genitori chi è davvero.

Il concetto stesso di identità segreta viene così fatto evolvere al quadrato, dato che Charlie (Chalice in versione eroina), oltre a non rivelare di avere poteri speciali, deve anche tenersi dentro il suo grande segreto. Paul Jenkins avrebbe però potuto lavorare meglio sul pathos, al fine di caratterizzare al meglio la delicata psiche di un personaggio del genere. A parte, infatti, alcune brevi scene in cui la protagonista si confronta con il padre, la storia narrata in questi primi due albi fa un po' di fatica a decollare nell'affrontare temi legati all'identità di genere e all'orientamento sessuale.

La stessa componente superoistica (che rappresenta una parte molto importante dell'opera) è trattata un po' superficialmente, ma è da riconoscere all'autore quanto si sia sforzato di rappresentare al meglio molte delle situazioni in cui la protagonista si ritrova a confrontarsi con il suo nemico giurato. Il fumetto, in numerose occasioni, sembra quindi non riuscire a focalizzarsi su una specifica direzione, andando a toccare varie influenze stilistiche senza approfondirne nessuna.

Politicamente corretto o avanguardia creativa?

Molto controverso è il villain principale: Matter Man è un cattivo senza un'apparente personalità, a tratti un po' troppo parodistico e incapace di ritagliarsi il giusto spazio all'interno delle vicende, ma per valutare al meglio la sua scrittura dovremo per forza di cose leggere la conclusione della serie.

Tutto il primo volume è infatti incentrato sul tentativo di fermare i suoi piani di distruzione, particolare in grado di rimarcare ancora una volta la natura eccessivamente didascalica dell'intero impianto narrativo. Nel secondo albo, la struttura narrativa non si discosta molto da quanto visto in precedenza, con la nostra eroina intenta ad aiutare una giovane donna in difficoltà a cui hanno rapito il figlio. Gli stessi poteri dei vari Alter, per quanto siano incentrati anche sulla scomposizione della materia o sulla possibilità di compiere viaggi interdimensionali - per quanto interessanti in linea teorica - all'atto pratico non vengono mai sfruttati in maniera soddisfacente.

Le stesse numerose abilità speciali della protagonista non riescono quasi mai a essere sfruttate in maniera funzionale e soddisfacente durante il corso degli eventi, pur risultando sicuramente interessanti. Ed è proprio questo che fa Alters, purtroppo: alzare a dismisura le aspettative del lettore attraverso premesse accattivanti senza però riuscire ad avere chiara la visione d'insieme.

In tutte le storie si ha davvero l'impressione che Jenkins si sia voluto muovere consapevolmente in punta di piedi, cercando di avvicinarsi ai canoni di una narrazione user friendly cercando il più possibile di non scontentare nessuno.
Buoni i disegni di Leila Leiz che, attraverso un tratto morbido e abbastanza dettagliato è riuscita ad avvicinarsi molto al taglio dei fumetti supereroistici più famosi, provando al contempo a donare al tutto un tocco maggiormente autoriale.
In definitiva, comunque, l'intera storia con protagonista Chalice ci sembra per adesso ancora incapace di esprimere a fondo i temi di partenza, puntando su una retorica volta ad attualizzarli all'interno del genere supereroistico. Non ci resta che attendere di leggere il prosieguo del racconto, per capire l'effettiva bontà di un progetto del genere, che forse avrebbe avuto qualcosa in più da dire se fosse stato pubblicato almeno un decennio fa.