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L'anime di Inazuma Eleven arriva su Netflix: il fascino del calcio moderno

Arriva su Netflix la prima stagione di Inazuma Eleven, l'anime ispirato all'omonimo videogioco incentrato sul calcio.

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Capita spesso di ritrovarsi invischiati in esperienze videoludiche tratte da opere multimediali appartenenti a un medium diverso: era una prassi che fino a dieci anni fa ha caratterizzato moltissimo le produzioni cinematografiche americane, che con il fenomeno dei tie-in sono state declinate in diversi titoli per console. Allo stesso modo è prassi il ritrovarsi a giocare a titoli derivati da anime o manga, da Dragon Ball a One Piece, fino anche ai più recenti Seven Deadly Sins e Naruto. Per Inazuma Eleven, invece, tutto è accaduto al contrario, rappresentando una rarità nell'ambito dell'entertainment.

Inazuma Eleven nasce come videogioco, la saga è stata poi coniugata in manga e anche in anime, tenendo le tre strade sempre ben salde e produttive, dando vita a una storia editoriale di grande successo. La prima stagione animata, in ordine di creazione l'ultima opera pubblicata, è arrivata ora su Netflix, in attesa di poter anche vedere le prossime: 26 episodi che vi terranno impegnati ad assistere alle avventure di Mark Evans e i suoi compagni di squadra.

Dal videogioco all'anime

Andata in onda in Giappone dal 2008 al 2009, con un totale di 26 episodi sui 127 totali, la prima stagione di Inazuma Eleven arrivò in Italia nel 2010, trasmessa su Disney XD e successivamente anche su Rai 2, in occasione dei mondiali di calcio del 2010.

Conosciuto il protagonista della storia, Mark Evans, veniamo anche a conoscenza di quello che è il movente che spinge il giovanissimo portiere a lottare per la sopravvivenza della propria squadra. La Raimon, d'altronde, ha una grande storia da rispettare e da onorare, ma la mancanza di atleti all'altezza del torneo delle scuole sta mettendo a rischio l'esistenza del team stesso: Mark, però, ha da difendere la memoria storica del nonno, scomparso in circostanze ignote e sconosciute, ma ricordato per essere una grande portiere, proprio come suo nipote vorrebbe essere.

La grinta di Mark lo porta all'incontro con Axel Blaze, un attaccante dal tiro micidiale, ma dal passato pieno di nubi e di dispiaceri, anche per questo pronto a impegnarsi per il bene della squadra. Ovviamente la vita della Raimon non sarà facile, soprattutto perché gli avversari si riveleranno scorretti e spesso pronti a scendere in campo usando i peggiori sotterfugi, mentre l'ingenuità di Mark e compagni farà presa esclusivamente sull'impegno e sulle loro qualità. A mettercisi ci saranno anche altri problemi, tra cui osservatori molesti, insegnanti pronti al doppio gioco e anche istituzioni che per quanto possano impegnarsi per la salvaguardia della squadra metteranno sempre lo sport in secondo piano.

Lo spirito sportivo giapponese

Gli argomenti cardine dello sport tornano, così come era accaduto in Capitan Tsubasa, a farla da padroni: l'abnegazione, lo sforzo, la voglia di vincere ma sempre rispettando l'avversario sono i tre pilastri della storia. Diversamente però da Holly e Benji, ogni puntata delle avventure di Mark si concentra su una sfida in particolare, senza diluire eccessivamente le partite e focalizzandosi soltanto sull'utilizzo delle loro tecniche speciali: negli episodi d'intermezzo, invece, cresce l'affiatamento della squadra, si raccontano momenti di rivalsa sociale e anche di vittoria delle proprie paure, sempre per il gruppo e per la vittoria del collettivo.

Mantenendo, poi, quell'anima molto da videogioco da cui l'anime è tratto, Inazuma Eleven fa molta presa sulle tecniche da speciali da mettere in campo, dal trampolino Inazuma fino al tornado di fuoco, giocando molto sui quattro elementi, dalla Foresta alla Montagna, dal Vento al Fuoco, per l'appunto. Nel videogioco, che venne pubblicato per la prima volta su Nintendo DS, veniva data la possibilità di reclutare quanti più atleti possibili per andare a rimpinguare la propria squadra e migliorare la rosa.

Mark Evans, d'altronde, pur rispettando tutti i suoi compagni di squadra e provando affetto per tutti loro, da vero capitano, anche nell'anime si ritrova a ingaggiare nuovi arrivati, a volte con buoni risultati, come per Axel, altre volte con esiti non del tutto convincenti, come con Bobby. Nel videogioco era poi possibile raggiungere i 1000 personaggi, reclutabili cercandoli in vari modi, aspetto che anche Mark replica nell'anime, cercando di convincere diversi giocatori a unirsi a loro.

Due diversi eroi per due diversi ruoli

A differenza di quanto accadeva con Capitan Tsubasa, che era fortemente incentrato sulla figura di Oliver Hutton e del suo essere un attaccante formidabile, Inazuma Eleven si concentra molto sulla figura di Mark, un portiere che con tutti i crismi del ruolo si ritrova spesso a dover fronteggiare da solo tutto ciò che gli si para innanzi.

Sempre dalla difesa dei pali parte la riscossa della squadra, così come la maggior parte delle strategie si fondano sulle idee o sulle ripartenze lanciate proprio dall'estremo difensore, che in uno dei primissimi episodi della stagione riesce anche a lanciarsi all'attacco per sopperire alle mancanze della fase offensiva della propria squadra. Mark diventa così un trascinatore unico, anche meglio di Tsubasa, mettendo in scena anche degli allenamenti fuori dal normale, ma atti a migliorarsi sempre di più. E a fare da ulteriore stimolo è il rapporto con il nonno, del quale nessuno vuole parlargli ma che lui continua ad ammirare come se fosse l'unica persona cui dar conto dei suoi risultati sportivi. Ovviamente così come Holly, anche Mark è circondato da altri atleti di prima fascia che lo aiutano a tenere alta la tensione e anche l'attenzione sugli avvenimenti delle trame verticali, che riescono a snellire di molto le partite, senza diluirle come accadeva nelle gare che vedevano la Newteam impegnata in corse infinite verso la porta.

Un inizio in direzione del successo

La prima stagione dell'anime rappresentava un modo appassionante per entrare in contatto con la squadra della Raimon e affezionarsi al personaggio di Mark, un vero e proprio eroe sportivo, incapace di arrendersi e pronto a sacrificare se stesso per la squadra. Le prime tecniche speciali che vengono messe in pratica sono le sue, tutte imparate seguendo gli allenamenti del nonno e gli schemi della originale Inazuma Eleven, la leggendaria squadra della quale nessuno vuole più parlare.

A tutti gli altri giocatori della squadra spetta il compito di seguire l'esempio del capitano e provare a dare il meglio possibile per migliorarsi e apprendere tecniche sempre più forti, tutte migliorabili. L'anime si focalizzava moltissimo sulle varie sfide, senza mettere in piedi una trama orizzontale di grandissimo spessore, anzi capitava di dare molto più spazio alle problematiche dei vari protagonisti, come ad esempio Bobby, verso metà della prima stagione, o anche lo stesso Axel, frustrato per un incidente capitato alla sorella del quale si sente principale colpevole. Al di fuori dei personaggi secondari, tutti i protagonisti hanno dentro di loro un disagio da vincere e da affrontare, che viene sfogato nel calcio o comunque nell'attività fisica.

Inazuma Eleven, per chi volesse andare oltre i 26 episodi pubblicati su Netflix, è ancora disponibile su Rai Play, ma dall'episodio 30 al 51 soltanto, sacrificando tutta la parte finale della seconda stagione e tutta la terza, oltre che - a questo punto - i quattro episodi che intercorrono tra la pubblicazione Netflix e quella Rai Play. Le altre puntate disponibili sulla piattaforma di streaming della Rai fanno riferimento a Inazuma Eleven Go, stagione iniziata con largo anticipo rispetto all'uscita del videogioco omonimo, che è andata quindi a cambiare l'ordine di uscita dell'opera. Su 47 episodi ne sono disponibili soltanto 10. Restiamo in attesa di sapere quando arriveranno le prossime stagioni su Netflix, per continuare a vivere l'esperienza di Inazuma Eleven.