Auguri Topolino: storia di un successo che dura da 70 anni

Il Topolino ha recentemente spento 70 candeline: ripercorriamo la gloriosa storia del magazine, orgoglio del fumetto italiano.

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90 e 70. Sono gli anni di Topolino e di Topolino. Il primo è ovviamente Mickey Mouse, il personaggio ideato da Walt Disney e disegnato da Ub Iwerks, mentre il secondo è Il Topolino, il libretto che per la prima volta nel 7 aprile 1949 venne pubblicato in edicola, avviando una tradizione fondamentale per la nostra scuola del fumetto e soprattutto ponendo una pietra miliare di grandissimo valore nella nostra cultura. Il libretto più famoso d'Italia festeggia, quindi, i suoi 70 anni, pochi mesi dopo la pirotecnica celebrazione dei 90 anni di Topolino in tutti i parchi a tema Disney.

Per farlo arriva in edicola con una cover dedicata all'evento e disegnata dal più importante e noto maestro italiano di Topolino, ossia Giorgio Cavazzano, che ha rivisitato in chiave moderna quella famosa copertina rossa del 1949, quando il personaggio marciava sul posto vestito da suonatore di banda, indossando delle insolite e inattese braghe azzurre. In questi 70 anni sono cambiate tantissime cose, ma non il formato e la qualità di Topolino, che si è evoluto nel tempo come poche altre produzioni a fumetti hanno saputo fare.

Il made in Italy che conquista

La costante, dal primo editore che fu Mondadori a quello odierno che è Panini Comics, è l'importanza della scuola italiana. Il made in Italy di Topolino è uno dei più grandi vanti della nostra produzione fumettistica, che negli anni ha importato la maggior parte delle proprie storie anche in America, se non in altri paesi come il Brasile, la Danimarca e così via.

Dopo la parentesi, fin troppo breve, dell'Accademia Disney - che formava nuovi talenti per rimpinguare le fila degli sceneggiatori, dei fumettisti, degli inchiostratori eccetera - le firme si sono impresse nella mente non solo dei lettori italiani, ma anche di quelli stranieri.

L'esempio più eclatante arriva da PK, la versione da "vendicatore" di Paperinik, che dopo aver conquistato il nostro Paese è stato esportato pochi anni fa negli Stati Uniti come Duck Avengers. Un titolo che strizza l'occhio alle saghe Marvel, con storie pubblicate nei primi anni 2000 in Italia. Ad oggi Topolino ospita davvero raramente storie realizzate in altri paesi, per lo più dal Brasile e dalla Danimarca, e la produzione italiana è andata ad aumentare gradualmente negli anni, passando dal 60% degli anni Settanta al 95% attuale su base annua. Dal passato con Romano Scarpa e Guido Martina, al presente con Paolo Mottura e Francesco Artibani, Massimiliano Valentini e Roberto Gagnor. Senza dimenticare Tito Faraci o il più giovane Vito Stabile: una scuola che continua a stupire e far meravigliare.

Parodie, attualità ed educational

L'importanza di Topolino, però, non è soltanto nei suoi autori, ma anche nelle storie che vengono proposte. Il valore educational è fondamentale: al di là dell'ironia di alcuni personaggi, il libretto permette di affrontare temi di attualità sempre al passo con gli eventi del momento. Solo quest'anno i terrapiattisti hanno avuto filo da torcere con Peter Quarky, l'altero ego di Piero Angela, ma in passato Qui, Quo e Qua hanno avuto il loro da fare con l'arrivo della VR e così via.

Senza dimenticare anche il modo (sempre creativo) di raccontare e parodiare storie di grande letteratura o diversi generi cinematografici: proprio su quest'ultimo argomento Roberto Gagnor ha realizzato la storia del cinema in diverse puntate, creando un format che potesse avvicinare tutti i lettori, grandi e piccoli, e scoprire come si è evoluta la settima arte.

Per la grande letteratura, invece, impossibile non citare il Moby Dick di Francesco Artibani, con Paperone nei panni del capitano Achab, oppure lo strano caso del dottor Ratkyll e di mister Hyde del tandem Enna-Celoni, colorata da Mirka Andolfo, recentemente passata agli onori della cronaca fumettistica con Sacro/Profano.

Sia chiaro: Topolino non ha scoperto oggi questo modo di comunicare, perché l'Inferno di Topolino, di Guido Martina e Angelo Bioletto, pubblicato tra il 1949 e il 1950, rappresenta uno dei capisaldi della cultura fumettistica italiana.

Le grandi collaborazioni

Topolino, però, non è solo figlio dei suoi sceneggiatori, ma anche di collaborazioni di pregio: Renzo Arbore, Enzo Biagi, Gigi Proietti sono soltanto alcuni degli artisti più noti in Italia ad aver contribuito alla creazione di storie indimenticabili. A Proietti, per esempio, si deve "Paperino e le papere del Campidoglio", sceneggiata da Alessandro Sisti, uno dei decani dell'attuale redazione, e disegnata da Giorgio Cavazzano, del quale abbiamo già cantato le lodi.

Ispirata alla leggenda delle oche del Campidoglio, Proietti, da romano verace quale è, aveva riportato tutti i personaggi di Paperopoli in una Roma imperiale che strizza inevitabilmente l'occhio alla società moderna. Arbore, invece, scrisse nel 1996 "Zio Paperone e i concerti predatori", aprendo un ciclo che vide poi, nello stesso anno, arrivare anche la storia del già citato Biagi e poi anche di Gianluca Vialli, in quel periodo impegnato con la maglia del Chelsea a Londra per gli ultimi capitoli della sua carriera da giocatore. Un modo per dimostrare come tutti potessero raccontare e comunicare valori differenti, nel rispetto dei paletti previsti per i personaggi e per le storie.

La community di Topolino

Grandi storie, grandi autori, ma anche una grande attenzione per i suoi lettori. Negli anni la community di Topolino è cresciuta molto, grazie soprattutto all'attenzione riservata al Topolino Club, che nel 1967 vantava già 360mila soci. Negli anni Novanta, poi, arrivarono le collezioni dei gadget, quelli che gli abbonati attendevano con grandissima attesa e che i lettori settimanali raccoglievano di mercoledì in mercoledì: il Topowalkie, il Topobinocolo, la macchina fotografica, fino poi alle riproduzioni in scala di Paperino e la sua inseparabile 313.

E ancora, il deposito di Paperone e il tutto il merchandising annesso, fatto di statuette e di un plastico che tutt'oggi, edito da Centauria, continua a costruire una riproduzione di Paperopoli con tutti i suoi edifici ed elementi. Negli anni ultimi anni, accanto al Topolino Club, è nata anche la figura del Toporeporter, grazie al supporto di una redazione che segue le news e l'attualità sempre molto accorta e attenta alle necessità dei suoi lettori.

Nascono così giornalisti in erba, che raccontano storie e partecipano ai reportage di ciò che accade attorno a loro. Infine i Topolino Lab hanno imparato, di recente, ad avvicinare gli autori ai lettori più giovani, scoprendo sempre qualcosa di nuovo sui Topi e sui Paperi.

Un crescendo sempre più importante, una linea editoriale che di direttore in direttore (l'ultimo cambio proprio quest'anno con la storica Valentina De Poli che ha ceduto lo scettro ad Alex Bertani) si conferma di grande qualità e sempre pronta a offrire elementi di valore che aumentano lo spessore e la caratura. Che l'estero ci invidia, da sempre. Auguri Topolino. Continua a cambiare, ma non cambiare mai!