Batman: ossessione e umanità, i fumetti da leggere sul Cavaliere Oscuro

Il 19 settembre è il Batman Day. DC Comics e i vari licenziatari nel mondo si stanno adoperando per coinvolgere il pubblico con molte iniziative.

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In occasione del Batman Day, celebrazione che cade il 19 settembre di ogni anno, vi offriamo un approfondimento sulla storia editoriale del Cavaliere Oscuro, per ricordare a cosa deve la fama globale questo personaggio immortale.

Batman è tra le icone pop americane e mondiali riconoscibili ovunque, e da chiunque. Fa parte dell'immaginario collettivo di ogni età, da più di 80 anni ormai. Tra i personaggi di fantasia nati nel XX secolo appartenenti alla Nona Arte, ovvero la narrativa sequenziale per immagini disegnate comunemente detta fumetto, non ha bisogno di presentazioni. La sua silhouette sinistra, oscura, terrificante, ha toccato ogni media oltre al fumetto, dalla televisione al cinema.

Batman è sempre stato presente nella società. È un rumore di fondo costante anche per chi non è appassionato di fumetti e non ne conosce il background, come una canzone della quale si conosce molto bene il riff ma non si sa bene chi la suoni o la canti. Il Cavaliere Oscuro è una presenza costante nella cultura pop, come quella di altri supereroi DC Comics e personaggi famosi. Batman è la Notte, e ci accompagna da sempre per aiutarci a combattere le nostre paure.

L'inizio di tutto

In realtà l'avventura editoriale di The Bat-Man, come veniva chiamato agli inizi, comincia nel maggio 1939 sul numero 27 della rivista antologica a fumetti Detective Comics. Il caso del Sindacato Chimico è il titolo della prima avventura dell'Uomo Pipistrello, scritta da Bill Finger e disegnata da Bob Kane. Viene raffigurato come un vigilante senza scrupoli, che non pensa due volte a lasciar cadere il criminale di turno in un vascone di acido soltanto per dire poi al Commissario Gordon "che era la fine che si meritava".

Detective Comics smette di essere rivista contenitore di crime stories e viene completamente dedicata all'Uomo Pipistrello mentre, dal momento che il numero di lettori cresce e ha fame di storie del personaggio, le viene affiancata un'altra rivista a fumetti intitolata semplicemente Batman. Batman attraversa gli anni '40 e gli anni '50 indenne, rimanendo prima la figura sinistra e tenebrosa creta da Finger e Kane e venendo poi reinventata dal leggendario editor Julius Schwartz. Quest'ultimo, dopo un periodo di invenzioni, personaggi e avventure kitsch e particolari, prende in mano le testate dell'Uomo Pipistrello e riporta un po' di ordine, cominciando a incupire il carattere spigoloso del personaggio e introducendo misteri degni del miglior detective del mondo (altro appellativo del Cavaliere Oscuro).

La visione di Schwartz, però, va a cozzare per qualche anno con quella televisiva naïf e solare di Adam West e Burt Ward, causando alcune forzature sui fumetti che rispecchiano quanto accade nel telefilm del 1966. A causa del successo in televisione viene dato più spazio al personaggio, anche in altri fumetti DC, mentre tornano in vita alcuni personaggi che Schwartz aveva fatto scomparire (come Batgirl e lo stesso Alfred). Dopo la chiusura dello sceneggiato televisivo, però, Schwartz ha finalmente carta bianca.

L'era di Dennis O'Neal e Neal Adams

Negli anni '70, infatti, l'importante editor di DC Comics chiama la coppia Dennis O'Neil e Neal Adams a lavorare sull'Uomo Pipistrello. Le storie di Batman assumono sfumature sociologiche a tinte molto fosche, con le quali viene tentato un ritorno alle origini più adulto, adattato ai tempi, talvolta ai limiti dell'horror.

I fumetti del Cavaliere Oscuro, con un rinnovamento di questo tipo, incontrano qualche difficoltà a imporsi sul mercato a causa dell'onda lunga del telefilm del '66 che segnò in modo indelebile l'immaginario popolare. Grazie, però, al grande talento di O'Neil e Adams Batman supera lo scoglio dell'essere diventato quasi una macchietta. Da qui in poi ci sono alcune grandi e indimenticabili storie che non devono mancare di essere lette a chi voglia avvicinarsi a capire la vera essenza del Cavaliere Oscuro.Tra i nuovi villain creati dalla coppia O'Neil-Adams c'è Ra's Al Ghul, protagonista insieme alla figlia Talia, interesse amoroso di Batman in quel periodo, di una lunga run intitolata Il Risveglio del Demone nella quale dà molto filo da torcere a Batman, in ogni parte del mondo. Trame intrise di eco-terrorismo, immortalità, sotterfugi e lotte all'ultimo sangue con sfide d'intelligenza ad altissimi livelli, Ra's Al Ghul diventa un nemico memorabile e pericolosissimo per l'Uomo Pipistrello.

Gli anni '80 sono quelli della svolta epocale di Crisis on Infinite Earths, il crossover nel quale viene riscritta da zero da tutta la continuity seriale delle Terre parallele create negli anni dai differenti scrittori che hanno lavorato per la DC Comics.

Una morte in famiglia



Anche Batman non ne esce indenne. Dopo che il primo Robin, Dick Grayson, il suo pupillo da una vita, lo abbandona per diventare Nightwing, altro supereroe urbano a capo dei New Teen Titans, il mantello della spalla dell'Uomo Pipistrello viene dato a Jason Todd. Questo porta a un'altra importante serie di episodi raggruppati sotto il titolo di A death in the family, scritti da Jim Starlin e disegnati da Jim Aparo, nei quali Robin viene massacrato e torturato dal Joker.

Primo e unico evento nel quale viene richiesta l'opinione dei lettori per decidere le sorti di un personaggio, Jason Todd viene fatto morire a grande richiesta e non tornerà per molti anni (lo farà con l'identità del criminale Red Hood/Cappuccio Rosso, impazzito a causa della resurrezione per mano di Ra's Al Ghul).

Lo scherzo assassino

Sempre il Joker è protagonista di A Killing Joke, un racconto molto crudo sulle origini del pazzo assassino scritto dal mitico Alan Moore, disegnato da Brian Bolland. Durante la storia viene coinvolta nei folli piani del Joker la figlia del Commissario Gordon, Barbara, ovvero Batgirl. Il criminale le spara e la lascia ferita, paralizzata, un trauma anche per i lettori.

Altre due storie imprescindibili hanno caratterizzato e scolpito a fuoco il personaggio di Batman durante il decennio degli anni '80, il quale dal punto di vista fumettistico si sono rivelati una vera rinascita evolutiva per tutto il media.

La decostruzione supereroica

Il primo, Il Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller, è un what if basato sul presupposto che Batman, intorno ai 50 anni, si ritiri dal vigilantismo e lasci la città alla mercè dei peggiori criminali, dovendo poi ritornare sul campo quando ormai sembra tutto perduto e combattere sia i suoi ex-amici che nemici. Un capolavoro di decostruzione supereroica e speculativa indicato come pietra angolare del fumetto moderno, dal quale non si può prescindere, e che ha cambiato per sempre il fumetto americano insieme a Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons. Arkham Asylum di Grant Morrison e Dave McKean, ha invece come focus una rivolta dei peggiori nemici di Batman nel famoso (o famigerato) manicomio criminale di Gotham City. Tocca ovviamente al Cavaliere Oscuro tentare di sedarla discendendo nei meandri di Arkham Asylum, affrontando di volta in volta le minacce dei pericolosi pazzi criminali che ha contribuito a far rinchiudere.

La chiave di lettura, però e non è così semplice e segna anche il successo della scrittura psichedelica di Grant Morrison. Sotto la superficie della trama si cela la discesa di Batman alla scoperta delle proprie ossessioni. Quando, alla fine, si trova davanti al Joker, incarnazione della pazzia pura, non gli rimane che rendersi conto di essere davanti ad uno specchio deformato di sé stesso.

Arkham Asylum e Knightfall

Gli anni '90 si aprono con la run intitolata Knightfall, durante la quale l'Uomo Pipistrello viene letteralmente spezzato in due, parallelamente alla distruzione dell'altra icona di casa DC, Superman. Il mercenario Bane, superpotenziato da una sostanza chimica di nome Venom pompata nelle vene, dopo aver fatto evadere tutti gli ospiti del manicomio di Arkham, induce Batman a forte stress, indebolendolo, e lo sconfigge in un corpo a corpo all'ultimo sangue rompendogli la spina dorsale con una ginocchiata. È la trama più importante di questo periodo, insieme a Batman: Year One di Frank Miller e David Mazzucchelli nel quale viene raccontato il primo anno di lotta al crimine del Cavaliere Oscuro a Gotham City.

Di nuovo Grant Morrison: Batman R.I.P.

Negli ultimi 15 anni l'Uomo Pipistrello è stato protagonista di altri eventi traumatici come Batman R.I.P. di Grant Morrison del 2008, in cui viene creduto morto e invece, dopo un arresto cardiaco dovuto a un colpo di pistola, la sua mente fa esperienze intricate e psichedeliche, tornando indietro nel tempo fino alla preistoria, in puro stile Morrison. Il demiurgo scozzese è un esperto di storia della DC Comics e tira fuori dal cilindro un personaggio degli anni '50, rimodernandolo per l'occasione: Zurr-En-Arrh.Quanto elencato finora di certo non vuole essere una lista esaustiva dei fumetti più importanti di Batman ma soltanto dei consigli per leggere alcune avventure imperdibili del Cavaliere Oscuro. Batman prosegue la sua storia editoriale ininterrottamente e l'interesse del pubblico nei confronti di questo personaggio, cupo, notturno e crepuscolare, non mostra segni di cedimento. L'Uomo Pipistrello è arrivato a rappresentare la rivalsa dell'uomo comune sull'ingiustizia, sul crimine, sul sopruso, senza per questo elevarsi a giuria ed esecutore. È un supereroe senza alcun potere, un uomo addestrato, astuto e intelligente e con infinite risorse economiche, come tutti vorrebbero essere. Come tutti potrebbero essere.

È anche questa la ragione del suo successo immortale, che lo avvicina a un'umanità dalla quale si è allontanato quella notte maledetta in cui i suoi genitori sono morti davanti ai suoi giovani occhi. E alla quale, molto probabilmente, non tornerà più.