Berserk e gli anime: storia di un matrimonio poco fortunato

Berserk, il manga capolavoro di Kentaro Miura, è stato protagonista di numerosi adattamenti animati. Ripercorriamo la loro storia.

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Il nome Berserk è sinonimo di gioie e dolori per gli appassionati di manga e anime. Gioie, perché l'opera di Kentaro Miura è senza ombra di dubbio uno dei migliori manga mai realizzati, un vero capolavoro senza tempo (soprattutto nella prima metà) che ha fatto la storia del fumetto giapponese. Dolori, perché la sua serializzazione pesantemente irregolare - tuttora in corso a più di trent'anni dal suo debutto in patria sulle pagine della rivista Young Animal dell'editore Hakusensha - sta mettendo a dura prova la pazienza di tutti i lettori, non solo per l'attesa ma anche per l'inevitabile calo della qualità complessiva a cui ha dato luogo.

Tuttavia Berserk si è rivelato un manga non particolarmente fortunato anche per quanto riguarda i suoi adattamenti animati. In occasione dell'arrivo della prima serie televisiva su Amazon Prime Video, ripercorriamo la storia delle trasposizioni animate di Berserk sul piccolo e sul grande schermo, nella speranza che prima o poi qualche studio possa rendere finalmente giustizia agli incredibili meriti di questa pietra miliare.

Dalla carta alla televisione: la prima serie animata

Il primo adattamento arriva nel 1997, in un periodo di forte crisi per il Giappone e non solo. Composto da un unico blocco di 25 episodi, l'anime è prodotto da VAP e realizzato dallo studio Oriental Light and Magic, noto per i film e le serie animate del franchise Pokémon. Diretta da Naohiko Takahashi e con le musiche di Susumu Hirasawa, famoso compositore voluto da Miura stesso, la prima stagione adatta il contenuto di un numero considerevole di volumi del manga, 13 per la precisione, ripercorrendo gli archi narrativi fino all'Eclissi. Nonostante il budget limitato, alcune sbavature di natura tecnica e i tagli sul background di personaggi e vicende importanti, la prima serie animata di Berserk traspone con diligenza il manga capolavoro di Kentaro Miura.

Il character design di Yoshihiko Umakoshi riesce nel compito, per nulla semplice, di portare su schermo gli splendidi disegni del manga, mentre le animazioni, il comparto grafico e la regia ricreano molto bene, pur con qualche spigolosità, l'atmosfera tesa e drammatica dell'opera originale. Peccato invece per l'omissione e la censura di alcuni avvenimenti molto importanti della storia.

Nonostante gli anni sulle spalle e i difetti precedentemente menzionati, la prima stagione animata di Berserk rimane tuttora un prodotto molto valido e un ottimo punto di approccio per i neofiti del franchise che preferiscono il medium animato o non vogliono investire tempo e denaro in quello cartaceo (che rimane la scelta migliore).

Licenziato nel nostro paese da Yamato Video, che lo ha trasmesso per la prima volta in fascia notturna su Italia 1 tra dicembre 2001 e aprile 2002, l'anime è disponibile doppiato in italiano su Amazon Prime Video. Per saperne di più, leggete la nostra recensione della prima serie animata di Berserk.

La trilogia cinematografica

Dopo un silenzio durato quasi 15 anni, in occasione dell'uscita del 35° volume del manga viene annunciato l'arrivo di una nuova produzione animata per il franchise, consistente in tre lungometraggi realizzati con l'ausilio di CGI e motion capture, diretti dal regista Toshiyuki Kubooka. Realizzate da Studio 4°C, noto per film come Steamboy e I figli del mare (leggete la nostra recensione di I figli del mare), le tre pellicole escono nelle sale giapponesi tra il 2012 e il 2013 e coprono l'intero arco narrativo dell'Epoca d'Oro, quindi dal terzo al tredicesimo volume circa. I titoli dei tre film sono rispettivamente, in ordine di uscita: L'Uovo del Re Dominatore, La Conquista di Doldrey e L'Avvento.

Purtroppo, nonostante le buone intenzioni, le quasi sei ore di durata complessiva del progetto - equivalenti a 15 episodi televisivi - si rivelano fin da subito insufficienti per poter adattare il contenuto di dieci volumi.

L'inevitabile risultato è un numero di tagli, omissioni e passaggi frettolosi superiore a quello della precedente serie televisiva, in particolare per quanto riguarda il passato di Gatsu, la caratterizzazione di Grifis e la presenza su schermo di altri personaggi. Un trattamento inaccettabile sia per i neofiti dell'opera, sia per i lettori e i fan di lungo corso.

Va sicuramente meglio con il comparto tecnico e sonoro. Studio 4°C è sempre stato in grado di amalgamare bene animazioni in 2D e 3D, e questo rende la trilogia filmica di Berserk molto godibile a livello visivo, sebbene fosse lecito aspettarsi qualcosa di ancora migliore per una produzione cinematografica.

Ottime invece le musiche del compositore veterano Shiro Sagisu, che ben si adattano all'atmosfera epica e incalzante dell'opera. Tutte e tre le pellicole sono state licenziate nel nostro paese da Yamato Video, che le ha pubblicate in home video (DVD e Blu-ray) doppiate in italiano con un cast differente da quello della prima serie televisiva.

Il disastro del secondo adattamento

Se la prima stagione e la trilogia cinematografica rappresentano adattamenti imperfetti ma tutto sommato godibili, nulla poteva preparare i fan dell'opera al disastro che sarebbe sopraggiunto nella seconda metà del decennio scorso con il nuovo adattamento animato, annunciato a dicembre 2015 sulle pagine di Young Animal.

Intitolata semplicemente Berserk, la seconda stagione dell'anime è realizzata dagli studi Gemba e Millepensee (in co-produzione con Liden Films), diretta da Shin Itagaki e supervisionata dallo stesso Kentaro Miura. È costituita da 24 episodi suddivisi in due parti, trasmesse rispettivamente nel 2016 e nel 2017 in simulcast su Crunchyroll, sottotitolate anche in lingua italiana.

La serie traspone per la prima volta nella storia del franchise il contenuto dei volumi successivi all'Eclissi, ripartendo quindi là dove si interrompevano i due precedenti adattamenti. Purtroppo è impossibile parlare del secondo anime di Berserk - d'ora in avanti Berserk (2016) - senza menzionare il suo comparto tecnico, uno dei punti più bassi dell'animazione televisiva giapponese degli ultimi anni.

Il motivo è da ricercarsi principalmente nella scelta di ricorrere all'animazione in 3D-CGI. Una tecnica da sempre controversa per questo settore ma con un grande potenziale se usata bene, che tuttavia in Berserk (2016) trova una delle sue peggiori applicazioni, legata non solo al budget limitato ma anche, e soprattutto, all'inesperienza dello staff coinvolto nella produzione.

Fra animazioni legnose, modelli poligonali poco espressivi, e una regia incostante e poco equilibrata - senza dimenticare la presenza di alcuni intermezzi animati in modo tradizionale, che stridono incredibilmente con tutto il resto - del comparto tecnico di Berserk (2016) si salva ben poco. Purtroppo la situazione non migliora nella seconda parte, a dispetto dell'intervallo di tempo di quasi un anno.

Ciò nonostante, il materiale di partenza è comunque forte abbastanza da rendere la serie quanto meno "accettabile" per tutti i fan del Guerriero Nero disposti a chiudere più di un occhio. Sebbene non all'altezza di quelli straordinari dell'Epoca d'Oro, gli eventi raccontati sono coinvolgenti e maturi, anche se l'adattamento ancora una volta non proprio fedelissimo potrebbe far storcere il naso agli appassionati più esigenti.

Berserk e gli anime: quale futuro?

Lo scorso ottobre numerose voci di corridoio lasciavano presagire l'annuncio di un nuovo anime remake di Berserk affidato al talentuoso studio Orange (Land of the Lustrous, Beastars), uno dei pochissimi in grado di usare bene e con criterio la CGI negli anime.

Purtroppo il nuovo progetto Berserk: The New Beginning si è rivelato alla fine l'apertura di una mostra legata al franchise presso la torre Ikebukuro Sunshine City a Tokyo, dal 30 gennaio 2021 fino al 15 febbraio, unita a una campagna di crowfunding per costruire un'enorme riproduzione di Zodd.

Arriverà prima o poi un adattamento animato capace di rendere su schermo le meraviglie del manga di Miura senza sacrifici e compromessi? Purtroppo, allo stato attuale, possiamo solo aspettare e sperare. Nel frattempo, se non l'avete ancora fatto, recuperate il nostro speciale sui 30 anni di Berserk.