Berserk, la top 5 dei nemici di Gatsu dal peggiore al migliore

Berserk è sangue e realtà, un mix (poco) fantasy e molto dark dai toni filosofici e complessi. Così come lo sono i rivali di Gatsu.

Berserk, la top 5 dei nemici di Gatsu dal peggiore al migliore
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L'orrore, il sangue, l'umanità, nascosta sotto la coltre di un (dark) fantasy, ma mostrata al contrario nella sua forma più nuda e vera: ecco ciò che rende unica la storia di Berserk. Pochi elementi, crudi, spietati, ricamati all'interno di un'opera complessa, immensa. Ma per una grande opera, ci vogliono grandi antagonisti. Le avventure di Gatsu sono sempre state segnate da una fitta schiera di avversari, luci e ombre che arricchivano la trama, donandole una ingente dose di violenza o di filosofia: a volte i nemici diventavano amici e, perché no, nello spietato e sanguinoso mondo degli uomini, anche gli amici si rivelavano nemici.

L'autore che ha dato vita negli anni ‘80 a questa epica storia, ha tratto ispirazione dalle sue passioni, dalla storia, talvolta da fatti realmente accaduti, dai notiziari e dai suoi amici, così come vi abbiamo raccontato sul nostro speciale dedicato alla vita del Maestro Kentaro Miura. Forse anche per questo i personaggi di Berserk ci son sempre risultati così autentici, così vicini a noi e agli incubi che albergano le nostre notti: i 5 più importanti e iconici rivali di Gatsu sapranno dimostrarvi che gli avversari che ha fronteggiato Gatsu, hanno scalfito la sua pelle, ma molto spesso hanno anche marchiato, spietatamente, le coscienze di chi ha seguito i suoi scontri.

Gurnbeld

Chi può dire di odiare davvero il Cavaliere del Drago di fuoco? Se avete letto la sua storia, vi sarete resi conto quanto assomigli alla vita di Gatsu: una vita insanguinata e maledetta, segnata dal sacrificio delle persone che più amava. In un racconto speciale, Miura in persona ha dato uno spazio a questo antagonista per approfondire il suo passato e donargli ancora più vita. La leggenda di Gurnbeld nasce durante la Guerra dei Cent'anni, quando era ancora un semplice umano e ha saputo tenere testa a un esercito di tremila soldati da solo. Proprio come Gatsu, Gurnbeld ha amato, odiato, lottato e alla fine è stato tradito dai suoi legami più cari.

Ciononostante, Gurnbeld segue sempre il codice d'onore dei cavalieri: non sopporta la violenza gratuita e non combatte se lo scontro è troppo impari. E' un personaggio imponente, massiccio, un apostolo dai capelli rossi dotato di una forza smisurata. Nella sua forma da apostolo, che ricalca quella di un grande drago armato di scaglie spesse, cela un'anima fiammeggiante. Nella sua forma umana, brandisce un martello da guerra e uno scudo che cela un cannone. Non sono molti i nemici del Guerriero Nero che possono vantare di aver tenuto testa al potere del Berserk. Gurnbeld è tra questi.

Mozgus

In più di un'occasione, Miura ha trattato di religione in Berserk. Con l'arco narrativo di Mozgus e i suoi discepoli, ci ha mostrato molto chiaramente cosa ne pensasse dell'estremismo religioso: Mozgus è pesante, feroce, spietato, folle. Attraverso la figura massiccia e nerboruta dell'Inquisitore, attraverso questa metafora particolarmente efficace, Miura rappresenta la religione come uno dei più grandi mali del mondo.

Padre Mozgus faceva parte della Santa Sede, che ricorda (non poco) vagamente alla Chiesa cattolica medievale. Per seguire la volontà di Dio, come capo degli inquisitori, Mozgus torturava, bruciava e massacrava centinaia di persone, spesso innocenti, accecato da una assoluta devozione e dalla convinzione di essere sempre nel giusto. Mozgus incarna l'ignoranza, l'oblio e la malvagità umana che si innalza verso il divino. Credeva che il mondo fosse popolato da eretici e uccidendoli, stava aiutando a rendere il mondo un posto migliore. Convinto di essere diventato un angelo, con la sua trasformazione in apostolo, si è dovuto scontrare contro l'Ammazzadraghi di Gatsu. Ha così scoperto che le mani che impugnano un'arma sono più efficaci di mani che pregano.

Ganishuka

Se Gurnbeld incarna un alternativo Gatsu dai tratti più nordici e se Mozgus rappresenta l'efferatezza del fondamentalismo religioso, Ganishuka è l'icona della ribellione: l'imperatore dei Kushan, sopravvissuto attraverso e grazie alla paura, ha vissuto in un mondo senza pietà, che ricorda alcune vecchie e cruente storie indù e persiane.

Dopo essere cresciuto in una famiglia che ha sempre tentato di ucciderlo per prendere il suo posto, Ganishuka capisce che può fidarsi soltanto di se stesso. Non può contare su suo figlio e neppure sul potente Falco della Luce, che tutti invece venerano. A differenza degli altri apostoli, Ganishuka non soltanto sfida Gatsu, ma si ribella allo stesso Griffith, fronteggiando la nuova Squadra dei Falchi a Vritanis con il suo esercito demoniaco. Al momento, Ganishuka è stato l'unico avversario in Berserk capace di superare la maggior parte degli altri apostoli. Desiderando superare anche la Mano di Dio, cade infine vittima di un'insolita alleanza tra Zodd e Gatsu e della volontà del Falco della Luce, fungendo inconsapevolmente da portale per far confluire il piano astrale nel mondo reale.

Zodd

L'immortale brama di sangue e di battaglie: questo è Zodd il Nosferatu. Apparso durante la Golden Age di Berserk, ovvero sin dagli albori narrativi del manga, Zodd è un apostolo che per tre secoli ha avuto l'unico obiettivo di sfidare e combattere contro chiunque si ritenesse abbastanza coraggioso di confrontarsi con lui.

Non si sa quasi niente sul suo passato, se non che ha perso la sua umanità per diventare un apostolo. Ma Zodd non è propriamente malvagio, non è crudele, non mangia gli umani come gli altri della sua specie e ha un suo codice d'onore. Zodd è un avversario "semplice", è soltanto alla perenne ricerca di un contendente, di qualcuno sempre più forte con cui confrontarsi. Per questo si sente "maledetto", reputandosi troppo potente per trovare avversari adeguati tra gli uomini. Con coloro che sopravvivono ai suoi incontri, si dimostra rispettoso e li tiene in grande considerazione, così come è capitato con Guts e il Cavaliere del Teschio. Ma in questa disperata e quasi inutile ricerca, dato che è uno dei nemici più potenti di tutto il manga, Zodd ha lasciato dietro di sé una lunga scia di morti. È feroce e potente, con le sembianze di un Chernabog animalesco, tra parti feline e taurine. L'unico rivale con cui Zodd sembra aver instaurato un legame più che un conflitto, sembra essere Griffith.

Griffith - La Mano di Dio

Forse è stato il potere, l'avidità, la lussuria, l'invidia e la superbia, tutti i peccati che incarnano la Mano di Dio, ad aver reso Griffith il nemico più imponente, importante e iconico di Berserk. Ma forse Griffith è sempre stato così, in realtà: è difficile sostenere che Griffith sia cattivo, tanto quanto è difficile credere che Gatsu sia davvero il personaggio "buono". Secondo quanto abbiamo visto nell'ultimo capitolo scritto da Miura e nel capitolo 367 di Berserk, Griffith al contrario di Gatsu è un personaggio in continua evoluzione, una sorpresa, nel bene e nel male, una storia ancora lontana dall'essere conclusa. Nato come il Capitano della Banda dei Falchi, Griffith incarna il leader da seguire, quasi un principe azzurro, un fiore candido, sotto cui si nasconde la più velenosa delle vipere.

Lui ha un sogno ed è disposto a qualsiasi cosa pur di raggiungerlo, spingendo noi lettori a chiederci se possiamo davvero compatirlo per questo: dopo l'eclissi, Griffith rinasce come Femto, un membro della Mano di Dio di cui pare sembra assumerne il controllo. Boid, Slan, Urbik e Conrad, il gruppo di arcidemoni che formano la Mano di Dio, rappresentano al momento il vero volto antagonista della storia di Berserk, coloro che sembrano manovrare le sventure del mondo mortale, dando vita agli apostoli e alle loro atrocità. L'idea del male permane ogni entità in Berserk, inclusa la Mano di Dio, che pare sottostare al Dio degli Abissi, il Dio in tutta la sua forma, l'Idea pura del Male. Ma ci sono ancora molti aspetti sconosciuti su questa entità, che lo stesso Miura aveva "censurato" in un capitolo segreto. Troppo profondo, troppo spietato come ragionamento. Lasciamo agire per suo conto la Mano di Dio e Griffith.

La Bestia

Menzione d'onore per il lupo demoniaco che attanaglia l'anima di Gatsu, il Berserk: se Gatsu non ascoltasse la sua sete di vendetta nei confronti di Griffith, la rabbia per i torti subiti e la sete di sangue, niente esisterebbe di quest'opera. Non esisterebbe neppure Gatsu.

Il Guerriero Nero non avrebbe la forza di combattere senza la Bestia che lo sprona, non inseguirebbe, come un animale affamato, gli apostoli alla disperata ricerca di placare la sua ira. Ma è proprio questa stessa Bestia che lo tiene lontano dalla persona che ama. Quale nemico peggiore può esserci, se non la rabbia che nutriamo dentro di noi?