Bleach, la saga del passato: cosa la rende così memorabile?

Una delle saghe degne di nota dell'opera di Tite Kubo è sicuramente la Saga del Pendolo, ma quali sono le caratteristiche che l'hanno resa memorabile?

Bleach, la saga del passato: cosa la rende così memorabile?
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In questi ultimi mesi, Prime Video sta lentamente portando sulla sua piattaforma le stagioni dell'anime di Bleach, dandoci la possibilità di rivedere Ichigo e i suoi compagni sia in lingua originale che doppiati in italiano. Sebbene le stagioni attualmente disponibili arrivino solo alla saga dell'Hueco Mundo (qui vi spieghiamo l'Hueco Mundo è la saga migliore di Bleach), e la scalata fino alle ultime stagioni sia ancora lunga, è impossibile non ricordare una delle più emblematiche dell'opera: la Saga del Passato, detta anche Saga del Pendolo (che sarà disponibile su Prime Video dal 25 marzo).

Undicesima stagione dell'opera che conta soltanto 6 episodi, la Saga del Pendolo racchiude nelle sue pochissime puntate rivelazioni importanti sulla storia della Soul Society, e soprattutto, su diverse vicissitudini che coinvolgono alcune delle figure più enigmatiche della serie: Sosuke Aizen e Kisuke Urahara.

Breve ma intenso

Aspettando il tanto agognato ritorno dell'anime di Bleach questo ottobre (qui un nostro approfondimento su sulle promesse del nuovo anime di Bleach), ripercorriamo ancora una volta alcune delle saghe più famose dell'opera: come molti già sapranno, la Saga del Pendolo non è la più longeva: comprende gli episodi che vanno dal 206 al 212, contando sei puntate in totale. Ma perché, nonostante questa sua limitatezza, viene considerata una delle saghe più memorabili dell'intera opera?

Esattamente come un pendolo che oscilla tra passato, presente e futuro, il tempo si arresta per un momento riportandoci indietro: sono molte le rivelazioni che vengono fatte allo spettatore, non solo per quando riguarda Sosuke Aizen, antagonista incontrastato della serie, ma anche su Kisuke Urahara, shinigami di altissimo livello il cui passato è sempre rimasto nell'ombra. Ma andiamo con ordine, cosa è successo 110 anni prima degli eventi attuali?

All'inizio di questo lungo flashback, vedremo un giovane Aizen nelle vesti di vice comandante della Quinta Brigata, intento ad informare il suo capitano Shinji Hirako circa i preparativi per l'accoglienza del nuovo comandante della Dodicesima Divisione. Su proposta della stessa Yoruichi Shihoin, il posto vacante da capitano viene occupato da Kisuke Urahara, che si presenta con la sua solita indole paziente e gentile che lo ha caratterizzato fin dalla sua primissima apparizione in quel piccolo e polveroso emporio.

Nonostante Urahara sia riuscito a ricoprire tale importante ruolo, viene presto bandito dalla Soul Society perché accusato ingiustamente (solo pochi anni più tardi) di aver trasformato in Hollow alcuni shinigami. Così, sotto le pesanti accuse di Aizen, vero e unico artefice di tale misfatto, Urahara viene condannato senza avere occasione di poter spiegare i suoi disperati tentativi di riportare allo stato originale i suoi compagni shinigami.

Hai mai sentito parlare di hollowificazione?

La scoperta di alcuni dettagli del passato di Kisuke Urahara hanno sicuramente stravolto (se non confermato) molte delle teorie elaborate dal fandom durante la serializzazione del manga. Ma con la Saga del Pendolo la situazione si fa improvvisamente chiara: non solo viene svelato l'importante ruolo svolto da Urahara come membro effettivo degli shinigami della Soul Society, ma anche quell'invisibile filo che lo lega a una gemma tanto spaventosa come Hogyoku.

Purtroppo, la sua geniale inventiva si è dimostrata un'arma a doppio taglio per il povero Urahara, che ha visto la sua vita sgretolarsi nel giro di una notte. Ma non poteva di certo immaginare la brutta piega che avrebbe preso la situazione dopo il completamento della gemma della distruzione. Sebbene Urahara non sia intellettualmente inferiore rispetto ad Aizen, quest'ultimo è comunque riuscito a raggirare con grandissima facilità non soltanto l'unico avversario che possedeva le capacità per sconfiggerlo, ma tutta la rigida società degli shinigami.

È proprio qui che si riconferma la vera indole di Aizen: un essere profondamente crudele e calcolatore, che sfrutta gli altri a suo piacimento per il semplice brivido di voler fare una nuova sensazionale scoperta. Aizen infatti, a differenza di Urahara, può essere definito come un "perfido ricercatore" sempre pronto a usare le persone come cavie per i suoi malsani esperimenti. Non a caso, la sua innata genialità (e la sua totale assenza di rimorso) gli permette di manipolare i suoi compagni riuscendo a nascondere non soltanto le sue reali intenzioni, ma soprattutto i suoi esperimenti, che fanno della vita degli altri un semplice gioco tra cavie di laboratorio.

Effetto farfalla

Oltre a tutti i colpi di scena, la Saga del Pendolo risulta completa dal punto di vista narrativo grazie anche all'opportunità di vedere con occhio tutte quelle brevi storie che ci sono state solo raccontate, con un pizzico di malinconia, da altri personaggi della serie. Uno degli esempi sicuramente più lampante è quello che riguarda l'incontro tra Kensei Muguruma e Shuhei Hisagi, che ci viene mostrato per la prima volta all'interno di questo arco narrativo. Oltre alla piacevole contrapposizione nel vedere personaggi ben noti dell'opera in un momento acerbo della loro giovane vita, Tite Kubo riesce a marcare con sempre più forza alcune delle loro caratteristiche distintive, rendendo ancora più concreti sentimenti quali gratitudine e fierezza dei suoi protagonisti.

In conclusione, oltre a svelare le vere identità dei Vizard, il loro ruolo nella storia, le loro posizioni all'interno delle 13 Gotei e dei rapporti che correvano tra di essi come membri o meno della stessa squadra, il cuore pulsante della Saga del Passato di Bleach è soprattutto il devastante e immutabile effetto farfalla che ha portato all'origine di ogni cosa.