Bleach Stagione 4: la Saga dei Bount è il peggior arco narrativo?

La prima parte della Saga dei Bount è disponibile su Prime Video: è davvero la stagione peggiore dell'anime di Bleach?

Bleach Stagione 4: la Saga dei Bount è il peggior arco narrativo?
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In attesa dell'uscita della stagione 5 di Bleach sulla piattaforma streaming di Amazon, analizziamo la prima stagione filler della saga, spesso criticata e da molti ritenuta il peggior arco della serie. La saga dedicata ai Bount, antagonisti dalle fattezze vampiresche, con molte caratteristiche in comune con le folcloristiche creature succhia-sangue, si sviluppa per ben 47 episodi, includendo la stagione 5 di Bleach, ed introduce i nostri protagonisti alla nuova minaccia negli episodi che vanno dal 64 al 91 (recuperate, se non l'avete ancora fatto, il nostro approfondimento sulla saga della Soul Society di Bleach). Ma si tratta davvero della peggiore stagione per l'anime dello Studio Pierrot? Analizziamone evoluzioni, pregi e difetti.

I Bount

La quarta stagione di Bleach, in onda in Giappone dal gennaio all'agosto del 2006, introduce personaggi non canonici, i Bount, e dà inizio alla prima saga filler della serie. Ichigo e compagni, dopo le fatiche dell'assalto alla Soul Society per il riscatto di Rukia, devono vedersela con gli esseri immortali capitanati dal vendicativo Jin Kariya. I Bount, esseri creati artificialmente nella Soul Society per sperimentare sulla vita eterna, sono paradossalmente sia il punto debole, sia uno degli aspetti più positivi di questa prima parte di saga, croce e delizia per questi episodi filler.
Se da un lato è, infatti, poco originale la genesi del gruppo ed altrettanto banale la natura dei suoi membri, non dissimile da quella dei bistrattati vampiri, dall'altro è da apprezzare e valorizzare una certa varietà e creatività nelle abilità di questi mangia-anime.

È, dunque, sicuramente interessante e rappresenta una valida variazione al tema lo sviluppo del power-system degli antagonisti e li molteplici modalità di esecuzione dei poteri stessi. E questi si concretizzano fisicamente in figure dette Dolls, bambole, marionette evocate e controllate dai Bount. La balena Baura dei viaggi interdimensionali di Sawatari, la metallica e ragnesca Dalk di Koga, la viscida Fried di Ugatawa e il gigante infuocato Geite della Bount "buona" Yoshino. Una grande occasione per gli autori di sbizzarrirsi con le combinazioni e con l'introduzione di poteri nuovi di zecca.

Resta però una decisamente più grave mancanza di "forza scenica" all'attivo, un character design poco ispirato, anonimo, personaggi dalla piattezza visiva e individuale inficianti la "credibilità drammatica" della storia narrata. È un design poco curato, quasi "randomico", con personaggi visivamente troppo eterogenei che formano inevitabilmente un gruppo esteticamente incoerente e casualmente assortito. Ed è un background quasi esclusivamente votato alla descrizione delle origini del gruppo che non lascia spazio alla caratterizzazione individuale degli antagonisti, salvo per il main villan, Jin Kariya. Insomma, i Bount peccano di mediocrità e di scarso mordente.

Uno sviluppo banale

E il mordente sembra mancare più generalmente alla stagione tutta, spesso lenta, ridondante, quasi trascinata perché blandamente strutturata, forse anche penalizzata dalla sua contiguità con una delle saghe più riuscite dell'intera serie (la Saga della Soul Society), ma comunque non capace fino in fondo di intrattenere nel corso degli episodi.

Si ha la sensazione che a degli eventi prefissati, allo scheletro della sceneggiatura, siano stati aggiunti, in modo spesso approssimativo, i personaggi e ciò che comporta la loro presenza. Insomma, in uno sviluppo tutto sommato telefonato, i personaggi sembrano avere l'esclusivo compito di digitare i numeri, e tra reiterati deus ex machina e apparizioni fortuite, casuali, si respira un'aria di accidentalità, di forzatura. I personaggi si configurano, dunque, spesso, come mezzi per l'avanzamento di una trama che non procede poi così spedita, dato che si prolunga per ben due stagioni.

I problemi di una saga filler

Una saga di lunghezza forzata, sicuramente dovuta all'attesa del manga e della possibilità di riprendere ad animare gli eventi canonici, ma immotivata ed evitabile, che proprio per la sua durata peggiora la sua qualità per la necessità di eventi evidentemente riempitivi (persino all'interno di una saga filler, riempitiva di per sé) e rivela la sua natura di filler e, quindi, di saga "di attesa".

Filler che non riesce, inoltre, ad incastrarsi alla meglio tra la Saga della Soul Society e la Saga degli Arrancar, vista l'incoerenza dei livelli di forza ingenuamente giustificata attraverso espedienti e motivazioni che finiscono per aumentare le incongruenze. C'è, infatti, un Ichigo limitato, impossibilitato ad utilizzare il Bankai, un Ishida dai poteri mutilati, una Rukia senza Zanpakuto: la narrazione va avanti con il freno a mano tirato per non rischiare di mostrare un'evoluzione dei personaggi, dei loro poteri. Proprio perché filler la saga dei Bount non può permettersi di avanzare, di sviluppare le capacità degli eroi che, allora, devono essere tenute a bada e incappano nella ripetitività.

Ci sono, poi, pochi scontri memorabili in questa stagione 4 (i combattimenti migliori verranno con l'assalto dei Bount alla Soul Society) e, a parte un emozionante Ichigo vs Koga (il protagonista torna a mostrare i poteri da Hollow conferitegli dalla maschera) e un più studiato Sawatari vs Chad-Ururu-Nova-Rangiku, gli altri combattimenti non raggiungono mai buoni livelli di epicità e non risultano ben congegnati.

È comunque avvincente e stimolante rivedere in azione i membri del Sereitei (alcuni anche per la prima volta) e la saga rimane godibile e utile come approfondimento dei personaggi, di chi a avuto meno spazio precedentemente, di chi è stato meno presente sullo schermo. Vediamo Rangiku, Hisagi, Izuru Kira combattere e il Quincy Uryu Ishida ritagliarsi la sua parte di protagonismo nella saga in questione.
Una stagione, in definitiva, dai molti difetti dai pregi limitati, ma che approfondisce, amplia, arricchisce e quindi completa il mondo di Bleach.