Boruto e Naruto: storia, mitologia e folklore del Clan Ootsutsuki

Grazie agli ultimi capitoli del manga sequel di Naruto, si ha avuto modo di scoprire la vera storia dietro il clan più enigmatico del mondo degli shinobi.

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Masashi Kishimoto, attraverso le parole di Madara Uchiha e di Zetsu, ha cercato di presentare una mitologia complessa sull'origine del Chakra attraverso la figura di Kaguya Ootsutsuki e del suo Clan, progenitore del mondo di Naruto, lasciando, però, parecchie incognite sulla loro storia. Ma grazie all'uscita dei due lungometraggi The Last: Naruto the Movie, Boruto: Naruto the Movie e dal sequel ufficiale del manga Boruto: Naruto Next Generation abbiamo avuto una maggior chiarezza sulle loro origini, separando la verità dal mito.

Ora, dopo la pubblicazione degli più recenti capitoli del manga di Boruto, abbiamo finalmente ottenuto una panoramica completa sulla storia, gli obiettivi e le motivazioni di questi villain: a partire da Kaguya, avversario finale della Quarta Guerra Mondiale dei Ninja, passando per Momoshiki e Kinshiki fino ad arrivare al temibile Isshiki, il demone che sta per mettere a rischio la vita di Naruto.

Tra Folklore e Mitologia

Prima di addentrarci nel merito della questione, è giusto fare una premessa sulle fonti d'ispirazione che hanno permesso all'autore di dare vita a questi personaggi. Tutti i membri del Clan Ootsutsuki sono basati su miti e folklore prettamente giapponesi, sia per quanto riguarda il loro nome che per le loro abilità e caratterizzazioni. Kaguya, la prima aliena a debuttare nell'opera madre, prende ispirazione sia da Taketori Monogatari, storia popolare giapponese tradotta come Storia del tagliatore di Bambù (da cui trae ispirazione anche il cognome), sia dal capovolgimento della figura del coniglio descritta nel Sasajâtaka : se nel racconto originale è una creatura benevola dedita al sacrificio, però, qui è malvagia ed egoista. Momoshiki e Kinshiki, apparsi sia nel lungometraggio sia nel manga e nella serie TV di Boruto, sono ispirati rispettivamente a Momotaro e Kintaro. Infatti il primo possiede delle tecniche simili a quelle degli animali presenti nella fiaba, mentre il secondo possiede una forza spropositata come il personaggio classico.

Urashiki, compagno di Momoshiki e Kinshiki - ed esclusivo dell'anime di Boruto, è un rifacimento della storia intitolata Urashima Taro, in cui si narra la vicenda di un pescatore che soccorre una tartaruga malmenata da dei bambini e viene ricompensato con una visita al Ryugu-jo, il Palazzo del drago. Ciò si manifesta nell'abilità distintiva di Urashiki di creare una canna da pesca flessibile che può usare per manifestare un filo estensibile e un amo da pesca in grado di rubare il Chakra dei suoi nemici e usare le loro abilità.

Inoltre, possiede una scatola magica chiamata, appunto, Ryugu-jo che ha attributi basati sul tempo. Infine Isshiki, antagonista principale della nuova serie, è ispirato al personaggio di Issun-boshi, protagonista di una fiaba giapponese. Nella storia egli era alto poco più di un pollice ma alla fine, dopo un gesto eroico, riuscirà ad ottenere delle dimensioni normali. Questa caratteristica, è ripresa nella sua abilità oculare capace di ridurre ed espandere, oltre che sé stesso, anche gli oggetti.

Dei e semidei

In una prima istanza, Kishimoto ha voluto dare una chiara connotazione divina al Clan dandogli un alone di irraggiungibilità tanto da creargli una gerarchia interna che strizza l'occhio alla mitologia Greco-romana.
Infatti, nel folklore occidentale, oltre alle figure divine esistono quelli denominati semidei. esseri metà uomo e metà dio.

Questi vengono rappresentati da quel ramo del Clan che appare nel film The Last: Naruto the Movie che, a differenza di Hagoromo e Hamura, possiedono caratteristiche fisionomiche ben lontane dai personaggi citati in precedenza: non hanno corna, pelle biancastra o particolari abilità oculari, nonostante vivano in un contesto divino quale la Luna, che ha sempre avuto connotazioni ancestrali in più mitologie. Inoltre, hanno il dovere di proteggere la Terra e custodire il guscio del Decacoda.

Madara e Amado: i moderni Icaro e Prometeo

La figura del narratore è fondamentale per una storia, poiché ha il compito di raccontare gli avvenimenti di un certo fatto. Anche per quella del Clan Ostustuki la voce narrante possiede un'estrema importanza, soprattutto se questo da un'interpretazione ad un determinato avvenimento.

Nel caso di specie, due personaggi hanno ricoperto questo ruolo ed ognuno di loro ha apportato degli elementi tali da modificare il corso della storia.
Il primo è Madara Uchiha, antagonista principale di Naruto, che è molto legato al velo mitologico che avvolge la storia del gruppo di Kaguya. Egli è fermamente convinto della natura divina di questi personaggi e, a tratti, è paragonabile alla figura di Icaro. Madara desidera diventare una divinità per poter cambiare il destino del mondo ma, come accadde per il figlio di Dedalo, l'avvicinarsi troppo al suo obiettivo lo ha reso a tal punto vulnerabile da essere sopraffatto dagli avvenimenti (Icaro morì bruciandosi le ali avvicinandosi troppo al sole, Madara venne usato come involucro per la resurrezione di Kaguya).

Il secondo è Amado, capo del repato di ricerca del gruppo Kara. A differenza di Madara, lui non è legato al velo del mito, ma a quello della scienza e conoscenza. Sarà lui che, dal capitolo 44, fornirà le informazioni che stravolgeranno tutto quello che personaggi e i lettori del manga hanno sempre saputo sugli Otsutsuki. Essi, infatti, non sono delle divinità ma delle creature aliene che hanno come unico scopo quello di cibarsi dell'energia dei pianeti che invadono grazie all'ausilio dell'Albero divino e dei suoi frutti, permettendogli di aumentare non solo i loro poteri, ma anche la loro longevità. Inoltre, aggiunge, che essi non sono altro che creature parassite che, attraverso il segno maledetto denominato Karma, rilasciano un backup del proprio corredo genetico che si andrà a sostituire a quello della vittima, permettendogli così di rinascere e sconfiggere la morte.

L'unico modo per eliminarli è quello di distruggere o non permettere di impiantare il loro segno. Questo principio si sposa con il concetto di reincarnazione induista: infatti il Karma è un elemento fondamentale affinché l'Ootsutsuki possa tornare a nuova vita, così come per la religione indù la forma dell'essere vivente che andranno a prendere: più azioni buone sono state compiute, più la loro condizione migliora.

Amado, analogamente, può essere accostato alla figura di Prometeo della mitologia greca. Egli, grazie al suo sacrificio, decide di donare ai protagonisti il fuoco della conoscenza, distruggendo il velo d'ignoranza che aleggiava su di loro. Madara e Amado, infine, rappresentano il passaggio filosofico Il passaggio dal Mito, rappresentazione fantastica e poetica della realtà, al Logos, discorso razionale sulle cose, segna l'inizio della speculazione filosofica greca, da cui prenderà l'avvio tutto il pensiero occidentale.