Burn the Witch: la prima stagione del manga, il ritorno di Kubo dopo Bleach

Dopo anni di pausa, Tite Kubo è tornato su Weekly Shonen Jump col progetto Burn the Witch e una formula particolare.

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Tite Kubo ha fatto la storia di Weekly Shonen Jump. Nonostante la conclusione non brillante di Bleach, il mangaka è stato in grado di creare un mondo e dei personaggi che ancora oggi riverberano tra le icone del mondo di anime e manga. Ben 74 i volumi con oltre 700 capitoli realizzati nell'arco di 15 anni, che hanno portato il mangaka nell'olimpo di Shueisha.

Dopo la pausa degli ultimi anni, intramezzata esclusivamente da un capitolo autoconclusivo intitolato Burn the Witch, il mangaka è tornato al lavoro e a rivelarlo è stata proprio la casa editrice durante un evento tenutosi a marzo. Il nuovo lavoro è proprio Burn the Witch, con una storia successiva a quella del oneshot e che sarebbe durata poco.

Nessun timore di una cancellazione come quella subita da Kishimoto con Samurai 8: La Leggenda di Hachimaru quindi, dato che il progetto era per sua natura una miniserie destinata a finire subito. Dopo mesi di attesa, la rivista ha pubblicato i quattro capitoli di Burn the Witch, inizialmente annunciati come unici ma che in realtà hanno svelato una bella sorpresa per i fan.

Una storia di draghi e streghe

Il mondo presentato in Burn the Witch è quello che già conosciamo grazie al capitolo autoconclusivo del 2018: due streghe, Ninny Spangcole e Noel Niihashi, devono affrontare le creature di una Londra Inversa conosciute come draghi, mentre nella Londra reale cercano di vivere tranquillamente evitando gli ammiratori e i curiosi.

Dopo l'ultima storia però alle due si è aggiunto Balgo, un ragazzo che rischia di essere un pericolo a causa della sua capacità di attirare draghi. Noioso e fissato con Noel fino all'inverosimile, Balgo è accompagnato sempre dal drago cagnolino Osushi e finirà in breve tempo nel mirino di un drago che le due streghe devono sbrigarsi a uccidere.

Il tutto mentre il ragazzo viene tenuto sotto stretta osservazione dall'élite delle streghe, il gruppo chiamato Top of Horns. Balgo rischia davvero di portare il caos a Londra Inversa ed è per questo che i capi decidono la sua eliminazione.

Una miniserie che non è una miniserie

Partiamo da un punto: Burn the Witch era stato annunciato come una miniserie di quattro capitoli. Questa notizia, che è stata più volte confermata da Shueisha, aveva fatto intendere che il manga sarebbe stato breve, 5 o 6 capitoli al massimo, e poi raccolto in un volume unico. Tite Kubo addirittura affermò davanti ai fan che mentre la serie sarebbe stata pubblicata su Weekly Shonen Jump lui sarebbe stato intento a giocare ad Animal Crossing.

Eppure qualche scelta deve essere cambiata nel corso degli ultimi mesi, a meno che Shueisha e Kubo non abbiano solo deciso di tastare il parere del pubblico: fin dal primo capitolo, d'altronde, è abbastanza palese che in Burn the Witch c'era troppa carne al fuoco per terminare con soli 4 capitoli. Oltre la storia di Balgo, l'opera presenta ben 9 personaggi da sviluppare e misteri da svelare, oltre quelli già esistenti che abbiamo conosciuto nel 2018. Troppi per una storia così breve: la direzione presa dalla trama con i capitoli 2 e 3, inoltre, ha reso ancora più palese l'impossibilità di concludere il tutto così presto.

Per questo non giunge inaspettata la notizia di un allungamento, che porta anche una nuova formula su Weekly Shonen Jump: Burn the Witch sarà pubblicato a stagioni, e quella appena conclusasi era la prima. Tite Kubo tornerà tra qualche mese con un altro set di capitoli e un altro volume, spiegando anche perché c'era quello strano "1" al fianco del nome del tankobon nei cataloghi. Questo ci consente di rileggere Burn the Witch in un'altra ottica e di sicuro ad apprezzare di più i suoi contenuti. Infatti la caratterizzazione di Noel, Ninny e Balgo in primis, ma anche quella delle altre figure che già promettono bene come Banks Jr e i Top of Horns, è stata soltanto scalfita. Anche la storia si concede ad alcuni elementi che ci fanno capire che ci saranno in tutto, forse, sette stagioni, ognuna per un Marchens, i draghi mitici che sicuramente saranno al centro delle prossime vicende.

Kubo è apparentemente riuscito a creare un mondo interessante, anche se per ora non troppo profondo, alternando ottimi momenti ad altri meno riusciti. L'apparizione del Marchen Cinderella ad esempio è troppo repentina, con una spiegazione rapida e una dipartita altrettanto veloce, mentre avrebbe sicuramente necessitato di più attenzione. In pratica, pur avendo avuto 160 pagine a disposizione, l'autore di Bleach non è riuscito a equilibrare a dovere tutti gli elementi del racconto.

Nel complesso, questa prima stagione di Burn the Witch si è distinta positivamente ma senza eccellere. I disegni di Tite Kubo sono sempre uno spettacolo da vedere sia nelle scene più quiete che in quelle di azione intensa, con una regia sempre precisa e con un'azione perfettamente leggibile.

I primi quattro capitoli sono tuttavia solo un antipasto di ciò che verrà negli anni futuri e non possiamo far altro che aspettarci un'opera degna da un mangaka che, nonostante un finale sottotono, ha regalato a tanti lettori una delle opere battle shonen più celebri degli ultimi decenni.