Captain Tsubasa: analisi episodio 2, la prima sfida tra Holly e Benji!

Tsubasa contro Genzo, una sfida destinata a diventare leggenda che si gioca sotto gli occhi di un un esperto campione.

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Per gli appassionati di Holly e Benji, attendere un nuovo episodio dell'anime di Captain Tsubasa è un po' come aspettare la partita di calcio domenicale. Una sfida imperdibile, un match che non può essere assolutamente saltato. L'anime remake della serie classica, ispirata al manga sportivo di Yoichi Takahashi, ci ha riportato sui campi di calcio giapponesi, a inseguire il sogno del piccolo Tsubasa Ozora di diventare un calciatore professionista. E, considerata l'abilità innata che possiede nel giocare a pallone, la sensazione è che ci riuscirà. E non solo lui: Genzo Wakabayashi, un portiere destinato a entrare a sua volta nella storia, si prepara a sfidarlo!

Volare sempre più in alto

Intitolato "Sta volando!" - in contrapposizione a "Spicca il Volo", titolo dell'episodio pilota della nuova serie animata di David Production - l'episodio 2 di Captain Tsubasa - Holly e Benji ci ha portato nel vivo di una sfida accesissima tra Tsubasa Ozora e Genzo Wakabayashi, i due protagonisti dell'opera meglio noti come Oliver Hutton (Holly) e Benjamin Price (Benji). Sotto gli occhi increduli di Ryo Ishizaki, di Genzo stesso e del suo tutore, Tsubasa ha dato prova dell'incredibile forza dei suoi calci e non vede l'ora di sfidare il portiere, capitano della squadra di una delle scuole locali. Stupefatto, ma anche un po' innervosito, Wakabayashi afferma che accetterà la sfida uno contro uno soltanto se Holly riuscirà a dribblare i suoi compagni di squadra. Detto fatto, palla al centro: Tsubasa si prepara alla sfida, sotto lo sguardo preoccupato del tutore di Wakabayashi e del suo nuovo amico Ryo, ma anche di un misterioso individuo mezzo ubriaco e dalla pelle scura, che osserva da diversi minuti le mosse dei due piccoli, aspiranti calciatori. La sfida inizia e, sulle note di un accompagnamento musicale decisamente calzante, oltre che orecchiabile, il nostro fuoriclasse riesce a dribblare ognuno dei suoi avversari: veroniche, tunnel, biciclette e quant'altro, numeri da vero campione e decisamente fuori scala per un bambino di appena dieci anni.

In breve tempo Tsubasa si ritrova di fronte a Genzo e si prepara a calciare il tiro decisivo: l'abile portiere riesce a colpire la palla per un soffio, ma non evita che la sfera prosegua nella sua traiettoria, anche se leggermente deviata dal contatto con i guantoni. In una serie di inquadrature classiche, con una visuale distorta che conferisce al pallone le iconiche sembianze ovali, la sfera finisce con il colpire l'incrocio dei pali e finire a bordo campo. Ma, come fa notare lo strano individuo dalla pelle scura, il pallone è ancora in gioco: l'uomo serve un assist a Tsubasa, che vola in alto insieme a Wakabayashi per colpire la palla con la testa e segnare l'agognato gol. Volando più in alto del suo avversario, il protagonista infine ci riesce.

La strada verso il successo

Infuriato per la sconfitta subita, Genzo propone a Tsubasa di sfidarsi nuovamente, questa volta in una partita seria. In seguito, Ryo gli spiega di appartenere alla squadra della scuola elementare Nankatsu, rivale storica e acerrima del team della scuola Shutetsu, del quale Genzo e i suoi compagni sono membri rappresentativi. Ishizaki spiega al piccolo Ozora che la rivalità tra le due scuole è tale che gli studenti non fanno altro che aspettare il torneo tra le scuole, durante il quale le squadre si affrontano senza esclusione di colpi. Ryo propone a Tsubasa di entrare nella squadra della scuola Nankatsu, in modo da poter sfidare Genzo e i suoi della Shutetsu, ed è a questo punto che subentra il losco figuro: si tratta di Roberto Hongo, centravanti e fuoriclasse della nazionale brasiliana che, a quanto pare, conosce bene il padre di Tsubasa ed era giunto in Giappone proprio per scovare il giovane talento.

Hongo si offre di allenare i ragazzi della Nankatsu dando prova della sua abilità, calciando il pallone contro la traversa per farlo rimbalzare, per poi compiere un balzo poderoso e colpire in rovesciata la sfera, che non solo finisce in rete con violenza ma finisce addirittura per sfondarla. Il resto dell'episodio vedrà Tsubasa tentare la stessa mossa sotto gli occhi sempre più stupefatti di Roberto e Ryo e, al termine di un pomeriggio estenuante di allenamento, riesce a eseguire - seppur in maniera rudimentale - la tecnica.

Tsubasa Ozora è decisamente pronto per essere allenato dal campione brasiliano e unirsi alla sua prima squadra di calcio dilettantistico. Il calcio giapponese si prepara a vivere una vera e propria rivoluzione. Captain Tsubasa prosegue sul binario della nostalgia e delle emozioni, facendoci vivere in ogni episodio i sogni e le speranze del piccolo protagonista, infarcendo il tutto di elementi moderni ma senza dimenticare il classicismo: disegni, animazioni e character design rispecchiano le ottime sensazioni suscitate dall'episodio pilota della settimana scorsa, così come anche l'accompagnamento sonoro e, in generale, il comparto artistico risultano di livello più che gradevole. La storia di formazione di Tsubasa viene narrata tassello dopo tassello, con lentezza certo, ma anche con costanza e freschezza, rendendo il remake di Holly e Benji un prodotto piacevole e innovativo da guardare anche per i veterani della serie.

Holly e Benji - Captain Tsubasa Prosegue, con lentezza ma anche con costanza, la strada di Tsubasa verso il successo. Il racconto di formazione del protagonista viene rappresentato dallo staff di David Production nel segno della modernità ma senza dimenticare di strizzare l'occhio al passato: ne sono riprova le inquadrature distorte che conferiscono, ancora oggi, l'iconica forma ovale al pallone scagliato con forza e che percorre i metri del campo di calcio con una velocità e una violenza inaudite. È ottimo, come sempre, il comparto artistico di questo secondo episodio, tra disegni di pregevole fattura (che non tradiscono il character design originale) e musiche di accompagnamento di ottimo livello.