City Hunter: storia e successo di una serie cult

City Hunter è il manga di maggior successo di Tsukasa Hojo. Scopriamo le origini di un franchise che ha fatto la storia del fumetto giapponese.

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Gli anni '80 sono stati un periodo d'oro per Weekly Shonen Jump. In quel decennio, la celebre rivista per ragazzi ha ospitato sulle sue pagine serie che hanno fatto la storia del fumetto giapponese mainstream, imponendosi come dei veri e propri classici imprescindibili per qualunque appassionato ed influenzando profondamente lo stile dei futuri autori shonen. Fra questi manga cult, uno dei più noti al pubblico italiano è senza dubbio City Hunter, nato dalla penna di Tsukasa Hojo.

In occasione dell'arrivo su Netflix e su Prime Video di alcuni film, fra cui il recente City Hunter: Private Eyes (leggi qui la nostra recensione di City Hunter Private Eyes), nella speranza che possa giungere presto il turno delle serie animate, ripercorriamo la storia e l'evoluzione di un franchise di grande successo che merita di essere scoperto (e riscoperto) dal pubblico contemporaneo.

Uno "spazzino" su Shonen Jump

Nel 1985 Tsukasa Hojo, reduce dalla popolarità della sua opera prima Cat's Eye - Occhi di Gatto, inizia su Weekly Shonen Jump la serializzazione di un nuovo manga intitolato City Hunter. Il titolo è destinato a bissare e addirittura superare il successo del precedente lavoro. Con oltre 35 milioni di copie infatti City Hunter è uno dei fumetti più venduti di sempre dell'editore Shueisha. La serie andrà avanti fino al 1991, per un totale di 35 volumi tankobon pubblicati. I motivi di questo trionfo risiedono in un perfetto di mix di azione, avventura, commedia e humour, condito da qualche momento più serio e drammatico e da un fanservice mai troppo invasivo. City Hunter non segue una trama ben definita ed è caratterizzato da un racconto di natura episodica, con casi isolati e autocontenuti attraverso i quali il mangaka approfondisce il passato e le relazioni dei personaggi. Proprio questi ultimi rappresentano il vero fiore all'occhiello della serie.

I protagonisti sono la coppia Ryo Saeba e Kaori Makimura, due detective membri di City Hunter, un'agenzia che agisce nell'ombra e che si occupa di risolvere problemi come investigatore privato o come guardia del corpo.

Lasciando come messaggio la scritta XYZ su una lavagna nella stazione di Shinjuku, chiunque può contattarli e chiedere il loro aiuto. Il mattatore indiscusso della serie è Ryo Saeba, lo sweeper (spazzino) di Tokyo che, nonostante l'età adulta, presenta numerosi tratti che lo hanno reso immediatamente popolare fra i giovani lettori di Jump, e non solo. Ryo è un tiratore infallibile, un esperto nel combattimento corpo a corpo e un eccellente pilota, possiede riflessi quasi sovrumani ed è dotato di un intuito sopraffino, grazie al quale riesce a percepire e prevedere un immediato pericolo. Il suo passato misterioso verrà piano piano messo alla luce nel corso dei capitoli. L'unica, apparente debolezza del protagonista sono le donne. Il buon Ryo è infatti un allupato di prima categoria che non perde tempo a fare il cascamorto dietro a qualsiasi bella ragazza, e che impazzisce alla sola vista di reggiseni e mutandine.

A fare da contraltare a questo personaggio eccentrico c'è la sua partner Kaori Makimura. Entrata nell'agenzia a seguito della morte del suo fratello adottivo Hideyuki, Kaori è una donna sensibile e altruista, molto attraente nonostante il look e i modi mascolini, ma al tempo stesso un po' permalosa e istintiva.

Non saranno poche le volte in cui si scaglierà violentemente contro Ryo con enormi martelli di peso variabile (di solito 100 o 250 tonnellate), mettendolo in riga per il suo comportamento da pervertito e irresponsabile. Nonostante ciò, la bella Kaori è innamorata del suo compagno d'avventure ma non riesce a confessargli i suoi sentimenti.

Il resto del cast di City Hunter si caratterizza per la presenza di alcuni comprimari ricorrenti, carismatici quanto la coppia di protagonisti. Fra questi non possiamo non citare Hayato Ijuin, noto soprattutto con i soprannomi Falcon e Umibozu, un energumeno alto e imponente ma dall'animo gentile e innamorato dell'orfana di guerra Miki, da lui adottata e cresciuta.

O ancora Saeko Nogami, bella e seducente detective della polizia, molto intelligente e potente alleata di Ryo in più occasioni, sebbene spesso si limiti a sfruttarlo per risolvere i suoi casi, promettendogli ogni volta con l'inganno rapporti sessuali.

Tutti questi elementi rendono City Hunter un manga che qualunque appassionato dovrebbe provare a leggere almeno una volta nella sua vita. Una serie che - al netto di un umorismo che a molti potrebbe apparire datato - mantiene tuttora la sua incredibile freschezza, regalando al lettore un racconto leggero e spensierato ma anche appassionante e adrenalinico, dove si ride e si piange al tempo stesso.

Il tutto condito dai meravigliosi disegni di Hojo, che mostrano un deciso miglioramento nel corso dei volumi e che brillano nel dinamismo e nella rappresentazione sensuale dei personaggi femminili, con tavole che hanno fatto scuola nel mondo del fumetto d'azione giapponese.

Le serie animate e l'approdo in Italia

Visto l'immediato successo dell'opera, era inevitabile l'arrivo di un adattamento animato. Suddiviso in quattro stagioni andate in onda sulla TV giapponese dal 1987 al 1991, l'anime di City Hunter conta 140 episodi totali prodotti dallo studio Sunrise e diretti dal regista veterano Kenji Kodama, e vede i character designer Sachiko Kamimura e Hiroshi Kamishina occuparsi del (non facile) compito di portare su schermo gli espressivi disegni di Tsukasa Hojo. La serie adatta, anche se non per intero, la storia del manga riempiendola con un discreto numero di filler, e vede il suo apice nella seconda stagione, la migliore a detta di pubblico e critica. La storia editoriale dell'anime di City Hunter nel nostro paese è ricca di retroscena e curiosità, e ha visto il passaggio di differenti editori nel corso degli anni.

Riassumendo, a inizio anni '90 il gruppo Fininvest, responsabile del successo in Italia della precedente opera di Hojo Occhi di Gatto, acquista i diritti delle prime due stagioni, ma presto si accorge che l'opera è poco adatta alla trasmissione su Italia 1, l'emittente scelto all'epoca.

Rimasto inedito per anni, l'anime viene infine dirottato su Italia 7 a partire dal gennaio del 1997, con alcune modifiche per alleggerirne il contenuto e con l'occidentalizzazione di tutti i nomi - Ryo diventa semplicemente Hunter, mentre Kaori assume il nome di Kreta Mancinelli - una costante negli adattamenti di quel periodo.

Le ultime due serie animate vengono invece acquistate da Dynamic Italia, che pubblica rispettivamente nel 1998 e nel 2000 le VHS della terza e quarta stagione, con un cast di doppiatori completamente diverso e con un adattamento più fedele all'originale.

A metà anni 2000 i diritti dell'intera serie animata passano a Dynit (ex-Dynamic Italia), che oltre a un edizione in DVD per il mercato home video decide di trasmetterla su MTV Italia a partire dall'ottobre del 2004, facendola così scoprire a una nuova generazione di giovani appassionati.

L'anime viene poi riproposto anche su altri canali (come i defunti GXT, Cultoon e Man-Ga), e negli ultimi anni i diritti sono tornati in mano a Yamato Video, che ha portato la serie su Italia 2 a partire da settembre 2020. La spinta decisiva alla trasmissione dell'anime nel nostro paese è probabilmente quella dovuta all'edizione italiana del manga, che arriva in edicola a partire dal gennaio del 1996 grazie a Star Comics con un'impaginazione differente rispetto a quella giapponese (i volumi totali sono infatti 39). Nel 2010 i diritti passano a Panini Comics che ripubblica per intero City Hunter in una nuova edizione in 32 volumi di grande formato, la Complete Edition, che si rifà alla Kanzenban giapponese. Ultima curiosità in merito al rapporto che lega il manga al nostro paese: nel 2018 l'autore Tsukasa Hojo è stato ospite dell'edizione XXIII del Romics, prima visita ufficiale del mangaka in Italia.

Un franchise ampio e variegato

Oltre alla serie principale, il franchise conta numerosi spinoff animati. Abbiamo i due lungometraggi cinematografici Amore, destino e una 357 Magnum (1989) e City Hunter: Private Eyes (2019); i due OAV Guerra al Bay City Hotel e Un complotto da un milione di dollari, entrambi usciti nel 1990 e disponibili in streaming su Amazon Prime Video; e i tre special televisivi Servizi segreti (1996), La rosa nera (1997) e Arrestate Ryo Saeba! (1999).

Un altro spinoff degno di menzione è ovviamente Angel Heart. Nel 2001 Tsukasa Hojo, spinto dal successo che la sua opera più famosa stava ancora avendo in quegli anni, decide di tornare nel mondo di City Hunter dando vita a un nuovo manga intitolato Angel Heart, disponibile nel nostro paese grazie a Panini Comics.

L'opera, serializzata sulle riviste Weekly Comic Bunch e Monthly Comic Zenon dell'editore Coamix e conclusasi nel 2017, è una sorta di sequel spinoff ambientato in un universo alternativo. Ritroviamo vecchie conoscenze come Ryo, Umibozu e Saeko e nuovi personaggi come la protagonista Li Shan In, ma la serie è ritenuta (quasi) all'unanimità nettamente inferiore rispetto all'originale da cui trae ispirazione.

Il lungometraggio City Hunter: Private Eyes, uscito nel 2019, è l'ultimo prodotto di questo longevo franchise. Realizzato sempre dallo studio Sunrise, il film è stato distribuito al cinema nel nostro paese come evento speciale da Dynit e Nexo Digital, e lo si può trovare in streaming su Netflix e Prime Video. Per saperne di più, leggete la nostra recensione di City Hunter: Private Eyes.

Vedremo in futuro altre opere ambientate nell'universo di Ryo Saeba e soci? Solo il tempo potrà dircelo, ma l'arrivo di nuove serie da parte dell'autore Tsukasa Hojo appare sempre più improbabile visto che, per via della sua età (61 anni), potrebbe avere deciso di appendere il pennino al chiodo. Quello che è sicuro è che City Hunter, a 35 anni dalla sua prima apparizione, è un classico senza tempo che continua a divertire il pubblico di appassionati, sia in versione cartacea che animata.