Da Dragon Ball Super alla prima serie: i migliori cattivi dell'opera di Toriyama

Su Italia 1, Dragon Ball Super ha recentemente fatto esordire Zamasu: un villain impareggiabile con quelli dell'opera classica...

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A fare grande una storia, si sa, è quasi sempre più un buon cattivo che un eroe degno di questo nome. Quando l'antagonista presenta carisma, motivazioni e potere a sufficienza da scuotere e ribaltare costantemente le forze in gioco, quest'ultimo entra prepotentemente nel cuore dei fan di un franchise a prescindere dalla malvagità delle proprie azioni. Vale per ogni opera, dal cinema ai videogiochi, dalla televisione ai romanzi, passando ovviamente per il mondo dell'intrattenimento giapponese. Un mondo in cui, per il genere shonen, Dragon Ball è capostipite e sensei incontrastato. L'opera di Akira Toriyama ha sfoderato cattivi rimasti per sempre nella storia: nemesi senza tempo, che ancora oggi riescono a far impallidire il parco di villain moderni che le versioni più recenti del medesimo franchise propongono. Ci riferiamo proprio a Dragon Ball Super, che nell'arco narrativo di Future Trunks sfodera finalmente il primo, vero cattivo inedito della serie: Beerus, alla fine, si è rivelato tutt'altro che un antagonista, Freezer era un nemico già noto e i guerrieri dell'Universo 6, a parte il perfido Frost, non hanno mai minacciato davvero l'incolumità della pace. Ci riferiamo, quindi, al duo composto da Black e Zamasu, amati e idolatrati dal fandom di Super quasi come se fossero i villain definitivi. Noi, in fondo, pensiamo che non sia così e che i cattivoni che Goku, Gohan e compagni hanno dovuto sgominare nelle due serie classiche imbastite da Akira Toriyama non abbiano alcun eguale nelle sue espressioni successive.

Il Red Ribbon

Tralasciando i primi, fiabeschi avversari del piccolo Goku - come ad esempio Pilaf o lo stesso Yamcha, che in origine era un predone - l'esercito del Red Ribbon è la prima vera sfida mortale cui viene messo di fronte il protagonista nei suoi primi passi nel mondo delle arti marziali. In tutta la prima fase dell'opera di Akira Toriyama il plot generale ha ruotato attorno alla costante ricerca delle sette Sfere (e se Giorgio Vanni cantava "combatti per trovare il Drago", forse, un motivo ci sarà...) e, dopo averle cercate in lungo e in largo in compagnia della fida Bulma, incontrando l'ostilità del minuto tiranno, il nostro eroe incappa nelle macchinazioni del Red Ribbon.

Guidati dallo spietato generale Red, questo gruppo armato ha contrapposto a Goku i più svariati avversari, rendendolo protagonista di battaglie e avventure interessanti: dai generali White e Blue, passando per il micidiale Toabaibai fino al perfido Red, il leader dell'esercito, senza contare gli innumerevoli scagnozzi (o anche alleati) che il fortissimo bimbo con la coda ha dovuto affrontare. I vari nemici incontrati in questo lungo arco narrativo hanno inoltre permesso all'opera sia di mostrarci interessanti e buffi crossover - ad esempio utilizzando il villaggio di Arale, altro celebre personaggio creato da Toriyama, come scenario di uno dei tanti scontri tra Son Goku e Blue - ma anche di gettare le basi per qualche risvolto futuro: l'incontro con Taobaibai determinerà l'ascesa di Goku lungo l'altissimo obelisco che lo porterà a incontrare Karin (conosciuto in Italia come Balzar, il gatto che vive sotto il palazzo del Supremo), colui che ci farà conoscere i prodigiosi e preziosi fagioli Senzu e che svelerà a Goku l'esistenza di Dio, situato proprio sopra la sua abitazione. L'importanza del Red Ribbon, sia per lunghezza della saga in questione che per pericolosità dei nemici proposti, ma anche per le basi narrative gettate per il futuro dell'opera, è cruciale; il culmine di queste storie esploderà soltanto molti anni dopo, con l'avvento degli Androidi generati proprio per permettere al Red Ribbon di vendicarsi dell'artefice della sua caduta: il nostro Son-Kun.

Il Grande Mago Piccolo

Ma è con il Grande Mago Piccolo, giunto sul finire della prima parte del manga di Dragon Ball (che segna il passaggio di Goku dall'infanzia all'età adulta, o che se vogliamo sancisce la svolta dell'anime da Dragon Ball a Dragon Ball Z), che l'opera di Akira Toriyama riceve il suo primo, vero, grande villain. Il demone palesa la sua esistenza sul finire del secondo Torneo Tenkaichi a cui hanno partecipato Goku e i suoi amici. Si tratta, a nostro parere, della prima svolta drammatica nell'opera che determina una morte decisamente prestigiosa: quella di Crilin (la prima di una serie più o meno lunga...), amico inseparabile del protagonista. Piccolo metterà Goku di fronte a prove inimmaginabili, determinando la sua prima caduta (fisica e morale), dalla quale il nostro eroe riuscirà a rialzarsi e, sfruttando un potere miracoloso, ad affrontare il malvagio ad armi pari.

La saga del Grande Mago Piccolo segna anche un cambiamento decisamente più maturo per il racconto di Toriyama, in cui la morte di diversi protagonisti mette seriamente in dubbio l'incolumità dei personaggi, permettendo alla storia di "staccarsi" da quella dimensione fiabesca e intrisa di avventura concentrandosi definitivamente sulla natura puramente shonen di Dragon Ball. Piccolo è il super cattivo da sconfiggere, quello insuperabile e micidiale, la cui caduta può essere determinata soltanto da uno sforzo estremo da parte del protagonista: la morte del villain determinerà la genesi di suo figlio, appunto Piccolo (magari qualcuno preferirà chiamarlo Junior), che da nemico giurato di Goku si trasformerà, nel corso della seconda parte dell'opera, in uno dei suoi più grandi alleati.

Freezer

Raddish, Nappa, Vegeta. Dodoria e Zarbon. Guldo, Rekoom, Burter, Jeeth e Ginew. Una sfilza di cattivi, antagonisti, futuri rivali, ostacoli, pedine nelle mani del primo, grande villain di Dragon Ball Z: lord Freezer, il tiranno galattico, il genocida e l'artefice dell'estinzione dei Saiyan.

Freezer è universalmente riconosciuto come la miglior nemesi di tutta l'opera di Akira Toriyama e la saga ambientata su Namecc come la più avvincente, completa e genuina, culminata con la solenne trasformazione di Goku in Super Saiyan - probabilmente il momento più importante e catartico della serie, soprattutto per gli sviluppi futuri del personaggio e dei suoi comprimari, oltre che della drammatica e devastante morte del povero Crilin.

Non è un caso se Toriyama e soci abbiano deciso di farlo tornare in Dragon Ball Super, dapprima come grigio antagonista in un arco narrativo piuttosto opaco e in seguito come prezioso alleato durante il Torneo del Potere - una saga che ha determinato la lenta ma decisa risalita qualitativa dell'anime in corso dal 2015. Freezer è il cattivo più importante e carismatico di Dragon Ball perché la sua razza è antitesi giurata dei Saiyan, i guerrieri il cui orgoglio e la voglia di combattere rappresentano il fulcro della storia di Goku e dei suoi amici: è un personaggio a cui è legato il filo conduttore del nostro eroe, il cui padre (Bardack) a sua volta sfidò il tiranno cercando di fermare il genocidio Saiyan, ed è il villain maggiormente ossessionato dai guerrieri dalla chioma dorata. Abbiamo visto anche come la sua famiglia, dai personaggi non canonici a quelli più buffi, abbia da sempre condotto una battaglia personale contro i guerrieri del pianeta Vegeta: e chissà che il suo ruolo, nell'attuale saga del Torneo del Potere di Dragon Ball Super, non possa ergersi ulteriormente ad antagonista indiscusso dei Super Saiyan Blue...

Cell

La Saga degli Androidi rappresenta uno spartiacque piuttosto importante, sotto molteplici aspetti. La deriva del racconto - tra viaggi nel tempo, cyborg imbattibili e mostruosi androidi creati in laboratorio con le cellule dei Guerrieri Z - prende una piega piacevolmente sci-fi e futuristica, salvo poi tornare sui binari maggiormente incentrati sui combattimenti in stile shonen nella sua seconda parte. Cell rappresenta il culmine di una delle prime avventure di Goku, il già citato Red Ribbon, poiché fu uno scienziato sopravvissuto dell'organizzazione a covare per anni un piano segreto per vendicarsi del nostro eroe, costruendo i cyborg che hanno raso al suolo il mondo nel futuro di Trunks e portando alla nascita del mostruoso essere in grado di assorbire gli altri esseri viventi.

Ma la Saga degli Androidi rappresenta anche una definitiva maturità per l'opera, capace ormai di accantonare Son Goku(o, perlomeno, di metterlo in ombra) per concentrare l'azione sugli altri, carismatici eroi che difendono la Terra insieme a Kakaroth: si traduce nel riscatto di Vegeta, che per un attimo riesce a eguagliare le abilità del suo rivale sfoderando più di una forma del Super Saiyan, è la consapevolezza che i guerrieri dorati possono proliferare in presenza di un cuore puro e di una forte emotività (ma anche delle Cellule S...), ma soprattutto è il coraggio di dire addio al suo iconico e leggendario protagonista con lo storico e toccante sacrificio al termine del Cell Game.

Una scelta necessaria da parte dell'eroe, figlia di una situazione diventata inaspettatamente critica e della tracotanza del suo giovane e potente figlio. Un passaggio di testimone, da Goku a suo figlio Gohan, in parte poi sdoganato dai noti eventi dell'arco narrativo finale di Majin Bu, in cui lo script torna a evidenziare quanto in fondo la figura di Goku sia fondamentale, un mito al di fuori del tempo. Ciò non toglie che, in corso d'opera, l'idea di dover dire addio a Goku è stata una scelta ardua e coerente da parte dell'autore, un gesto che permetterà al personaggio di Son Gohan di sbocciare in tutto il suo splendore anche nella sua versione adulta.

Majin Bu

E arriviamo all'arco finale di Dragon Ball, con le vicende legate ai vari Majin Bu che i nostri protagonisti (dapprima con Goku, poi senza, e infine di nuovo con il nostro Super Saiyan più valoroso) sono costretti ad affrontare. La saga del perfido demone rosa rappresenta, da un punto di vista stilistico e dei temi narrativi, una summa di quanto letto nelle decine di volumi dell'opera di Toriyama: una sorta di "best of", che riesce a convogliare i toni scanzonati e comici della prima serie con quelli più seriosi e "violenti" dello Z. Majin Bu è senza dubbio il nemico più temibile e potente di tutta l'opera classica del sensei nipponico, ma si rende anche protagonista di una serie di gag comiche che costituiscono alcuni momenti cardine dell'arco narrativo.

Come dimenticare il rocambolesco duello con Gotenks, una vera e propria parodia di un classico scontro shonen grazie alla simpatia dei due attori in campo? Oppure, vogliamo ricordare la battaglia finale tra Goku Super Saiyan 3 e Kid Bu che, nonostante la posta in gioco sia a metà tra l'epico e il drammatico, ci regala a sua volta alcuni scorci di assoluta comicità, in cui i due combattenti finiscono a scambiarsi calci, pugni e morsi senza alcun rigore logico?

Majin Bu è anche il nemico che riesce a far scattare una punta di eroismo, vero e genuino, in una macchietta come Mister Satan, ma è soprattutto la minaccia che mette a nudo la psicologia di Vegeta in più occasioni: vero e proprio capolavoro partorito dalla penna di Toriyama, il personaggio del principe dei Saiyan mette più volte da parte il suo orgoglio, arrivando a compiere gesti incredibili come sacrificarsi, fondersi con il suo rivale più odiato o addirittura ammettere clamorosamente che Goku sarà sempre e comunque il numero uno, in una serie di scene memorabili che meritano di essere annoverate come le più significative e intense di tutto il manga. Abbiamo scelto di suddividere il parco di cattivi dell'opera di Akira Toriyama in queste cinque macro-sezioni, nonostante il "roster" di antagonisti di Dragon Ball sia ancora più vasto, seppur composto da nemici minori che hanno solo fatto da contorno o preludio agli archi narrativi in questione.

Nemesi, a nostro parere, che finora rimangono inarrivabili anche per i recentissimi episodi di Dragon Ball Super: Il Red Ribbon, Piccolo, ma soprattutto Freezer, Cell e Majin Bu sono entrati di diritto nell'immaginario popolare e nella cultura pop di tutti gli appassionati al genere. Sono personaggi che, nonostante il tempo passi inesorabilmente, continuano a popolare i ricordi dei protagonisti e moltissime espressioni mediali del franchise: antagonisti che, chi per un motivo e chi per un altro, rappresentano il culmine, il punto di svolta, la crescita o la definitiva maturità per Goku e le sue incredibili e leggendarie avventure. Emozioni fortissime, che hanno accompagnato più di una generazione negli ultimi trent'anni di messa in onda, derivate da momenti ben più travolgenti di una Kamehameha Padre-Figlio... figuriamoci di un Kaioshin perfido e immortale o di una versione oscura del buon Kakaroth.