Da Slam Dunk a Evangelion: i peggiori doppiaggi italiani negli anime

Vediamo in quali occasioni l'eccellenza del doppiaggio italiano è stata messa in dubbio da adattamenti controversi e cast non all'altezza.

Da Slam Dunk a Evangelion: i peggiori doppiaggi italiani negli anime
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Con la recente ripartenza del doppiaggio di Naruto Shippuden e ONE PIECE e l'uscita di Bleach su Prime Video, per la prima volta interpretato da voci italiane, il settore sembra aver subito una decisa spinta. L'ottimo lavoro fatto con la prima stagione dell'anime dello Studio Pierrot conferma nuovamente (se mai ce ne fosse bisogno) la qualità del doppiaggio italiano negli anime, capace ancora una volta di rendere al meglio personaggi e situazioni, di sostenere il difficile confronto con le versioni originali. Nonostante l'indubbia bravura dei doppiatori nostrani, non è raro vedere i fan insorgere per il lavoro dei cast e per i presunti adattamenti inadeguati dei alcuni studi. Fa ancora discutere la polemica sul ridoppiaggio di Neon Genesis Evangelion (originariamente curato da Dynamic Italia), riproposto da Netflix con due adattamenti differenti, l'ultimo dettato dalla volontà di placare l'ira dei fan e regalarci, infine, un adattamento appropriato per il capolavoro di Hideaki Anno. Ma la controversia riguardante l'anime degli anni 90' è solo l'ultimo tra i numerosi reclami da parte degli appassionati cultori della fedeltà all'originale. Tra nomi mal pronunciati, termine dalla traduzione improbabile, voci poco azzeccate ed interpretazioni mediocri, alcuni anime, storici e non, hanno, a detta dei sostenitori, subito l'oltraggio di un adattamento qualitativamente non all'altezza. Sia la vecchia guardia che la nuova generazione di doppiatori si sono spesso ritrovate nell'occhio del ciclone per alcune prove contestate.
Ma al di là di pareri opinabili e giudizi soggettivi, tra estremisti dell'autenticità e fautori della libertà espressiva, esistono dei casi eclatanti di anime dal doppiaggio disastroso, pessimo sotto molti punti di vista, indifendibile sotto vari aspetti.

I doppiaggi amatoriali della Kazé

L'incursione della casa di distribuzione francese nel Bel paese ha lasciato ricordi tutt'altro che lieti nell'ambito del doppiaggio. Dopo alcune pubblicazioni di tutto rispetto, come i due film di Bleach (Memories of Nobody e The DiamondDust Rebellion), nonché 5 cm al secondo e La ragazza che saltava nel tempo di Mamoru Hosoda, l'azienda francese si è resa protagonista di un passo falso alquanto imbarazzante. È il caso dei doppiaggi di Viaggio verso Agartha, Black Lagoon: Roberta's Blood Trail e Mardock Scramble. Per i tre prodotti in questione la compagnia ha indebitamente affidato il lavoro allo studio francese Wantake, con doppiatori italo-francesi peraltro non-professionisti. Un suicidio produttivo in piena regola. Il film d'animazione di Makoto Shinkai (autore del più famoso Your Name) non gode, di certo, di un trattamento di riguardo per l'adattamento in lingua italiana. Non è un caso se l'opera ha poi ricevuto un secondo doppiaggio a cura della Dynit nel 2019. Ma il primo a cura del cast italo-francese non fa nulla per nascondere il livello amatoriale dell'interpretazione. Il doppiaggio non è nemmeno comparabile a un fandub appassionato e guardando la pellicola è difficile credere che un risultato di tale insufficienza possa essere stato distribuito senza riserbo. Le voci sono chiaramente manchevoli, prodotto grossolano di un tentativo maldestro di impiegare doppiatori poco preparati. Children Who Chase Lost Voices (tradotto, "I bambini che inseguono le voci perdute"), questo il titolo in inglese, ma sembra che anche agli appassionati italiani sia toccato il destino di inseguire delle voci smarrite. Lo stesso discorso vale per gli OAV di Black Lagoon, in cui il doppiaggio a cura dello studio francese raggiunge vette di memorabile assurdità. Il cast dei 5 episodi di Roberta's Blood Trail riesce clamorosamente a fare di peggio, con un doppiaggio ai limiti del parodistico. La bizzarra interpretazione dei doppiatori non può che suscitare l'ilarità degli spettatori e sfociare in una paradossale comicità involontaria. Con voci stridule e forzate, goffamente ritoccate, lo studio Watanke compie un miracolo di inadeguatezza, dando vita a un capolavoro di imperfezione per un anime apprezzato come Black Lagoon.

Il meno famoso Mardock Scramble: The First Compression, anime sulla falsa riga di Ghost in the Shell, primo di una valida trilogia cyberpunk, è l'altra vittima nota delle scelte inopportune di Kazé, chi si è occupata esclusivamente del primo capitolo dell'opera, lasciando la responsabilità ai più affidabili sottotitoli negli episodi successivi. L'interpretazione in italiano è ancora una volta pessima, seppure non raggiunga i picchi di stravaganza della serie di Sunao Katabuchi. Le vicende fantascientifiche con protagonista Rune Balot vedono perdere la loro credibilità pulp-grottesca proprio a causa di una distraente proposta vocale che danneggia la godibilità di un buon anime sci-fi.

Due casi atipici: i fenomeni Slam Dunk e Saint Seiya

Parlare del doppiaggio dell'acclamato anime cestistico e dell'epica serie sui Cavalieri dello Zodiaco è una faccenda spinosa e delicata. In entrambi i casi i doppiatori italiani hanno fatto un ottimo lavoro in termini di recitazione, offrendoci un doppiaggio indubbiamente ricco di personalità e di coraggio, capace di osare senza riserve. Le scelte di adattamento sul doppiaggio storico di Saint Seiya hanno però fatto storcere il naso ai puristi della fedeltà linguistica. A chi sostiene fortemente l'aderenza alla versione giapponese, le licenze concessesi dai due studi nella proposta tutta originale di doppiaggi "autoritari", non sono mai andate giù. Nel caso di Slam Dunk, il doppiaggio è, a seconda della scuola di pensiero, uno tra i migliori o i peggiori della storia per quanto riguarda l'adattamento dei testi. Al di là dei fan che valorizzano l'espressività e l'efficacia comunicativa della personale visione di Nicola Bartolini, sono molti i fan a criticare le scelte che si discostano ampiamente dalla versione originale. Tra il dialetto napoletano di Hanamichi Sakuragi e altre varianti locali, voci caricaturali sicuramente divertenti, il coraggioso approccio del doppiaggio di Slam Dunk osa tanto da scadere nell'esagerazione e ci offre un prodotto profondamente diverso dalla versione originale, in cerca di una migliore resa delle differenze linguistiche ma francamente azzardato.

Di Saint Seiya è, invece, il respiro epico, il linguaggio aulico da poema mitico traboccante di solennità ad insospettire gli estimatori della versione originale ripulita di ogni connotato poetico. È paradossalmente la maggiore profondità donata dal doppiaggio italiano ad essere aspramente criticata dagli appassionati che inneggiano alla contiguità con l'edizione giapponese ed esorcizzano ogni tipo di distanza dall'originale. Se si guarda alla fedeltà dell'adattamento, allora i doppiaggi di Slam Dunk e Saint Seiya sono un vero e proprio buco nell'acqua. Ma siamo sicuri che le citazioni alla Commedia dantesca e la generale epicità dell'adattamento non diano una marcia in più alla qualità complessiva del prodotto?

L'affaire Neon Genesis Evangelion

Ma restando in tema adattamenti "autonomi", ha suscitato scalpore il già menzionato Neon Genesis Evangelion, che ha inizialmente inflitto un duro colpo ai fan già in apprensione per la riuscita del ridoppiaggio. Netflix è dovuta correre ai ripari riproponendo l'anime con una nuova veste vocale, con lo stesso cast di doppiatori ma con un adattamento più consono. Il primo ridoppiaggio è figlio di una traduzione molto letterale dei testi originali, per cui il giudizio rimane ambiguo, vittima di un adattamento che cerca in maniera impacciata di tradurre fedelmente persino termini da lasciare immutati, tra "stati di furia", "apostoli" e "unità prima".

L'adattamento diretto da Gualtiero Cannarsi (già curatore dei dialoghi della versione Dynamic) avanza una complessità improbabile, snaturando inevitabilmente la semantica del mondo di Evangelion e proponendo frasi dalla sintassi ingarbugliata, di difficile comprensione. I doppiatori, poi confermati per il secondo adattamento a cura di Laura Cosenza, sono comunque bravi a rendere al meglio le personalità dei protagonisti, a prestare la voce a Shinji, Misato, Asuka e gli altri. Difficile, dunque trovare un doppiaggio di cattiva qualità nel panorama nostrano, con la scuola italiana sempre pronta a sfornare talenti nel campo e voci abili a tal punto da diventare iconiche, di imporsi come alternativa concreta alla lingua originale e persino di essere preferite alle voci giapponesi in molti casi. Le controversie elencate costituiscono un unicum nel settore, divertenti casi di doppiaggio inascoltabile o di adattamento con fin troppa indipendenza.