Death Note torna dopo 14 anni: cosa ci aspettiamo dal nuovo capitolo

Quattordici anni dopo la fine di Death Note, è stato annunciato un nuovo capitolo. Dove eravamo rimasti, ma soprattutto cosa ci aspettiamo adesso?

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Sono davvero poche le produzioni d'intrattenimento, soprattutto tra quelle giapponesi, che ci hanno spinto ad affezionarci o a vivere le avventure di un personaggio a tutti gli effetti non buono, ma tendente al malvagio. Light Yagami, protagonista di Death Note, d'altronde non può essere accostato ai buoni, nonostante i suoi moventi siano inizialmente votati al benessere della società. L'opera di Tsugumi Oba e Takeshi Obata raccontava, in quello che sembra un lontanissimo 2003, l'avventura di uno shinigami, il dio della morte Ryuk, che fa calare sulla terra un quaderno che dà pieni poteri sulla vita e sulla morte delle persone al suo possessore.

Con l'obiettivo di uccidere i criminali e mettere fine all'illegalità nel Giappone, Light Yagami, uno studente un po' nerd delle scuole superiori, figlio del capo della polizia, inizia a sfruttare il Death Note col supporto dello shinigami, raccontando una storia fatta di thriller, tensione e manipolazione, ora pronta a tornare nel capitolo speciale di Death Note in arrivo il 4 febbraio. Ecco quali sono le nostre aspettative.

La nuova era del taccuino

Il nuovo capitolo di Death Note sarà un one-shot sul quale ci sono ancora tanti dubbi, che presto verranno diradati e chiariti. Il numero 3 della rivista Jump SQ, edita in Giappone da Shueisha, vedrà Ryuk ancora una volta al centro delle sorti dell'umanità, con il suo temuto, ma allo stesso tempo anelatissimo, quaderno nero.

Ovviamente la localizzazione in italiano non avverrà immediatamente e bisognerà inizialmente accontentarsi della versione giapponese, in attesa di un adattamento. Intanto sappiamo che ovviamente lo shinigami ghiotto di mele, che aveva originariamente scelto Light come detentore del Death Note, è pronto a scegliere un nuovo possessore del quaderno sul quale è possibile annotare il nome di una persona e, conoscendone il volto, vederla morire nelle modalità indicate dallo scrittore. Dal giorno in cui, però, Light Yagami è morto sono cambiate tantissime cose, tranne la presenza di Near, che ha preso il posto dell'investigatore che si nascondeva dietro il nome di L, il vero antagonista di Light. Prima di addentrarci, però, in eventuali supposizioni, ricordiamo fin dove eravamo rimasti.

L'epopea del killer silenzioso: il finale dell'anime

Terminato lo scontro con L, l'investigatore che era stato assunto dall'Interpol per contrastare le stragi messe in pratica da Kira, il soprannome dato al proprietario del Death Note, è proprio Light Yagami ad assumere la direzione della squadra investigativa. Tramite una manipolazione nei confronti dello shinigami Rem, proprietario del diario di Misa Asame, una idol giapponese infatuata di Light, il ragazzo è riuscito a uccidere il suo acerrimo nemico, l'unico in grado di tenergli testa.

Senza più avversari in grado di mettersi contro la sua sete omicida, Light riesce a continuare a rivestire il suo ruolo di Kira per cinque anni, incontrastato, fino all'arrivo di due nuovi investigatori: Near e Mello. Il primo si muove con l'appoggio del governo e dà vita alla SPK, l'organizzazione nata con l'obiettivo specifico di terminare l'attività di Kira, oltre che a smascherarne l'identità segreta; dall'altro lato, invece, Mello si affida a delle attività criminali per debellare l'uomo che sta a tutti gli effetti mettendo la parola fine alla vita di mafiosi e persone legate ad attività illegali.

Con l'obiettivo di poter avere la meglio anche sui due, Light prova ad approfittare di un incontro tra le parti in causa per poter uccidere Near, ma quest'ultimo prevede le mosse di Kira e sostituisce il quaderno di Teru Mikami, un ammiratore dell'assassino seriale subentrato in sua sostituzione. Light, in totale stato confusionario, si rivela. Matsuda, in preda alla rabbia per aver smascherato l'uomo dietro la morte di Soichiro Yagami, il padre di Light ex capo della polizia, gli spara alla mano e poi a una spalla. Esanime, ma mosso ancora dal desiderio di salvarsi, Kira riesce ad allontanarsi dal luogo del delitto e prova a guadagnare la fuga, ma prima che possa morire per le ferite è Ryuk a scrivere il suo nome sul quaderno, così da porre fine non solo a qualsiasi tipo di sofferenza del ragazzo, ma anche al più longevo e fruttuoso periodo per il Death Note.

Così termina non solo la vicenda raccontata tra anime e manga e allo stesso tempo la vita di Light, con l'insegnamento di Ryuk che gli ricorda della sconfitta e lo ringrazia per il divertimento goduto insieme. Il finale, straziante per quel protagonista che avevamo seguito nella sua incessante sete di potere e di giustizia, ci lascia dinanzi agli occhi di Light che si chiudono lentamente, e con loro anche la storia di Death Note.

L'ultimo nome del Death Note: il finale del manga

Tra anime e manga la storia riesce a essere molto fedele nel finale, senza provare a sovvertire l'andamento delle vicende: al di là, quindi, di quella che è la risoluzione dello scontro tra Near e Light, la grande differenza che intercorre tra l'opera scritta e quella animata ci porta a vedere cosa accade un anno dopo la morte di Kira. Molti sostenitori si sono riuniti per ricordare l'assassino che viene inneggiato come un eroe, in grado di debellare molti dei criminali e arginare quello che la polizia non era in grado di fare, facendosi giustizia da solo.

Due anni dopo la conclusione del manga, però, sono stati realizzati dei nuovi capitoli, che non sono ritenuti canonici e ovviamente realizzati sempre da Ohba e Obata: la storia, ambientata tre anni dopo la conclusione del caso Kira e quindi della morte di Light, porta un nuovo shinigami sulla Terra, con un quaderno affidato a un nuovo Kira.

Il secondo killer, stavolta, invece di piombare drasticamente sulla testa dei criminali decide di alleviare i dolori e le pene degli anziani, così da rendere meno doloroso il trapasso. Near, però, non se ne preoccupa e non associa l'assassino al precedente Kira. La fine della sua avventura è comunque molto rapida: C-Kira decide di scrivere il proprio nome sul quaderno, così da concludere la sua opera. Esiste, inoltre, un episodio non canonico dell'anime di Death Note intitolato Relight: Visions of a God o anche noto come Rewrite - The Visualizing God: nelle due ore di durata, riassume le 26 puntate precedenti, raccontate stavolta dalla prospettiva di Ryuk, vero protagonista di questa vicenda, e da quella di un altro shinigami, del quale non viene svelata l'identità.

Si è ipotizzato si trattasse proprio di Light, che dopo la morte, avendo utilizzato il Death Note, non è destinato né al paradiso, né all'inferno, ma al nulla: potrebbe essersi trasformato in un dio della morte, soprattutto per le sembianze molto simili a Kira, tra cravatta, cappotto e soprattutto a causa di una mela lanciata a Ryuk, il che lo rende edotto dei gusti del collega. Lo shinigami, tra l'altro, non attende il finale della storia, dato che già ne conosce l'esito, come se l'avesse già vissuta. Sebbene si tratti di una enorme speculazione, Light sarebbe diventato a tutti gli effetti uno shinigami, ma non essendo canonico l'episodio sarebbe abbastanza controverso pensare che tutto possa ripartire da qui.

Il nuovo Death Note

Come detto, quindi, se dovessimo affidarci al non canonico episodio pubblicato nel 2007 in Giappone, potrebbe essere sicuramente affascinante pensare che il nuovo capitolo possa trovare Light nei panni di shinigami, pronto a fare da mentore a un suo successore, un nuovo Kira, magari facendogli continuare il suo compito e provando in qualche modo a terminare quanto non era riuscito a fare: annientare anche Near.

È un'ipotesi, però, troppo peregrina, dato che la serie dovrà necessariamente seguire le uscite canoniche, così come è già noto che il quaderno che cade sulla Terra è sempre quello di Ryuk, e in quelle 87 pagine che arriveranno su Jump SQ sarà sempre lo stesso taccuino il protagonista di tutto. I primi spoiler circolati in rete, tra rumor e qualche anticipazione, raccontano di Tanaka Minoru, il successore di Kira, uno studente che arriva direttamente dalle scuole medie e che promette di di usare il Death Note in un modo diverso dal normale.

Dall'altro lato ci sarà ancora Near, che oramai si fa chiamare L. Ancora una volta a scatenare la vicenda è Ryuk, come anticipato, stavolta dal suo collega Midra, che decide di dare un nuovo taccuino a Ryuk, accompagnato da una mela, così da fargli ricordare la bontà del frutto che Light gli dava anni prima. L'incontro tra lo shinigami e Minoru è atipico, perché i due, a quanto pare, si sono già incontrati due anni prima, quando gli aveva spigato di poter diventare una divinità grazie al Death Note ed essere anche migliore di Kira.

Da qui partirà una nuova sfida con Near, oramai pronto a operare dagli Stati Uniti e trasformato dal punto di vista fisico, avendo oramai raggiunto una maggiore maturità, oltre ad aver avuto oramai l'opportunità di conoscere a tutti gli effetti com'è fatto uno shinigami: sarà proprio il detective a spiegare quanto sia effettivamente difficile avere la possibilità di vederne uno, dovendo, come requisito minimo, toccare dapprima un Death Note, il che aumenta il coefficiente di difficoltà dell'epifania.

Col tentativo, quindi, di rievocare il dualismo tra Kira e L che aveva caratterizzato sia l'anime che il manga pubblicato nel 2003, stavolta toccherà a Tanaka Minoru e Near sfidarsi per la vittoria finale, con il solo obiettivo degli shinigami di trovare un nuovo divertimento effimero.