Demon Slayer: analisi del doppiaggio italiano di Dynit su VVVVID

Grazie a Dynit, da pochi giorni sono disponibili per lo streaming su VVVVID i primi episodi di Demon Slayer interamente doppiati in italiano.

speciale Demon Slayer: analisi del doppiaggio italiano di Dynit su VVVVID
Articolo a cura di

Demon Slayer è la serie rivelazione del 2019. Nel 2016 il manga di Koyoharu Gotoge venne pubblicato da Weekly Shonen Jump, ma il successo arriva solo nell'ultimo anno quando viene trasmesso sulle emittenti televisive giapponesi, e in simulcast su VVVVID, l'anime di 26 episodi realizzato dallo studio ufotable. In breve tempo la storia avvincente di Demon Slayer è riuscita a conquistare milioni di fan di tutto il mondo, tanto da renderlo uno degli adattamenti più acclamati degli ultimi anni.

A seguito della fama sempre più crescente, il manga è diventato uno dei più letti in patria, dominando le classifiche giapponesi, superando persino ONE PIECE. Mentre in Giappone i fan sono in trepidante attesa di poter rivedere in azione Tanjiro ed i suoi compagni di spada nella pellicola sequel Demon Slayer: The Infinity Train Arc, da pochi giorni su VVVVID sono disponibili i primi episodi doppiati in italiano. Il lavoro svolto in fase di doppiaggio è ancora una volta convincente. Il cast di doppiatori vanta veri e propri big del settore come Renato Novara, Mario Zucca, e Claudio Moneta; ma vediamo più nel dettaglio come se la cava la "versione" italiana di Demon Slayer.

La spada e il demone

Prima d'iniziare ad analizzare la qualità dell'adattamento italiano, è doveroso ricapitolare gli eventi di Demon Slayer.
Tanjiro è un ragazzo dall'animo buono, il quale vive assieme alla madre e a cinque fratelli in montagna, e su di lui grava il peso di dover supportare la propria famiglia. Le vicende iniziano quando l'eroe un giorno lascia i cari per raggiungere la città più vicina, dove spera di vendere carbone e guadagnare qualche gruzzolo; attardatosi più del previsto, trova un caldo riparo dove trascorrere la notte.

Il mattino seguente, tornato a casa, si ritrova davanti ad una scena raccapricciante: i suoi familiari sono stati brutalmente massacrati da un efferato demone. L'unica ad essere sopravvissuta è la sorella Nezuko, ma è in fin di vita. Tanjiro la carica sulle spalle per portarla in città, dove spera di trovare qualcuno che possa curarla. Durante il viaggio, la sorella si trasforma, e prova ad aggredire il protagonista.

Tanjiro è spaventato da ciò che sta accadendo, ma sa che dentro a quella belva assetata di sangue si nasconde ancora l'animo puro della Nezuko con cui è cresciuto. Arriva in soccorso lo spadaccino Giyu Tomioka, che cerca di uccidere la creatura. Giyu, però, notando il forte amore che lega i due fratelli, decide di risparmiarli, e sprona il Nostro a combattere per trovare una cura al male della sorella e ad allenarsi con Urokodaki Sakonji, perché ha le doti per entrare a far parte della Squadra Ammazzademoni.

L'addestramento non sarà affatto facile, ma Tanjiro, spinto dal desiderio di salvare Nezuko, riuscirà a superare ogni difficoltà e a qualificarsi al duro esame, divenendo un ammazzademoni di basso rango.
Parte del segreto dell'enorme successo di Demon Slayer, considerato uno dei migliori anime del 2019, risiede in una storia coinvolgente, impreziosita da personaggi ben caratterizzati, che affonda le radici nel folklore e nella tradizione giapponese, in modo da creare un affascinante mondo fantastico da approfondire e conoscere poco alla volta.

Sicuramente ha contribuito ad aumentare la notorietà anche un comparto tecnico senza pari: lo studio d'animazione ufotable è riuscito a realizzare un adattamento animato con un tratto certosino e preciso, che sfoggia animazioni fluide. Il tutto è impreziosito ed accompagnato da una colonna sonora che rievoca le melodie tipiche della tradizione giapponese.

La voce del successo


Quando si parla di doppiaggio italiano, i puristi della lingua nipponica potrebbero storcere il naso, a causa di sgradevoli cambiamenti apportati ad alcuni adattamenti, che non sono stati ben accolti, in quanto spesso hanno stravolto o censurato il testo originale. Con il tempo, però, le varie case di distribuzione italiane hanno cercato di avvicinarsi ad un pubblico sempre più esigente, proponendo un doppiaggio che non cambiasse drasticamente l'opera di partenza.

Dynit su questo versante ha sempre cercato di essere il più fedele possibile al testo originale, ed è per questo motivo che quando hanno debuttato gli episodi in italiano di Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba il nostro interesse è cresciuto. Senza timore, possiamo dirvi che ci riteniamo pienamente soddisfatti del lavoro svolto dall'editore italiano.
Diciamo sin da subito che, per quanto riguarda l'adattamento, la casa di distribuzione si dimostra ancora una volta all'altezza, in quanto è riuscita nuovamente a proporre una versione il più fedele possibile alla controparte giapponese.

Questo lo si nota principalmente nell'accentazione utilizzata, in quanto cerca di rispettare la cadenza orientale: ad esempio, il nome dell'eroe viene pronunciato Tànjiro, così come quello della sorella Nèzuko, o degli altri comprimari Tomiòka Gìyu, e Uròkodaki Sakònji.

Sicuramente, quello che più ci ha incuriositi dell'adattamento italiano è la scelta di aver doppiato anche i versi dei demoni: a volte specifici "suoni" vengono lasciati in lingua originale, ma nel caso di Demon Slayer, i gemiti di Nezuko, sia quando si trasforma per la prima volta in demone, sia quando brama carne umana, sono stati "doppiati". Sebbene ad un primo approccio questo dettaglio possa sembrare irrilevante, crediamo che riesca a rendere la visione più omogenea ed ancora più immersiva e apprezzabile.

Come suggerisce il titolo stesso, l'opera si focalizza prevalentemente su demoni che si nutrono di esseri umani, e proprio per questo ci si aspetta scene e dialoghi crudi, senza mezzi termini.

Su questo fronte ci possiamo ritenere soddisfatti perché anche la controparte italiana non è da meno: per quel poco che abbiamo potuto saggiare, viene adoperato il giusto linguaggio, senza cadere in spiacevoli censure che potrebbero rovinare l'anime.

Per quanto riguarda il cast di doppiatori scelto per Demon Slayer, abbiamo notato una gradevole mescolanza tra nomi noti nel settore e giovani esordienti dalle grandi capacità: nelle puntate finora disponibili abbiamo notato come tutti siano riusciti a trasmettere magistralmente le emozioni dei vari personaggi nei singoli momenti.

Unico contro che abbiamo evidenziato è che il doppiaggio italiano abbia dato alla produzione sfumature lievemente più seriose rispetto all'originale, senza però incidere sull'egregio lavoro finale: se in giapponese abbiamo notato un marcato passaggio dalle situazioni cupe a quelle ilari, in italiano lo stacco è meno evidente. Come dicevamo, gli interpreti scelti sono sia esperti, che giovani promesse: per il ruolo del protagonista troviamo un nome ormai storico nel mondo dell'animazione, Renato Novara.

Il doppiatore di Rufy e di Edward Elric ha un timbro da "eterno ragazzo" che ben si adatta al giovane Tanjiro, e riesce a modulare la sua voce in modo da essere "pacata" nei momenti di quiete, impostata, seria, e a tratti cupa nelle situazioni più drammatiche e riflessive, e all'occorrenza anche più acuta per accentuare gli intermezzi caratterizzati da sfumature comiche.

Forse la versione italiana è leggermente sottotono rispetto all'originale, in cui il collega giapponese usa una tonalità più giovanile, e riesce ad essere ancora più caricaturale nelle situazioni in cui a dominare è la risata.

Se l'interpretazione del giovane guerriero ci ha soddisfatti, non possiamo dire lo stesso della voce scelta per dar vita al maestro Urokodaki Sakonji: Mario Zucca, che gli appassionati ricordano per essere stato Magellan in ONE PIECE e Grande Mago Piccolo e Dio della Terra in Dragon Ball.

Benché l'interprete abbia un'impostazione vocale autorevole, modulata per dare la sensazione di essere coperta da una maschera, come ci si saremmo aspettati da un maestro austero che pretende il massimo dagli allievi, ci è sembrato che usasse tonalità più giovani rispetto agli anni che sembra effettivamente avere Urokodaki.

La debuttante Laura Cherubelli, che all'attivo ha Melissa Shield in My Hero Academia: Two Heros e Barbara Parker in Little Witch Academia, doppia Nezuko, ed è riuscita a fare sua la giovane sorella del protagonista sia nei momenti in cui è umana - mettendo in evidenza il lato gentile, dolce ed amorevole del personaggio - sia quando è trasformata in demone.

Ezio Vivolo, all'inizio della sua carriera, avendo doppiato solo Tadano nella seconda stagione di Aggretsuko, "impersona" Tomioka Giyu, dimostrando grandi qualità recitative. Nella versione italiana, il cacciatore si mostra freddo e con un forte senso di giustizia nel voler uccidere i demoni, ma allo stesso tempo anche rigoroso al punto da spronare il protagonista a non arrendersi e a trovare una cura per la sorella; ammettiamo, però, che, benché l'interpretazione sia apprezzabile, non è in perfetta sintonia con l'adattamento giapponese, dove Giyu si dimostra ancora più impassibile e severo.