Demon Slayer è il Dragon Ball del 2020: un paragone tra i due successi

Demon Slayer in questo 2020 ha realizzato un successo importante che richiama molto quello di Dragon Ball, il gigante dello shonen manga.

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Siamo nel 2020, un periodo in cui i manga in Giappone non sono così popolari come lo erano a metà negli anni '90, il cosiddetto periodo d'oro. E ciò vale in particolare per Weekly Shonen Jump, il contenitore di fumetti nipponici più famoso del mondo. Trent'anni fa, la rivista era all'apice della sua grandezza e grazie a Dragon Ball e Slam Dunk era capace di vendere oltre 6,5 milioni di copie a settimana.

Al giorno d'oggi quei numeri sono soltanto un ricordo e non fanno che diminuire di settimana in settimana, eppure nascono ancora manga capaci di catalizzare fortemente il pubblico. Il successo più roboante degli ultimi anni è Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba, diventato anche uno dei più grandi successi della storia di Weekly Shonen Jump in generale. Il manga di Koyoharu Gotouge si è concluso il 17 maggio 2020 sulla rivista ma è ancora ben lontano dal terminare la propria ondata di popolarità.

Da fine 2019 è sulla cresta dell'onda grazie alla spinta data dall'anime prodotto da Ufotable, ma anche per qualità intrinseche che lo avvicinano molto a Dragon Ball di Akira Toriyama. Ricapitoliamo le storie editoriali e narrative di questi due fumetti per capire quanto siano vicini l'uno all'altro.

C'erano una volta le Sfere del Drago

Dopo aver concluso Dr. Slump, un manga comico e che già rese nota al pubblico giapponese l'abilità di Akira Toriyama, il mangaka si focalizzò su un manga d'azione sotto la direzione del suo editor dell'epoca. Tuttavia non programmò una storia come quelle del periodo, dove uomini muscolosi ed enormi si battevano a colpi di mosse estreme. Negli anni '80 erano infatti molto comuni manga del calibro di Kinnikuman, Ken il Guerriero, Le Bizzarre Avventure di Jojo e Classe di Ferro. Goku al contrario si presentò come un bambino mingherlino e la sua era un'avventura che si concentrava non su un obiettivo specifico, bensì semplicemente sull'affrontare il nemico che la saga poneva di fronte.

Dragon Ball spezzò quindi la tradizione e rivoluzionò il mondo degli shonen inserendo numerosi archetipi sfruttati dai mangaka successivi. Grazie a questo risultò uno dei manga più venduti della storia, insieme a Slam Dunk di Takehiko Inoue. Dragon Ball ebbe il merito di appassionare persone in modo rapido con un manga dalla struttura semplice e godibile grazie ai personaggi che non cambiavano molto nel corso dell'opera. In quegli anni non a caso si avvicinarono al mondo dei manga tantissimi lettori, specie giovani e giovanissimi ragazzi che fecero schizzare alle stelle le vendite della rivista Weekly Shonen Jump.

Da allora il mondo degli shonen è ulteriormente cambiato: non ci sono più storie dove basta tirare due pugni e urlare mosse per fare breccia nel cuore dei lettori. Il tasso di natalità minore ha portato a meno ragazzi sotto i 13 anni che leggono le riviste e quindi una richiesta di storie sempre più approfondite, con personaggi poliedrici e con spessore caratteriale. N

ascono nuovi manga nel tempo ma in tantissimi prendono ispirazione proprio da Dragon Ball, ormai caposaldo degli shonen di combattimento. Questa è anche l'impressione di uno degli editor storici di Shueisha, Haruhiko Suzuki, e del resto della redazione della rivista.

I manga di Weekly Shonen Jump degli anni '90 iniziarono così un lento processo di cambiamento basandosi sul lavoro di Toriyama e nel momento di maggior maturazione arrivarono ONE PIECE, Hunter x Hunter, Naruto e Bleach. A loro volta, questi crearono una forte eredità da cui oggi sono nati titoli come My Hero Academia, Black Clover e ovviamente Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba.

All'attacco dei demoni

L'errore in cui cadono alcuni mangaka, in particolare giovani, è quello di dare troppo spazio all'ambientazione, arricchendola con dettagli inutili e pesanti già dalle fasi iniziali al posto di preferire un approccio più graduale. Altri invece riescono a far ruotare il tutto intorno a un tema semplice per poi ampliarlo man mano e presentando tante sottotrame diverse che rendano più dinamica la storia.

Demon Slayer non appartiene a nessuna delle categorie qui sopra. Prima di partire con la serializzazione, la sensei Gotouge ebbe diverse difficoltà nel realizzare una storia. Fallì infatti la pubblicazione sia con Rokkotsu-san che con Haeniwa no Zigzag e fu allora che il suo redattore, Tatsuhiko Katayama, suggerì alla sua assistita di usare un "tema semplice da capire". Furono così gettate le basi per un nuovo manga che rimase semplice anche dopo la pubblicazione su Weekly Shonen Jump. Come spiegato anche nella recensione di Demon Slayer, la sensei non si assume infatti il rischio di appesantire la storia, sfruttando una trama lineare e semplice da seguire per chiunque.

I punti di forza di entrambi

Adesso che il manga è concluso, si possono notare due punti di congiunzione tra Demon Slayer e Dragon Ball, ovvero trama e personaggi. Entrambi, paragonati agli altri titoli più o meno famosi del loro tempo, posseggono una storia estremamente semplice che non si snoda in sottotrame particolari. In Dragon Ball, Toriyama avanzò passo passo senza programmare molto cosa avrebbe fatto Goku successivamente e, per questo, ogni saga è contraddistinta da un evento o da un nemico da sconfiggere.

Allo stesso modo si svolge la trama di Demon Slayer, con Tanjiro che compie il suo viaggio nel Giappone tra Tokyo e aree rurali alla ricerca di Kibutsuji Muzan, ma ad ogni saga si imbatterà in un demone diverso. Ognuno di questi demoni, affrontato al fianco di altri cacciatori, servirà come gradino per arrivare al boss finale. Il modo in cui procede Demon Slayer pertanto è abbastanza diverso da colleghi della sua epoca come My Hero Academia, che introducono tanti elementi in ogni arco e che poi rispuntano fuori in modo più o meno importante in altre fasi della storia.

Entrambi i mangaka hanno quindi prediletto storie semplici e, per farle funzionare, c'era bisogno di personaggi altrettanto semplici. Goku e Tanjiro sono la quintessenza dell'onestà, bontà e caparbietà. Non si perdono in troppe chiacchiere quando si tratta di raggiungere il proprio obiettivo e cercano di migliorarsi tramite allenamenti continui. Il resto del cast è composto da un nucleo relativamente ristretto di personaggi che ruotano sapientemente per rimanere in un numero gestibile e capace di lasciare il palcoscenico alla star dell'opera.

Si può quindi dire che le peculiarità principali di Demon Slayer siano le stesse di Dragon Ball, ovvero storia e personaggi basati su una semplicità assoluta che permettono al lettore di calarsi immediatamente nella narrazione e nelle avventure dei protagonisti. Ovviamente, le due semplificazioni avvengono in contesti differenti e modi leggermente diversi per adeguarsi ai tempi, ma i numeri delle vendite nel breve e medio periodo sono molto simili.

Un'eredità di numeri e di persone

Con i primi venti volumi, Demon Slayer ha ottenuto una tiratura di 60 milioni di copie, ovvero 3 milioni a volume. Un numero spaventosamente grande che supera quello di ONE PIECE e che può essere paragonato a quello dei due giganti dell'età d'oro, Dragon Ball e Slam Dunk. Molto del confronto tra i due titoli sta anche qui, nella capacità di ottenere l'attenzione di un pubblico che non si credeva possibile.

Dragon Ball negli anni '80 e '90 ebbe il merito non solo di infiammare migliaia di lettori adolescenti ma anche di conquistare un nuovo pubblico che altrimenti non avrebbe mai letto la rivista Weekly Shonen Jump perché fuori target. Lo stesso è avvenuto con Demon Slayer che ha avvicinato in modo imprevisto un pubblico di fascia femminile.

Sono lontani infatti i tempi in cui lo shonen era solo per ragazzi, e questo grazie proprio alla modifica degli intrecci narrativi e dei personaggi, che non sono più ragazzoni muscolosi che si giostrano in scontri sanguinari. Come ammesso dal caporedattore Nakano, sono molte le ragazze che si sono avvicinate al mondo degli shonen grazie a Demon Slayer, il quale però alla fine dell'anime riuscì a convincere addirittura donne tra i 30 e i 40 anni a comprare i nuovi volumi. Emblematico il commento del mangaka Nanashi, di Ijiranaide Nagatoro-san, che si stupì quando parlando con la madre, che non sapeva nulla di manga, lei menzionò Demon Slayer.

Demon Slayer (manga) Così come fece Dragon Ball quindi, il manga di Koyoharu Gotouge ha l’enorme merito di aver attratto lettori e lettrici da ogni dove. Rimarrà poi da valutare l’eredità di Demon Slayer da qui a dieci anni, mentre quella di Dragon Ball è ampiamente misurabile. Chissà se per i posteri la storia del giovane Tanjiro diventerà un classico dello shonen, ma considerate le premesse e i numeri ne vedremo delle belle.