Demon Slayer: i motivi di un successo inaspettato

Approfondiamo le caratteristiche che hanno reso l'anime di Demon Slayer Kimetsu no yaiba un successo in Giappone e nel mondo

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Demon Slayer, opera prima della fumettista Koyoharu Gotoge, ha raggiunto una fama internazionale tale da essere diventato un vero e proprio "must-watch" per tutti gli amanti di manga e anime. Uscita nel 2019 dallo studio Ufotable (lo stesso che ha firmato gli adattamenti animati di Fate/Zero e Fate/stay night: Unlimited Blade Works), quest'opera può vantare il prestigioso riconoscimento di "Anime of the Year" ai Crunchyroll Anime Awards 2020. Arrivato in Italia grazie a VVVVID e Amazon Prime Video, da poco tempo è disponibile anche su Netflix. Ma che cosa lo ha reso così popolare in Giappone e nel mondo? Proviamo ad analizzare i motivi di questo grande successo.

Uno Shonen come tanti...o forse no?

Iniziamo dalla trama: come in tutti gli shonen che si rispettino, il protagonista Tanjiro Kamado si ritrova orfano per colpa del villain principale, il demone Muzan, e giura vendetta. Per riuscirci, si allena duramente con un anziano maestro e sviluppa delle abilità sovraumane che gli permettono di uccidere nemici sempre più forti. In questo compito viene aiutato da sua sorella Nezuko, diventata anch'essa un demone ma in grado di resistere alla brama di carne umana, da Zenitsu Agatsuma (che fa da spalla comica) e Inosuke Hashibira (il classico rivale che poi si unisce agli eroi).

Ci vengono mostrati duri allenamenti, seguiti da epiche battaglie durante le quali il protagonista incontra alleati e antagonisti. L'opera non si preclude neanche siparietti comici e approfondimenti sulla psicologia dei personaggi, i quali danno vita ad un buon ritmo che non annoia, pur senza riservare particolari colpi di scena sul piano della qualità narrativa.

Con queste premesse sembra difficile credere che Demon Slayer possa essere diventato così famoso, eppure la sua forza è stata proprio raccontare una storia già sentita ma aggiungendo piccoli dettagli che cambiano la narrazione: pensiamo al fatto che il personaggio femminile principale non sia l'interesse romantico del protagonista, bensì la sorellina, o al setting ottocentesco po' insolito ma che richiama grandi classici come Inuyasha e il più recente Dororo.

Ciò che ha permesso a questa opera di emergere tra tante altre è stato il sapiente mix tra caratteristiche già familiari per il pubblico, come gli occhi dei demoni che ricordano da vicino le Arti Oculari di Naruto, ed elementi tipici della tradizione giapponese come le maschere Tengu. Con questo espediente, l'autrice si è assicurata sia l'attenzione del Giappone, sempre attento a coltivare la memoria del proprio glorioso passato, sia quella di un occidente costantemente attratto dalle novità esotiche.

Tutto ciò ci permette di entrare gradualmente nel mondo di Demon Slayer e di prendere confidenza con i protagonisti. Il fatto che i personaggi siano caratterizzati da pochi tratti distintivi, che spesso ricalcano gli archetipi del genere, può sembrare un difetto, ma si rivela - come già accaduto a molti congeneri - un grande asso nella manica, perché semplicemente permette a chiunque di immedesimarsi in loro. A ciò si è aggiunta la voglia, soprattutto da parte di un pubblico giovane, di trovare un franchise in qualche modo simile a My Hero Academia, lo shonen per eccellenza della nuova generazione di otaku.

Un anime straordinario

Un altro punto a favore è indubbiamente la cura nei dettagli delle animazioni, probabilmente la caratteristica più distintiva di Demon Slayer. In particolare, gli sfondi e le sequenze di combattimento sono il fiore all'occhiello di questa produzione Ufotable. Il character designer Akira Matsushima è infatti riuscito a trasformare lo stile - un po' abbozzato e non sempre all'altezza delle aspettative, a dir la verità - del manga in una vera e propria opera d'arte, in grado di coniugare alla perfezione l'animazione digitale con quella tradizionale.

Si può dire che ciò che manca ai personaggi in quanto a carattere e sviluppo psicologico è abbondantemente compensato dal punto di vista estetico, con un tripudio di colori e dettagli che li rende immediatamente riconoscibili. Orecchini, katane, cicatrici, fermagli e maschere raccontano la storia dei personaggi, le loro gioie e i loro dolori, i loro sogni e le loro paure.

In particolare, le uniformi della squadra ammazzademoni con i coloratissimi kimono sono entrate nell'immaginario collettivo dei fan. Ma Tanjiro, Nezuko e gli altri non sono gli unici personaggi di questo anime. Gli spettatori più attenti avranno sicuramente notato che, mano che gli episodi proseguono, il Giappone stesso si trasforma a tutti gli effetti in uno dei protagonisti: i boschi innevati tanto eleganti quanto crudeli, le montagne adornate di glicine, le città sfavillanti e caotiche: paesaggi che raccontano una storia parallela.

Il mondo in cui è ambientata la storia è infatti un Giappone in fase di transizione: l'influenza occidentale delle metropoli si scontra con la cultura e il folklore tradizionale che ancora permeano i villaggi rurali - lotta che s'intreccia con quella, ben più fisica e devastante, tra demoni e umani. Una menzione speciale va fatta alle animazioni dei kata di Tanjiro: se è vero che tutti i combattimenti sono magnifici da guardare, quelli in cui la sua spada viene avvolta dall'acqua saltano particolarmente all'occhio in quanto ricordano La Grande Onda di Kanagawa, uno dei pittori giapponesi più conosciuti.

Queste magnifiche sequenze animate sono accompagnate dalla colonna sonora di Go Shiina (God Eater, Tales of Legendia, Tekken) e Yuki Kajiura (Tsubasa Chronicle, Puella Magi Madoka Magica, Sword Art Online), mentre l'opening Gurenge è frutto della collaborazione tra LiSA e il gruppo musicale FictionJunction. Tutte le canzoni presenti nell'anime hanno il pregio di coniugare i suoni delicati tipici della musica tradizionale Giappone delle scene drammatiche con quelli più pop e occidentali che rendono ancora più epiche le battaglie.

Tirando le somme, questo anime può vantare una serie di caratteristiche peculiari che ne hanno determinato il successo internazionale, ma sarà il tempo a dirci se si è trattato solo di un effimero momento di celebrità o se rimarrà davvero un must watch anche per gli anni a venire. Nel mentre, non ci resta che aspettare l'arrivo in Italia del film campione d'incassi Demon Slayer: Infinity Train, atteso anche in Italia.