Dopo la pioggia: analisi midseason dell'anime Wit Studio su Amazon Prime Video

La serie anime tratta dal popolare manga di Jun Mayuzuki ci regala un nuovo, emozionante episodio a settimana su Amazon Prime Video.

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Nel novembre del 1980, sulle pagine della neonata rivista seinen Big Comic Spirits apparve il primo capitolo di un manga fra i più belli e meno conosciuti di Rumiko Takahashi: Maison Ikkoku, di cui lo studio DEEN realizzò un adattamento anime tuttora molto amato dagli appassionati delle opere della "regina dei manga". La storia di Maison Ikkoku ruota intorno all'amore travagliato del giovane Godai, studente sfaccendato e un po' tonto, per l'amministratrice della pensione dove vive (Maison Ikkoku, appunto), la bella Kyoko Otonashi - un sentimento ostacolato principalmente dalla loro differenza d'età. Godai è infatti più giovane di due anni, che possono sembrare pochi ma che diventano un abisso se teniamo conto delle importanti esperienze di vita che quel lasso temporale implica. Godai è un disoccupato che stenta a laurearsi, per di più a digiuno di esperienze amorose, Kyoko invece è una vedova lavoratrice di buona famiglia.
Diversi decenni più tardi, ecco approdare sulle pagine di quella stessa gloriosa rivista Come dopo la pioggia (Koi ha Ameagari no You ni, letteralmente: L'Amore è come dopo la pioggia) dell'esordiente Jun Mayuzuki, un altro manga che ruota intorno a un amore reso impossibile dalla differenza anagrafica fra i due protagonisti: non più due, bensì quasi trenta. Il suo subitaneo successo (finalista al nono premio annuale Manga Taisho, un film live action in arrivo) ha spinto il Wit studio di Musashino a realizzarne un adattamento in dodici episodi intitolato Dopo la pioggia, trasmesso su Fuji Tv e in simulcast, sottotitolato, su Amazon Prime Video a partire dal gennaio di quest'anno. Mentre il manga si avvia proprio in questi mesi verso la propria conclusione, Dopo la pioggia ha da poco superato la metà percorso (lo scorso 2 marzo è stato rilasciato Seiu, l'episodio numero 8), abbastanza per fare un primo bilancio.

L'amore è come dopo la pioggia

Tipica bellezza shojo, longilinea con enormi occhi sognanti, aggraziata e femminile pur senza essere "giunonica", Akira Tachibana è una studentessa diciassettenne appassionata di atletica leggera. Il suo amore per la corsa, nato quando lei e la sua migliore amica Haruka erano bambine, è stato stroncato da un grave infortunio che l'ha costretta ad abbandonare il club di atletica del suo liceo. Un giorno, rintanatasi in un ristorante per famiglie chiamato "Garden" per sfuggire a un impetuoso acquazzone (nonché alla tristezza), Akira incontra il Direttore del locale, un uomo di mezz'età di nome Masami Kondo e se ne invaghisce immediatamente al punto da decidere di farsi assumere al Garden per stargli vicino. Ha inizio così uno strano, lentissimo "inseguimento": da una parte Akira, che sebbene ci appaia inizialmente una ragazza fredda e scostante è in realtà una sognatrice dotata di slanci affettivi e di una determinazione fuori dal comune; dall'altra Kondo, il "Direttore", un uomo complesso, dolce e gentile, con un divorzio alle spalle e un figlio piccolo con cui cerca ad ogni costo di mantenere i rapporti. Ad inseguire la bella Akira, invece, ci pensano Ryosuke Kase, il cuoco del Garden, che una volta scoperti i sentimenti di lei per Kondo tenterà di farle realizzare l'assurdità della sua situazione, e il simpatico compagno di classe Takashi Yoshizawa che, proprio come lei, arriva al punto di farsi assumere al ristorante per poter passare un po' di tempo con l'oggetto del proprio amore. Col trascorrere degli episodi conosceremo sempre più a fondo questi individui, complessi e tratteggiati con attenzione impressionante: non c'è personaggio realmente secondario, ognuno di loro gode del proprio spazio per mostrarsi. I loro gesti, le frasi, gli sguardi sono centellinati come un liquore pregiato, immersi in un silenzio che è come trattenere il respiro prima di un lungo balzo. E difatti l'aspetto più bello e originale di Dopo la pioggia è proprio il silenzio. I personaggi e le loro storie si svelano poco alla volta, mantenendo sempre e comunque un certo mistero, i loro dolori e i loro amori sono segreti e a noi spettatori non resta che cercare, per quanto possibile, di esplorarli e comprenderli. Non a caso non conosciamo ancora l'ex moglie di Kondo o il motivo della loro rottura, né sappiamo ancora con certezza fino a che punto i sentimenti di Akira siano autentici e quanto siano invece dettati dalla delusione di aver perduto la sua principale ragione di vita.

Non la solita commedia sentimentale

Chiamiamo overreading la tendenza a sopravvalutare un opera attribuendole una complessità superiore a quella reale, rischio sempre concreto quando si parla d'intrattenimento nipponico, così differente e ricco di sfumature rispetto alla media dell'"intrattenimento puro" occidentale. Diciamo subito che, per quanto visto sinora, Dopo la pioggia non è un trattato sociologico sul Giappone contemporaneo né un saggio di psicologia, ma si tratta certo di un prodotto generoso e ricco di promesse. Akira è una figura intrigante, con pochi precedenti nel panorama del genere sentimentale "slice of life". Ci viene presentata come una ragazza gelida e persino collerica, tuttavia nel corso degli episodi scopriamo il suo entusiasmo e la sua fragilità, che emergono soprattutto quando si tratta dei suoi due grandi amori, quello (infelice) per la corsa e quello (forse impossibile) per il Direttore. Non si tratta della tipica tsundere, non esiste una parola per descrivere il suo carattere: la sua passione per il Direttore lascia smarrito lo spettatore per la sua decisione e la sua purezza. Si tratta di un sentimento che non conosce dubbio, al quale Akira si abbandona completamente e senza riserve e che lei stessa rivendica come pienamente legittimo. Come dice lo stesso Kondo in uno dei momenti più intensi visti sinora, "sarebbe superficiale dare un nome a questi sentimenti". Anche Haruka, nonostante il poco spazio narrativo riservatole, si è resa protagonista di momenti molto intensi, quando il suo rapporto con Akira è stato affrontato (sempre con la dovuta delicatezza) nel corso del sesto episodio. Masami Kondo, d'altra parte, è a tutti gli effetti un altro personaggio fuori del comune e che ci ha già riservato più di una sorpresa. Apparentemente sciatto e insicuro, con la sua camicia stropicciata e il suo temperamento malinconico, Kondo nasconde più di quanto non mostri, è in realtà uomo davvero maturo, dotato di grande cultura e sensibilità nonché di una profonda devozione per il proprio lavoro e alcuni dei momenti più poetici e malinconici visti finora sono legati proprio a lui e ai suoi rimpianti.

Il principale ostacolo ai sentimenti di Akira infatti non è tanto o non solo la loro differenza d'età ma il distacco fra le loro differenti epoche della vita: l'adolescenza di lei è stagione di speranze e di sogni; l'età adulta di Kondo è invece segnata dalla concretezza e della disillusione. Il nemico non è più, come in Maison Ikkoku e prodotti similari, la società dei benpensanti ma la vita stessa. Dicevamo all'inizio che Dopo la pioggia non è un saggio su quanto è cambiata e sta cambiando la società nipponica: tuttavia, quanto sarebbe fantastico e in un certo senso rivoluzionario se alla fine Akira e Masami riuscissero a stare insieme? Che cosa ci racconterebbe, in effetti, del Giappone di oggi? Chissà. Man mano che la serie va avanti, appare sempre più chiaro come il punto non sia tanto se Akira Tachibana riuscirà a coronare il proprio "sogno di mezzanotte" (anche se chi vi scrive fa spudoratamente il tifo per lei), ma come cresceranno questi personaggi e cosa impareranno - e noi con loro - da ciò che stanno vivendo.

Dopo la pioggia è tutto fuorché la solita commedia sentimentale, anche perché i momenti di umorismo sono dosati esattamente come tutto il resto, con cura certosina. In principio abbiamo paragonato questa serie a Maison Ikkoku e non si può negare che i due prodotti condividano alcuni elementi chiave. Tuttavia, Dopo la pioggianon esagera mai né con la leggerezza né con il dramma, è una serie che fa dell'equilibrio la propria forza. Il tutto reso ancora più prezioso da una grafica strepitosa, una colonna sonora emozionante e un andamento narrativo lento e posato, placido come un dolce pomeriggio di pioggia. Per ciò che abbiamo visto sinora, questa nuova serie dello studio Wit è un prodotto unico nel suo genere, dotato di grande freschezza e modernità, che non teme confronti con nessuno.

Dopo la pioggia Giunto a metà del proprio percorso, Dopo la pioggia si qualifica già come un prodotto di pregiatissima fattura. La storia dell'amore impossibile di Akira Tachibana per il "Direttore" del Garden ha già sedotto tutto il mondo grazie alla propria modernissima semplicità. Forte di animazioni eccellenti, un character design semplicissimo e fondali di strabiliante bellezza, Dopo la pioggia è come un vino da assaporare con calma, un prodotto fatto apposta per chi sa apprezzare le serie che vivono di silenzi, di piccoli gesti e di personaggi indimenticabili. Fra poche settimane Dopo la pioggia si concluderà e noi sappiamo già che Akira Tachibana, il Direttore e tutta la combriccola del "Garden" ci mancheranno da morire. Se avete amato Maison Ikkoku, il capolavoro di Rumiko Takahashi, se avete un animo romantico e se apprezzate i prodotti moderni e fuori dagli schemi non lasciatevi sfuggire questa preziosa perla tratta dal manga dell'esordiente Jun Mayuzuki e realizzata dallo studio Wit, disponibile per lo streaming sulla piattaforma Amazon Prime Video.