Dragon Ball: i migliori 5 film OVA del franchise di Akira Toriyama

La filmografia di Dragon Ball non ha fine: in attesa di ulteriori dettagli sul film in arrivo nel 2018, ripercorriamo le migliori pellicole della saga...

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Nessun anime che si rispetti non ha una lunga carrellata di OVA alle sue spalle, rilasciati con una cadenza più o meno annuale nel corso della serializzazione dell'opera principale. Dragon Ball non è certo da meno, anzi: il franchise di Akira Toriyama ha sfornato alcuni dei lungometraggi più interessanti e memorabili dell'intero panorama anime. Pur non risultando canonica nessuna delle storie proposte, molto spesso a causa di elementi narrativi e cronologici in palese e aperto contrasto con la continuity del manga e dell'anime, gli OVA di Dragon Ball hanno sfornato personaggi - tra eroi e villain - entrati di prepotenza nei cuori dei fan e nell'immaginario collettivo dell'universo. La Toei Animation ha annunciato da poco l'uscita di un nuovo lungometraggio, in arrivo a dicembre 2018 nelle sale giapponesi: abbiamo colto l'occasione per selezionare i migliori tra i diciannove finora usciti della serie e riproporveli, in caso ve ne siate perso qualcuno o desideriate effettuare un rewatch.

Il destino dei Saiyan

Impossibile non iniziare dal film dedicato a uno dei villain non canonici più amati in assoluto: Dragon Ball Z - Il Destino dei Saiyan (uscito in Giappone nel 1991, arrivato in Italia solo nel 1998) porta avanti l'eterna lotta tra la stirpe di Freezer e la razza dei guerrieri più potenti dell'universo. Un dualismo iniziato con Bardack e Freezer, continuato con Goku contro l'imperatore galattico e in seguito con suo fratello Cooler, che proprio in questo film esordisce nel franchise; il confronto è proseguito ancora, con il ritorno di Mecha Freezer e suo padre Cold, rovinosamente sconfitti da Trunks, e ancora con Metal Cooler - il quale (nel film "L'Invasione di Neo-Namecc") ha messo i bastoni tra le ruote a Goku e Vegeta, fino ad arrivare all'ennesima resurrezione dello sterminatore del pianeta Vegeta, dapprima nel film Dragon Ball Z: La Resurrezione di F e poi nella serie televisiva di Dragon Ball Super. Tralasciando l'arco narrativo canonico di Freezer nell'opera classica di Akira Toriyama, senza dubbio considerata come la più avvincente e completa di questa eterna dicotomia tra i tiranni galattici e i Saiyan, il film più interessante sotto questo punto di vista è proprio Il Destino dei Saiyan. La pellicola si apre con Bardack, intento nella strenua resistenza per prevenire la distruzione del suo popolo ma destinato (come narrato nello special televisivo "Le origini del Mito") a essere distrutto insieme al pianeta Vegeta per mano di Freeer. Contemporaneamente, Cooler osserva lo sterminio, sprezzante del temperamento di suo fratello e volontariamente incurante di una piccola navicella diretta sulla Terra: la capsula contiene al suo interno un neonato Kakaroth, sfuggito per un soffio alle grinfie di Cooler, che ha decretato superfluo sporcarsi le mani uccidendo un misero infante, commettendo di fatto l'errore più grave della sua intera esistenza.

Molti anni dopo, Cooler viene a sapere che quello stesso Saiyan, che ora si fa chiamare Son Goku, ha ucciso suo fratello Freezer: l'alieno decide quindi di recarsi sulla Terra e di vendicare la sua famiglia. Insieme al suo corpo d'élite speciale, Cooler mette fuori combattimento Goku, Crilin e Gohan; solo il sacrificio di Piccolo e una corsa contro il tempo di Gohan, per portare a Goku i Senzu necessari a guarire da una ferita mortale, permetteranno al protagonista di fronteggiare Cooler ad armi pari, trasformandosi in Super Saiyan ed eliminando l'ennesimo componente della famiglia di Freezer. Sarà soltanto in punto di morte (prima di essere bruciato dal Sole, spinto dalla sua stessa Supernova che Goku è riuscito a ritorcergli contro) che il villain si rende conto di aver agito da sprovveduto quando scelse di non uccidere Goku neonato, dimostrandosi poco lungimirante esattamente come suo fratello. Il film, dunque, si pone cronologicamente dopo la saga di Freezer ma senza una precisa collocazione temporale: presumibilmente, nel periodo di tempo che intercorre tra la profezia di Trunks e l'arrivo degli Androidi, anche se rimane qualche elemento di discontinuità con l'opera originale - come il fatto che Goku, per esempio, non abbia la piena padronanza del Super Saiyan, riuscendo a trasformarsi soltanto dopo aver provato un'ira intensa.

Il Super Saiyan della Leggenda

Broly è probabilmente il più amato tra i villain dei lungometraggi di Dragon Ball: l'opera di Akira Toiryama è innanzitutto la storia dei Saiyan, delle loro evoluzioni e di come questi guerrieri portentosi ogni volta riescano a superare i propri limiti. Il fatto che della loro storia si sappia, tutto sommato, molto poco, ha dato adito al fandom di agognare a conoscere sempre più informazioni e retroscena.

Ed ecco che arriva, insieme ad altre famose proposte come il lungometraggio che introduce la figura di Tarles, il film Dragon Ball Z: Il Super Saiyan della leggenda, rilasciato nel 1993 in terra nipponica: ambientato in una time line complicata e quindi non canonica (tenendo conto delle abilità e del look di certi protagonisti, dovremmo trovarci nei dieci giorni di preparazione al Cell Game...), l'inizio della pellicola vede i Guerrieri Z intenti in un tranquillo pic-nic, salvo essere interrotti dall'arrivo di un'intera colonia Saiyan, sopravvissuta alla distruzione del Pianeta Vegeta e stabilitasi su un certo pianeta nel corso di tutti questi anni. Fa la sua comparsa Paragas, leader del gruppo, che invita i protagonisti a visitare il pianeta Neo Vegeta, sul quale vive insieme al suo popolo e a suo figlio Broly: un mansueto, taciturno e apparentemente pacifico Saiyan.

Intanto, Goku giunge su Neo Vegeta in cerca di un misterioso Super Saiyan che sta distruggendo diversi pianeti in giro per le galassie: le indagini del protagonista lo porteranno a scoprire la vera natura di Broly, che si rivelerà essere un guerriero dall'incredibile potere e che condivide con Kakaroth un legame piuttosto profondo: i due, infatti, erano vicini di culla quando nacquero sul pianeta Vegeta, ma le urla e i pianti di Goku infastidivano il povero Broly, al quale è rimasto il ricordo e l'odio latente nei confronti del nostro eroe. L'ira verso Goku spingerà il suo avversario a infrangere il dispositivo che lo rendeva mansueto e a diventare il celebre Super Saiyan Leggendario (definito, in seguito, anche Super Saiyan Berserker), caratterizzato da una massa muscolare enorme che tuttavia non inficia la velocità di movimento, scomparsa delle pupille dagli occhi e capelli di colore verde. Broly è tutt'oggi uno dei villain più carismatici, nonché uno dei personaggi più apprezzati, di tutto il franchise di Toriyama. La sua popolarità gli ha permesso di essere antagonista di altri due film, nonché di ispirare il concept di Kale, una Saiyan comparsa in Dragon Ball Super e appartenente al Sesto Universo. Il Super Saiyan della leggenda è considerato da molti come uno dei migliori film in assoluto dedicati a Dragon Ball, sicuramente tra i più epici e meglio realizzati (anche graficamente) di tutto il franchise.

La minaccia del demone malvagio

La morte di Goku in seguito allo scontro con Cell ha lasciato un vuoto nel cuore dei fan e dei protagonisti. Un buco colmato dal personaggio di Gohan, completamente sbocciato proprio grazie agli insegnamenti di suo padre nel corso della saga degli Androidi e del confronto con Cell, che gli ha permesso di sbloccare il Super Saiyan di secondo livello ed elevarsi a guerriero più forte in assoluto dell'opera. Dragon Ball Z: La minaccia del demone malvagio fa leva proprio sul figlio di Goku, alle prese con i primi anni in un mondo senza più suo padre e con l'onere di dover proteggere la Terra - eredità lasciatagli proprio dal nostro eroe. Forte di una tuta da allenamento che emula in tutto e per tutto quella di Goku, Gohan e gli altri guerrieri Z partecipano a uno sfarzoso torneo di arti marziali indetto dal miliardario Excess Money, nel quale l'obiettivo è quello di sconfiggere quattro umani travestiti da alieni. I terrestri, tuttavia, sono stati uccisi e sostituiti da dei veri e propri demoni - quattro guerrieri fortissimi, che riescono a battere Crilin, Tenshinhan, Piccolo e Trunks e che sono capeggiati da un essere chiamato Bojack. Quest'ultimo è un demone malvagio che, anni or sono, era stato imprigionato da Re Kaio del Nord: tuttavia, in seguito all'esplosione del pianeta di Re Kaio per mano di Goku, che vi aveva portato un Cell prossimo ad autodistruggersi, il sigillo su Bojack si è spezzato e il potente demone decide di annientare i terrestri, sgominando facilmente Gohan, Trunks e persino Vegeta, giunto in aiuto di suo figlio e dei suoi amici.

Sarà ancora una volta lo spirito di Goku - che, per qualche secondo, compie addirittura l'incoscienza di teletrasportarsi, da morto, nel regno dei vivi - a risvegliare lo spirito combattivo sopito in Gohan e a farlo trasformare nuovamente in Super Saiyan 2, con il quale riesce facilmente a eliminare Bojack e a riportare la pace sulla Terra. Goku, dall'al di là, osserva sempre più orgoglioso suo figlio, consapevole del fatto che il pianeta è in buone mani. Gohan adolescente in versione SSJ2 risulta, ancora oggi, uno dei personaggi meglio caratterizzati da Akira Toriyama: l'occasione di vedere all'opera il giovane, forte di un look caratterizzato da una foltissima e quanto mai dritta chioma bionda e della tuta indossata da suo padre, è troppo ghiotta per non piazzare La minaccia del demone malvagio tra i migliori film di Dragon Ball Z.

Il diabolico guerriero degli inferi

Certi personaggi sono destinati, sin dai loro esordi, a rimanere per sempre, indelebili, nella memoria e nel cuore degli appassionati a un certo franchise. Questo vale per Dragon Ball, su ogni fronte, dall'opera classica e canonica fino ai prodotti che si discostano completamente dalla continuity originale, ma che per qualità sia tecnica che narrativa rappresentano un must per la propria collezione: ed è il caso di Dragon Ball Z: Il diabolico guerriero degli inferi, un film tecnicamente ambientato dopo la saga di Majin Bu, ma che si pone completamente al di fuori dell'universo canonico, poiché si svolge nell'al di là con Goku e Vegeta entrambi deceduti (ricordiamo che i due protagonisti non sono mai stati morti contemporaneamente, giacché quando Vegeta entrò nell'al di là, Goku intanto veniva resuscitato grazie al sacrificio del Vecchio Kaioshin). Il film è datato, in terra nipponica, 1995 e risulta tra i più godibili di tutto il franchise per i suoi due personaggi principali, due guerrieri che ancora oggi rimangono tra i preferiti di tutto il fandom: parliamo di Gogeta, risultato della Fusion con la Danza Metamor tra Goku e Vegeta, e il perfido Janemba. Un errore causato da un giovane orco degli inferi causa la fuoriuscita delle forze del Male sia in tutto l'al di là che nel mondo dei vivi, ed ecco che i Guerrieri Z presenti sulla Terra si ritrovano ad affrontare tutti i precedenti villain del franchise di Dragon Ball, insieme anche a un improbabile cammeo di niente di meno che Adolf Hitler. L'accumulo di energia maligna ha dato vita a un grosso demone giallo chiamato Janemba, incarnatosi proprio nel corpo dell'orco adolescente che aveva provocato il disastro. Nel corso di un combattimento contro Goku, Janemba si trasforma in un essere molto più forte, veloce, intelligente e spietato, sconfiggendo il protagonista in men che non si dica. Goku viene salvato da Vegeta, ma i due sono completamente impotenti e decideranno di unirsi con la Danza Metamor - non senza commettere degli sbagli che daranno vita a guerrieri grotteschi e goffi.

Solo con l'intervento di Pai Ku Han i due eroi avranno il tempo di eseguire correttamente la Fusione e dar vita a Gogeta, riconosciuto ufficialmente come il guerriero più potente di tutto l'Universo. Gogeta, difatti, annienta il demone in men che non si dica, ripristinando il corretto equilibrio tra le forze del Bene e del Male e rigettando nuovamente i malvagi all'Inferno. Dragon Ball Z: Il diabolico guerriero degli Inferi ha il merito di aver introdotto, appunto, Gogeta, guerriero amatissimo dai fan al punto da "costringere" gli sceneggiatori di Dragon Ball GT a riproporlo in versione Super Saiyan 4, ma anche e soprattutto Janemba. Il villain della pellicola è chiaramente un derivato di Majin Bu - la prima forma, grassa e innocente ma comunque fortissima, che si evolve in un demone più snello, terrificante e diabolico - ma per certi versi risulta anche un cattivo più riuscito del buon vecchio diavolo rosa. Questo perché Janemba risulta davvero demoniaco in ogni sua movenza, incutendo vero e proprio terrore in ogni sua smorfia, un concentrato di malvagità e perfidia allo stato puro rispetto a un molto più comico Majin Bu.

L'eroe del Pianeta Conuts

Chiudiamo la nostra classifica con uno degli ultimi OVA dedicati a Dragon Ball: parliamo di Dragon Ball Z: L'eroe del pianeta Conuts, uno dei lungometraggi con la migliore poetica all'interno di questa lunga filmografia. Protagonisti assoluti, in una trama ambientata negli anni successivi alla sconfitta di Majin Bu, sono il piccolo Trunks e Tapion, un guerriero leggendario proveniente dal pianeta Conuts.

Tapion e suo fratello minore, infatti, furono bloccati in due diversi carillon per sigillare in due parti l'anima di Hildegarn, un mostruoso e potente demone che tentò di distruggere il pianeta Conuts. Tuttavia, il piano malvagio di un sacerdote porterà alla morte del fratellino di Tapion e, con un inganno nei confronti di Gohan, a liberare lo stesso eroe dal suo carillon, in modo da congiungere le parti sigillate di Hildegarn e sprigionare la sua distruzione sulla Terra. Intanto Tapion, che instaura un forte legame con Trunks, tenta insieme ai Guerrieri Z di sconfiggere il mostro, ponderando anche di sacrificarsi: sarà solo l'intervento di Goku, trasformato in Super Saiyan 3, a porre fine alla vita di Hildegarn.

Il film si conclude con Tapion che, prima di tornare nel suo mondo di provenienza, dona la sua spada al piccolo Trunks, la stessa arma che la versione futura del giovane porta in spalla quando compare per la prima volta per ammonire i protagonisti con un messaggio. L'escamotage narrativo della spada è certamente uno degli elementi di maggiore spicco del film, che pone in qualche modo L'eroe del Pianeta Conuts in una sorta di continuità logica con il franchise originale. Sono tuttavia i temi del film a risultare tra i più riusciti e apprezzati dal fandom: Tapion è diventato ben presto un personaggio amato dagli appassionati di Dragon Ball, e il rapporto che si costruisce tra l'eroe e Kid Trunks è il vero perno centrale della pellicola uscita nel 1995 in Giappone. L'eroe del pianeta Conuts è una storia basata sul rapporto tra fratelli, che si esplica proprio nel personaggio di Trunks, sofferente per l'assenza di un punto di riferimento come lo è stato negli anni il buon Gohan per il piccolo Goten. Una figura che il figlio di Vegeta ritroverà proprio in Tapion, una vera e propria leggenda entrato di prepotenza nell'Olimpo dei personaggi proposti dal franchise di Toriyama, caratterizzato anche da una main theme rimasta piuttosto memorabile.

Questi erano i 5 film di Dragon Ball che, a nostro parere, non dovreste assolutamente perdervi ma anzi, dovreste guardare e riguardare più volte in attesa della nuova pellicola che arriverà nel 2018. Il nuovo lungometraggio sarà, ancora una volta, una storia Saiyan, la prima per l'esattezza: vedremo, infatti, i retroscena e le origini della forza di Goku e dei Super Saiyan. Tutto nascerà dal leggendario Yamoshi, un guerriero che già adesso infiamma la curiosità del fandom di Dragon Ball.