Dragon Ball: la Saga di Freezer, il momento che cambiò il battle shonen

La Saga di Freezer è il momento più importante nella storia del battle shonen: ripercorriamolo in versione "Full Color".

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C'era un tempo in cui il Super Saiyan era una figura dispersa negli echi del mito: un guerriero dalla forza leggendaria, spietato, etereo. Un prescelto, selezionato dal destino ogni mille anni; colui che spinse lord Freezer, il tiranno galattico figlio di re Cold, a compiere il più crudele genocidio nella storia dell'universo: lo sterminio degli abitanti di Vegeta, il popolo saiyan, un'orgogliosa stirpe di guerrieri la quale non poté che inginocchiarsi di fronte alla malvagità e ai raggiri dell'alieno.

Era il 26 marzo del 1991 quando Akira Toriyama pubblicò il capitolo 318 di Dragon Ball su Weekly Shonen Jump: in quelle pagine si consumava l'inizio della fine dello scontro tra Goku e Freezer. Un duello drammatico ed emozionante, culminato col lancio di una Sfera Genkidama mai stata così grande e con il terribile omicidio di Crilin: evento che innesca in Son Goku la mitica trasformazione nel lottatore dai capelli dorati. Erano le fasi conclusive della Saga di Freezer: l'apice del battle shonen. Un'epoca d'oro per il franchise di Toriyama, che recentemente abbiamo potuto rivivere in un formato inedito grazie alla splendida Dragon Ball Full Color, l'edizione colorata interamente in digitale del capolavoro di Akira-sensei. Riviviamo insieme uno dei momenti più importanti nella storia del manga.

L'epopea verso Namecc

Nel nostro ultimo articolo dedicato a Dragon Ball Full Color avevamo commentato la Saga dei Saiyan, definendola come la prova di maturità per il manga di Akira Toriyama. Quello che, nell'adattamento animato, sarebbe passato come il primo arco narrativo di Dragon Ball Z segnava non soltanto l'inizio di un nuovo e importante processo creativo/grafico per l'opera, ma anche una crescente maturità e varietà di temi trattati dopo la prima parte della vita di Son Goku, una gioventù passata all'insegna dei temi dell'avventura e del viaggio, con del sano e potente battle shonen che iniziava a scorgersi solo nelle fasi finali del suo percorso adolescenziale.

Perché, in fondo, i primi due nemici di Goku durante la sua vita adulta rappresentano vittorie senza il reale gusto del trionfo, lasciando il protagonista quasi moralmente sconfitto su ogni fronte: non fosse stato per l'ausilio di Piccolo e per il suo necessario sacrificio, Kakaroth non sarebbe mai riuscito a sventare la minaccia di Raddish, e allo stesso modo è palese come Vegeta fosse in fondo più potente del nostro eroe durante la sua prima venuta sulla Terra. Anche in quel caso il saiyan viene aiutato da più di un alleato: Gohan, che inizia a lottare con il principe in un disperato tentativo di guadagnare tempo; Crilin, che viene insignito del pesantissimo fardello di lanciare la Genkidama risolutiva contro Vegeta; persino Yajirobei, il cui intervento è fondamentale ai fini di un depotenziamento del nemico senza il quale i Guerrieri Z avrebbero perso su ogni fronte.

La Saga di Freezer rimescolava pesantemente le carte in tavola: in un susseguirsi di scontri a mo' di staffetta, l'arco narrativo ambientato sul pianeta Namecc mette in scena guerrieri sempre più potenti in scala crescente. Gli anonimi subalterni dell'esercito galattico, poi Cui, Dodoria e Zarbon, brutalmente eliminati da Vegeta. E poi la terribile squadra Ginew, una tragedia dietro l'altra fino all'arrivo di un Goku completamente nuovo, forte di un allenamento svolto con una gravità di cento volte superiore a quella terrestre; infine l'avvento di Freezer, il concatenarsi delle sue trasformazioni e lo showdown finale tra due guerrieri destinati a combattersi tra loro in eterno.

E non solo: oltre tutto questo, la Saga di Freezer ripesca direttamente dalle prime fasi di Dragon Ball il tema del viaggio: l'epopea verso Namecc, la ricerca (e protezione) delle Sfere del Drago, le continue corse contro il tempo per anticipare il proprio nemico.

Goku e Freezer

In queste pagine Akira Toriyama ha scritto nuovamente la storia del battle shonen: nelle dinamiche sin qui descritte, nell'introduzione di personaggi eclettici quali sono i membri della Squadra Ginew. Le loro pose iconiche tornano ancora oggi come topos estetico e concettuale di un nemico sopra le righe, pericoloso ma avvezzo persino a far ridere il lettore/spettatore.

Ma la svolta avvenne soprattutto nella caratterizzazione di un nemico malvagio e potente come mai prima d'ora: un Cattivo con la C maiuscola, lord Freezer. Un anima completamente nera, incapace di redimersi comeTenshinhan, Piccolo e Vegeta. Più che cattivo, perfido. Il suo scopo ultimo rimane piuttosto basilare, cioè sfruttare un potere magico per ottenere la vita eterna e regnare per sempre sulla galassia; tuttavia sono le sue azioni a far rabbrividire, ricordandoci esattamente qual è il significato del suo stesso nome: un cuore gelido e oscuro come l'abisso.

In Freezer non c'è la mira espansionistica del Red Ribbon (è già un imperatore) e neppure lo spirito mediatico/terrorista del Grande Mago Piccolo (che era smanioso di mostrare al mondo la propria superiorità); non di meno, in Freezer non esiste l'orgoglio guerriero che spinse Nappa e Vegeta a concedere addirittura tre ore di tregua per verificare se il fantomatico Kakaroth si sarebbe palesato (una scelta che, col senno di poi, si rivelò fatale per entrambi).

In lui non c'è altro che il gusto perverso della morte: gioca con Nail, torturandolo, uccide a sangue freddo il piccolo Dende, colpisce al cuore Vegeta con stizza pur di zittirlo, assassina gratuitamente Crilin per il semplice gusto di togliere la vita a qualcuno, come se quel gesto gli restituisse vigore dopo essere stato umiliato da uno sporco saiyan. Freezer è ad oggi il villain definitivo di Dragon Ball: non è un caso se, nelle iterazioni più moderne del franchise, l'autore abbia avvertito la necessità di dargli ulteriore spazio nell'evoluzione del racconto.

E poi c'è Goku, che in questa fase della storia subisce un mutamento straniante. Che in lui sia cambiato qualcosa lo si capisce da quando muove i primi passi su Namecc: lo circonda un'aura quasi divina, la consapevolezza di essere il più forte. Tutto cambia quando subisce i primi colpi di Freezer: ancora una volta è sotto, ancora una volta il nemico è troppo superiore a lui. E, lo sappiamo bene, tutto questo eccita Kakaroth. Lo fa sentire vivo, lo stimola a migliorarsi.

Ma questa volta ha incontrato sul proprio cammino il male incarnato, la morte in persona, la crudeltà vivente: persino Goku ha paura, persino Goku è disperato. Ma al tempo stesso ora è un guerriero che ha accettato la sua natura saiyan, al punto da provare empatia per la morte di Vegeta, al punto da seppellirlo. Un gesto umano che forse il principe non conosce nemmeno, ma che per Son è necessario per ribadire ciò che è davvero: un saiyan cresciuto sulla Terra. Un guerriero e un uomo.

Ma proprio perché è umano, quando il suo migliore amico muore, per un'ingiustizia bella e buona, il suo cuore non regge, la furia divampa e un'aura dorata avvolge il suo corpo; la potenza è tanta che i muscoli si ingrossano, capelli e occhi cambiano colore, il suo sguardo si fa malvagio. È la nascita del Super Saiyan, un guerriero leggendario che nasce ogni mille anni.

Prima che Toriyama lo rendesse un power-up alla mercé di tutti, lo stesso autore glorificò la sua opera con una trasformazione che, una volta comparsa, ha soltanto amplificato il ruggito della sua fama. E se a livello concettuale lo scontro Goku vs Freezer mette in scena una drammaturgia pesante (a Kakaroth non importa di morire, vuole solo vendicare gli innocenti che il suo nemico ha ucciso), a livello visivo e concettuale le battute finali della Saga di Freezer rappresentano il momento più importante nella storia dell'opera e del genere di appartenenza, non di meno anche nella regia delle scene action e nella gestione degli spazi su vignetta. Quanto creato da Toriyama, insomma, ha fissato degli standard che tutti, oggi, cercano di eguagliare. Compreso Toriyama stesso.