Dragon Ball: la Saga dei Saiyan, quando Toriyama iniziò a fare sul serio

L'arrivo di Raddish, la drammatica battaglia contro Nappa e lo spettacolare duello con Vegeta: quando Dragon Ball iniziò a fare sul serio.

speciale Dragon Ball: la Saga dei Saiyan, quando Toriyama iniziò a fare sul serio
Articolo a cura di

Arrivò un momento, tanto nel manga di Dragon Ball quanto nel suo adattamento anime, in cui i toni e i temi del racconto imbastito da Akira Toriyama cambiarono totalmente. Le atmosfere scanzonate, fanciullesche e comiche in salsa adventure lasciavano il posto a una scrittura più matura, che andava di pari passo con la crescita fisica e psicologica del suo iconico protagonista. Quel momento è rappresentato dall'arrivo dei saiyan sulla Terra e dagli spettacolari duelli conto Raddish prima e Nappa e Vegeta poi. Un passaggio che, anche nel glorioso anime di fine anni Ottanta, fu sancito dall'esordio di Dragon Ball Z, che proprio tra pochi giorni compirà la bellezza di trent'anni. Questa parte fondamentale - e ritenuta, da molti, come una delle fasi migliori di tutta l'opera - è recentemente tornata sui nostri scaffali, grazie a Star Comics, in un formato del tutto inedito. Dragon Ball Full Color ha infatti raccolto la Saga dei Saiyan in tre volumi interamente colorati in digitale. L'ennesima occasione per rivivere il capolavoro di Toriyama come non l'avete mai visto.

Chi sei, Goku non lo sai?

Goku è morto. Persino in un manga come Dragon Ball, in cui chi viene ucciso può facilmente tornare in vita grazie al potere del Drago Shenron, la vista dell'eroe che abbiamo accompagnato per tutta la prima parte dell'avventura inerme, senza vita, è una scena che ancora oggi colpisce, per drammaticità e intensità della narrazione. La saga dei saiyan rappresenta il crocevia fondamentale per l'evoluzione di tutta l'opera: si apprendono, grazie alle rivelazioni di Raddish, le origini di Son Goku e si inizia a conoscere la società saiyan, elemento che diventerà fondamentale nella caratterizzazione di molti dei protagonisti.

Si introducono, già in questa saga, personaggi come il piccolo Son Gohan, che sin dall'inizio viene trattato come un predestinato che un giorno supererà persino suo padre. È già nei primi passi che compie il piccolo Gohan nel mondo di Dragon Ball che si delinea un passaggio di testimone che, negli archi narrativi successivi, culminerà con il Cell Game e la prima parte della Saga di Bu.

Nel cruento scontro con i saiyan assistiamo alla profonda evoluzione di Piccolo, una delle figure più interessanti nate dalla matita di Toriyama, e si completa quel percorso tematico che l'autore aveva già iniziato con la Saga del Gran Demone Piccolo: Toriyama stesso, d'altronde, dichiarò che quasi tutti i villain della gioventù di Goku (escludendo Taobaibai) finivano con l'essere spalle comiche, non rappresentare una reale minaccia per Goku o - come nel caso di Tenshinhan - con il redimersi.

Ecco perché nacque il Gran Demone Piccolo, un malvagio puro che non si faceva scrupoli nel togliere la vita ai cari del nostro eroe; questa poetica è proseguita proprio nella fase adulta della vita di Kakaroth, si è ripresentata con la minaccia dei saiyan ed è esplosa totalmente nella figura di Freezer - di cui avremo modo di parlare nei prossimi appuntamenti della Full Color.

Full Color, alla massima potenza

Di pari passo con i toni della narrazione, peraltro, la Saga dei Saiyan segna un drastico innalzamento della qualità visiva per Dragon Ball. Non che prima fosse inferiore, tutt'altro: tuttavia, con il passare degli anni, il sensei Toriyama fissò una serie di standard imprescindibili per gli stilemi grafici del genere battle shonen.

Non solo: ancora oggi quello di Toriyama resta uno dei tratti più spettacolari, d'impatto e ben diretti nell'industria del fumetto giapponese all'interno del genere di riferimento. La sua regia, la capacità di dare alla scena un respiro solenne, la precisione nel character design e nel tratteggio dei muscoli - elemento imprescindibilmente centrale in un'opera del genere - segnarono la prima fase di un lento processo evolutivo che andava maturando fino alla fine dell'opera, negli anni successivi.

Quello imbastito nella saga dei saiyan, però, rappresenta un punto di svolta decisivo, il giro di boa che - al netto della meravigliosa, fiabesca e determinante fase adventure durante l'infanzia di Goku - ha permesso a Dragon Ball di diventare il più grande battle shonen di tutti i tempi. Ancora una volta, tutta la magnificenza di un'opera del genere può essere vissuta interamente a colori con l'edizione Full Color, che proprio di recente è giunta al termine della Saga dei Saiyan con il terzo volume, edito Star Comics.

Giungere a queste fasi dell'opera con la qualità visiva e l'incredibile impatto grafico dovuto alla colorazione in digitale rappresenta il punto di massima soddisfazione per tutti gli estimatori del brand: d'ora in avanti, infatti, Dragon Ball diventa un'esplosione ancora più vivida di colori grazie a tecniche sempre più spettacolari, a trasformazioni che si susseguono una dopo l'altra e persino ad ambientazioni che vanno mutando, portandoci dalle lande desolate o dalle città del pianeta Terra allo spazio sconfinato, fino ad arrivare (a partire dai prossimi appuntamenti, già col primo volume della Saga di Freezer) agli scenari pittoreschi di Namek. Ma questa è una storia che torneremo a raccontare più avanti, quando l'urlo di dolore e rabbia del leggendario Super Saiyan riecheggerà di fronte a un imperatore tremante...