Dragon Ball Super 131, analisi del finale di serie: Arrivederci Goku!

Il più improbabile dei team-up è l'arma segreta dell'Universo 7 per affrontare Jiren e tentare di portare a casa la vittoria del Torneo del Potere.

speciale Dragon Ball Super 131, analisi del finale di serie: Arrivederci Goku!
Articolo a cura di

Era il luglio del 2015 quando, sulle TV giapponesi, il franchise di Dragon Ball tornava dopo una trentina d'anni con una serie totalmente nuova. Niente remake, niente spin-off o episodi speciali, ma un prosieguo effettivo delle avventure di Goku e dei suoi amici: un midquel, anzi, posizionato negli anni intercorsi tra la fine della Saga di Majin Bu e il finale vero e proprio dell'opera classica e canonica di Akira Toriyama. Dragon Ball Super è stata una serie complicata, su questo non ci piove: la qualità della sceneggiatura e della scrittura dei personaggi, vecchi e nuovi, ha mandato più volte a farsi benedire fattori come la coerenza o l'interesse vero e proprio, facendo innanzitutto del fan service il suo punto cardine, molto più di ogni altra iterazione dedicata ai Super Saiyan. Pur continuando su una scia costellata di luci e ombre, l'arco narrativo della Sopravvivenza degli Universi ha mostrato il lato più interessante di Super, introducendo una pletora di combattenti provenienti da altri universi, ma soprattutto riportando la serie ai fasti visivi di un tempo - grazie, soprattutto, a uno staff di animatori che finalmente ci ha messo l'anima nella rappresentazione grafica di un'opera così importante - e rimettendo al centro combattimenti epici e spettacolari. Nel corso dei mesi scorsi vi abbiamo fornito, ogni settimana, un'analisi completa di ogni singolo episodio di Dragon Ball Super, ben consci dell'importanza rivestita da un colosso dell'intrattenimento mondiale come il franchise di Toriyama-sensei. Non poteva mancare neanche una disamina sull'episodio 131, che corrisponde anche al finale (momentaneo) di serie. Gettiamoci allora a capofitto nel più spettacolare duello del Torneo del Potere, la resa dei conti finale tra l'Universo 7 e l'Universo 11.

L'ultima speranza

Nessuna opening, questa settimana, nessun recap iniziale particolarmente lungo, ma veniamo quasi subito catapultati negli eventi conclusivi del Torneo del Potere. Dragon Ball Super 131 porta un titolo emblematico, il primo di una lunga sfilza di omaggi e citazioni alle situazioni più classiche di cui l'opera prima di Toriyama ci ha resi partecipi negli anni: "Una conclusione miracolosa! Addio Goku, alla prossima volta in cui ci incontreremo!!". La seconda parte del titolo, quella relativa al saluto a Goku, richiama in effetti il titolo dell'episodio conclusivo di Dragon Ball GT. Ma, se in quell'occasione il saluto sembrava in ogni caso conclusivo, mettendo di fatto un grosso punto finale sulle avventure di uno dei più grandi eroi di sempre, questa volta il commiato da Dragon Ball sembra (ed è, in effetti, visto che i progetti futuri sul franchise sono piuttosto floridi) soltanto un dolce arrivederci, in vista di un ritorno dei nostri Super Saiyan che non si faranno attendere neanche troppo. Ma procediamo con ordine: l'episodio 131 ci riporta esattamente laddove ci avevano lasciati le precedenti puntate. Dopo essersi reso protagonista di un duello tanto spettacolare quanto controverso contro Jiren il Grigio, Goku è rimasto stremato, privo di forze e gravemente danneggiato dai contraccolpi provocati dall'utilizzo smodato dell'Ultra Istinto. Jiren, non senza riservare a Goku un commiato rispettoso, lo ha quindi spinto fuori dall'arena, ma il Saiyan è stato salvato in extremis da Freezer, magicamente ricomparso dai detriti del ring, e addirittura da un redivivo C17, riuscito a sopravvivere all'autoesplosione e proiettato anch'egli verso il duello finale, anche se avremo modo di vedere come il ruolo dell'Androide sia asservito a una causa ben precisa per lo script di questo episodio finale.

E dunque, mentre Goku giace su un piccolo asteroide creato dalle macerie dell'arena imbastita dal Grande Sacerdote, praticamente in fin di vita, ci pensano il crudele tiranno e il cyborg a lanciare una furiosa offensiva contro il Pride Trooper dell'Universo 11: Freezer, in forma dorata, si scaglia immediatamente contro il suo avversario, rendendosi protagonista di uno scambio di colpi che lo vede tutto sommato alla pari contro Jiren, coadiuvato anche dagli attacchi a distanza di Numero 17. Sotto l'incredibile stupore di tutta la platea, la furia di Freezer riesce infine a soggiogare il mortale che neanche un dio della distruzione può sconfiggere, probabilmente esausto e stremato da una serie di duelli che metterebbero alla prova anche la più caparbia delle divinità. Jiren il Grigio viene messo in ginocchio dall'imperatore del male, ormai apparentemente rassegnato alla sconfitta. E Freezer, puntando un Raggio Letale contro il Pride Trooper, si prepara a eliminarlo.

Il più forte di tutti

Ma è su questo punto che, dagli spalti, si alza un grido di incoraggiamento: Toppo, che pare fosse l'unico finora ad aver instaurato un rapporto di qualche tipo con Jiren, lo sprona a non arrendersi, a continuare a combattere credendo nelle uniche cose che lo hanno fatto sopravvivere fino ad ora, la sua forza e il suo orgoglio.

Jiren è sempre stato il più forte nel suo Universo, non ha mai incontrato nessuno che potesse contrastarlo e, per lui, essere forte conta più di ogni altra cosa, il suo orgoglio indomabile lo ha portato a superare sempre di più i propri limiti e a raggiungere un livello superiore anche a un dio della distruzione: fomentato dalle parole del suo compagno, il Pride Trooper si rialza, si gonfia ulteriormente ed è più deciso che mai a continuare a combattere.

È il Jiren che ci piace: furioso, potente, incazzato e incontrollabile. Il Jiren che avrebbe dovuto emergere in questo finale di Torneo, ma che avrebbe dovuto continuare a proteggere i suoi ideali di forza, orgoglio e giustizia, ma che infine (nell'episodio precedente, rendendosi protagonista di un gesto inconsulto e inspiegabile) aveva tradito arrendendosi alla furia omicida. Come sottolinea in seguito Vegeta, osservandolo sugli spalti, nella sua ultima offensiva Jiren ostenta una sicurezza che denota l'aver superato ogni sua perplessità sugli ideali di giustizia e lealtà: è stato lo sprone di una persona che credeva in lui a dargli la forza di reagire e, pur conscio di aver raggiunto la sua incredibile potenza con le sue sole forze, il nerboruto Pride Trooper è ora rinnovato soprattutto nello spirito, deciso e pronto a strappare la vittoria finale a pochissimi secondi mancanti alla conclusione del Torneo del Potere, investendo Freezer e C17 con un'ondata di energia che rischia di spazzarli lontano dall'arena da un momento all'altro.

Il Saiyan e il Tiranno

Ma è a questo punto che accade davvero il miracolo: la cupola di energia rossa, creatasi con l'aura di Jiren mista a quella di Freezer e Numero 17, si tinge d'azzurro. Alle spalle dei due redivivi combattenti del Settimo Universo compare Goku, rialzatosi e "miracolosamente" guarito dal malanno che l'aveva costretto ad annullare l'Ultra Istinto e lo aveva lasciato privo di forze: una soluzione che, francamente, può essere recepita come l'ennesima forzatura, un espediente piuttosto semplice volto a far tornare in scena il nostro eroe come se nulla fosse accaduto, magicamente ripresosi senza alcun aiuto come i Senzu o l'energia donatagli da qualcuno. Ciò che ci lascia maggiormente perplessi è che la guarigione di Goku, da una condizione di spossatezza così estrema al punto da venir rappresentata con toni e colori drammatici nell'episodio 130, debba essere avvenuta nel giro di pochi secondi - probabilmente neanche un minuto, vista l'incredibile dilatazione del tempo durante il Torneo, secondo il quale ogni puntata scandisce a malapena un minuto dei 48 totali per la fine della competizione. Ma, prima di imbarcarci in ulteriori analisi, proseguiamo nel racconto: aiutando Freezer e 17 a respingere l'aura di Jiren, Goku non può che considerare quanto sia incredibile il suo avversario, sottolineando che forse neanche loro tre insieme potrebbero sconfiggerlo ora come ora.

Veniamo poi resi partecipi di un momento particolare intenso tra il nostro eroe e Freezer: il tiranno, prima di lanciarsi nell'offensiva finale, ricorda a Goku la sua promessa di riportarlo in vita alla fine del Torneo e rimane notevolmente colpito dalla solita ingenuità e dal buon cuore del suo nemico di sempre quando Goku, con estrema semplicità, gli rinnova la promessa come se nulla fosse.

Di lì, il piano è semplice: Goku e Freezer si lanceranno in avanti, con C17 che li supporterà a distanza. Inizia così il vero duello finale del Torneo del Potere, una sequenza a dir poco spettacolare - impreziosita da disegni, animazioni ed esecuzioni di altissimo livello - che consacra l'episodio 131, disegnato e animato dal grande Yuuya Takahashi, come uno dei più belli dell'intera serie dal punto di vista meramente visivo. Il tratto di Takahashi è un continuo strizzare l'occhio al meglio del meglio dello stile classico di Akira Toriyama, che impreziosisce volti e fisici degli atleti in gioco con tantissimi dettagli, accentuati da un utilizzo della linea incredibilmente marcato. Goku e Freezer, sotto gli occhi increduli del pubblico e di uno stupefatto Vegeta, combattono fianco a fianco dando vita a un incredibile affiatamento, e rendendosi protagonisti di alcuni frame di altissimo livello: risulta davvero emozionante al team up tra i due nemici di sempre, che già solo per questo assume un significato incredibilmente simbolico, ma in più risulta interessante notare come i due sfoggino lo stesso look che li vide protagonisti nella battaglia su Namecc.

Il vincitore

E qui arriviamo alla questione finale: l'episodio finale di Dragon Ball Super è l'apoteosi del fan service. A partire dal modo in cui personaggi come Goku, ma anche lo stesso Jiren, che riesce ogni volta a rimettersi in piedi nonostante tutti i colpi subiti, mandino a farsi benedire persino la sospensione dell'incredulità: è vero che guerrieri del genere, soprattutto il Saiyan, traggono giovamento dai combattimenti, diventando sempre più forti a ogni sconfitta incassata grazie alle proprietà uniche insite nei loro geni, ma i tempi estremamente stretti in cui si svolge la vicenda ci rendono estremamente difficile riuscire ad accettare totalmente simili risvolti. Il duello che vede protagonisti Goku e Freezer contro il Pride Trooper è la massima espressione di come il fan service travalichi ogni confine della coerenza: tutto sommato, però, complice la realizzazione tecnica eccelsa e il fattore emozioni, che gioca un ruolo importantissimo in un prodotto come Dragon Ball, si riesce a chiudere un occhio su tutto quanto appena detto e applaudire di fronte all'ottima qualità produttiva dell'episodio 131.

Ciò che suscita le maggiori perplessità è proprio il fattore tempo: un elemento, questo, che si riflette per intero in tutta la serie, e cioè l'eccessiva velocità degli eventi. Dragon Ball Super 131 si fa portatore di questo con un episodio che, in tutto e per tutto, risulta incredibilmente (ed eccessivamente) veloce: dopo uno scambio di colpi, a dir poco rocambolesco e spettacolare, gli sforzi congiunti di Goku e Freezer riescono infine ad abbattere Jiren, ma tutti e tre i guerrieri finiscono fuori dall'arena. Sul ring rimane, dunque, il vincitore finale del Torneo del Potere: C17! Proprio lui, il guerriero che più si era fatto apprezzare nel corso della competizione, che era uscito di scena in maniera eroica e credibile facendosi esplodere per fermare Toppo, ma che infine è stato riportato in auge dal controverso team di sceneggiatori della serie con questo unico scopo.

Appare chiaro, anche dal ruolo che ha avuto nello scontro finale, quanto la presenza del gemello di C18 sul ring del Torneo fosse volta unicamente a permettere all'Universo 7 di risultare il vincitore: una scelta che continua a non convincerci, soprattutto in relazione alle modalità tanto brusche quanto incoerenti del suo ritorno, sul finale dell'episodio 130. Il buon vecchio cyborg, però, riesce ancora una volta a farsi voler bene esaudendo il suo desiderio dinanzi a Super Shenron: C17 mette da parte il suo egoismo, scegliendo di ripristinare tutti gli universi cancellati. In una sequenza piuttosto emozionante, nei loro rispettivi pianeti, rivediamo Champa con i vari Cabba, Hit, Caulifla e Kale, rivediamo i tanto odiati comprimari degli Universi 9, 2, 4 e così via, rivediamo ovviamente l'Undicesimo Universo con Jiren che, un attimo prima di essere cancellato, sembrava aver accolto definitivamente l'ideologia che muove Goku e i suoi amici. Torneremo ancora su questo controverso villain, che non possiamo non definire tale visti alcuni gesti inconsulti di cui si è reso protagonista, ma ora è tempo di focalizzarsi sulla tanto attesa conclusione di Dragon Ball Super.

Verso nuove battaglie

I minuti finali di Dragon Ball Super avvengono sulle note della bellissima Limit-Break X Survivor, la opening della Saga della Sopravvivenza degli Universi. I nostri eroi si salutano con divinità e angeli, oltre che con Lord Zeno, avendo saggiato infine il buon cuore del Re di tutte le Cose così come del Grande Sacerdote, quest'ultimo in particolare dipinto come un possibile cattivo in attesa di qualcosa dietro le quinte: e invece, ogni teoria viene sradicata dalle parole del padre di Whis e gli altri angeli, il quale afferma che avrebbero cancellato anche l'Universo 7 in caso avessero scelto di esprimere un desiderio egoista piuttosto che optare per la salvezza di tutte le altre realtà. I Guerrieri Z, infine, tornano sulla Terra pronti a festeggiare la loro vittoria: si celebra la nascita della piccola Bra, si riaccoglie Goten e Trunks di ritorno dall'isola di C17, si assiste all'Androide che corona il suo sogno di portare la famiglia in crociera grazie a una nave della Capsule Corp. di Bulma, ritroviamo Tenshinhan che continua con gli insegnamenti nella sua scuola di arti marziali insieme a Jiaozi e Muten. Ma soprattutto si torna da loro, sempre e comunque: Goku e Vegeta, nella stessa distesa rocciosa che li vide protagonisti nel loro primo e furioso duello, nella stessa e identica posa da combattimento, danno vita a un nuovo addestramento in vista di battaglie future.

E intanto Freezer, che lord Beerus ha scelto di premiare portandolo in fine a nuova vita, raduna un esercito nello spazio e si prepara a partire nuovamente con la sua navicella verso nuove conquiste. È un finale, quello di Dragon Ball Super, che ha lasciato pochissimo spazio alla fantasia, portando su schermo esattamente ciò che si paventava da settimane, senza riservare particolari sorprese al suo pubblico o rivoluzionando in alcun modo la scrittura - e in fondo è un peccato: si poteva forse fare qualcosa in più, osando ulteriormente con lo script, ma è anche vero che si poteva fare ben di peggio.

Ben lungi, da parte nostra, difendere oltremodo una sceneggiatura claudicante che è propria di tutta la serie, ci ritroviamo tuttavia ad ammettere quanto le vicende conclusive dell'anime siano riuscite a trarre il meglio con i mezzi e gli elementi a disposizione, portandoci un finale che si è rivelato emozionate e piacevole da guardare, intriso di una notevole dose di fan service ma che soprattutto rimescola le carte in tavola e riscrive lo status quo di diversi personaggi, tra i quali lo stesso Goku (che, su sua stessa ammissione, non potrà riattivare così facilmente all'Ultra Istinto) o il vecchio Freezer. Il tutto è avvenuto nel segno della prevedibilità, del già visto e di vicende scontate: tuttavia, Dragon Ball Super 131 ha infine offerto ciò che tutti volevamo vedere e, per questo, possiamo considerarla una degna conclusione all'anime midquel di Dragon Ball Z.

Dragon Ball Super L'abbiamo atteso per settimane e mesi, e alla fine l'episodio conclusivo di Dragon Ball Super ci ha regalato ciò che tutti ci aspettavamo. La puntata è avvenuta nel segno della prevedibilità e di una dose sconfinata di fan service, impreziosita però da un comparto artistico di altissimo livello: tra disegni eccelsi, animazioni spettacolari e accompagnamenti sonori guidati dalla più che apprezzabile soundtrack "Ultimate Battle", il Torneo del Potere giunge alla sua conclusione, così come (per adesso) le avventure di Goku e dei suoi amici. La puntata numero 131 è lo specchio riflesso di una serie che ha cercato di anteporre una certa spettacolarità alla coerenza narrativa: se finora abbiamo giudicato il ritmo dell'opera piuttosto altalenante, questa volta - ben consci che, in maniera assolutamente oggettiva, possiamo reputare l'episodio finale di buon livello, avendo tratto il meglio che poteva dai contenuti a disposizione - possiamo lasciarci trasportare un po' dalle emozioni e dal romanticismo, salutando il nostro più grande eroe con un commiato dolce e caloroso, con la promessa di rivederci molto presto per nuove e spettacolari battaglie. Arrivederci, Goku: alla prossima volta in cui ci incontreremo.