Dragon Ball Super: l'analisi del Volume 6 del manga di Toyotaro

Andiamo alla scoperta del nuovo tankobon di Edizioni Star Comics, in cui si accentuano le differenze tra manga e anime di DB Super.

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La serie di Dragon Ball Super, ultimamente, è più popolare che mai. Nonostante il prodotto televisivo sia terminato in Giappone da quasi un anno, la creatura di Akira Toriyama sta sbancando il botteghino in giro per il mondo con Dragon Ball Super: Broly, mentre la versione manga curata dal buon Toyotaro è attualmente impegnata nella costruzione di un arco narrativo che, per la prima volta, non deve confrontarsi con l'anime, in quanto narra una storia inedita e ambientata dopo l'epico scontro con il Super Saiyan Leggendario - che vedremo nei cinema italiani a partire dal 28 febbraio prossimo. Intanto, però, Edizioni Star Comics ci propone il sesto volumetto dell'opera, in cui ha inizio ufficialmente la Saga della Sopravvivenza degli Universi. Un'occasione, per noi, per analizzare gli esordi del Torneo del Potere ora che le vicende sono iniziate in Italia anche nell'opera cartacea, evidenziandone le varie differenze rispetto alla serie TV.

Prima del Torneo

Il precedente tankobon di Dragon Ball Super si era concluso con un presagio all'orizzonte: Son Goku sta per affrontare avversari con una potenza mai vista prima. Dopo aver aiutato Future Trunks a salvare il Multiverso dalle grinfie di Zamasu, cancellato definitivamente dal lord Zen'o presente nella timeline del figlio di Vegeta, il nostro eroe ha dovuto sobbarcarsi il non facile onere di dare un nuovo posto in cui vivere al piccolo re di tutte le cose, che ha spazzato via l'Universo 7 nel futuro e si è ritrovato a vagare nel nulla cosmico. Kakaroth ha quindi portato il piccolo Zen'o dalla sua identica versione del presente, mantenendo la promessa che aveva fatto all'entità sul trovargli un compagno di giochi.

L'occasione è però ghiotta, per il protagonista, per chiedere a Zen'o-sama di organizzare il fantomatico Torneo di arti marziali in cui il Super Saiyan potrà confrontarsi con avversari ancora più forti. Dopo aver scatenato l'ira e lo spavento di Beerus, Goku ottiene finalmente ciò che vuole, e il Gran Sacerdote fa convocare divinità e angeli di tutti i 12 Universi presenti attualmente nel pantheon di Dragon Ball Super.

Il quinto volume del manga si era concluso con un colpo di scena: per dare al piccolo Zen'o del futuro una dimostrazione di lotta, tutti gli Hakaishin sono stati chiamati sul ring per dr vita a un'incredibile royal rumble.
È proprio da questo punto che prendono corpo le significative differenze tra l'anime e il manga di Dragon Ball Super: in questa fase, infatti, la serie televisiva si limitò a proporre un mini-torneo dimostrativo tra alcuni guerrieri mortali.

Tra questi, Son Goku e suo figlio Son Gohan - insieme a Majin Bu - presero parte ai combattimenti, affrontando gli astuti lottatori dell'Universo 9 in una serie di duelli insidiosi e spietati. Nell'opera di Toyotaro, invece, sono gli dei della distruzione a suonarsele sul ring dimostrativo, con il nostro lord Beerus che inizialmente dà prova delle sue incredibili abilità a differenza dei suoi rivali. Il primo capitolo del sesto volumetto, da poco in edicola e fumetteria grazie a Star Comics, mette però in chiaro che anche gli altri distruttori non sono da meno: a partire dal furbo Bermod dell'Universo 11, passando per il potentissimo Liquir dell'Universo 8, la fulminea Heles dell'Universo 2 e il micidiale Rumushi dell'Universo 10.

La lotta viene ben presto interrotta, tuttavia, poiché la portata dei colpi degli Hakaishin è tale che i due piccoli Zen'o non riescono a godersi l'incontro; viene quindi proposto un duello tra due mortali, ed ecco che sotto i riflettori finiscono proprio il nostro Goku e Toppo, un candidato dio della distruzione dell'Universo 11, destinato a diventare il successore di Bermod. Dopo una serie di colpi al cardiopalma, però, il nostro deve arrendersi di fronte all'energia stratosferica del Pride Trooper, soltanto per apprendere che esiste un essere addirittura più forte di un dio della distruzione nell'Undicesimo Universo: un tale chiamato Jiren.

Alla ricerca di Guerrieri

L'incontro dimostrativo termina con la promessa di ritrovarsi nel luogo designato per l'inizio del Torneo del Potere entro 39 ore. In meno di due giorni Son Goku ha quindi il compito di trovare altri 9 combattenti che possano rappresentare l'Universo 7 in una royal rumble che durerà 48 minuti, al termine della quale gli Universi sconfitti verranno cancellati dall'esistenza e l'unica dimensione che vincerà potrà esprimere un desiderio con le Super Sfere del Drago. Dopo aver accolto il consenso di Vegeta, Piccolo, Gohan, C-18, Crillin, Tenshinhan e Muten, il saiyan si ritrova di fronte a un dilemma: chi saranno gli ultimi due rappresentanti del Settimo Universo?

La scelta ricade, innanzitutto, niente meno che su C-17, il gemello della moglie di Crillin che in seguito agli eventi del Cell Game andò a vivere su un'isola lontana per mettere su famiglia e prendersi cura della fauna locale. Il cyborg è diventato incredibilmente forte al punto da tenere testa a Goku Super Saiyan 3 e, dopo aver appreso del destino in bilico dell'Universo, nonché della presenza di Crillin, accetta di combattere.

In questo frangente, infatti, il buon Toyotaro ci ha proposto alcuni dialoghi che nell'anime restano inediti, in cui l'autore ha dimostrato tutto il suo amore nei confronti del manga classico di Akira Toriyama in nome di una serie di piccoli dettagli volti a completare il racconto: C-17, infatti, si rende protagonista di un momento in cui, ricordando che sua sorella gli comunicò che l'ordigno di auto-esplosione nei loro corpi era stato rimosso per volere del terrestre, ammette di essere in profondo debito nei confronti di Crillin. Come se non bastasse, l'androide cita il nome di Cell giustificando che è in grado di riconoscere Goku soltanto perché lo aveva visto attraverso gli occhi della creatura che lo aveva assorbito: ricordiamo, infatti, che Kakaroth e numero 17 non si erano mai incontrati prima di questo momento, e dunque entrambi ignoravano le fattezze dell'altro.

Al nostro Super Saiyan Blue non resta che trovare un ultimo rappresentante prima che il tempo scada e l'Universo 7 debba rispondere alla chiamata di Zen'o. La scelta ricade inaspettatamente su lord Freezer: grazie ai poteri della vecchia Sibilla, l'imperatore galattico ottiene di risorgere per sole 24 ore e, seppur a malincuore, accetta l'improbabile alleanza con i suoi nemici di sempre, con la promessa di essere resuscitato in caso di vittoria al Torneo del Potere. Il team è pronto e i Guerrieri Z si preparano a iniziare il torneo per la sopravvivenza del loro universo: nell'osservarli durante il teletrasporto nel luogo che deciderà il loro destino, non possiamo che unirci a Bulma. Con in braccio la neonata Bra, la donna non può che guardare fiduciosa i propri eroi e borbottare, con il sorriso: "Siamo nelle vostre mani... ragazzi". Un saluto che, nell'anime di Super, seppe anche di amaro addio: furono le ultime parole pronunciate da Hiromi Tsuru, storica doppiatrice giapponese della primissima amica di Goku sin dall'episodio pilota di Dragon Ball.

I Pride Trooper

Il volumetto ci propone anche una rapida panoramica di alcuni dei principali Universi che prenderanno parte alla pericolosa competizione. Su tutti l'Universo 6, in cui il giovane Cabbe si occupa di reclutare combattenti per conto di lord Champa. La scelta ricade su Caulifla, una predona che milisul pianeta Sadala vivendo alla giornata e derubando gli altri. Qui la saiyan, apprezzata dai fan dell'anime durante il Torneo del Potere, assume una caratterizzazione diversa rispetto alla TV: la giovane è a capo di un gruppo di orfani che riconoscono nella sua figura una leader carismatica e materna. Al seguito di Caulifla c'è ovviamente Kale, una mansueta saiyan destinata a risvegliare dentro di lei un potere nascosto che i fan dovrebbero conoscere bene.

Passando all'Universo 11, ci vengono mostrati i famigerati Pride Trooper in azione: Toppo e il suo compagno Dyspo guidano la squadra di giustizieri votati al mantenimento dell'ordine, ma il gruppo si ritrova ben presto in difficoltà contro un mostro gigante. È qui che interviene Jiren il Grigio, il campione dell'Universo 11, colui che si dice sia più forte addirittura di lord Bermod nonostante sia un mortale senza possedere un'aura divina. Jiren inizialmente è restio a partecipare alla competizione: i suoi ideali di giustizia lo portano a desiderare di rimanere nell'Undicesimo Universo per mantenere la pace, ma le parole di Bermod a proposito delle Super Sfeere del Drago accendono uno strano bagliore negli occhi del guerriero, intenzionato chiaramente a esaudire un certo desiderio.

La Sopravvivenza degli Universi

Il manga di Toyotaro, da questo momento in avanti, si renderà protagonista di una serie di differenze sostanziali rispetto all'anime televisivo. La conclusione del Torneo del Potere (tradotto qui da Star Comics in "Torneo della Potenza") prenderà la stessa piega vista nell'episodio 131 di Dragon Ball Super, ma saranno il suo svolgimento e i duelli proposti durante la competizione a cambiare in maniera sostanziale, al fine di proporre ai lettori una versione alternativa della stessa storia.

L'opera cartacea assume quindi un doppio valore: da un lato il gusto di una narrazione diversa e, sotto certi aspetti, con meccanismi di scrittura ben più coesi e avvincenti rispetto alla serie televisiva. Basti pensare agli approfondimenti effettuati sul personaggio di C-17 o alla scelta di darci un assaggio della potenza degli dei della distruzione, mostrati in azione durane il pre-torneo. Dall'altro, poi, c'è il gusto di un tratto di disegno come quello di Toyotaro: come abbiamo già evidenziato a più riprese, il giovane mangaka riesce a emulare lo stile del sensei Toriyama trovando al tempo stesso una sua personale e riconoscibile firma, che anche in fase di regia riesce a mettere in scena uno storytelling degno del miglior Akira.

Dragon Ball Super (Manga) Il Torneo del Potere rappresenta l'arco narrativo in cui il manga di Dragon Ball Super prende le maggiori distanze dall'anime che ammireremo in TV nel corso del 2019. Leggere la versione cartacea rappresenterà dunque un'ottima alternativa agli episodi che compongono la Saga della Sopravvivenza degli Universi, il cui debutto su Italia 1 in lingua nostrana dovrebbe avvenire a ridosso dell'uscita in sala di Dragon Ball Super: Broly.