Dragon Ball Super: analisi episodio 120, la rinnovata determinazione di Gohan!

Ad un passo dalla conclusione del Torneo del Potere, un coraggioso guerriero Saiyan affronta da solo il Terzo Universo: il suo nome è Gohan!

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Dopo la recente eliminazione del Quarto Universo di Lord Quitela, avvenuta soltanto nello scorso episodio di Dragon Ball Super, il Torneo dei Potere indetto dai due Zeno è ormai divenuto una sfida a tre fra il Terzo, il Settimo e l'Undicesimo Universo. Il tempo a disposizione dei concorrenti sta però volgendo al termine, e sebbene la squadra di Lord Beerus sia al momento la più numerosa, i nostri eroi devono ancora fare i conti coi tre Pride Trooper più potenti, i quali si ergono beffardi sull'arena del torneo. Una nuova minaccia, invero abbastanza prevedibile, si appresta però a sconvolgere ancora una volta l'equilibrio della tremenda competizione...

Strategie di sopravvivenza

Terminato il consueto riassunto iniziale, l'episodio 120 di Dragon Ball Super, intitolato "Tecnica di sopravvivenza perfetta! L'assassino minaccioso dell'Universo 3!!", ha visto i due Zeno sottolineare con un pizzico di rammarico l'ormai elevato numero di partecipanti sconfitti: poiché ormai restano solo tre universi, lo spettacolo sta per volgere al termine, e le supreme divinità del multiverso appaiono particolarmente amareggiate. Ci pensa però il Grande Sacerdote a consolare il Re di Tutto, suggerendo loro che la fase più elettrizzante dell'intera competizione si appresta solo a cominciare. All'interno dell'arena, intanto, Gohan ricorda agli altri compagni di squadra che, nonostante i Pride Trooper saranno certamente l'ostacolo ultimo per poter ottenere l'ambita vittoria, anche il Terzo Universo dispone ancora di un elevato numero di lottatori, e pertanto non va sottovaluto. La strategia del sommo Ea, dopotutto, ha permesso al geniale Paparoni e alle sue macchine di giungere addirittura alla fase conclusiva della sfida: pertanto, il valore dei suoi guerrieri, come notato dall'angelo Whis, appare evidente. Adesso che i giochi sono vicini alla fine, Lord Mosco, dagli spalti destinati a divinità e lottatori sconfitti, ordina ai componenti della propria squadra di radunarsi e attaccare il team di Beerus, al fine di assottigliarne le fila e passare di conseguenza in vantaggio!

L'offensiva dei robot si rivela alquanto furiosa e, fra raggi laser e improvvisi assalti frontali, non solo separa Gohan e compagni (con l'eccezione di Freezer che ancora continua a tenersi in disparte), ma persino si dimostra all'altezza della situazione. L'androide Viara, ad esempio, affronta da solo i cyborg C-17 e C-18, bloccando qualsiasi loro attacco grazie alla propria difesa mostruosa, e costringendo i due fratelli a mettere in atto un'ingegnosa strategia: tempestando l'avversario con colpi energetici sempre più rapidi e provenienti da due lati opposti, i due riescono a infrangere la zona addominale del guerriero corazzato e, una volta neutralizzata la sua inviolabile difesa, a scagliarlo fuori dal ring con un poderoso calcione.

I tre Super Saiyan

Dall'altro lato dell'arena, intanto, i massici Bollarator e Panchia prendono di mira Goku e Vegeta, mentre il compagno Koitsukai, da lontano, osserva e studia i vari avversari rimasti in gara. È però il primogenito di Gohan a fronteggiare i mecha, al fine di permettere agli altri Saiyan di risparmiare la propria stamina per la sfida finale del torneo: i Pride Trooper, appunto. La rinnovata forza del giovane, che prima del Torneo del Potere si è allenato con Piccolo per raggiungere nuovamente il livello di potere sbloccato qualche anno prima da Kaioshin il Sommo, riesce in effetti a contenere e vanificare gli assalti congiunti degli avversari, costringendo Lord Mosco ad impartire un nuovo ordine: "è il momento di utilizzare il Piano X". Senza farselo ripetere, il dottor Paparoni interviene nello scontro fra Gohan e le sue creazioni e, attraverso il proprio scettro, innesca l'unione delle tre macchine, dando vita al mastodontico Koicheareta: un nuovo mecha dotato di forza, difesa e velocità inaudite. Sfruttando queste tre caratteristiche, il colossale guerriero riesce quasi a schiacciare il Saiyan, il quale, attingendo a tutta la propria forza di volontà, sbilancia il nemico e lo costringe a mostrare il fianco per un breve istante - un battito di ciglia che Goku e Vegeta, ormai "ricaricati", sfruttano prontamente per atterrare il possente Koicheareta.

Insieme, i tre Saiyan si scagliano contro il nemico per farlo arretrare ulteriormente, e mentre i due Super Saiyan Blue lo distraggono con due potenti colpi energetici, Gohan, dopo aver avuto abbastanza tempo per infondere tutta la propria energia nel colpo successivo, tenta ci chiudere la partita con una portentosa Kamehameha. Lo scontro tra le due forze è impressionante, ma dopo una combattuta fase di stallo, è proprio Gohan ad avere la meglio, scagliando apparentemente lontano sia il gigantesco mecha che il suo diabolico inventore. È questa indiscussa prova di forza, inoltre, a fargli guadagnare il rispetto di Lord Beerus, che per la prima volta dall'inizio del Torneo si decide a chiamarlo per nome e non più "ragazzo". Creduto ormai sconfitto e addirittura fuori dal ring, il dottor Paparoni accoglie però i Saiyan con un agghiacciante risata, annunciando che li eliminerà a costo della sua stessa vita! Sprigionando un minaccioso bagliore violaceo dal proprio scettro, l'inventore si erge dunque davanti al trio di guerrieri, rivelando che Koicheareta non è ancora stato abbattuto. Ma quale sarà l'arma segreta che il dottore non avrebbe voluto usare?!

Dragon Ball Super Poiché il Torneo del Potere si concluderà entro dieci minuti ancora, decretando non solo il vincitore, ma anche l'universo cui sarà concesso sopravvivere, ogni combattente dei team ancora in gara è costretto a ricorrere a strategie ed armi segrete, capaci di ribaltare anche più volte la situazione. In questo drammatico scenario, gli animatori di Dragon Ball Super hanno confezionato un altro episodio pregno di azione e colpi di scena, regalandoci scene di lotta ben realizzate e molto frenetiche. Nonostante qualche evento sul fronte narrativo ci sia comunque parso troppo scontato e prevedibile, il riscatto di Gohan e la sua rinnovata determinazione sono senza dubbio l'elemento più sorprendente dell'episodio - uno sviluppo su cui probabilmente non avremmo mai scommesso, visto il ruolo che il ragazzo ha ricoperto finora in Dragon Ball Super. Augurandoci che il ritorno alle origini del Saiyan non resti un caso isolato, ma che perduri per il resto della serie, non possiamo che ritenerci soddisfatti della qualità complessiva dell'episodio.