Dragon Ball Super: analisi episodio 125, l'ascesa del possente Toppo!

Un evento senza precedenti sconvolge Lord Beerus e i suoi combattenti ancora in gara, rimescolando ancora una volta le carte in tavola!

speciale Dragon Ball Super: analisi episodio 125, l'ascesa del possente Toppo!
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A poche settimane ormai dalla conclusione di Dragon Ball Super, i più recenti episodi della serie hanno visto inasprirsi il confronto finale tra i guerrieri del Settimo e dell'Undicesimo Universo. Grazie al sacrificio di Gohan, che la scorsa settimana si è lasciato eliminare da Freezer assieme al rapidissimo Dyspo, i nostri eroi non solo hanno portato a casa un'importante vittoria, ma in questo momento godono di un notevole vantaggio numerico che, se sfruttato con astuzia, potrebbe realmente condurli alla vittoria finale. D'altro canto, i due Pride Trooper ancora in gara sono di certo fra gli avversari più potenti e caparbi che i nostri eroi abbiano mai dovuto affrontare, e non è detto che non possano ancora nascondere qualche asso nella manica...

L'astuto piano di C-17

Intitolato "Imponente! L'avvento del Dio della Distruzione, Toppo!!", il 125° episodio di Dragon Ball Super si è aperto ancora una volta con lo scontro fra Jiren e i due Super Saiyan Blue, una sfida che nelle ultime settimane è stata quasi messa da parte per concedere il giusto spazio anche agli altri finalisti. Nonostante l'offensiva impetuosa dei due avversari, che neanche nel bel mezzo della lotta perdono l'occasione per punzecchiarsi, il possente Pride Trooper appare ancora fresco come una rosa e addirittura, una volta immobilizzato dal nostro Goku, riesce nella sconvolgente impresa di evitare un Final Flash di Vegeta col solo sguardo. Come i fan più attenti ricorderanno, già in passato Il Grigio aveva adoperato dei misteriosi poteri speciali per evitare gli attacchi del nemico, alimentando non poche teorie sui suoi presunti poteri telepatici: che Dragon Ball Super si appresti finalmente a fare chiarezza su questa annosa questione? Nel frattempo, il lottatore, dopo essersi liberato dalla morsa del Saiyan, ha steso ambedue gli avversari senza il benché minimo sforzo, affermando per l'ennesima volta la propria superiorità. E mentre, sugli spalti, Lord Beerus si complimenta col giovane Gohan per il risultato ottenuto la scorsa settimana, C-17, nell'arena del torneo, è alle prese con un Toppo particolarmente agguerrito. Conscio di non disporre della forza necessaria per sconfiggere il rappresentante dell'Undicesimo Universo, il cyborg creato dal Dr. Gelo sta invece utilizzando la propria agilità e la barriera - che più volte, durante lo stesso Torneo del Potere, ha salvato i nostri eroi da situazioni tremende - per tenere impegnato il nemico fino allo scadere del tempo limite.

Avendo il Settimo Universo ancora quattro partecipanti, rispetto ai due del team rivale, la strategia dell'astuto cyborg sembra pagare i suoi sforzi, anche grazie alla presunta ingenuità del Pride Trooper che, a differenza dei guerrieri ormai in tribuna, sembra non aver compreso il piano del ragazzo. La situazione di stallo che vede protagonisti i due contendenti si capovolge rapidamente quando C-17, anziché fuggire da un capo all'altro dell'arena, tempesta con colpi energetici il proprio oppositore, permettendogli di abituarsi ai suoi colpi e di scovare una pericolosa falla nella sua offensiva; ricorrendo a tutta la propria "giustizia", Toppo si sottrae dapprima alla pressione del rivale, per poi spingerlo quasi fuori dal ring con un terrificante colpo energetico.

Toppo alle corde!

Ad un passo dall'eliminazione di C-17, l'assalto del candidato Dio della Distruzione incontra un ostacolo imprevisto: rimasto in disparte per tutta la prima parte dell'episodio, Golden Freezer si intromette nella sfida a due e martella la schiena del mastodontico guerriero con una sconfinata serie di laser, in modo che il nemico venga letteralmente preso fra due fuochi; colpito ormai da tutte le parti, Toppo perde di conseguenza il controllo della situazione e gli sforzi combinati dei due rivali riescono apparentemente a spingerlo fuori dal ring, sollevando un enorme polverone. Ma mentre Crilin e gli altri danno già per sconfitto il possente lottatore, il saggio Whis fa notare che la partita non è affatto chiusa, in quanto questi non ha raggiunto gli spalti ed è ancora in gara. Stremato, ferito e addirittura tremolante, Toppo si erge infatti a fatica nell'enorme solco creato dall'ultimo attacco dell'alieno, quando le sue possenti gambe cedono dinanzi al suo eccessivo peso corporeo. In ginocchio e quasi in stato catatonico, il prode combattente della giustizia è costretto per giunta a subire le angherie verbali dello stesso Freezer che, col suo solito fare altezzoso e arrogante, paragona il rivale ad un rifiuto e soprattutto critica anche piuttosto duramente i suoi ideali. Visibilmente adirato e ormai privato dell'iconica uniforme dei Pride Trooper, Toppo si erge davanti allo spavaldo alieno, annunciando di aver infine superato i concetti di giustizia e malvagia, per poi scatenare un potere capace di cogliere persino l'attenzione di Jiren e dei suoi rivali, sconvolgendo nel frattempo l'intera tribuna.

Sotto gli occhi attoniti di Shin e Lord Beerus, e per la soddisfazione di Lord Belmond, Khai e dell'Angelo Marcarita, il candidato Dio della Distruzione si è infatti deciso ad abbracciare finalmente il supremo Potere della Distruzione (o Hakai, se preferite), ottenendo un power-up oltre l'immaginazione. Avvolto da una tetra aura violacea, il Pride Trooper subisce addirittura un inquietante mutazione corporea: mentre sui suoi addominali compare uno strano simbolo prima assente, la pelle e gli occhi del guerriero si fanno molto più scuri, attribuendogli un aspetto persino più minaccioso e aggressivo.

Il nuovo Toppo

Per nulla impressionato dalla nascita del nuovo Dio della Distruzione, Golden Freezer scaglia un raggio laser contro l'avversario, ma l'attacco si dissolve nell'etere una volta entrato a contatto col petto del Pride Trooper, preoccupando sia C-17 che lo stesso Freezer. È Lord Beerus, questa volta, a spiegare cosa stia accadendo: ricorrendo al potere dell'Hakai, Toppo è ora in grado di generare una sorta di barriera attorno al proprio corpo che distrugge tutto quel che vi entra a contatto, risultando una tecnica sia offensiva che difensiva. Sul ring, intanto, l'aggressiva divinità scaglia una potente sfera di Hakai contro il tiranno intergalattico, che già in passato era già riuscito a respingerne una; convinto di poter ripetere l'impresa, l'alieno, anziché cercare di schivare l'attacco, lo attende a braccia aperte e cerca di respingerlo con la sua sola forza, ma la soverchiante energia di Toppo ha la meglio persino su di lui e lo scaraventa lontano, spaccando letteralmente in due l'intera arena del Torneo del Potere. Convinto di aver messo al tappeto il tiranno, Toppo può ora concentrarsi sull'altro avversario che, intento a studiare la rinnovata potenza del rivale, sfrutta le macerie dell'arena per spostarsi velocemente e prendere tempo. Non solo i colpi di Toppo sono ora in grado di perforare la sua barriera energetica, ma il ki di C-17 non ha più alcun effetto sul corpo del nemico, che riesce a vanificare qualsiasi attacco grazie allo spaventoso potere dell'Hakai. Ciononostante, anche il Dio della Distruzione ha un limite: il potere dell'Hakai non può essere adoperato continuamente, pertanto l'unica occasione per cercare di sopraffare Toppo è rappresentata da quella precisa, ma breve finestra di tempo. Sfortunatamente per C-17, il sempre più determinato Toppo, anziché inseguire l'avversario e continuare a sprecare i pochi minuti rimasti, sfrutta la sua rinnovata forza per distruggere persino le macerie dell'arena, ottenendo come risultato la possibilità di eliminare il cyborg con un colpo diretto. La sua tattica, tuttavia, è ancora una volta vanificata dal repentino intervento di Freezer che, tornato alla sua classica "forma finale", si presta ad un easter egg che i fan di Dragon Ball Z apprezzeranno senza dubbio. Infuriato e ferito nell'orgoglio, il tiranno ricorre dunque alla sua terrificante Death Ball, con la convinzione che almeno questo potente colpo, in grado di distruggere persino un pianeta, possa sortire qualche effetto contro un Dio della Distruzione.

Tutt'altro che impressionato, Toppo accoglie il colpo del nemico, imitando l'atteggiamento assunto da Freezer solo pochi minuti prima, e difatti, sotto gli occhi increduli dell'alieno, persino l'enorme Death Ball si dissolve a contatto con una minuscola sfera di Hakai sprigionata dalla divinità. Senza perdere nemmeno un istante, il Pride Trooper si lancia allora contro Freezer e lo pesta con indicibile crudeltà, rivolgendogli contro le stesse parole di scherno proferite nella prima parte della puntata. Sconfitto e umiliano, il tiranno viene poi scagliato in direzione del vuoto, ma un masso lanciato dallo stesso C-17 riesce a salvarlo in extremis da un'eliminazione altrimenti certa. Con Freezer fuori da giochi, il cyborg, seppur conscio della propria inferiorità, non accetta di darsi per vinto e annuncia che la partita non è ancora terminata.

Dragon Ball Super Annunciata già diverse settimane fa, l’ascesa a Dio della Distruzione di Toppo ha rovesciato le sorti di uno scontro quasi a senso unico e, siamo certi, finirà per rimescolare totalmente le carte in tavola. Proprio quando i giochi sembravano ormai fatti, il travolgente potere del guerriero, peraltro disegnato sempre in maniera impeccabile, ha completamente attirato su di sé l’attenzione dei fan, che da troppo tempo erano invece focalizzati sul fantomatico mortale che nemmeno un Dio della Distruzione può sconfiggere: Jiren. Dinanzi a questa sensazionale coppia di guerrieri, il team del Settimo Universo, che finora ha sfruttato a proprio vantaggio la notevole superiorità numerica, sarà inevitabilmente costretto a rivedere la propria strategia e a riposizionare i lottatori ancora in campo. E nonostante il riutilizzo di qualche frame di troppo, soprattutto nel breve momento dedicato alla sfida fra Jiren e i due Saiyan, l’episodio 125 di Dragon Ball Super si è dunque rivelato una delle puntate più riuscite e intriganti dell’intera fase finale del torneo, sia dal punto di vista artistico che narrativo, anche grazie al sapiente uso di una colonna sonora sempre attenta a sottolineare i toni drammatici del racconto.