Dragon Ball Super: analisi episodio 130, lo scontro più spettacolare!

Si conclude in questo episodio lo scontro più atteso e interessante di tutto il Torneo del Potere. Chi si guadagnerà il diritto di continuare a esistere?

speciale Dragon Ball Super: analisi episodio 130, lo scontro più spettacolare!
Articolo a cura di
Antonello Antonello "Kirito" Bello è un Monster Hunter di professione, nonché accumulatore seriale di videogiochi di produzione rigorosamente giapponese. Pare si sia autoesiliato in una dimensione alternativa in cui le personificazioni di SQUARE ENIX, BANDAI NAMCO Entertainment e CyberConnect2 sono sue compagne d’arme nella sanguinosa lotta contro l'odiato dio degli FPS e gli infedeli al suo seguito. Per qualche strana ragione, ha un’evidente ossessione per le spade e sogna di governare Gamindustri. Purché non sia completamente infognato con qualche JRPG, potete contattarlo via Facebook o scrivergli una e-mail.

Promessaci fin dall'inizio del Torneo del Potere, la battaglia finale fra Goku e Jiren si è fatta attendere più del previsto, ma soprattutto ha seguito un "percorso" tutt'altro che lineare e prevedibile. Fra interruzioni, power-up e imprevedibili colpi di scena, il risultato dello scontro più importante del nostro eroe appare ancora incerto, così come la conclusione dello stesso Torneo del Potere, ma mentre le sinossi degli scorsi giorni sembravano anticipare un finale tutto sommato scontato e ampiamente previsto dai fan già da diversi mesi, la puntata odierna ha invece proposto al pubblico una serie che sorprese che potrebbero aprire le porte a infiniti scenari. In attesa di conoscere la conclusione escogitata da Akira Toriyama e dagli sceneggiatori di Dragon Ball Super, questa settimana possiamo quantomeno goderci il tanto atteso rematch fra quelli che si sono dimostrati i due guerrieri più ostinati degli universi chiamati a combattere per la propria sopravvivenza.

Perdere tutto

Intitolato "Il più grande scontro di tutti i tempi! La battaglia finale per la sopravvivenza!", il 130° episodio di Dragon Ball Super, a differenza dei suoi predecessori, ha conquistato le nostre simpatie grazie al ridotto numero di dialoghi, che di conseguenza hanno stavolta lasciato il posto all'azione vera e propria, regalandoci una disputa molto accesa e degna di essere considerata "la finale". Forte dell'Ultra Istinto Perfetto, raggiunto al termine della scorsa puntata, Goku è diventato molto rapido e preciso, e il suo corpo è ora in grado di evitare (o comunque parare) istintivamente qualsiasi attacco del suo caparbio avversario. A ragion veduta, tutta la prima parte dell'episodio è servita a sottolineare la rinnovata supremazia di Goku che, ormai in grado di dissolvere senza il minimo sforzo anche i più pericolosi attacchi del Pride Trooper basati sul Ki, si è finalmente preso la sua meritata rivincita. Sopraffatto dalla soverchiante potenza di Goku e ferito più nell'orgoglio che nel fisico, Jiren il Grigio non ha mostrato nemmeno per un'istante l'intenzione di volersi arrendere ma, al contrario, quest'esperienza "nuova" ha risvegliato il profondo trauma della sua infanzia, permettendogli di sprigionare una forza persino superiore a quella dispensata fino a quel momento. Avvolto dalle fiamme e determinato a dimostrare l'assolutezza della forza e della giustizia, il Pride Trooper, forte del suo vero potere nascosto, si è dunque scagliato contro il Saiyan, riuscendo a seguirne di nuovo i movimenti. Il nuovo round tra i contendenti è furioso, e nessuno dei due rivali sembra ormai in grado di sopraffare l'altro, finché un potente colpo energetico di Jiren dissolve la Kamehameha di Goku e quasi lo scaglia oltre i limiti dell'arena. Proprio quando la situazione sembrava essersi nuovamente capovolta, Kakaroth riemerge dalla polvere sollevata dalla tecnica dell'avversario, e senza perdere tempo coinvolge il Pride Trooper in un rapidissimo scambio di colpi in duello corpo a corpo. Jiren è sbigottito: come può il rivale conservare così tanta stamina dopo l'attacco subito? Dove trova la forza per rialzarsi e continuare a combattere? Alternando pugni a tecniche basate sul Ki, il Pride Trooper riesce comunque a stendere ancora una volta l'avversario, dando a Lord Belmond l'illusione che la battaglia sia ormai vinta. I guerrieri del Settimo Universo, al contrario, sono terrorizzati: mentre Beerus, vedendo a terra il suo miglior rappresentante, appare alquanto preoccupato, Crilin invita i presenti a non gettare ancora la spugna, poiché Goku, indipendentemente dalla gravità delle situazioni che ha dovuto affrontare nel corso della sua vita, si è sempre rialzato a combattere, capovolgendo le sorti dei duelli più impegnativi. A ragion veduta, il terrestre è convinto che l'amico non sia ancora spacciato, e che al contrario riuscirà a battere una buona volta anche Jiren il Grigio.

Scontro di ideali

Spronato dalle parole del compagno di squadra, Goku, seppur a fatica, riesce comunque a rimettersi in piedi, provocando in Jiren un'apparente reazione di rifiuto. Nonostante tutti i suoi tentativi di spezzare in due la forza di volontà del Saiyan e dimostrare quanto i suoi ideali siano effimeri dinanzi alla propria giustizia, questi continua invece a combattere, affermando con determinazione che la partita non sia ancora chiusa. Sconvolto e adirato allo stesso tempo, il Pride Trooper non può fare a meno di domandare al suo avversario cosa gli dia la forza per rialzarsi ogni volta e continuare a superarsi, ma è proprio la risposta del Saiyan ad irritarlo ulteriormente: come sempre, Goku combatte per coloro che credono in lui, e in nome di quella stessa fiducia promette che non si arrenderà finché non avrà portato a casa la vittoria. Ribadendo ancora una volta quanto siano effimeri l'amicizia e la fiducia dinanzi al suo potere, Jiren si lancia verso il nemico, deciso a schiacciarlo una volta per tutta, ma il Saiyan giura che durante la battaglia in corso dimostrerà al rivale quanto si sbagli. E mentre le divinità dell'Undicesimo Universo si domandano come questi possa continuare ad accrescere la propria forza e la velocità, Piccolo spiega all'intera tribuna che Goku non combatte per sé stesso, ma che riesce a superarsi perché in lui sono riposte le speranze di tutti i suoi amici. Secondo il saggio Maestro Muten, il Saiyan e i suoi compagni tengono l'uno agli altri, e proprio questo permette loro di continuare a crescere e migliorarsi: a sua detta, Goku è consapevole che il potere sprigionato durante la lotta in corso deriva, quantomeno in parte, dagli amici che credono in lui, e proprio questo non gli permette di arrendersi.

Sul campo di battaglia, intanto, lo scontro tra i due contendenti è abbastanza equilibrato: i colpi si susseguono rapidi, sempre più precisi e mirati, e entrambi i guerrieri tentano di sfruttare delle apparenti situazioni di vantaggio, senza però riuscire a far oscillare l'ago della bilancia a proprio favore. Tutto cambia quando Jiren, sbilanciato, è vittima dell'offensiva di Goku e viene addirittura scagliato con violenza contro uno degli enormi detriti che si ergono al posto dell'arena del torneo: adoperando la propria velocità senza eguali, il Saiyan colpisce il rivale in pieno petto, mettendolo difatti con le spalle al muro e costringendo l'avversario a riconoscere la differenza di potere che ormai li separa.

L'ira di Goku

Il Pride Trooper è esterrefatto. Accettare la superiorità di un simile potere equivarrebbe a negare tutto quello che ha dovuto patire in passato, di conseguenza non può lasciarsi battere dall'amicizia e dai sentimenti. Deciso a dimostrare quanto la fonte della forza di Goku sia facilmente cancellabile, Jiren scaglia allora un tremendo colpo energetico contro la tribuna del Torneo del Potere, spingendo i presenti a credere che sia ormai giunta la fine. In un battito di ciglia, Goku riesce tuttavia a sventare la mortale mossa del rivale, ma quel gesto così vigliacco da parte del Pride Trooper si rivela la proverbiale goccia in grado di far traboccare il vaso... Promettendo che non potrà mai perdonare colui che ha cercato di fare del male ai suoi amici, la reazione di Goku è più violenta che mai: scatenando l'energia dell'Ultra Istinto con una terribile esplosione, il Saiyan si scaglia a piena potenza contro il rivale, tempestandolo di colpi feroci da tutti i lati e vanificando qualsiasi tentativo di sottrarsi alla sua iraconda offensiva. Le animazioni diventano dunque incredibilmente rapide e quasi confusionarie, fino a impedirci di seguire con estrema precisione i movimenti dei due guerrieri, finché Goku, superando le difese del rivale, lo mette fuori combattimento con un'ultima, poderosa Kamehameha.

Sebbene questi non finisca fuori dal ring (grazie all'ennesimo e fastidioso detrito dell'arena), il Pride Trooper è vinto, pertanto Goku si avvicina per dargli il colpo finale e decretare la fine del Torneo del Potere. Tuttavia, in questi ultimi istanti riemerge quello che potremmo definire il nemico numero uno dei Saiyan, ossia quella loro caratteristica che, da sempre, è stata una continua fonte di guai per i nostri eroi: il loro orgoglio. Anziché accontentare Jiren e spingerlo fuori dal ring, il nostro eroe spende dei preziosi secondi per fargli ammettere cosa l'abbia sconfitto, mentre Lord Beerus, in tribuna, gli intima di chiudere in fretta la partita.

Quando il Saiyan si decide infine a caricare un ultimo colpo per scagliare il Pride Trooper fuori dal ring, il suo corpo cede alla fatica accumulata durante la lunga trasformazione in Ultra Istinto, privandolo non solo del power-up, ma addirittura delle forze necessarie per continuare a reggersi in piedi. E mentre lo stesso Beerus cerca di ribadire quanto la vittoria appartenga ormai al Settimo Universo, Lord Belmond dell'Undicesimo incita Jiren ad approfittare della situazione per eliminare Goku dalla competizione e vincere il Torneo del Potere. Dapprima combattuto e poco incline ad esaudire la richiesta del suo Dio della Distruzione, il Pride Trooper cede alla tentazione quando questi gli rammenta che così facendo potrà mettere le sue mani sulle Super Sfere del Drago.

Seppur contrario a chiudere la disputa in questo modo, Jiren rivela a Goku che questi continuerà a vivere per sempre nei suoi ricordi e lo scaglia lontano con un debole colpo energetico atto a distruggere il pavimento sotto i suoi piedi. Tutto sembra perduto ma, in mezzo alla polvere e ai detriti, la rovinosa caduta di Goku è interrotta da una tecnica energetica che lo fa precipitare su quel che resta dell'arena: sotto gli occhi increduli di Jiren e Lord Beerus, Golden Freezer è di nuovo in piedi! Altrove, intanto, un altro caparbio guerriero che credevamo ormai spacciato riemerge dai detriti: è C-17, che a quanto pare non si era autodistrutto. Intimorito dalla ricomparsa dei due rappresentanti del Settimo Universo, Belmond ordina al sottoposto di sconfiggerli in fretta, poiché il tempo sta ormai per scadere: mancano solo pochi secondi alla conclusione del Torneo del Potere, e mentre Goku giace a terra dolorante, Freezer e C-17 sono pronti a giocarsi il tutto per tutto, consci di essere l'ultima speranza di vittoria per il Settimo Universo.

Dragon Ball Super Come menzionato in apertura, lo scontro fra Goku e Jiren, anche a causa dei più recenti spoiler emersi in rete, sembrava destinato a chiudersi in maniera assai banale e scontata. La trovata degli sceneggiatori ha invece permesso al nostro Saiyan di prendersi la sua rivincita, senza però decretare la vittoria del Settimo Universo, che di conseguenza dovrà giocarsi tutti i propri assi nella manica per sperare di sopravvivere. Alle porte di un finale che a questo punto appare davvero imprevedibile, non possiamo che ritenerci soddisfatti della qualità complessiva dell’episodio 130, che proprio nei suoi ultimi istanti ci ha regalato una sorpresa inaspettata: il ritorno del cyborg N.17. Dal momento che il ragazzo è stato l’assoluta rivelazione del Torneo del Potere, non è escluso che propria la sua ricomparsa possa in qualche modo aprire la via verso la vittoria al team di Lord Beerus, specie ora che Jiren è così malridotto e affaticato.